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mercoledì 18 marzo 2026

Pre-Mondiale, la storia siete VOI

L'Italia del basket femminile in trionfo ©Italbasket

Dopo il bronzo europeo, le Azzurre staccano il pass per i Mondiali di Berlino. "C’è tanto entusiasmo intorno a questa squadra. Queste ragazze lo meritano!” Andrea Capobianco.
 
di Luca Ferrari

Missione compiuta, l'Italia ce l'ha fatta. "Bellissimo, bellissimo staccare il biglietto per Berlino giocando una partita del genere, di una qualità immensa dal punto di vista mentale. Una gioia immensa, per me, per la Federazione, per il presidente Petrucci, per tutte queste ragazze, per un movimento intero che ha creduto in queste ragazze che hanno fatto qualcosa di straordinario e si meritano tanto. Sapevamo che da un punto di vista tecnico e tattico non saremmo mai potute essere perfette ma volevamo esserlo con la presenza, il cuore, l’energia". È un fiume in piena (di gioia) coach Andrea Capobianco, subito dopo la vittoria contro la Spagna vice-campione d’Europa nella penultima sfida del pre-Mondiale di San Juan, un successo che ha permesso all'Italia di qualificarsi ai Mondiali di Berlino (4-13 settembre 2026). Un traguardo che è solo una tappa di un percorso iniziato parecchio tempo fa e che affonda le sue più solide radici nelle società che continuano a investire nel basket femminile.

L'Italia era arrivata alla partenza per Porto Rico serena e decisa. L'esordio nascondeva qualche insidia, ancor di più perché le Azzurre avrebbero affrontato le padrone di casa con appena cinque giorni di allenamento in Centro America. Una volta scese in campo però, i dubbi sono stati subito spazzati via già dopo pochi minuti del primo quarto. Oltre a una Costanza Verona letteralmente indemoniata, la capitana Laura Spreafico ha lasciato il segno con due triple a inizio terzo quarto da cineteca. Altra magia, il passaggio da dietro di Jasmine Keys per l'accorrente Lorela Cubaj.

Lorela Cubaj nella sfida Italia vs Porto Rico ©Italbasket
Ed è stata proprio il centro oro-granata della Reyer Venezia a salire in cattedra nella partita successiva contro la Nuova Zelanda, nonostante una flessione a cui la squadra ha saputo reagire con forza. “Nel momento di difficoltà siamo rimaste lì, con orgoglio" ha sottolineato, "L’abbiamo vinta con la difesa, che rimane sempre il nostro marchio di fabbrica e ci dà la possibilità di giocare più serene in attacco. Sono orgoglioso di questa squadra e di come abbia saputo compattarsi quando le cose si stavano complicando”.

Terzo step dell'avventura pre-Mondiale, gli Stati Uniti. Nonostante fosse una squadra all'inizio di un nuovo ciclo, scrivere i nomi e cognomi del roster faceva impressione (Bueckers, Burrell, Ckark, Gray, Plum, Reese, Young). Una partita "impossibile" contro una squadra invincibile. Una match fondamentale per fare esperienza e confrontarsi contro le più forti. Una squadra da affrontare a viso aperto e ribattere colpo su colpo. Così è stato. Gli USA hanno vinto grazie soprattutto a una velocità pazzesca e una notevole precisione sotto canestro. L'Italia non è stata a guardare. Come aveva auspicato Capobianco, le Azzurre hanno cercato di fare il proprio gioco, dimostrando tutto il loro valore. Emblematica all'inizio del quarto tempo, l'azione corale sull'asse Santucci - Andrè - Pasa - Madera, il cui canestro da tre di quest'ultima ha letteralmente mandato in visibilio panchina e pubblico.

Con due vittorie e una sconfitta, l'Italia si presentava alla partita decisiva contro la Spagna vice-campione d'Europa. Il traguardo era lì, a un passo. Pur potendo contare su un'eventuale ultima sfida contro il Senegal, questa squadra non aveva nessuna intenzione di "giocare al risparmio" e l'antifona si è capita subito. L'Italia vince 68-56. Il sogno si è avverato. "Adesso ci godiamo questa qualificazione, poi penseremo subito ad affrontare il Mondiale e ci prepareremo al meglio" ci ha raccontato a caldo Mariella Santucci, raggiunta online direttamente a Porto Rico. 

