venerdì 9 ottobre 2026

Reyer Venezia, il futuro è giovane

Venezia, il "palazzetto" all'aperto del King of San Giobbe © Umana Reyer

La Reyer Venezia è un’eccellenza del basket italiano. Il King of San Giobbe e la partecipazione alla prossima Next Gen EuroLeague Under 18 testimoniano l’impegno nella crescita dei giovani.

di Luca Ferrari

Un campetto e una palla. Ogni grande storia umano cestistica inizia così. Le corse. Gli allenamenti. Le gioie. Le sconfitte. La squadra. Oggi restiamo ammaliati dalle performance di Lorela Cubaj e Amedeo Tessitori ma anche loro sono stati "piccoli". Anche loro sono stati giovanissimi. Incontrare società che credono e valorizzano il mondo giovanile è fondamentale per raggiungere grandi traguardi. La Reyer Venezia è una delle più importanti realtà sportive del panorama veneziano e nazionale. Le squadre maschili e femminili figurano tra le principali contendenti al titolo nazionale, mentre sul palcoscenico internazionale entrambe disputeranno l’EuroCup nella stagione 2026-27. Per raggiungere i traguardi più prestigiosi, bisogna partire dal basso, quando tutto è ancora (quasi) un gioco. Le radici sono solide. Cultura e disciplina. Dialogo e programmazione. Sinergie e sogni che diventano obiettivi concreti. Questo è il basket della Reyer Venezia. 

Tra grande partecipazione ed entusiasmo, nei giorni scorsi si è svolta la II edizione del Kings of San Giobbe, il torneo di basket 3x3 che ha trasformato l'area urbana adiacente al polo universitario di San Giobbe in un'arena di sport e condivisione. L'iniziativa, nata dalla sinergia tra Umana Reyer, il Dipartimento di Economia e la Venice School of Management dell'Università Ca' Foscari Venezia, ha rappresentato un importante momento di aggregazione e festa per l'intera comunità studentesca. Per oltre quattro ore, la Corte delle Beccarie è diventata il cuore pulsante delle attività sportive, accompagnate da musica e intrattenimento, coinvolgendo centinaia di ragazze e ragazzi. L'evento ha saputo coniugare la sana competizione sul campo con il valore della socializzazione, offrendo un'opportunità unica per vivere gli spazi cittadini a ridosso delle sedi accademiche.

L’Università è da sempre luogo di cultura e incontro, il contesto in cui le nuove generazioni iniziano a progettare il proprio domani. In questo percorso, l'Umana Reyer ha saputo (e intende ancora) rinnovare il proprio impegno a supporto di un grande progetto metropolitano: un'iniziativa che unisce un vasto territorio attraverso lo sport, mettendo al centro la partecipazione attiva e l'energia dei giovani. Questo secondo appuntamento del King of San Giobbe ha confermato la grandiosa capacità dello sport di fare rete e creare comunità, consolidando la partnership tra l'Umana Reyer e i dipartimenti cafoscarini, destinata a crescere e a proporre nuove opportunità per il futuro. Torneo a parte, ad aggiungere adrenalina all'evento, ci ha pensato il gioco del "KO", una gara di tiro ad eliminazione che ha visto la partecipazione e il tifo di gran parte del pubblico presente, nonché tra le gare più amate anche dalle giovani leve del minibasket. 

Dai sogni dei giovani a chi sta già calcando i grandi palcoscenici della palla a spicchi, anzi i parquet, come quelli della prossima Adidas NextGen EuroLeague, la principale competizione europea giovanile a cui la Reyer parteciperà per la decima volta. Prima vetrina per i talenti da tutta Europa, quest'edizione si svolgerà dal 21 al 23 gennaio 2027, e vedrà la presenza dei settori giovanili delle squadre di EuroLeague, EuroCup e altre accademie di alto livello provenienti da 15 Paesi, per un totale di 40 formazioni. Per l’Italia, oltre alla Reyer, saranno presenti Virtus Bologna, Olimpia Milano e Dolomiti Energia Trento (con Orange1 Bassano impegnata nel Pre-Qualifier di Vienna). La partecipazione orogranata rappresenta un traguardo che conferma la qualità del lavoro svolto dal settore giovanile veneziano e il crescente riconoscimento del progetto Reyer a livello continentale.

lunedì 5 ottobre 2026

Alto Adige, la Festa dello Speck

Speckfest Alto Adige - Ph_Gianvito Coco

Ci sono piatti che richiamano subito a un territorio. Il 26 e il 27 settembre la cima del Kronplatz (Plan de Corones) è stata il centro della Festa dello Speck Alto Adige.

di Luca Ferrari

Cultura ed enogastronomia locale ad alta quota. Sulla cima del Monte Kronplatz (Plan de Corones, 2.275 m) migliaia di persone sono accorse per partecipare alla Festa dello Speck Alto Adige, quest'anno ancora più speciale. Il Consorzio Tutela Speck Alto Adige infatti ha celebrato: i 30 anni dall'ottenimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Più di un semplice evento gastronomico, la Festa dello Speck Alto Adige è stata un autentico palcoscenico per celebrare in grande stile tutta la cultura e le tradizioni alimentari altoatesine. Tra le suggestive baite animate a festa e il profumo inconfondibile della leggera affumicatura tradizionale, i visitatori hanno potuto vivere un'esperienza immersiva a 360 gradi.

