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giovedì 11 marzo 2021

Malga Cloz, il cuore rustico della Val di Non

Malga Cloz, immersa nella neve della Val di Non (Tn) © Luca Ferrari

Alla scoperta della placida Malga Cloz (1734 m s.l.m), immersa nel panorama innevato della Val di Non (Tn)  al cospetto della catena delle Maddalene

di Luca Ferrari

Val di Non, avamposto di natura, stalle dal fascino infinito e placide passeggiate. Qualche tornante, e poi addio alla macchina, destinazione Malga Cloz. Una breve passeggiata tra il “soffice” verde del bosco e poi ecco il panorama aprirsi. Solo neve, montagne, cielo azzurro e un sentiero. Pochi minuti di camminata senza chissà quale sforzo. L'ideale per chi non è troppo attrezzato o vuol provare la gioia di portare il proprio figlioletto sulla neve con la slitta. E lì, nel silenzio immacolato, qualche gustosa specialità locale per unire l'anima al palato.


 Leggi il mio reportage sul settimanale internazionale L’Italo-Americano.

Camminando nel bosco verso Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari
Sul sentiero innevato verso Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari
Sul sentiero innevato verso Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari
 Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari
Benvenuti a Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari
Tagliatelle al ragù e canederlotti, una delizia da gustare a Malga Cloz © Luca Ferrari
Polenta, formaggio di malga e crauti, una delizia a Malga Cloz © Luca Ferrari
La catena delle Maddalene tutt'intorno a Malga Cloz, in Val di Non (Tn) © Luca Ferrari

giovedì 12 marzo 2020

In stalla con le mucche di Castelfondo

Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Montagna è sinonimo di mucche. Se d'estate s'incontrano placide nei pascoli, d'inverno le possiamo andare a trovare nelle stalle, come a Castelfondo (Tn) in Val di Non.

di Luca Ferrari

Un lungo e fragoroso muggito. Il ruminare incessante. Un odore agreste circondato dalle vette sempre più vicine. Un piccolo break dalla vita cittadina mi ha portato fino alla provincia autonoma del Trento, destinazione Castelfondo (948 m s.l.m.). Un territorio questo dove la mela è l'indiscussa regina e nelle latterie sociali si respirano aromi caseari di rara intensità. A regalarci questi ultimi (e altri) prodotti, loro, le mucche. Il simbolo per eccellenza delle montagne, qualunque esse siano. Che si tratti delle Tre Cime di Lavaredo, il Monte Civetta o il Monte Ozolo, è inimmaginabile pensare a uno scenario in quota senza il campanaccio delle mucche al pascolo.

Venire in Trentino d'inverno è sinonimo di passeggiate immacolate e sciate senza fine. Questa volta però ho potuto fare un altro tipo d'incontri grazie al sincero impegno dei titolari dell'Agritur Melango di Castelfondo dove le colazioni sono esattamente come potete leggere nelle recensioni: fenomenali! E' stato grazie al loro interesse che ho potuto visitare una vicina stalla, facendo così la conoscenza di amici pennuti (oche, galline), disturbare tanti amichevoli bovini intenti a mangiare il foraggio e ciliegina sulla torta, godere dell'inimitabile panorama in compagnia di alcuni magnifici esemplari equini.

Non sono nato in campagna e non ho mai frequentato ambienti simili eppure quell'odore di fieno e letame mi è sempre piaciuto. Nel vedere tutte queste mucche, da giornalista cinematografico quale sono, la mia memoria mi ha subito riportato a quei due, Peppone e Don Camillo. Nel bel mezzo di un "siopero" agricolo, i due rivali politici lavorano come muli tutta la notte e di nascosto, per salvare le vacche della stalla più grande del paese, concludendo l'immane fatica con una briscolata e un secchio (intero) di latte ciascuno, brindando all'amicizia e alla propria coscienza, quella che la voce fuori campo dei film tramandava, avesse sempre l'ultima parola nei due personaggi. E così in effetti era ed è ancora oggi qui, a Castelfondo, nella Val di Non.

