lunedì 6 luglio 2026

Canada – IL NOSTRO VIAGGIO

Canada, one love © Luca Ferrari

Dieci anni fa, una semplice vacanza in Canada divenne il nostro viaggio. Fu allora che trovai la mia casa più autentica, tra paesaggi sconfinati ed emozioni indimenticabili.

di Luca Ferrari

Il Canada era sempre stato nei miei sogni ma nulla di più. Quello era il suo posto e lì sarebbe rimasto per molto tempo ancora, forse addirittura per tutta la mia vita se qualcosa non fosse amorevolmente cambiato in una delle tante sliding doors. Forse lo dovevo a me stesso. Forse era destino. Forse era (è) la volta buona. Ogni tanto pensavo a quella nazione ma qualcosa mi bloccava. Un giorno però, un po' per caso, ci arrivai. Una fugace apparizione di una notte a Vancouver partendo dalla vicina e amichevole Seattle ma nulla di più. Troppo poco per poter capire davvero il Canada. Troppo poco per poter dire davvero: sono stato in Canada! Poi la decisione, il 25 giugno 2016 sono partito per il Canada. Un viaggio vero. Un viaggio lungo. Un viaggio inaspettato. Un reportage intenso. In tutta onestà però, posso dire che mi ero curato davvero poco della meta. A parte la prima notte a Montreal, il resto lo avremmo vissuto on the road, prenotando di volta in volta. Non sapevo dove sarei andato. Non avevo idea di cosa avrei vissuto. Non avevo idea di come e perché un’innocua, anche se desiderata, vacanza oltreoceano sarebbe potuta diventare IL NOSTRO VIAGGIO.

Quel primo vero Canada fu il viaggio dell’inimmaginabile. Quello fu il Canada del - ciao, ci siamo sposati -. Quello fu il viaggio che mi regalò una patria e quando otto anni dopo ci tornammo insieme a nostro figlio, arrivando nuovamente fino all’isola del Principe Edoardo, sentii una potenza e un’energia mai provate prima. Camminando sull'erba dell'Argyle Shore Provincial Park davanti all'oceano, ho sentito il cuore battere fortissimo prima ancora che le onde mi penetrassero dentro, nuotando tra la terra argillosa e il saliscendi delle maree. 10 anni fa iniziava tutto questo e me lo ricordo bene. Me lo ricordo con un’intensità che non ha eguali. Basta una nota, una foto o anche la bandiera stessa del Canada per sentire il richiamo più autentico del cuore. Tutto quello che pensavo sul viaggio successivo è andato anche oltre. Ogni giorno immagino il prossimo futuro. Nell’estate 2028 ho in mente un nuovo inizio, volando fino in Nuova Scozia con tappa ad Halifax. Un bel giro senza fretta lungo la Cape Breton Island, per poi vivere in maniera totale l’isola del Principe Edoardo, spingendoci fino alla provincia del Terranova e Labrador alla ricerca delle balene e... qualcosa di più.

L’attesa si sa, è uno dei motori dell’amore. Oggi è un giorno molto speciale e per viverlo a dovere ho voluto qualcosa di quel posto. Qualcosa da toccare e anche da assaggiare. Qualcosa con cui rivedere in un istante tutto quello che ho vissuto, dallo sbarco nella città di Montreal e la prima esplorazione lungo le strade infinite percorse, passando per la fiabesca Parrsboro e arrivando fino a uno dei punti più scenografici, il faro di Peggy’s Cove, e così addentrandomi sempre di più in questo sconfinato territorio, baia di Fundy e relativo (incredibile) parco inclusi. E poi ancora, le incredibili colazioni a base di pancake giganti, quindi l’apoteosi sulla Prince Edward Island, fino a quel momento un corpo estraneo nella mia vita (e nella mia geografia, ndr), scoprendola in tutta la sua naturale bellezza. La casa di Lucy Maud Montgomery, autrice dei libri Anne of Green Gables (Anna dai capelli rossi) di cui, oltre al celebre anime italiano, di recente è anche uscita su Netflix la serie tv Anne with an E con protagonista la giovane Amybeth McNulty, e ambientata proprio sulla PEI.