Il pubblico, giunto in quota attraverso gli impianti di risalita, ha avuto l'opportunità di scoprire i segreti dello Speck Alto Adige IGP attraverso degustazioni guidate, dimostrazioni tecniche e abbinamenti culinari proposti dai produttori selezionati. A incorniciare questa ricca offerta gastronomica è stato allestito un percorso espositivo dedicato alle specialità tipiche, con stand riservati all'artigianato locale e ai prodotti a chilometro zero, il tutto accompagnato dall'allegria e dall'energia delle esibizioni di gruppi di musica tradizionale dal vivo.

Speckfest Alto Adige - Ph_Gianvito Coco

giovedì 1 ottobre 2026

Storie e destini italiani di Eurobasket

 Le giocatrici oro-granata al termine della partita © Reyer Venezia

KO nel preliminare di EuroLeague, la Reyer Venezia giocherà in EuroCup insieme a GEAS, ieri vittoriosa, Derthona e a Campobasso. Il basket italiano è pronto per una nuova stagione di basket europeo.

di Luca Ferrari

Una serata da dentro e fuori finisce nel modo peggiore. La Reyer Venezia viene a sorpresa eliminata dalla compagine francese del Flammes Carolo nel preliminare di EuroLeague, "retrocedendo" in EuroCup. Tanta amarezza non solo per la stagione appena iniziata, ma anche considerando l'accesso alle Final Six nella massima competizione cestistica centrata appena pochi mesi fa. Avversarie decisamente più in palla e Reyer ancora (troppo) in rodaggio, alle prese con una squadra rivoluzionata che ha perduto le storiche Martina Fassina e Giuditta Nicolodi, inserendo ben cinque nuove giocatrici: Andrijana Cvitkovic (CRO), Alexia Chery (FRA), Marena Whittle (AU), Alyssa Utsby (USA) e Giovanna Elena Smorto (ITA). La Reyer ha retto solo il primo quarto, chiuso in vantaggio 20-16 grazie in particolare alle scorribande di Francesca Pasa ma già all'intervallo la squadra veneta era sotto di 10, arrivando a un passivo di -30 e chiudendo con un laconico 55-81.

Venezia, 30 settembre. La Reyer si presenta al Taliercio decisa a cominciare la stagione nel migliore dei modi. Tra il pubblico a sostenerle, anche alcuni colleghi maschi oro-granata e lo stesso coach croato, Neven Spahija (amico d'infanzia del compianto Drazen Petrovic, ndr). La partita si fa subito spigolosa. Le francesi difendono molto e con soventi raddoppi. A differenza delle padrone di casa, sbagliano poco sotto canestro. La sensazione iniziale è che la sfida sarà dura ma che la si possa fare propria, un po' come l'esordio delle Azzurre ai Mondiali di Berlino contro la Repubblica Ceca. Un'impressione-speranza che col passare dei minuti si fa sempre più fioca. La squadra comunque non ha mai mollato. Santucci mai doma. Cubaj, grinta da vendere. Villa in odore di qualche magia. Questa volta però, la vittoria non arriva e la Reyer saluta anzitempo l'EuroLeague. Una sconfitta senza appello. 

Palasport Taliercio (Ve) - Reyer v Flammes © Luca Ferrari

ASarebbe troppo facile puntare il dito verso questo o quello. Le serate storte, purtroppo, capitano, nella vita come nello sport anche se alle volte avvengono in momenti cruciali. Il gruppo oro-granata è di indubbio valore e avrà sicuramente modo di dimostrarlo nel corso della (lunga) stagione), a partire già da sabato 3 ottobre nell'Opening Day del campionato e successivamente nelle sfide del girone F di Eurocup, che lo vedrà contrapposto al TTT Riga (Lettonia), alla Universitatea Cluj (Romania) e alla Elitzur Ramla (Israele).

Nel dettaglio:

  • 1ª Giornata | Giovedì 15 ottobre 2026, Reyer Venezia vs Universitatea Cluj
  • 2ª Giornata | Giovedì 22 ottobre 2026, Elitzur Ramle vs Reyer Venezia 
  • 3ª Giornata | Giovedì 29 ottobre 2026 (ore 18:00), TTT Riga vs Reyer Venezia
  • 4ª Giornata | Mercoledì 4 novembre 2026 (ore 18:00), Universitatea Cluj vs Reyer Venezia
  • 5ª Giornata | Giovedì 26 novembre 2026, Reyer Venezia vs Elitzur Ramle 
  • 6ª Giornata | Giovedì 3 dicembre 2026, Reyer Venezia vs TTT Riga

Se i supporter della Reyer non hanno sicuramente vissuto una serata piacevole, tutt'altro umore si è respirato al PalaAllende di Cinisello Balsamo dove GEAS ha sconfitto l’Impulso 360 CAB Estepona anche nella gara di ritorno del preliminare di EuroCup, entrando così nel tabellone principale. All'andata la squadra guidata da Cinzia Zanotti si era imposta 76-65. Tra le mura domestiche ha mantenuto i binari della vittoria, chiudendo 76-71. Da segnalare le super prove dei neo-acquisti Lani White, americana arrivata dalle Utah Utes in NCAA, che ha messo a referto 25 punti, l'olandese Laura Cornelius, anch'essa andata in doppia cifra (23) così come la danese Julianna Okosun (10). A cementare la vittoria, i punti dell'azzurra Martina Kacerik (5) e di Giuditta Nicolodi (4).

La stagione europea 2026-27 dunque, vedrà una sola squadra italiana impegnata in EuroLeauge, il Famila Wuber Schio, e quattro in EuroCup: Umana Reyer Venezia, Autosped G BCC Derthona, GEAS Basket e La Molisana Magnolia Campobasso.