Il placido panorama di Castelfondo (Tn) © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), una stalla © Luca Ferrari
Alcuni "abitanti pennuti" di Castelfondo (Tn) © Luca Ferrari
Alcuni "abitanti pennuti" di Castelfondo (Tn) © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), un vitellino si disseta nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucca mangia il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche si riposano nel tepore bovino della stalla ... culo muuuuuu © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), mucche mangiano il fieno nella stalla © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), cavallo © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), cavalli al pascolo © Luca Ferrari
Castelfondo (Tn), cavalli al pascolo © Luca Ferrari

sabato 28 settembre 2019

Alto Adige: terra di mele, forni "croccanti" e speck

Mercato del Pane e dello Strudel (Bressanone), la tipica merenda tirolese © Antonietta Salvatore
Tempo di mele, forni "croccanti" e Alto Adige. Dal 4 al 6 ottobre tornano il Mercato del Pane e dello Strudel a Bressanone e lo Speckfest a Santa Maddalena (Bz).

di Luca Ferrari

L'arte di fare il pane. Ingredienti naturali e di cereali di provenienza prevalentemente locale. Una piazza che si trasforma in una cornucopia di storia, tradizioni e sapori. Puntuale anche quest'anno nel primo weekend di ottobre, torna il Mercato del Pane e dello Strudel nella città altoatesina di Bressanone. Passano le edizioni ma rimettere piede in questo avamposto di genuinità è sempre un'esperienza capace di toccare tutti i sensi, tanto per i grandi quanto per i piccini per i quali sono sempre previste attività specifiche.

L´arte di fare il pane vanta una lunghissima tradizione in Alto Adige che si rivela tutt´oggi ancora molto viva e sentita. Dal rinomato pane di segale croccante alla pagnotta pusterese fino alla pagnotta venostana in coppia, ogni vallata vanta la propria specialità di pane. E quasi ogni panettiere custodisce gelosamente la sua ricetta, dove differenti miscele, varietà di cereali e altri ingredienti conferiscono ad ogni tipo di pane un gusto unico.

Fratello gemello del Mercato di Bressanone, anche quest´anno il paesino di S. Maddalena ai piedi delle Odle, nella valle di origine del noto scalatore Reinhold Messner, propone la Festa dello Speck, che attira visitatori vicini e lontani n. Sarà un´occasione per godere non solo della bontà del salume per eccellenza dell'Alto Adige ma anche del panorama spettacolare di uno dei più affascinanti paesaggi alpini altoatesini. Questo il programma dell'edizione 2019:


Sabato 05 ottobre (entrata libera)

  • dalle ore 10.00 Inizio della festa con il gruppo musicale „6 Loidner“ 
  • dalle ore 12.30: Inaugurazione ufficiale della festa, Taglio della baffa di speck, Benvenuto da parte dei rappresentanti di politica ed economia, Sessione di autografi con la Regina dello Speck in carica 2018/2019
  • dalle ore 13.30: Intrattimento musicale con il gruppo „Sunnseit Brass“ - Spettacolo folcloristico con gli “Alphornbläser” della Val Sarentino - Presentazione della lotteria della Festa dello Speck - Speck Cinema, mercato contadino, artigianato tipico locale,degustazione di speck e molto altro
  • dalle ore 16.00:  Chiusura musicale con il gruppo „Villnösser Böhmische“


Domenica 06 ottobre 

  • dalle ore 10.00: Inizio della festa
  • dalle ore 11.00: RAI Alto Adige live con Norbert Rabanser – Distribuzione dei pezzi di speck – Sessione di autografi con la Regina dello Speck in carica 2018/2019
  • dalle ore 13.00: Concerto con la banda musicale della Val di Funes
  • dalle ore 14.00: Incoronazione della nuova Regina dello Speck 2019/2020 – Presentazione della lotteria della Festa dello Speck – Spettacolo folcloristico con i “Villnösser Schuhplattler” – Foto ed autografi con la nuova Regina dello Speck
  • dalle ore 15.00: Intrattenimento musicale con il gruppo „Die Klausberga“ – Estrazione della lotteria della Festa dello Speck – Speck Cinema, mercato contadino, artigianato tipico locale, degustazione di speck, cavalcata su pony e molto altro
  • dalle ore 17.00: estrazione della lotteria della Festa dello Speck
  • dalle ore 18.30: Chiusura musicale

Entrata: € 7,00 per adulti*, per bambini sotto i 14 anni l’entrata è gratuita. Il biglietto d’ingresso può essere utilizzato per ricevere un pezzo di Speck e un buono del 10% presso PUR Südtirol per l’acquisto online di Speck Alto Adige IGP.