Al momento di pubblicare questo articolo non mi trovo in Canada, ma in Croazia. Curiosamente i nomi di queste due nazioni iniziano entrambe con la C e finiscono con la A. Ancor più particolare è il fatto che 10 anni or sono mi trovassi su un’isola collegata da un ponte, esattamente come ora. All’epoca ero sulla Prince Edward Island, collegata alla provincia del New Brunswick grazie al Confederation Bridge, il ponte più lungo del Canada, lungo quasi 13 km. Oggi mi trovo sull’isola di Krk, collegata alla Contea litoraneo-montana Primorsko-goranska županija per mezzo dell’omonimo ponte Krčki most, lungo appena 1,5 km e poco distante da Rjeka. Oggi mi metterò al volante e sarò on the road esattamente come allora. Forse non farò tutte quelle miglia. In macchina avrò quegli stessi biscotti allo sciroppo d’acero a forma dell’omonima foglia che mi hanno accompagnato in quegli epici viaggi canadesi. Oggi, quando mi metterò alla guida e sarò sul ponte di Krk, immaginerò di entrare in un wormhole interstellare e così ritrovarmi subito dopo sulle coste canadesi dell’isola del Principe Edoardo. Sarebbe un sogno. Sarebbe meraviglioso. Ma se così non fosse, è solo questione di tempo prima che mi rimetta in viaggio verso il mio amato Canada.

In viaggio in Canada © Luca Ferrari
 Confederation Bridge (PEI, Canada) © Luca Ferrari
 Confederation Bridge (PEI, Canada) © Luca Ferrari
Canada, attraversando il fiume Ashuapmushuan (Quebec) © Luca Ferrari
Perque (Quebec, Canada) Luca Ferrari
Faro di Panmure Island (PEI, Canada) © Luca Ferrari
On the road lungo la Prince Edward Island (Canada) © Luca Ferrari
Argyle Shore Provincial Park (PEI, Canada) © Luca Ferrari
Due innamorati in terra canadese © Luca Ferrari
Un succulento lobster roll gustato in Canada © Luca Ferrari
Le luci tardo pomeridiane sull'isola del Principe Edoardo (Canada) © Luca Ferrari


Read the English version (generated with ChatGPT)

Canada – Finding Home

Ten years ago, what began as a simple vacation in Canada became our journey. It was there that I found my truest home, among endless landscapes and unforgettable emotions.

By Luca Ferrari

Canada had always been a dream of mine, nothing more. That was where it belonged, and I thought it would remain there for a long time—perhaps even for the rest of my life—if something hadn't gently changed in one of life's many sliding doors. Maybe I owed it to myself. Maybe it was destiny. Maybe it was finally the right time.

Every now and then I would think about that country, but something always held me back. Then one day, almost by chance, I found myself there. It was just a fleeting overnight stop in Vancouver while traveling from nearby, welcoming Seattle—nothing more. Far too little to truly understand Canada. Far too little to honestly say, "I've been to Canada."

Then came the decision. On June 25, 2016, I set off for Canada. A real journey. A long journey. An unexpected journey. An intense travel reportage.

To be completely honest, though, I had given very little thought to the destination itself. Apart from our first night in Montreal, everything else would unfold on the road, booking accommodations as we went. I had no idea where we would end up. I had no idea what we would experience. I had no idea how or why what seemed like a harmless—albeit long-awaited—vacation overseas would become OUR JOURNEY.

That first real encounter with Canada was a journey into the unimaginable. It was the Canada of, "Hi, we got married." It was the trip that gave me a homeland.

When we returned eight years later with our son, making our way once again to Prince Edward Island, I felt a strength and an energy unlike anything I had ever experienced before. Walking across the grass at Argyle Shore Provincial Park, facing the ocean, I felt my heart pounding long before the waves reached me, flowing through the red clay shoreline and the ever-changing tides.

Ten years ago, all of this began, and I remember it vividly. I remember it with an intensity unlike anything else. All it takes is a single note, a photograph, or even the Canadian flag itself to awaken the deepest call of my heart.

Everything I had imagined about returning there has surpassed even my highest expectations. Every day I picture the next chapter. In the summer of 2028, I dream of a new beginning: flying to Nova Scotia, with Halifax as the first stop. A leisurely road trip around Cape Breton Island, followed by a full immersion in Prince Edward Island, before continuing to Newfoundland and Labrador in search of whales... and something more.

As they say, anticipation is one of love's greatest driving forces.