GEAS vittorioso © Eurocup

venerdì 25 settembre 2026

LBF 2026-27, è tempo di basket

Si alza il sipario sulla stagione 2026-27 di basket femminile. Sabato 3 e domenica 4 ottobre c'è l’Opening Day a Campobasso: sei partite, sei sfide all’insegna dell’adrenalina e dei canestri.

di Luca Ferrari

Famila Schio resterà sul trono della serie A1? Ma soprattutto, dopo tre anni consecutivi in cui la finale è sempre stata una questione veneta tra Reyer Venezia e la formazione scledense, riuscirà una squadra a inserirsi cambiando le regole del gioco? In pole position c'è Magnolia Campobasso, guidata dalla fortissima Sara Madera, autrice di un ottimo pre-Mondiale e Mondiale, nonostante il non eccessivo minutaggio concessole. La squadra molisana si è ulteriormente rafforzata. Insieme alle confermate Simon, Meldere, Miccoli e le giovani classe 2007 Beatrice Cerè ed Emma Giacchetti, quest'ultima invitata al prestigioso Basketball Without Borders di Chicago, anche delle new entries: l'italo-americana Gina Conti, la lettone Kate Vilka e l'americana Elizabeth Scott.

Schio, come sempre, parte favorita anche se dovrà aspettare la fine dei playoff WNBA per ritrovare la sua stella, Cecilia Zandalasini. Zanda è ormai parte del quintetto base delle Golden State Valkyries e a dispetto delle sfide che l'attendono, la squadra californiana è una delle favorite per vincere il titolo grazie anche alla presenza delle fortissime Gabby Williams, Janelle Salaun, Veronica Burton e l'ex-Reyer Kaila Charles. Tra le squadre più attrezzate, anche GEAS. Ottimo il suo debutto nel preliminare di Eurocup. Come la collega veneziana, dalla quale è arrivata l'esperta Giuditta Nicolodi, entrambe hanno cambiato numerose giocatrici e dunque sarà interessante scoprire come si sapranno inserire nei collaudati meccanismi delle veterane. Attenzione all'arrembante Derthona, le non-più-sorprese Panthers Roseto e Alama San Martino, entrambe autrici di un fine campionato da ricordare, con la squadra molisana abruzzese capace di conquistare i playoff, spingendosi fino in semifinale.

I roster sono pronti. I palazzetti attendono di essere riempiti. Gli applausi fremono. Questo il programma della 1° giornata. A dare il via al campionato sarà la squadra campione in carica mentre a chiudere saranno le padrone di casa.

  • (03/10 - 15:00) CLV-Limonta Costa Masnaga vs Famila Wuber Schio
  • (03/10 - 17:15) Umana Reyer Venezia v RMB Brixia Basket
  • (03/10 - 19:30) Alama San Martino di Lupari v People Strategy Panthers Rose
  • (04/10 - 13:45) Autosped G BCC Derthona v O.ME.P.S. Battipaglia
  • (04/10 - 15:45) Geas Basket v Logiman Broni
  • (04/10 - 18:15) Ladies Libertas Livorno v La Molisana Magnolia Campobasso

Vieni a scoprire il calendario del campionato A1 di Lega Basket Femmnile.

La stagione 2026-27 è iniziata col botto... commerciale. Nuovo Title Sponsor della Lega Basket Femminile, è Credem Banca, nella cui sede di Reggio Emilia si è svolta la presentazione venerdì 25 settembre 2026. Emblematiche le parole del Presidente di Credem, Lucio Zanon di Valgiurata: "Essere partner di Lega Basket Femminile e Title Sponsor dei Campionati di Serie A1 e A2 rappresenta per Credem Banca l’opportunità di sostenere il movimento cestistico femminile nel suo continuo ed entusiasmante percorso di crescita. Una prospettiva fatta di valori comuni, attenzione verso le nuove generazioni e un impegno condiviso nella creazione di valore e benessere. Abbiamo scelto LBF anche per affiancarci a uno sport  - al femminile - che tante soddisfazioni sta dando al nostro paese, universo che appassiona e ispira le tante donne che lavorano con noi o che ci scelgono ogni giorno in qualità di clienti".

Novità anche sul fronte della formula. Al termine della Regular Season infatti, le dodici squadre passeranno al Round of Challenges dove disputeranno quattro gare: il punteggio in classifica verrà così aggiunto a quello della classifica della precedente fase di stagione regolare. Le squadre classificate dal 1° all'8° posto poi, al termine del Round of Challenges, saranno ammesse ai Playoff, le rimanenti, quelle dal 9° al 12° posto invece, disputeranno i Play-Out. I Playoff si svolgeranno dal 18 aprile al 18 maggio 2027, data dell'eventuale Gara 5 delle Finali Scudetto. Quarti di finale e semifinali si giocheranno al meglio delle tre partite, mentre le Finals al meglio delle cinque col formato Casa-Casa-Fuori-Fuori-Casa.

Nel corso della giornata è stato inoltre proiettato un commovente video tributo dedicato a Giorgia Sottana, grande ex e leggenda del basket italiano che, appese le scarpe al chiodo, proseguirà il proprio percorso nella LBF nel nuovo ruolo di Talent Creativa. Il Presidente della Lega Basket Femminile, Massimo Protani, ha poi aggiunto: "Nel corso del campionato 2026-27, Lega Basket Femminile non sarà anche impegno nel sociale con diverse iniziative benefiche. La sponsorship con Credem Banca arriva in un anno fortemente simbolico per la Lega, in questa stagione ricorrono i 50 anni dalla sua fondazione, una storia che ha visto sfidarsi squadre leggendarie e campionesse senza tempo. Ci auguriamo di scrivere un nuovo esaltante capitolo in questa stagione".

