La comunità della Diedo è in fermento. Dopo le proteste, anche una mostra fotografica. "Continueremo a far crescere questa scuola, il suo valore e il futuro dei nostri figli”.
di Luca Ferrari
“Scuola, una parola semplice ma che per tutti noi significa molto di più: crescita, amicizia, futuro, comunità. E proprio per questo non possiamo restare in silenzio davanti all’idea che tutto questo possa scomparire. Non possiamo lasciare che una realtà costruita negli anni venga cancellata senza far sentire la nostra voce. Oggi siamo uniti dal desiderio comune di difendere un luogo che appartiene ai nostri figli, alle famiglie, al quartiere, ai ricordi di intere generazioni. Questi giorni non saranno ricordati come quelli in cui abbiamo passivamente assistito alla chiusura della Scuola Elementare Diedo, ma come un tempo in cui genitori, insegnanti e bambini hanno deciso di non arrendersi e lottare perché questa non è solo una scuola. È un punto di riferimento. È vita quotidiana. È il posto in cui i bambini imparano a studiare ma anche a diventare gli adulti del domani". È la voce unanime e indomita della comunità della Diedo.
La Diedo è l'unica scuola a modulo di Cannaregio, una realtà cioè che prevede 2 o al massimo 3 giorni a tempo pieno. Una delle pochissime realtà di tutta l'area lagunare con questa struttura didattica. A pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico, il destino del plesso scolastico è ancora incerto. Tutto può accadere. Le proprietarie dell’immobile, le Suore della Riparazione di Milano, rivogliono l'edificio per venderlo, e a tal proposito hanno già provveduto a notificare lo sfratto. Di diverso avviso il Comune di Venezia che starebbe valutando anche l’ipotesi dell’esproprio per pubblica utilità, lo strumento cioè con cui un ente pubblico può acquisire un immobile privato ritenuto di interesse collettivo, riconoscendo un indennizzo ai proprietari. Al fianco delle famiglie è sceso pubblicamente anche il Patriarcato di Venezia, che ha giudicato la vendita incompatibile con il lascito testamentario ottocentesco.
E nel frattempo, cosa stanno facendo le famiglie degli alunni della Diedo? Da quando hanno cominciato a serpeggiare notizie poco rassicuranti sul destino della scuola, è iniziata una grossa mobilitazione, ricollegandosi idealmente alle proteste del 1989, quando anche allora la scuola rischiò di chiudere. Ultima azione in ordine temporale, la mostra fotografica - Sto con i bambini della Diedo di Venezia (18-19 maggio 2026), allestita nel Circolo virtuoso Ca' Rapace, uno spazio non casuale, nato proprio dall'impegno di quella cittadinanza attiva che non si rassegna a una "Venezia mordi-e-fuggi turistica". In poco tempo questo spazio adiacente l'ampio parco Groggia è diventato uno spazio fondamentale per le famiglie del sestiere di Cannaregio per feste di compleanno, attività di doposcuola e anche eventi pubblici.
L'esposizione è "il racconto visivo di una scuola che è molto più di un edificio: è un luogo di crescita, identità e comunità". Il percorso espositivo prende avvio dal giorno dell'inaugurazione della Diedo a Palazzo Marovich, momento carico di entusiasmo e aspettative in cui tutto sembrava possibile e il futuro prendeva forma tra nuove aule, corridoi pieni di vita e un grande giardino, spazio aperto di incontro, gioco e scoperta. Le fotografie raccolte restituiscono frammenti della vita della scuola nel corso degli anni segnati dal passaggio di generazioni di studenti, ciascuna con le proprie storie, sogni e trasformazioni. Tra sorrisi, attività quotidiane e momenti di vita scolastica - dentro le aule come all'aperto, tra alberi, stagioni e ricreazioni condivise - emerge il legame profondo tra le persone e questo luogo, che negli anni è diventato punto di riferimento per intere generazioni.
Tra le foto recenti più significative, il gigantesco striscione appeso fuori dall'edificio scolastico (ormai) da mesi e un pannello realizzato sul momento dai piccoli inquilini della scuola Diedo, che con matite e pennarelli hanno voluto lanciare il proprio messaggio-appello perché nessuno gli porti via la loro amata scuola, scrivendo con la semplicità della loro infanzia. A dare sostegno alla causa, anche numerosi personaggi della cultura e del mondo dello sport che hanno messo la loro faccia per sostenere la salvaguardia a cominciare dal duo comico Carlo & Giorgio, il cantante Sir Oliver Skardy, il giornalista Luca Serafini, l'attore Francesco Arca, l'ex-calciatore Fabio Galante, gli scrittori Alberto Toso Fei e Carlo Montanaro, la storica Tiziana Plebani, la campionessa mondiale Sara Cardin, il famoso dj veneziano Spiller,
La scuola primaria Antonio Diedo si trova al 2385 di Fondamenta Grimani, 2385. Venendo dalla stazione/piazzale Roma, la strada più romantica per raggiungerla è camminare su Fondamenta della Misericordia, costeggiando l'omonimo canale. Superato il ponte dell'Aseo la "strada veneziana" si fa più larga. Dopo poco ecco un non ben definito edificio lasciare a una imponente muratura, come se fosse un piccolo castello. La cinta muraria prosegue fino a "girare a destra" arrivando in Fondamenta Grimani. Nessuno potrebbe immaginare che oltre quel muro si trovi una scuola, anzi, un giardino scolastico. Quella è la scuola Diedo, raggiungibile a piedi passando per ponte e campo San Marziale, quindi Fondamenta Moro e l'omonimo ponte. Passeggiando, provate a tendere l'orecchio. Negli orari di ricreazione e/o fine lezionui, sentirete un inequivocabile e intenso vociare fanciullesco. Una vera pioggia di contagiosa allegria. Quanto sarebbe triste se passando non si sentisse più nulla.
Il futuro della scuola elementare Diedo è incerto ma la speranza è ben più forte della rassegnazione. E allora oggi, con una sola voce, la comunità della Diedo ha un messaggio chiaro:
"Noi non ce ne andremo in silenzio.
Noi non accetteremo tutto questo senza lottare.
Noi continueremo a difendere questa scuola, il suo valore e il futuro dei nostri figli."




