GPS posizionato, ad attenderci: la Festa del Pane e dello Strudel di Bressanone insieme allo Speckfest di Santa Maddalena.

Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – pagnotta pusterese © Antonietta Salvatore
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - gli inimitabili canederli © Luca Ferrari
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – il burro artigianale © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – dalle mele allo strudel © Antonietta Salvatore
S. Maddalena (Bz), Speckfest - vassoio di assaggi di speck © Luca Ferrari
S. Maddalena (Bz), - lo Speckfest © Luca Ferrari

martedì 11 dicembre 2018

Italia-Austria, fascino da confine

Versciaco (BZ), a ridosso del confine con l’Austria © Luca Ferrari
Assenza di confini significa in primis maggiore libertà, ma anche un po' meno fascino.

di Luca Ferrari

Iniziava il viaggio. Si salutava l’Italia, pronti per oltrepassare la frontiera. Emozionati, sì.  Con la carta d’identità pronta in mano. Si sarebbe raccontato un viaggio all’estero. Un’antica emozione il cui fascino è stato cancellato dall’unione degli stati europei. Forse più praticità. Di sicuro, meno stupore per chi è alle prime armi.

Superata la placida San Candido (BZ), svolto a destra, direzione Austria. Mi resta ancora un paese prima di cambiare nazione, Versciaco. Forse a molti questo nome non dirà nulla, ma per chi conosce la storia, o ha ricordi della II Guerra Mondiale, magari tramandati dai nonni, presso questo paese c’è un aneddoto molto particolare.

Fra il 1939 e 1942 venne qui costruito il cosiddetto Sbarramento di Versciaco (ted. Vierschach) è uno degli sbarramenti del XV Settore Pusteria, e che andava a comporre il Vallo Alpino in Alto Adige (detto anche “linea non mi fido”), un complesso sistema di fortificazioni eretto per difendere i confini italiani da una possibile invasione da parte della Germania nazista

Mi guardo intorno mentre la macchina si lascia alle spalle prati verdi, montagne innevate (alcune) e gli ultimi metri italici. Tutt’intorno boschi (e dei locali davvero caratteristici della zona) e un binario su cui galoppa un treno di pochi vagoni. Manca sempre meno. Eccomi. Ma che succede? Ah già. L’Europa Unita. Niente più dogana.

Senza entrare in contesti geopolitici, mi ritrovo sul confine italo-austriaco parecchi anni dopo la mia ultima visita. Parecchi, dire. Un tempo era molto diverso. C’erano ancora le frontiere. C’era ancora la dogana. In Italia. Uno spazio di terra neutrale, e quindi nuovo controllo, ed ecco l’Austria.

Avuto l’ok dai funzionari stranieri, prima tappa: la banca, per  cambiare le lire. I soldini messi da parte venivano trasformati in queste nuove monete: gli scellini. Nuove banconote. Nuovo conio. Tutto differente. Tutto sorprendente. Già questa era un’avventura. Conservare ancora una moneta che adesso non esiste più.

Si girava l’Austria. Capendo poco la lingua, e quando si pagava, subito a fare i conti per capire se fosse più cara o meno dell’Italia. Ogni viaggio oltre confine, era sempre un nuovo dialogo con un’altra cultura. Arricchito dalle loro peculiarità più tangibili. Non c’era il satellitare. Si sbagliava strada. Si chiedeva informazioni sorridendo.

Adesso c’è solo un cartello che mi indica in quale stato sono. Gli edifici circostanti, per la maggior parte, sono dimessi. Molte macchine vengono qui a fare benzina (che costa meno rispetto ai nostri distributori). Compro qualche cartolina. Pago in euro, ma il francobollo è differente. Ritorno nella terra natia. C’è meno gusto, lo ammetto.

Versciaco (BZ), a ridosso del confine con l’Austria © Luca Ferrari

lunedì 26 novembre 2018

Dobbiaco, sinfonia montana

Dobbiaco, la chiesa di S. Giovanni Battista © Luca Ferrari
Viaggio fra le rilassanti stradine del comune di Dobbiaco, nella provincia autonoma di Bolzano, dove l'artista tedesco Gustav Mahler compose due sinfonie e il Canto della Terra.

di Luca Ferrari

Rientrato in Italia dopo una scampagnata in Austria, sono già un po’ triste all’idea di rifare tutta la strada del ritorno e abbandonare le ammalianti montagne alto-atesine, che una cappelletto alla mia destra mi rapisce. Fa quasi tenerezza a vederla. Ne devo sapere di più. Invece di girare a San Candido, proseguo diritto e raggiungo Dobbiaco.