Dopo tante novità, alcune conferme. Anche in questa stagione FLIMA • www.flima.tv trasmetterà in streaming tutte le partite della stagione sportiva 2026/2027 con la novità dell’intera regular season della Serie A2. L’offerta quindi comprende la Serie A1, la Coppa Italia A1, la Supercoppa Italiana, la Serie A2 e la Coppa Italia A2. Le partite saranno disponibili live e on demand, fruibili da qualsiasi dispositivo, così pure gli highlight e i contenuti esclusivi ed originali realizzati da LBF. I costi, contenuti come sempre, prevedono un abbonamento mensile di 5,99€ mensile o di 42€ per tutte le partite trasmesse durante l'intera stagione sportiva 2026/2027. Per il lancio della nuova stagione l'Opening Day della Serie A1 Credem Banca sarà trasmesso in chiaro su FLIMA.

Altra gradita conferma, la partnership tra la Lega Basket Femminile e la RAI per la trasmissione in chiaro di alcune partite della Serie A1 2026/2027, Supercoppa Italiana 2026 e Coppa Italia A1 2027. Le partite selezionate verranno trasmesse sul canale RaiSportHD, al numero 58 della piattaforma digitale terrestre e in streaming su RaiPlay. Per gli amanti del fantabsket infine, per la prima volta Virtua Basket proporrà sulla propria app la possibilità di giocare anche con la serie A. Tra i campionati giocabili di Virtua Basket, infatti, oltre all’Eurolega, NBA ed LBA ci sarà anche la LBF con la Serie A1 Credem Banca 2026/2027.

Un'ultima nota sul basket femminile. A dispetto di un risultato al di sotto delle aspettative ai recenti Mondiali di Berlino, l'Italia ha dimostrato di sapere competere contro chiunque. È una squadra in salute, per di più sostenuta da un pubblico in costante crescita. A novembre inizia la caccia alla qualificazione per Euro 2028, in Lituania. Per raggiungere la fase a gironi a giugno 2027, le Azzurre se la dovranno vedere contro Slovenia, Austria e Lettonia. Ed è qui, sui campi della Serie A1 in particolare, che emergeranno quei valori di squadra, di gioco e di sacrificio che nessuno come ha saputo e sa valorizzare coach Andrea Capobianco. Nel 2026, ad Atene, la Nazionale femminile vinse la medaglia di bronzo. Nel 2028 potrebbe aumentare la qualità del metallo da far dondolare al collo. Si (ri)comincia!

giovedì 17 settembre 2026

Brioni, le isole dei Non Allineati

Isole Brioni, museo di Tito: nasce il Movimento dei Non Allineati © Luca Ferrari

Né con gli USA né con l'URSS. Durante la Guerra Fredda, nel 1956 sulle isole Brioni, i leader di Jugoslavia, Egitto e India fondarono il Movimento dei Paesi Non Allineati.

di Luca Ferrari

Un arcipelago paradisiaco di pochi km tra storia, architettura e qualche animale esotico. Un breve tragitto in battello da Fažana (Fasana), sulla quasi estremità meridionale dell'Istria, in Croazia, e si può già sbarcare nel Parco Nazionale Brijuni, cuore delle omonime isole (Brioni). Questo angolo di natura e mare cristallino vide una delle più importanti pagine di storia della seconda metà del '900. Settant'anni fa, il 19 luglio 1956, i capi di stato di Jugoslavia, Egitto e India, rispettivamente Josip Broz Tito, Gamal Abdel Nasser e Jawaharlal Nehru, fondarono il Movimento dei Paesi Non Allineati con la Dichiarazione delle Brioni, le quali diventarono note come “le isole della pace”, spezzando la dittatura della Guerra Fredda che vedeva due unici poli contrapposti, Stati Uniti e Unione Sovietica. I Non Allineati erano una vera forza alternativa e attiva, basata sul dialogo e la cooperazione e i cui principi base erano la fine della corsa agli armamenti nucleari, la decolonizzazione, lo sviluppo del terzo mondo e la lotta contro le discriminazioni. Ed è proprio alle Brioni che delle semplici parole divennero il seme fondante di una terza via mondiale.

Croazia, agosto 2026. Fasana è una località molto frequentata nei mesi estivi. Fin dalle prime ore del mattino i turisti si affollano sul molo per acquistare un biglietto e raggiungere le isole Brioni. Ci sono svariate tipologie di imbarcazioni, incluso un simpatico sommergibile rosso con pochi posti disponibili tutti "sopra coperta". Niente ferry. Sulle isole Brioni non c'è posto per le automobili. Una volta sbarcati si può solo camminare, noleggiare una bicicletta o approfittare di un trenino su gomma, quest'ultima opzione collegata all'acquisto (conveniente) del pacchetto con guida che consente di visitare tutte le mete dell'isola principale, a cominciare dalla lapide dedicata al premio Nobel per la medicina Robert Kock, che debellò la malaria nell'intero arcipelago. Fanno parte del tour completo anche una gita al Safari Park dove è possibile salutare anche un esemplare di elefante femmina, Laika, i resti della fortezza austro-ungarica Tegetthoff, la casetta delle barche con sopra il centro multimediale interpretativo-educativo, un giardino botanico nonché i resti di un'antica villa romana risalenti al I secolo a.C. dove, sembra, vi soggiornasse l'imperatore Ottaviano.

