venerdì 11 settembre 2026

2026, Odissea «Azzurre» a Berlino

Azzurre a Berlino © Italbasket

Cuore. Grinta. Emozioni. I Mondiali FIBA 2026 di Berlino dicono “ottavi di finale”, la storia delle Azzurre racconta molto di più.

di Luca Ferrari

"Quando la nostra anima trascina il nostro talento, diventiamo la squadra che recupera 26 punti a una delle Nazionali più forti del mondo". Andrea Caponbianco, coach delle Azzurre, non si nasconde. L'Italia è stata appena eliminata agli ottavi di finale della FIBA Women’s Basketball World Cup 2026 (Berlino, 4-13 settembre). L'Italia ha subito per gran parte della partita, poi si è lanciata in un'appassionante cavalcata, innescata in particolare dalla verve di Verona e le triple di Blasich, di cui una incredibile da 9 metri. Non è bastato. Alla fine l'Australia ha vinto. Le Azzurre escono di scena con il magro bottino di una sola vittoria, all'esordio contro la Cechia, e tre sconfitte, tutte patite contro super corazzate: Stati Uniti, Cina e appunto le Opals. Aldilà di quanto fatto vedere in campo, mai come oggi la squadra appare solida e pronta per nuove imprese, capace anche di coinvolgere il pubblico emotivamente e accendere un entusiasmo più unico che raro. 

Il basket italiano femminile sta attraversando un periodo di grande popolarità come forse non ha mai avuto prima. Il merito, in primis, è delle stesse protagoniste, capaci in poco più di un anno di conquistare una medaglia di bronzo europea e poi qualificarsi ai Mondiali dopo un'assenza di 32 anni, vincendo 4 partite su 5 durante il torneo di Porto Rico, e perdendo unicamente contro le fortissime statunitensi. Già, proprio quei fatidici USA. La stagione cestistica 2025-26 italiana è stata molto positiva. Il Famila Schio si è confermata una delle squadre meglio attrezzate mentre la sua antagonista per eccellenza, la Reyer Venezia, ha centrato per la prima volta le Final Six di Euroleague, senza dimenticare l'incredibile derby giocato proprio dalle due squadre venete per decidere chi sarebbe entrata nelle 6 migliori d'Europa.

Prima della partenza per la Germania le Azzurre hanno disputato varie partite amichevoli contro alcune delle compagini più temibili: Cina, Belgio e Francia. La squadra è apparsa in ottima salute anche se durante il percorso di avvicinamento alla competizione iridata ha perso per infortunio alcune importanti giocatrici. Oltre a Martina Kacerik, ha dovuto dare forfait la capitana delle Azzurre, Laura Spreafico, al suo ultimo impegno prima del ritiro dall'attività agonistica; Laura si è comunque aggregata al gruppo, rimanendo in prima fila insieme allo staff tecnico e alle sue compagne durante tutte le sfide della Nazionale. Stella indiscussa della squadra, Cecilia Zandalasini, presenza fissa nel quintetto base di Schio e delle Golden State Valkyries. Il basket femminile sta crescendo ormai in tutto il mondo. La WNBA ha un pubblico alla stregua del corrispettivo maschile americano mentre nel vecchio continente i campionati nazionali in Spagna, Francia e Turchia in particolare, sono sempre più competitivi.

Berlino, Mondiali FIBA 2026. L'Italia è sbarcata in terra tedesca con legittime ambizioni di medaglia. Non è stata fortunata nel sorteggio, "pescando" USA e Cina, rispettivamente campionesse e vice-campionesse in carica ma a questi livelli ogni squadra è una minaccia. La prima partita del girone contro la Cechia era fondamentale per il passaggio del turno. L'Italia è uscita dai blocchi un po' contratta, ma ha saputo fare la sua parte, giocando nel solo modo in cui sa ergersi sopra quasi tutte le avversarie: il collettivo. Dalla capitana Olbis André alle veterane Pan, ZandalasiniKeys, Cubaj e Verona, passando per la grinta di Santucci e di Madera, le scalpitanti Fassina, Pasa, l'ultimo innesto azzurro, Vittoria Blasich e la giovane stellina Matilde Villa. Il risultato finale certifica la netta superiorità azzurra: 63-54.

Alloggiate nel centro della bellissima capitale tedesca, vista la presenza di tantissimi supporter giunti da tutta Italia, le Azzurre hanno voluto fare loro un regalo: una sessione di autografi, foto e saluti vari davanti al proprio hotel. La risposta dei tifosi è stata incredibile, presenti a centinaia e di tutte le età; giovani cestiste, adulti e anche piccoli atleti del minibasket. Tutte le giocatrici sono uscite per salutare, regalando (lanciando) gadget. Alla domanda degli invitati di Sky Basket se si fossero immaginate una simile risposta di pubblico, Mariella Santucci non ha saputo rispondere tale era l'emozione per così i tanti presenti. Chi era lì, non ha visto solo un nugolo di tifosi entusiasti ma persone che condividono una passione e la nazione femminile incarna al meglio quei valori umano-sportivi così importanti per i giovani e non solo. Durante la manifestazione poi, è capitato anche di incrociarle e loro erano sempre col sorriso, gentili e disponibili. 