Qualche informazione all’ufficio turistico e scopro di avere appena ammirato la tappa finale della Via Crucis delle cappelle (realizzate nel 1519 da Michael Parth) della passione. Cinque in tutto, che insieme costituiscono il Sacro Monte. Quella che mi ha stregato è la cappella di Lerschach, consacrata a San Giuseppe.

Nel congratularmi con la mia curiosità che mi ha portato fino a Dobbiaco, ne approfitto  per fare un giro nel paese e godermi qualche (si fa per dire) minuto davanti all’imponente Cima Nove. Un colosso dolomitico che sfiora i tremila metri di altezza, ed è così chiamato per i nove pennacchi sulla sua sommità.

Dobbiaco uno dei comuni delle Tre Cime, situato a 1256 metri sopra il livello del mare, in Val Pusteria nella Provincia Autonoma di Bolzano. Giace in una vallata, ben protetta dalle Dolomiti (Cima Nove, Monte Serla) da una parte, la catena delle Alpi dei Tauri occidentali e delle Alpi Carniche (Cornetto di Confine, Corno Fana), dall’altro.

Caratteristica della sua pozione geografica, è che Dobbiaco si trova all'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione che portano da Venezia fino alla Baviera e dalla Valle dell'Adige alla Valle della Drava. Dopo una pausa culinaria a base di speck (tipico del posto) e formaggio, una candela accesa nella chiesa di S. Giovanni Battista, al centro del paese  mi imbatto nella statua del celeberrimo musicista Gustav Mahler (Kalischt, 1860 – Vienna, 1911 ), compositore e direttore d'orchestra austriaco di origine boema.

Sotto la statua, una targa dice: “Gustav Mahler trascorse le sue ultime estati: 1908, 1909 e 1910 in Dobbiaco. Qui vennero composte alcune delle sue opere più importanti: Il Canto della Terra, la Nona Sinfonia e le bozze della Decima. Questo monumento è stato realizzato nel 1983 dallo scultore Bojan Kunaveò di Lubjana per il comune di Dobbiaco”.

Dobbiaco, panoramica appena fuori dal paese © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ) © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), la statua di Gustav Mahler © Luca Ferrari
Dobbiaco, piazzetta con fontana © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), scorcio cittadino © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), targa sotto la statua di Gustav Mahler © Luca Ferrari

venerdì 12 agosto 2016

Malga Fane, la magia della Festa del Latte

La fresca magia della Festa del Latte
Viaggio nel mondo del latte, nell’omonima e celeberrima Festa altoatesina giunta quest’anno alla VI edizione. Appuntamento a Malga Fane (Bz) sabato 27 e domenica 28 agosto.


Montagne. I muggiti delle mucche. Il verde dei pascoli. Uno scenario che anche solo immaginarlo trasmette pace e spensieratezza con vista sulla propria infanzia. Dall'idea alla vita vera, quella della Festa del Latte che avrà luogo sabato 27 e domenica 28 agosto nell’incantevole cornice della Malga Fane, frazione di Rio di Pusteria, un villaggio alpino  idilliaco e unico nel suo genere che porta a perdersi tra montagne suggestive, baite, fienili, rifugi e la piccola chiesetta.

Con cadenza biennale, la Festa del Latte è ormai un appuntamento immancabile per l’estate altoatesina ma soprattutto è l’occasione per grandi e piccini di immergersi nei segreti di questo prezioso alimento e dei suoi derivati, quali burro, formaggio, yogurt e mozzarella. E così si scopre che quella che arriva sulle nostre tavole è la passione del lavoro di 5000 contadini che puntuali ogni giorno consegnano il latte fresco alle latterie cooperative per la lavorazione.

Una festa per tutti in cui si può imparare divertendosi a passeggiare lungo la Via Lattea - il sentiero informativo che racconta la lunga tradizione della lavorazione del latte, partecipando alle attività, ai laboratori e ai giochi organizzati. E per deliziare anche il palato, tanti piatti tipici a base di latte e un ‘milk bar’ specializzato in frullati e specialità allo yogurt per tutti i gusti.