Non ci sono dubbi invece su un altro inquilino, il simbolo stesso della Jugoslavia unita: Josip Broz detto Tito, presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia che scelse quest'isola come sua residenza ufficiale, nella sede di Villa Bianca (Lovorka). Alle Brioni Tito svolse una parte importante della sua attività politica e statale. Incontrò presidenti, re e imperatori di numerosi Paesi di tutto il mondo. Ricevette oltre 250 delegazioni statali, parlamentari, politiche, sindacali, militari e scientifiche. Ebbe anche contatti con più di 300 rappresentanti diplomatici e ambasciatori. A Tito è dedicato un museo permanente, cuore della visita oltre alle bellezze di madre natura. L'esposizione inizia con una gigantografia del Maresciallo e la scritta in croato - Živjeti znači stvaralački se ugraditi u vrijeme i prostor u kojem živiš. O tebi govore tvoja djela i ostaneš - che dovrebbe significare: "Vivere significa integrarsi creativamente nel tempo e nello spazio in cui vivi".

Più che a Tito, il museo è dedicato al Movimento dei Paesi Non Allineati. La parte principale infatti sono le foto dei tanti capi di stato venuti in visita alle Brioni. Oltre ai già citati Nasser e Neru, si spinse fino alle coste istriane anche Fidel Castro, ma non solo. Tra i tanti: Ho Chi Min, presidente del Vietnam, Urho Kekkonen, presidente della Finlandia e Yasser Arafat, futuro Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese. A dispetto di rapporti complessi, vennero in visita anche capi di stato dei paesi dell'est Europa e della stessa Unione Sovietica del dopo-Stalin, come Nikita Chruščëv, Leonid Brežnev e Nikolaj Podgornyj. Politici ma non solo, molti reali vennero in visita alle Brioni tra cui Giuliana, regina dei Paesi Bassi, Elisabetta, regina del Regno Unito e Margherita, regina di Danimarca. Illustri ospiti anche dal jet set cinematografico, su tutti Sophia Loren, la diva italiana venne più volte anche insieme al marito Carlo Ponti. Furono ospiti Orson Welles, Gina Lollobrigida e la coppia d'oro Elizabeth Taylor e Richard Burton, quest'ultimo interprete di Tito nel film La battaglia della Neretva/Sutjeska (1973).

Guardando la cartina politica del mondo, scopro con una certa sorpresa l'adesione di Cuba al Movimento dei Non Allineati. Quella era l'epoca della revolucion di Fidel e mi sarei immaginato una vicinanza all'area sovietica, sebbene i rapporti non fossero idilliaci. Salvo il governo razzista di Johannesburg, la quasi totalità del continente africano aderì al movimento. Altra sorpresa, l'adesione dell'Iraq e non dell'Iran. Non sono un esperto di culture mediorientali e molto probabilmente il mio errore è dipeso dalla più recente storia dei due regimi.

Museo di Tito - la piantina dei Paesi Non Allineati (in rosa scuro) © Luca Ferrari

In Italia, specialmente nel nord-est, la figura di Tito è quasi esclusivamente legata alla tragedia delle foibe. Ciò che agli italiani, invece, non piace né conviene mai ricordare della Jugoslavia di Tito, sono i massacri che la "brava gente" compì sotto l'egida fascio-nazista con la collaborazione degli ustascia croati, come se un simile fatto non avesse in alcun modo contribuito a scatenare ciò che accadde in seguito. Facciamo allora un po' di chiarezza storica. L'Italia era una potenza occupante e non un placido gruppetto di soldati hippy-intellettuali, come si racconta nel film Mediterraneo (1991) di Gabriele Salvatores. I nostri connazionali si macchiarono di crimini orrendi oltreconfine, e non solo in Jugoslavia. Tra le loro "nobili" imprese, anche i campi di concentramento, il peggiore dei quali fu quello costruito ad Arbe, sull'isola di Rab, nell'attuale Croazia; alcune lettere dei prigionieri lì internati, narrano di come gli italiani fossero diventati peggiori dei nazisti. Un luogo questo dove nessun politico italiano in più di 80 anni dalla fine della II Guerra Mondiale è mai venuto in visita ufficiale.

La tragedia delle foibe si consumò dopo l'invasione italiana della Jugoslavia, quando le sorti del conflitto si erano ormai capovolte e i partigiani slavi di Tito avevano riconquistato il proprio paese anche grazie al supporto degli Alleati. Nei Balcani gli eserciti tedeschi, ungheresi e italiani portarono avanti una guerra di occupazione e di annientamento, incentrata sull'ideologia razziale che considerava gli Slavi una popolazione inferiore e ne prevedeva la sottomissione, lo sfruttamento, la deportazione e l'eliminazione fisica. Come spesso accade nei conflitti tra paesi vicini, dove popolazioni di nazionalità e/o etnia differenti convivono da entrambe le parti, le spregevoli azioni degli occupanti finirono per ricadere anche sui loro stessi connazionali, costretti a pagarne ingiustamente le conseguenze. Le foibe non furono un'eccezione nella brutalità della guerra ma considerarle un attacco all'Italia o far passare il nostro paese per mera vittima, è una mistificazione storica, come per altro ha saputo abilmente fare la destra nostrana a partire dalla fine degli anni '90.

Ancora oggi tutte le ex-repubbliche slave festeggiano delle specifiche giornate in ricordo della fine dell'invasione dell'Asse o simili. In Croazia, ad esempio, il 22 giugno si celebra la Dan antifašističke borbe, cioè la Giornata della lotta antifascista, per ricordare quando nella foresta di Brezovica, presso Sisak, venne costituito il primo distaccamento partigiano. Il 27 aprile invece, in tutta la Slovenia, si festeggia la Giornata dell'Insurrezione contro l'occupatore.