Today is a very special day, and to celebrate it properly I wanted to surround myself with something from that place. Something I could touch—and even taste. Something capable of bringing everything back in an instant: from landing in Montreal and taking my first steps through its streets, to driving those endless roads; from the fairy-tale town of Parrsboro to one of the country's most spectacular landmarks, the lighthouse at Peggy's Cove; venturing ever deeper into this boundless land, with the Bay of Fundy and its extraordinary national park along the way.

Then there were the unforgettable breakfasts of giant pancakes, followed by the pinnacle of the journey: Prince Edward Island. Until then, it had been a complete stranger to both my life—and even my geography. There I discovered its breathtaking natural beauty.

I visited the home of Lucy Maud Montgomery, author of Anne of Green Gables, the beloved novel that inspired not only the famous animated series but, more recently, Netflix's acclaimed adaptation Anne with an E, starring Amybeth McNulty and filmed right there on Prince Edward Island.

At the time of publishing this article, I am not in Canada but in Croatia. Curiously, the names of both countries begin with the letter C and end with A. Even more remarkable is the fact that, ten years ago, I was on an island connected to the mainland by a bridge—just as I am today.

Back then, I was on Prince Edward Island, linked to the province of New Brunswick by the Confederation Bridge, Canada's longest bridge at nearly 13 kilometers (8 miles) in length. Today, I am on the island of Krk, connected to Croatia's Primorje-Gorski Kotar County by the Krk Bridge, which spans just 1.5 kilometers (0.9 miles), not far from Rijeka.

Today I will get behind the wheel and hit the road, just as I did back then. Perhaps I won't cover quite as many miles. In the car, I'll have the same maple syrup leaf-shaped cookies that accompanied me on those unforgettable Canadian road trips.

Today, as I drive across the Krk Bridge, I'll imagine entering an interstellar wormhole and emerging moments later on the shores of Prince Edward Island.

It would be a dream.

It would be wonderful.

But if that doesn't happen, it's only a matter of time before I set off once again for my beloved Canada.

giovedì 2 luglio 2026

Venezia – Sestieri a canestro

La fiabesca cornice del Torneo dei Sestieri al Lido di Venezia © TdS

6 sestieri, 1 sola grande passione: la pallacanestro. Al Pattinodromo delle Quattro Fontane del Lido, si svolge la XX edizione del Torneo dei Sestieri di Venezia (5-11 luglio 2026).

di Luca Ferrari

6 sestieri, 1 solo vincitore. Il torneo di pallacanestro più famoso della città di Venezia è pronto a infiammare l’estate. Da domenica 5 luglio a sabato 11 luglio 2026, il Pattinodromo delle Quattro Fontane del Lido di Venezia ospita la 20ª edizione del Torneo dei Sestieri. Sette giorni di puro impeto cestistico, sfide adrenaliniche, passione e tante novità tutte da vivere e scoprire in campo e sugli spalti. Una lunga settimana di fervente attività "a spicchi" davanti alla laguna, tra il verde della vegetazione insulare e la luce delle stelle (e dei riflettori, ndr). Uno spettacolo umano in mezzo allo show di Madre Natura. Il Torneo dei Sestieri non è solo una "sentita" sfida sportiva. È un legame. Un patto glorioso con il cuore più empatico. 

Le radici del Torneo dei Sestieri affondano nell'estate 2005, quando un gruppo di sportivi veneziani, spinti dall'entusiasmo per le simultanee promozioni in serie D e in serie C2 delle compagini del centro storico, Virtus Venezia e US Alvisiana, decisero di riproporre una vecchio torneo cittadino. Il tutto fu "alimentato" dal contagioso fervore dei supporter e dalla consapevolezza che in città ci fosse una gran voglia di pallacanestro. La manifestazione era nata negli anni Settanta, ma col tempo si era gradualmente affievolita. Oggi, però, siamo difronte a una nuova e trionfale epoca, dove il mondo veneziano non sembra mai averne abbastanza di basket.

Lido di Venezia, luglio 2026. Cannaregio, Castello, Dorsoduro, Lido, Santa Croce e San Polo, San Marco e Murano sono pronti a darsi battaglia senza esclusione di canestri e... di sudore! Sarà la volta buona di Dorsoduro, unico dei sestieri ancora a secco di successi? San Marco & Murano riusciranno a centrare il sempre difficile back to back, oppure il Lido tornerà a imporre la sua legge dopo aver dominato incontrastato il triennio 2022-24, conquistando il 12° titolo? Tra le squadre che ambiscono al trono, in prima fila c’è anche Cannaregio, finalista l’anno passato e vincitrice della prima edizione nel 2005. 