Questo il programma.
Sabato 27.08.2016 | 10:00 – 18:00

10:00 Inizio festa: gruppi musicali e di ballo* e fiabe sul latte
10:00 - 17:00 Olimpiadi del latte per adulti e bambini
10:00 - 18:00 Giochi e lavoretti sul latte per bambini
13:00 Inaugurazione ufficiale

*Gruppi musicali e di ballo: “Tanzlmusig” Nova Ponente, “Volksmusikanten” di Fié, “I Du und Er” , “Die Haderkrainer” , “Tanzlmusig” San Genesio, Robert e Kurt,
“Garner Schuhplattler” , “Goaslschneller” di Castelrotto, “Alphornbläser” di Renon, ed altri.

Domenica 28.08.2016 | 10:00 – 18:00

10:00 Inizio festa: gruppi musicali e di ballo* e fiabe sul latte
10:30 Santa Messa
12:00 - 17:00 Olimpiadi del latte per adulti e bambini
10:00 - 18:00 Giochi e lavoretti sul latte per bambini

*Gruppi musicali e di ballo: il coro maschile Valles, la “Junge Böhmische” di San Paolo, i “Volksmusikanten” di Fié, “Die 3 luschtign 4”, “Junge Schuhplattler” Val di Funes, “Die Klausner”, ed altri.

Malga Fane (Bz) - la Festa del Latte

mercoledì 9 luglio 2014

Ortisei, la IV Biennale Gherdëina

Bruno Walpoth - Laura non c'è
Alla IV edizione della Biennale Gherdëina (Ortisei, 18 luglio – 1 ottobre 2014) sale in cattedra la scultura del Legno/Wood/Holz/Lën.

di Luca Ferrari

Dimore fatate da sottobosco. Sentieri verticali dove la resina tramanda lo sguardo del sole. Movimenti solidificati. Mongolfiere e radici metaforiche. Lo  sguardo silenzioso nell’atto anche di un solo pensiero. Tavolozza naturale per le infinite forme dell’anima più naturale. Il legno ferma il tempo e la materia. Legno/Wood/Holz/Lën indiscusso protagonista a Ortisei (Bz) alla IV Biennale Gherdëina.

In Trentino-Alto Adige giovedì 17 luglio sarà inaugurata la quarta edizione della Biennale Gherdëina di Ortisei, un evento curato da Luca Beatrice. Le opere, esposte nell'area pedonale del comune bolzanese, sono state tutte realizzate in legno appositamente per la Biennale. La scelta del materiale per la produzione, unico vincolo imposto agli artisti, intende creare un forte collegamento con le radici più tradizionali della Val Gardena, dando allo stesso tempo al legno dignità di elemento legato all'arte contemporanea e non solo all'artigianato.

Ai più esperti artisti del legno Bruno Walpoth e Willy Verginer, si sono affiancati colleghi alla prima esperienza col materiale. È il caso per esempio dello scultore inglese residente a Udine, Chris Gilmour, artefice di una sorta di ritrovamento di casse contenenti materiali archeologici sopravvissuti a chissà  quale trafugamento o disastro naturale.

La meranese Sonia Leimer residente a Vienna invece, ha optato per una rivisitazione concettuale di un tema della tradizione gardenese, quella dei banchi di lavoro. Il pittore-scultore milanese Velasco Vitali infine, si è lanciato in gigantesca mongolfiera in legno e ferro.

“Per la prima volta, da quando la Biennale esiste, è stato chiesto agli artisti di elaborare un progetto di scultura pubblica in grado di interagire con il centro storico di Ortisei, dialogando con cittadini e turisti senza imporsi come un segno calato dall’alto” ha sottolineato il curatore Luca Beatrice.

“Non c’è stato vincolo di soggetto né di tema” ha poi proseguito, “ma il materiale utilizzato doveva essere il legno, anche se non tutti gli artisti sono degli autentici specialisti. Il legno si porta dietro un valore aggiunto per il suo incredibile rapporto col passato. Racconta storie. Non respinge lo sguardo. Incita al tatto e al calore. Sono sempre più numerosi gli artisti internazionali che lo utilizzano per le proprie sculture o all’interno delle proprie installazioni”.

Chris Gilmour – "3 bikes” (installation)
Sonia Leimer – Ohne Titel(Versenkbares Objekt)
Willy Verginer – Ortisei
Velasco Vitali – Aria, work in progress