Il traghetto per tornare sulla costa istriana intanto attende. Terminata la visita, la guida mi racconta un divertente aneddoto sul "padrone di casa" ma su cui è necessario fare una doverosa premessa storica. In principio le posizioni di Tito erano molto vicine a quelle di Stalin. Dopo la II Guerra Mondiale però, il vento cambiò e il partigiano slavo non aveva nessuna intenzione di diventare l'ennesima pedina di Mosca. Stalin minacciò di invadere la Jugoslavia, impresa non particolarmente complessa visto che il confine serbo-croato si "affacciava" sull'Ungheria, Romania e Bulgaria, tutti stati vassalli dell'URSS. Tito allora mobilitò l'intera nazione, per una resistenza nazional-popolare. L'azione militare fu scongiurata ma i rapporti continuarono a essere pessimi, così il dittatore sovietico pensò di risolvere la questione nel modo in cui trattava ogni suo oppositore. Che Stalin abbia provato a uccidere Tito, è cosa nota e documentata. I tentativi, pare, fossero arrivati in doppia cifra (oltre 20) ma senza esito. Un giorno il Maresciallo, stufo, scrisse una lettera al - caro - Iosif, dicendogli: "So che stai provando a uccidermi. Sappi che se io volessi farlo, mi basterebbe una sola volta. Tre giorni dopo Stalin ebbe un ictus e morì...".

Isole Brioni, museo di Tito: nasce il Movimento dei Non Allineati © Luca Ferrari
Isole Brioni, museo di Tito: nasce il Movimento dei Non Allineati -
la storica firma di Nasser, Tito e Neru © Luca Ferrari
Isole Brioni, museo di Tito: il Maresciallo insieme a Fidel Castro, Arafat, ecc. © Luca Ferrari
L'utilitaria di Tito, davanti al museo sull'isola delle Brioni © Luca Ferrari
Il mare delle isole Brioni (Croazia) © Luca Ferrari
L'elefante Laika sulle isole Brioni (Istria, Croazia) © Luca Ferrari
Rovine romane sulle isole Brioni (Croazia) © Luca Ferrari

venerdì 11 settembre 2026

2026, Odissea «Azzurre» a Berlino

Azzurre a Berlino © Italbasket

Cuore. Grinta. Emozioni. I Mondiali FIBA 2026 di Berlino dicono “ottavi di finale”, la storia delle Azzurre racconta molto di più.

di Luca Ferrari

"Quando la nostra anima trascina il nostro talento, diventiamo la squadra che recupera 26 punti a una delle Nazionali più forti del mondo". Andrea Capobianco, coach delle Azzurre, non si nasconde. L'Italia è stata appena eliminata agli ottavi di finale della FIBA Women’s Basketball World Cup 2026 (Berlino, 4-13 settembre). L'Italia ha subito per gran parte della partita, poi si è lanciata in un'appassionante rimonta, innescata in particolare dalla verve di Verona e le triple di Blasigh, di cui una incredibile da 9 metri circa. Non è bastato. Alla fine l'Australia ha vinto e le Azzurre sono uscite di scena con il magro bottino di una sola vittoria, all'esordio con la Cechia, e tre sconfitte, tutte patite contro le super corazzate Stati Uniti, Cina e appunto le Opals. Aldilà di quanto hanno fatto vedere in campo, mai come oggi l'Italia femminile appare solida e pronta per nuove imprese, capace di coinvolgere il pubblico emotivamente e accendere un entusiasmo più unico che raro. 

Il basket italiano femminile sta attraversando un periodo di grande popolarità come forse non ha mai avuto prima. Il merito, in primis, è delle stesse protagoniste, capaci in poco più di un anno di conquistare una medaglia di bronzo europea e poi qualificarsi ai Mondiali dopo un'assenza di 32 anni, vincendo 4 partite su 5 durante il torneo di Porto Rico, e perdendo unicamente contro le fortissime statunitensi. Già, proprio quei fatidici USA. La stagione cestistica 2025-26 italiana è stata molto positiva. Il Famila Schio si è confermata una delle squadre meglio attrezzate mentre la sua antagonista per eccellenza, la Reyer Venezia, ha centrato per la prima volta le Final Six di Euroelague, senza dimenticare l'incredibile derby giocato proprio dalle due squadre venete per decidere chi sarebbe entrata nelle 6 migliori d'Europa.

Prima della partenza per la Germania, le Azzurre hanno disputato varie amichevoli contro alcune delle compagini più temibili: Cina, Belgio e Francia. La squadra è apparsa in ottima salute anche se durante il percorso di avvicinamento alla competizione iridata ha perso per infortunio alcune importanti giocatrici. Oltre a Martina Kacerik, ha dovuto dare forfait la capitana delle Azzurre, Laura Spreafico, al suo ultimo impegno prima del ritiro dall'attività agonistica; Laura si è comunque aggregata al gruppo, rimanendo in prima fila insieme allo staff tecnico e alle sue compagne durante tutte le sfide della Nazionale. Stella indiscussa della squadra, Cecilia Zandalasini, presenza fissa nel quintetto base di Schio e delle Golden State Valkyries. Il basket femminile sta crescendo ormai in tutto il mondo. La WNBA ha un pubblico alla stregua del corrispettivo maschile americano mentre nel vecchio continente i campionati nazionali in Spagna, Francia e Turchia in particolare, sono sempre più competitivi.

