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| Canada, one love © Luca Ferrari |
Dieci anni fa, una semplice vacanza in Canada divenne il nostro viaggio. Fu allora che trovai la mia casa più autentica, tra paesaggi sconfinati ed emozioni indimenticabili.
di Luca Ferrari
Il Canada era sempre stato nei miei sogni ma nulla di più. Quello era il suo posto e lì sarebbe rimasto per molto tempo ancora, forse addirittura per tutta la mia vita se qualcosa non fosse amorevolmente cambiato in una delle tante sliding doors. Forse lo dovevo a me stesso. Forse era destino. Forse era (è) la volta buona. Ogni tanto pensavo a quella nazione ma qualcosa mi bloccava. Un giorno però, un po' per caso, ci arrivai. Una fugace apparizione di una notte a Vancouver partendo dalla vicina e amichevole Seattle ma nulla di più. Troppo poco per poter capire davvero il Canada. Troppo poco per poter dire davvero: sono stato in Canada! Poi la decisione, il 25 giugno 2016 sono partito per il Canada. Un viaggio vero. Un viaggio lungo. Un viaggio inaspettato. Un reportage intenso. In tutta onestà però, posso dire che mi ero curato davvero poco della meta. A parte la prima notte a Montreal, il resto lo avremmo vissuto on the road, prenotando di volta in volta. Non sapevo dove sarei andato. Non avevo idea di cosa avrei vissuto. Non avevo idea di come e perché un’innocua, anche se desiderata, vacanza oltreoceano sarebbe potuta diventare IL NOSTRO VIAGGIO.
Quel primo vero Canada fu il viaggio dell’inimmaginabile. Quello fu il Canada del - ciao, ci siamo sposati -. Quello fu il viaggio che mi regalò una patria e quando otto anni dopo ci tornammo insieme a nostro figlio, arrivando nuovamente fino all’isola del Principe Edoardo, sentii una potenza e un’energia mai provate prima. Camminando sull'erba dell'Argyle Shore Provincial Park davanti all'oceano, ho sentito il cuore battere fortissimo prima ancora che le onde mi penetrassero dentro, nuotando tra la terra argillosa e il saliscendi delle maree. 10 anni fa iniziava tutto questo e me lo ricordo bene. Me lo ricordo con un’intensità che non ha eguali. Basta una nota, una foto o anche la bandiera stessa del Canada per sentire il richiamo più autentico del cuore. Tutto quello che pensavo sul viaggio successivo è andato anche oltre. Ogni giorno immagino il prossimo futuro. Nell’estate 2028 ho in mente un nuovo inizio, volando fino in Nuova Scozia con tappa ad Halifax. Un bel giro senza fretta lungo la Cape Breton Island, per poi vivere in maniera totale l’isola del Principe Edoardo, spingendoci fino alla provincia del Terranova e Labrador alla ricerca delle balene e... qualcosa di più.
L’attesa si sa, è uno dei motori dell’amore. Oggi è un giorno molto speciale e per viverlo a dovere ho voluto qualcosa di quel posto. Qualcosa da toccare e anche da assaggiare. Qualcosa con cui rivedere in un istante tutto quello che ho vissuto, dallo sbarco nella città di Montreal e la prima esplorazione lungo le strade infinite percorse, passando per la fiabesca Parrsboro e arrivando fino a uno dei punti più scenografici, il faro di Peggy’s Cove, e così addentrandomi sempre di più in questo sconfinato territorio, baia di Fundy e relativo (incredibile) parco inclusi. E poi ancora, le incredibili colazioni a base di pancake giganti, quindi l’apoteosi sulla Prince Edward Island, fino a quel momento un corpo estraneo nella mia vita (e nella mia geografia, ndr), scoprendola in tutta la sua naturale bellezza. La casa di Lucy Maud Montgomery, autrice dei libri Anne of Green Gables (Anna dai capelli rossi) di cui, oltre al celebre anime italiano, di recente è anche uscita su Netflix la serie tv Anne with an E con protagonista la giovane Amybeth McNulty, e ambientata proprio sulla PEI.
Al momento di pubblicare questo articolo non mi trovo in Canada, ma in Croazia. Curiosamente i nomi di queste due nazioni iniziano entrambe con la C e finiscono con la A. Ancor più particolare è il fatto che 10 anni or sono mi trovassi su un’isola collegata da un ponte, esattamente come ora. All’epoca ero sulla Prince Edward Island, collegata alla provincia del New Brunswick grazie al Confederation Bridge, il ponte più lungo del Canada, lungo quasi 13 km. Oggi mi trovo sull’isola di Krk, collegata alla Contea litoraneo-montana Primorsko-goranska županija per mezzo dell’omonimo ponte Krčki most, lungo appena 1,5 km e poco distante da Rjeka. Oggi mi metterò al volante e sarò on the road esattamente come allora. Forse non farò tutte quelle miglia. In macchina avrò quegli stessi biscotti allo sciroppo d’acero a forma dell’omonima foglia che mi hanno accompagnato in quegli epici viaggi canadesi. Oggi, quando mi metterò alla guida e sarò sul ponte di Krk, immaginerò di entrare in un wormhole interstellare e così ritrovarmi subito dopo sulle coste canadesi dell’isola del Principe Edoardo. Sarebbe un sogno. Sarebbe meraviglioso. Ma se così non fosse, è solo questione di tempo prima che mi rimetta in viaggio verso il mio amato Canada.
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In viaggio in Canada © Luca Ferrari
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Confederation Bridge (PEI, Canada) © Luca Ferrari
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Confederation Bridge (PEI, Canada) © Luca Ferrari
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| Canada, attraversando il fiume Ashuapmushuan (Quebec) © Luca Ferrari |
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| Perque (Quebec, Canada) Luca Ferrari |
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Faro di Panmure Island (PEI, Canada) © Luca Ferrari
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On the road lungo la Prince Edward Island (Canada) © Luca Ferrari
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Argyle Shore Provincial Park (PEI, Canada) © Luca Ferrari
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| Due innamorati in terra canadese © Luca Ferrari |
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Un succulento lobster roll gustato in Canada © Luca Ferrari
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| Le luci tardo pomeridiane sull'isola del Principe Edoardo (Canada) © Luca Ferrari |
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