Azzurre a Berlino © Luca Ferrari

Arriva il momento della fatidica gara 2, la sfida tra Italia e Stati Uniti, nel frattempo vincitrice nettamente sulla Cina nonostante avesse dovuto rinunciare in extremis alle fuoriclasse A'ja Wilson e Kelsey Plum, entrambe a causa di problemi muscolari. È la partita che cambia tutto. In palio non c'è solo il primato del girone e la qualificazione diretta ai quarti di finale. L'Italia si è preparata per questa partita e ciò che mostrerà in campo, non lo farà nessuno. Le Azzurre giocano alla pari contro le fortissime rivali. Solo nel primo quarto gli States scappano in doppia cifra, poi è il collettivo azzurro a salire in cattedra, recuperando canestro su canestro. Le singole stelle americane restano in ombra, su tutte la famosa Caitlin Clark, semplicemente annullata dalla difesa azzurra. L'Italia è ancora quella dell'Europeo 2025. Una fuoriserie dove ogni pistone collabora. Zandalasini e Villa fanno la differenza sul referto, ma è tutta la squadra a brillare. Le Azzurre in campo si conoscono. Si fidano l'una dell'altra. Sono un vero team. Il verdetto alla fine è amaro e fa male: 55-52 per le avversarie ma quasi tutti promuovono l'Italia, vincitrice "morale" della sfida.

Lo sforzo è notevole, fisico sì, ma soprattutto psicologico. L'indomani la Nazionale cede piuttosto malamente e nettamente alla Cina, poi è sfida dentro e fuori contro l'Australia e la storia, purtroppo, la conosciamo. Un passivo inimmaginabile da colmare, sotto ancora di 20 punti a inizio ultimo quarto e poi una frazione di gioco al fulmicotone che ha fatto (quasi) la storia. L'Italia saluta i Mondiali con l'amaro in bocca. Legittimo essere un po' deluse, ma questo non deve togliere importanza a un gruppo di valore e spessore, umano e sportivo. Ogni partita ha avuto la sua genesi, i suoi alti e i suoi bassi. "In poco più di un anno abbiamo affrontato Belgio, Stati Uniti e Australia, perdendo per un totale di 7 punti" ha ribadito Capobianco, "Vuol dire che dobbiamo lavorare sui dettagli se vogliamo competere al livello più alto della pallacanestro mondiale. Sognare di lottare per il vertice non è impossibile". A novembre intanto si riparte per conquistare un posto ai prossimi FIBA Women’s EuroBasket in Lituania (16-27 giugno 2027), la cui prima sfida del girone di qualificazione si disputerà a Terni contro la Slovenia; le altre partite invece saranno con Austria e Lettonia. 

Un campionato mondiale non è solo una mera competizione sportiva. È un evento che permette a tutti, atleti e pubblico, di scoprire luoghi nuovi e immergersi nella loro cultura. Berlino non è una città come le altre per noi europei. Nel giro di pochi decenni è stata l'epicentro del potere nazista e l'emblema della Guerra Fredda. Subito dopo la fine del II conflitto mondiale infatti, la città venne divisa in due da un tragico muro, l'ovest da una parte e l'est della DDR dall'altra. Un muro alto quasi 4 m e lungo 155 km, durato complessivamente 28 anni dall'agosto 1961 fino al suo storico abbattimento pacifico, avvenuto la notte del 9 novembre 1989. Oggi, a Berlino, si trovano ancora porzioni originali di muro, alcune piccole e altre molto più grandi e lunghe. Alcune sono state ricoperte da graffiti colorati, altre sono rimaste spoglie e tetre con piccole feritoie che permettono di vedere dall'altra parte. Il muro fu una pagina nera che ha molto da insegnare e quando mi sono ritrovato anche io, lì, davanti, potendo scegliere liberamente da che parte andare, ho imparato una grande lezione.

Il muro di Berlino © Luca Ferrari
Un sottile diametro di cemento e acciaio si staglia davanti a me. Quello che è successo, è successo e non può cambiare. Quale che sarà la mia decisione, andrò avanti e darò il meglio. Nelle prossime settimane le Azzurre riprenderanno contatto con i campionati e le varie competizioni europee. Nei loro occhi e nei loro cuori il ricordo di quell'ultima palla dondolante per il possibile overtime australiano resterà impresso, così come la storica rimonta fino al 77 pari, ma non bisognerà mai dimenticare anche le sconfitte. Le grandi imprese non si costruiscono in un giorno e i Mondiali di Berlino 2026 sono già parte della grande storia delle Azzurre. Una storia pronta per ripartire con l’obiettivo di confermare e/o migliorare il terzo gradino del podio continentale, iniziando anche a immaginare cosa potrebbe voler dire essere protagoniste a Los Angeles 2028, per un traguardo olimpico che non è e non potrà mai essere solo un sogno per questa squadra. Una squadra che non deve porsi limiti. Il viaggio è iniziato. Ambizione, forza, unità. La prossima meta è già all’orizzonte.

FIBA World Cup - le Azzurre festeggiano un canestro © Italbasket
FIBA World Cup - Olbis Andrè (Italia) nella sfida contro la Cina © Italbasket
FIBA World Cup - Sara Madera (Italia) nella sfida contro gli USA © Italbasket
Berlino, Uber Arena  © Luca Ferrari

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