Berlino, Mondiali FIBA 2026. L'Italia è sbarcata in terra tedesca con legittime ambizioni di medaglia. Non è stata fortunata nel sorteggio, "pescando" USA e Cina, rispettivamente campionesse e vice-campionesse in carica ma a questi livelli ogni squadra è una minaccia. La prima partita del girone contro la Cechia era fondamentale per il passaggio del turno. L'Italia è uscita dai blocchi un po' contratta, ma ha saputo fare la sua parte, giocando nel solo modo in cui sa ergersi sopra quasi tutte le avversarie: il collettivo. Dalla capitana Olbis André alle veterane Pan, Zandalasini, Keys, Cubaj e Verona, passando per la grinta di Santucci e di Madera (di cui vi invito a leggere il suo appassionante e sincero diario Mondiale), le scalpitanti Fassina, Pasa, l'ultimo innesto azzurro, Vittoria Blasigh e la giovane stellina Matilde Villa. Il risultato finale certifica la netta superiorità azzurra: 63-54.

Alloggiate nel centro della bellissima capitale tedesca, vista la presenza di tantissimi supporter giunti da tutta Italia, le Azzurre hanno voluto fare loro un regalo: una sessione di autografi, foto e saluti vari davanti al proprio hotel. La risposta dei tifosi è stata incredibile, presenti a centinaia e di tutte le età; giovani cestiste, adulti e anche piccoli atleti del minibasket. Tutte le giocatrici sono uscite per salutare, regalando (lanciando) gadget. Alla domanda degli invitati di Sky Basket se si fossero immaginate una simile risposta di pubblico, Mariella Santucci non ha saputo rispondere tale era l'emozione per così i tanti presenti. Chi era lì, non ha visto solo un nugolo di tifosi entusiasti ma persone che condividono una passione e la nazione femminile incarna al meglio quei valori umano-sportivi così importanti per i giovani e non solo. Durante la manifestazione poi, è capitato anche di incrociarle e loro erano sempre  sorridenti, gentili e disponibili. 

Azzurre a Berlino © Luca Ferrari

Arriva il momento della fatidica gara 2, la sfida tra Italia e Stati Uniti, nel frattempo vincitrice nettamente sulla Cina nonostante avesse dovuto rinunciare in extremis a due delle sue migliori fuoriclasse, A'ja Wilson e Kelsey Plum, entrambe a causa di problemi muscolari. È la partita che cambia tutto. In palio non c'è solo il primato del girone e la qualificazione diretta ai quarti di finale. L'Italia si è preparata per questa partita e ciò che mostrerà in campo, non lo farà nessuno. Le Azzurre giocano alla pari contro le fortissime rivali. Solo nel primo quarto gli States scappano in doppia cifra, poi è il collettivo azzurro a salire in cattedra, recuperando canestro su canestro. Le singole stelle americane restano in ombra, su tutte la famosa Caitlin Clark, semplicemente annullata dalla difesa azzurra. L'Italia è ancora quella dell'Europeo 2026. Una fuoriserie dove ogni pistone collabora. Zandalasini e Villa fanno la differenza sul referto, ma è tutta la squadra a brillare. Le Azzurre in campo si conoscono. Si fidano l'una dell'altra. Sono un vero team. Il verdetto alla fine è amaro e fa male: 55-52 per le avversarie ma quasi tutti promuovono l'Italia, vincitrice "morale" della sfida.

Lo sforzo è notevole, fisico sì, ma soprattutto psicologico. L'indomani la Nazionale cede piuttosto malamente e nettamente alla Cina, poi è sfida dentro e fuori contro l'Australia e la storia, purtroppo, la conosciamo. Un passivo inimmaginabile da colmare, sotto ancora di 20 punti a inizio ultimo quarto e poi una frazione di gioco al fulmicotone che ha fatto (quasi) la storia. L'Italia saluta i Mondiali con l'amaro in bocca. Legittimo essere un po' deluse, ma questo non deve togliere importanza a un gruppo di valore e spessore, umano e sportivo. Ogni partita ha avuto la sua genesi, i suoi alti e i suoi bassi. "In poco più di un anno abbiamo affrontato Belgio, Stati Uniti e Australia, perdendo per un totale di 7 punti" ha ribadito Capobianco, "Vuol dire che dobbiamo lavorare sui dettagli se vogliamo competere al livello più alto della pallacanestro mondiale. Sognare di lottare per il vertice non è impossibile". A novembre intanto si riparte per conquistare un posto ai prossimi FIBA Women’s EuroBasket in Lituania (16-27 giugno 2027), la cui prima sfida del girone di qualificazione si disputerà a Terni contro la Slovenia; le altre partite invece saranno con Austria e Lettonia. 

Un campionato mondiale non è solo una mera competizione sportiva. È un evento che permette a tutti, atleti e pubblico, di scoprire luoghi nuovi e immergersi nella loro cultura. Berlino non è una città come le altre per noi europei. Nel giro di pochi decenni è stata l'epicentro del potere nazista e l'emblema della Guerra Fredda. Subito dopo la fine del II conflitto mondiale infatti, la città venne divisa in due da un tragico muro, l'ovest da una parte e l'est della DDR dall'altra. Un muro alto quasi 4 m e lungo 155 km, durato complessivamente 28 anni dall'agosto 1961 fino al suo storico abbattimento pacifico, avvenuto la notte del 9 novembre 1989. Oggi, a Berlino, si trovano ancora porzioni originali di muro, alcune piccole e altre molto più grandi e lunghe. Alcune sono state ricoperte da graffiti colorati, altre sono rimaste spoglie e tetre con piccole feritoie che permettono di vedere dall'altra parte. Il muro fu una pagina nera che ha molto da insegnare e quando mi sono ritrovato anche io, lì, davanti, potendo scegliere liberamente da che parte andare, ho imparato una grande lezione.