Mariella Santucci in azione contro la Spagna ©Italbasket

"L'obiettivo è fare il meglio possibile e perché no, vincere anche una medaglia" ha poi proseguito l'instancabile playmaker bolognese in forza alla compagine lagunare (per la prima volta nella sua storia alle Final Six di EuroLeague). "Abbiamo capito che ce la possiamo giocare con tutti. La vittoria contro la Spagna è uno di quei ricordi che mi porterò sempre dentro. Non solo non la battevamo in una competizione da tantissimo tempo ma è stata anche la vittoria che ci ha dato la matematica certezza di qualificarci ai FIBA WWC. Questo pre-Mondiale è stato bello dall'inizio alla fine. Tutti i giorni, tutti gli allenamenti, i giorni passati insieme".

Marchio di fabbrica dell'Italia di Capobianco, il collettivo. Ed è proprio dentro questo dinamico e adrenalinico equilibrio che il talento di Cecilia Zandalasini sa emergere come riferimento offensivo, senza mai snaturare l’identità di squadra. Sorvegliata speciale nella sfida contro le americane contro le quali ha saputo ritagliarsi un ruolo di assist-woman, ha poi strabordato nella sfida decisiva contro le iberiche, mettendo a referto 22 punti e facendosi così il più bel regalo di compleanno possibile con un giorno di anticipo. "Pensare di rappresentare il mio Paese al Mondiale, a cui manchiamo da 32 anni, è un’emozione che non riesco a spiegare. Sono felice, siamo felici. Anche oggi abbiamo tirato fuori il meglio quando le cose si stavano complicando. È questo il marchio di fabbrica di un gruppo che non vuole smettere di stupire".

Finito? Assolutamente no! L'Italia ha un ultimo impegno da onorare e in palio non c'è solo il prestigio di una nuova vittoria, ma anche la possibilità di chiudere il girone al 2° posto. Le Azzurre entrano in campo determinate contro il Senegal, dominando dall'inizio alla fine. Uno scroscio di tiri da 3, roba da partita WNBA, dove a prendersi la scena è Martina Kacerik, autrice di 11 punti. Una partita questa che ha visto anche altre Azzurre andare in doppia cifra, a cominciare dalla MVP della sfida odierna Sara Madera (16), quindi Zandalasini (13), Francesca Pasa (11), Mariella Santucci (10) e la capitana Laura Spreafico che ha orgogliosamente rimarcato: "Il comportamento della squadra è stato perfetto. Sono molto orgogliosa di questo gruppo e della qualificazione al Mondiale. Non ci vogliamo fermare. Vogliamo continuare a lavorare per migliorare".

Il discorso di coach Capobianco all'inizio del pre-Mondiale

Le Azzurre © Italbasket
Andrea Capobianco e le Azzurre © Italbasket
Costanza Verona vola a canestro contro Porto Rico ©Italbasket
Lo sguardo deciso di Jasmine Keys ©Italbasket
La grinta di Sara Madera ©Italbasket
La grinta di Cecilia Zandalasini ©Italbasket
Le Azzurre concentrate e... vittoriose ©Italbasket
La gioia della capitana delle Azzurre, Laura Spreafico ©Italbasket

venerdì 6 marzo 2026

Azzurre in viaggio verso i Mondiali 2026

Le Azzurre in partenza per Porto Rico © Italbasket

In missione per la storia del basket italiano. La Nazionale Femminile di pallacanestro è pronta ad affrontare il torneo pre-Mondiale (Porto Rico, 11-17 marzo). 

di Luca Ferrari

Decisa. Combattiva, e soprattutto, consapevole della propria innegabile forza. La Nazionale Femminile di basket è pronta a staccare il pass per i FIBA Women’s World Cup 2026 (Berlino, 4-13 settembre). C'è ottimismo nella squadra azzurra, e come potrebbe non essere altrimenti? A suonare la carica, lo stesso Presidente FIP Gianni Petrucci, "Affrontiamo un girone difficile ma ho piena fiducia in voi e nelle vostre possibilità" ha detto, "Ad Atene avete fatto qualcosa di grande e ora dobbiamo provare a dare continuità allo splendido risultato all’ultimo Europeo. Vogliamo tornare al Mondiale dopo 32 anni, abbiamo la possibilità di poterlo fare”. Al momento di pubblicare questo articolo, le Azzurre sono già sbarcate a Madrid e si accingono ad attraversare l'oceano. In serata poi, il primo allenamento caraibico in attesa dell'esordio contro le padrone di casa di Porto Rico.