A inaugurare il Torneo dei Sestieri 2026, l’VIII edizione del Venice Masters Basketball (3-5 luglio), che vedrà scendere in campo le donne over 45 e gli uomini over 50 e 60. Per celebrare il ventennale della manifestazione poi, quest'anno si disputerà per la prima volta il Torneo Femminile TDSfie, aperto alle cestiste classe 2012 e successive. Una scelta forse non del tutto casuale considerando la costante crescita del basket femminile, senza dimenticare che il prossimo settembre le Azzurre saranno impegnate nei Mondiali di Berlino, partecipando così all'appuntamento iridato dopo un'attesa di oltre trent'anni. C'è grande fermento anche sul fronte giovanile con il TDS Junior, giunto alla IV edizione, e riservato alle annate 2010, 2011 e 2012.

Altra novità di questa XX edizione, un vero e proprio All-Star Game: una partita che vedrà sfidarsi i migliori giocatori della fase a gironi scelti dal pubblico via app. Spazio infine al baskin, perché lo sport deve essere prima di tutto inclusione e divertimento. Dopo il debutto nel 2023 con un’amichevole, quest’anno sarà sfida vera tra le franchigie di Honos Mestre e Petrarca Padova.

Torneo dei Sestieri non è solo una “battaglia di quartiere” ma anche un democratico “tutti contro tutti” con la gara dei tiri da 3 aperta a chiunque voglia mettere alla prova le proprie doti cestistiche: non conta l’età, se si è o un giocatore di basket o un mero appassionato/a, se preferisci le “bombe” di Francesca Pan o quelle dello sloveno Luka Doncic, conta solo mettere la palla dentro il canestro tirando da dietro la linea da tre punti. Un torneo nel torneo con gare di qualificazione nei primi giorni della settimana, ottavi e quarti di finale il venerdì, semifinali e finale il sabato.

Non avrà una squadra nella massima serie del campionato italiano ma la palla a spicchi è una delle discipline più amate dagli isolani. E qui, ogni estate, si ripresenta il Torneo dei Sestieri, sempre più simbolo autentico di appartenenza e legame con il territorio. I protagonisti sono sul campo, sì, ma anche sugli spalti. A dispetto di zanzare voraci almeno quanto gli atleti sotto canestro, il pubblico risponde sempre numeroso, sfoggiando le proprie canotte: dalle classiche di MJ, Lebron James, Steph Curry, Nikola Jokic & vari, scoprendo anche qualche chicca come il viola Raptors di Vincenzo Esposito, primo italiano di sempre a segnare un punto nel campionato americano NBA, o il 4 arancione del compianto Drazen Petrovic, ai "primi tempi" del Sibenka.

I tornei all’aperto sono autentiche palestre per testare grinta e carattere. Per informazioni, chiedere a Mariella Santucci, stella della Reyer Venezia e della Nazionale italiana, più volte protagonista al Gardens, il celebre Torneo dei Giardini Margherita ‘Walter Bussolari’ di Bologna. Analogo discorso oltreoceano per un “certo” Allen Iverson, le cui mosse sopraffine iniziarono a prendere forma sui playground di Hampton (Virginia). E chissà che tra le atlete e gli atleti che scenderanno in campo al Torneo dei Sestieri del Lido di Venezia non ci sia anche qualche ragazza e qualche ragazzo che un giorno vedremo fare faville sui parquet di tutto il mondo.

“Dobbiamo stare insieme nello stesso posto. Dobbiamo avere a che fare l’uno con l’altro: è così che creiamo una connessione più profonda [...]. Condividere uno spazio fisico permette di costruire rapporti empatici e socialmente intelligenti, efficaci e in definitiva piacevoli” David Hollander, Come il basket può salvare il mondo.

Lido di Venezia (Ve) - il Torneo dei Sestieri © TdS
Lido di Venezia (Ve) - il Torneo dei Sestieri © TdS
Spettatori "a tema" al Torneo dei Sestieri © TdS
Lido di Venezia (Ve) - il Torneo dei Sestieri © TdS
Il programma del Torneo dei Sestieri 2026 © TdS