Il muro di Berlino © Luca Ferrari
Un sottile diametro di cemento e acciaio si staglia davanti a me. Quello che è successo, è accaduto e non può cambiare. Quale che sarà la mia decisione, andrò avanti e darò il meglio. Nelle prossime settimane le Azzurre riprenderanno contatto con i campionati e le varie competizioni europee. Nei loro occhi e nei loro cuori il ricordo di quell'ultima palla dondolante per il possibile overtime australiano resterà impresso, così come la storica rimonta fino al 77 pari, ma non bisognerà mai dimenticare anche le sconfitte. Le grandi imprese non si costruiscono in un giorno e i Mondiali di Berlino 2026 sono già parte della grande storia delle Azzurre. Una storia pronta per ripartire con l’obiettivo di confermare e/o migliorare il terzo gradino del podio continentale, iniziando anche a immaginare di essere protagoniste a Los Angeles 2028, per un traguardo olimpico che non è e non potrà mai essere solo un sogno per questa squadra. Una squadra che non deve porsi limiti. Il viaggio è iniziato. Ambizione, forza, unità. La prossima meta è già all’orizzonte.

FIBA World Cup - le Azzurre festeggiano un canestro © Italbasket
FIBA World Cup - Olbis Andrè (Italia) nella sfida contro la Cina © Italbasket
FIBA World Cup - Sara Madera (Italia) nella sfida contro gli USA © Italbasket
Berlino, Uber Arena  © Luca Ferrari

lunedì 3 agosto 2026

Östermalms Saluhall, il mercato coperto di Stoccolma

Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari

Svezia da scoprire e... gustare. Nell’ampia piazza Östermalmshalle di Stoccolma, dal 1888, l’omonimo mercato coperto è un luogo frequentato dai turisti e cittadini.

di Luca Ferrari

Dalle carni d’alce alle verdure, ma soprattutto piatti di pesce, da gustare nei ristorantini interni o da comprare per goderseli nella quiete del proprio focolare domestico. E lì fuori, nella piazza, un trionfo di bancarelle floreali. Viaggio fra sapori e vita quotidiana con Il Reporter - raccontare oltre confine. Odori di salmoni misto a quell’impareggiabile respiro marino che si riversa dai banchi del pesce in tutto lo spazio circostante. Fragranze fruttate. Il caldo aroma della carne grigliata. E perché no, anche la dolcezza di una soffice torta accompagnata al caffè appena macinato. Nei tanti volti della città di Stoccolma ci sono anche loro, i sempre vivaci colori del mercato di Ostermalms Saluhallen (Östermalmshalle).

Munitomi di Stockholmskorter, la card con cui girare per la città con tram, bus e metropolitana, salto da un posto a un altro senza disdegnare la possibilità di scoprire i luoghi contando solo sulle mie gambe. Ad Östermalmshalle, non troppo distante dal Royal Palace, decido di arrivarci in passeggiata, entrando direttamente nella prospettiva architettonica. Avvicinandomi sempre di più dentro la piazza, dove sulle varie panchine la gente prende il sole mangiando un boccone. 

Quando la grande insegna Saluhall campeggia sopra di me, la storia mi viene incontro per raccontarmi cosa accadde. Nella primavera del 1888 tre banchieri fondarono la compagnia Östermalms Saluhallar Aktiebolag. La loro idea era quella di costruire e affittare chioschi alimentari e altri negozi. Venne così stanziata la somma di 1 milione di corone per la costruzione di un edificio nella parte occidentale di Östermalmstorg, e subito dopo fu pubblicato un bando per il miglior piano architettonico dell’edificio. Nonostante ne furono consegnati dieci, nessuno suscitò l’interesse dei tre uomini d’affari.

Il progetto venne così affidato a due giovani architetti, Isak Gustaf Clason e Kasper Salin che già avevano realizzato con successo la sala da pranzo del sindaco di Stoccolma in stile continentale. Ad avere un ruolo fondamentale nel loro lavoro, fu un viaggio che i due compirono tra il 1883 e 1886, durante il quale studiarono molti e nuovi esempi dell’architettura nella Germania settentrionale, in Italia e in Francia. In particolare in quest’ultima mostrarono molto interesse per le sofisticate strutture in ferro che sarebbero poi state usate come ossatura per il futuro mercato.

Riaccompagnato al presente, il gigantesco muso “cornuto” di un alce impagliato affiancato da due bandiere giallo blu battezza il mio ingresso nei mercati coperti di Stoccolma. I colori della verdura fresca accendono reminiscenze ortolane. Ma sono i banchi ittici a catalizzare l’attenzione. Nell’assaporare uno spiedino di pesce ritrovo l’analoga dolcezza di sapore del mercato ittico di Bergen (Norvegia).

Il mercato coperto di Östermalms Saluhall si presenta come una casa del cibo. Non c’è solo compravendita. A fianco dei banconi, piccoli ristoranti e bar, offrono specialità e uno sgabello/tavolino per fare due chiacchiere gustando le specialità svedesi e non, all’insegna della qualità. Un viaggio completo: dai prelibati salumi, passando per i prodotti caseari, fino ad arrivare ai chicchi di caffè colombiani. Qui la conoscenza gastronomica ha sempre rivestito un ruolo importante nella cultura culinaria di Stoccolma. Con ancora le narici impregnate di un infinito culinario, l’aria estiva della città mi accompagna ai banchetti floreali lì fuori, il giusto connubio tra l'anima e i sapori.

Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari
Stoccolma, il mercato coperto di Östermalms Saluhall © Luca Ferrari