Nei giorni successivi poi, le Azzurre incroceranno la palla a spicchi contro la Nuova Zelanda, i temibili Stati Uniti (già qualificati), le vice-campioni europee della Spagna e infine il Senegal. "Siamo pronte ad affrontare questa avventura" ha sottolineato una decisa Sara Madera, "Prima di partire ci siamo allenate per ritrovare energia e ricompattarci come gruppo. Siamo concentrate e mentalizzate per centrare questo importante traguardo. A Porto Rico ci aspettano quattro giorni di allenamento e poi si comincia. L’obiettivo è arrivare esattamente dove sappiamo di voler arrivare. Ci metteremo tutte noi stesse per centrarlo. Gli Stati Uniti hanno una squadra di grande qualità. L'avversario, credo, più tosto sarà la Spagna (sconfitta in amichevole dalle Azzurre nello scorso torneo di La Línea, ndr) ma inevitabilmente tutte le squadre arrivate al pre-Mondiale non sono qui per caso. Già la prima contro il Porto Rico sarà una bella battaglia. Giocano in casa, però dai, daremo il nostro meglio".

Il basket femminile italiano sta vivendo un grande momento. Appena una settimana fa, Famila Schio e Reyer Venezia si sono sfidate in un play-in memorabile e "sororicida" con in palio le Final Six di EuroLeague; la vittoria è andata alla compagine lagunare, ma a trionfare è stata in primis la pallacanestro. In campo c'erano tre quarti della squadra che ha vinto la medaglia di bronzo a Euro2025, le stesse che saranno protagoniste anche al pre-Mondiale: Cecilia Zandalasini, Costanza Verona, Jasmine Keys e Olbis Futo Andrè (parte scledense); Lorela Cubaj, Mariella Santucci, Martina Fassina, Francesca Pan e Francesca Pasa (parte lagunare). Chiudono il fortissimo roster azzurro Martina Kacerik (GEAS), la già citata Sara Madera (Magnolia Campobasso) e ovviamente Laura Spreafico; la capitana sarà l'ultima ad arrivare per la concomitanza di impegni nel campionato spagnolo dove milita, nell'Avenida.

L'unica assenza tra le medagliate sarà Stefania Trimboli (Magnolia Campobasso), impegnata a vivere la dolcezza della maternità. La giocatrice triestina ci ha comunque tenuto a far sentire tutto il suo appoggio alle compagne di Nazionale, come ha raccontato proprio sulle pagine online di Viaggi del Mondo/ Mondo BASKET.

Questo il calendario dettagliato delle Azzurre nel torneo pre-Mondiale:

  • mercoledì 11 marzo Italia-Porto Rico (ore 20.00, ore 1.00 del 12 marzo in Italia)
  • giovedì 12 marzo Nuova Zelanda-Italia (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • sabato 14 marzo Stati Uniti-Italia (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • domenica 15 marzo Italia-Spagna (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • martedì 17 marzo Senegal-Italia (ore 14.00, le 19.00 in Italia)
Le partite saranno trasmesse su Sky e su Rai Sport, dunque tutti potranno seguire le imprese delle Azzurre.

Prima della partenza per Porto Rico, è stato organizzato un incontro con i media al Bar del Tennis (Roma). Insieme alla squadra c'era ovviamente il coach Andrea Capobianco e l'ex-capitano della squadra maschile Gigi D'Atome, e oggi Capo Delegazione. Insieme a loro e al presidente federale, Laura Ausiello, in rappresentanza della Komen Italia, da anni sostenuta dalla FIP. Per l'occasione le Azzurre hanno indossato il ribbon rosa, simbolo internazionale della prevenzione del tumore del seno. Komen Italia è promotore della Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo dedicata alla lotta ai tumori del seno, che si svolge a Roma, al Circo Massimo (7-10 maggio), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e in altre sei città italiane: Bari, Bologna, Brescia, Matera, Napoli e Pescara. Protagoniste della Race for the Cure, le Donne in Rosa, ossia le donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno.

Il tempo vola, l'aereo aspetta e l'attesa cresce. La giornata si conclude con l'ultimo allenamento italiano e le scelte definitive del coach. Professionalmente parlando, il mio avvicinamento alla pallacanestro è coinciso con l’inizio dell'attività di mio figlio nel minibasket. Da lì è nato un percorso di crescita sportiva e culturale che ci ha portati a seguire con sempre maggior interesse soprattutto il basket femminile e le sue principali competizioni. Per questo motivo il "piccolo cestista" ha voluto realizzare un disegno dedicato alle Azzurre, che ho avuto poi il piacere di consegnare a Martina Kacerik e a Cecilia Zandalasini, le quali lo hanno accolto con grande disponibilità e spontanea naturalezza. Un gesto semplice e ben augurante che rimanda al DNA di questa squadra: talento individuale di altissimo livello, unito a una forte dimensione collettiva.