sabato 28 febbraio 2026

Stefania Trimboli, il basket è famiglia

Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla

Il viaggio umano-cestistico di Stefania Trimboli, capitana di Magnolia Campobasso. Dagli esordi triestini alla conquista azzurra del bronzo europeo e la recente maternità.

di Luca Ferrari

“Ci sono partite che non si giocano sul parquet. Per la prima volta mi fermo. Sta arrivando una nuova tifosa. Sto per iniziare una nuova avventura della mia vita. Mi prendo una piccola pausa. La famiglia Magnolia cresce” Stefania Trimboli. È questo il delicato video-messaggio che la società molisana ha postato su Instagram alla notizia della dolce attesa della loro capitana.

Stefania Trimboli, una vita passata sui campi da basket. Formatasi nella natia Trieste, ha iniziato la sua carriera nel mondo professionistico proprio con la Società Ginnastica Triestina, guadagnando la promozione in A1 nella stagione 2013-14. 

Per Stefania Trimboli, pallacanestro e famiglia sono due battiti di uno stesso universo. La passione per la palla a spicchi è nata fra le mura domestiche. "Siamo tre sorelle e siamo tutte cresciute col basket grazie a mio papà. Col tempo poi, anche la mamma si è appassionata. Mio padre avrebbe potuto puntare alla carriera professionistica ma fece una scelta d’amore, e devo dire che è andata molto bene. Papà è sempre stato un po' il mio idolo da seguire. Insieme a lui ho guardato le partite dell'NBA che registrava con i vari Jordan, Bird, Ray Allen. Io e le mie sorelle abbiamo giocato tutte e tre nella stessa società e spesso era lui ad allenarci perché seguiva più gruppi. La più grande aveva la maglia numero 7, la mia gemella l’8 e io il 9. Da allora, quando ho potuto, ho sempre preso il 9 a parte nella Nazionale, già occupato da Cecilia Zandalasini, così in Azzurro ho scelto il 99”.

Dopo quattro stagioni in Friuli, Stefania ha fatto il grande salto, spostandosi in Campania e accasandosi a PB63 Battipaglia (2015-19). Una stagione a Empoli, poi una a Schio dove vince la Coppa Italia, quindi nel 2021 diventa la playmaker della Magnolia Campobasso. A partire dalla stagione scorsa, Stefania ha ritrovato Maria Miccoli, triestina anch’essa. “È stato bellissimo" ricorda. "Non giocavamo insieme da dieci anni. Abbiamo condiviso moltissimo insieme, inclusa la promozione nella massima serie. Quegli anni vissuti fianco a fianco sono stati un periodo magico e sicuramente decisivo per il mio futuro cestistico, anche se la passione è cresciuta e si è alimentata giorno dopo giorno". In parallelo all’attività cestistica, Stefania si è laureata nel 2019 in Scienze Motorie. “Dal 2021 mi sono iscritta alla magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. In un futuro mi piacerebbe entrare un po' nel mondo della scuola e insegnare ai bambini, comunque restando in ambito sportivo".

La storia di Stefania Trimboli s'intreccia con i valori della famiglia. Una scelta che l’ha guidata nel corso della sua vita professionale e umana. “Già il passaggio a Battipaglia non fu facile, specie per mia mamma che mi accompagnò a prendere il treno in lacrime. Due settimane dopo ricevetti una telefonata di un college americano per sondare la mia disponibilità. Ho pensato che non fosse il caso. Sono molto legata alla mia famiglia e alle mie sorelle e già questo lavoro ti porta lontano. Andare negli USA sarebbe stato troppo per me. Anche se non ho mai fatto questo passo (per ora), mi sarebbe piaciuto fare un anno all'estero, in particolare in Spagna. Hanno un modo di vivere più leggero e penso che potrei trovarmi bene. Vedremo in futuro".

Stefania Trimboli in campo nella Giornata contro la violenza sulle donne © Maurizio Silla

Il presente intanto guarda già alle imminenti sfide per la conquista del titolo di regina del campionato LBF 2025-26. A parte sorprese dell'ultim'ora, quasi sicuramente Magnolia incontrerà in semifinale la Reyer Venezia per il terzo anno consecutivo. Nell’annata scorsa la squadra orogranata vinse 3-1, perdendo una partita in casa, ma ogni vittoria lagunare fu molto sofferta. Quest’anno la Reyer ha vinto a Campobasso mentre Magnolia ha avuto la meglio a Venezia: “La Reyer è una squadra di altissimo livello e molto ostica da affrontare. A noi forse è mancata un po’ di esperienza, che abbiamo iniziato a farci con la partecipazione all’EruroCup. Quest'anno secondo me possiamo dare del filo da torcere a tutti”.

Il modo di giocare di Stefania rispecchia la sua anima più autentica. In campo sembra quasi non esserci ma c’è, eccome se c’è. Non è una giocatrice appariscente. Non cerca le luci della ribalta. Al contrario, è una regista silenziosa e instancabile che sa far brillare chi le sta accanto. Una forza trainante concentrata sull'obiettivo da raggiungere e da conquistare. Nella sfida natalizia contro la Reyer, ad esempio, Campobasso interruppe l'imbattibilità casalinga della squadra lagunare. A dirigere le operazioni c’era ovviamente lei, Stefania Trimboli, autrice anche di 5 punti. 

Reyer - Cambpobasso, Francesca Pan ostacola Stefania Trimboli a canestro © Maurizio Silla

“Conosco le caratteristiche delle mie compagne e cerco di mettermi al loro servizio. Cerco di fare ciò che serve per la squadra. Poi, certo, è bello fare canestro ma è importante anche avere un'ottima difesa” sottolinea la cestista friulana.

Stefania Trimboli è sinonimo anche delle più gloriose e recenti imprese della Nazionale Italiana. Classe 1996, il suo esordio in maglia azzurra è avvenuto nella vittoria casalinga a Faenza contro la Germania nel febbraio scorso, durante la gara di qualificazione per gli Europei. “Un’emozione fortissima. Quasi tremavo. Mi è solo dispiaciuto che i miei genitori non potessero venire perché fu una convocazione all'ultimo minuto”. Di lì in poi fu sempre presente, alle amichevoli pre-rassegna continentale e quindi la scelta di coach Andrea Capobianco di includerla nelle 12 che avrebbero giocato l’Europeo, conquistando poi una storica medaglia di bronzo. “Il coach mi ha detto: sei qui perché te lo meriti. Non pensare, vai e gioca! Ha una capacità incredibile di mettere le giocatrici in fiducia. Nel corso dell’Europeo è riuscito a valorizzarci tutte. Chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, si è sempre sentita molto utile e questo è un merito di Andrea Capobianco. Ci ha dato la giusta mentalità per puntare allo stesso obiettivo. Ogni giocatrice è sempre riuscita a dare il massimo".

Un successo non si costruisce solo con i grandi nomi. Deve scattare una speciale alchimia tra le giocatrici ed è quello che è avvenuto durante il ritiro pre-europeo. “Siamo state insieme 40 giorni” racconta Trimboli, “C’erano giocatrici come Francesca Pan che conoscevo solo da avversaria, e tutte abbiamo imparato a essere a disposizione l’una per l’altra. Giorno dopo giorno, il gruppo si è unito sempre di più, cosa resa possibile anche grazie all'incredibile lavoro dello staff azzurro: oltre a Capobianco, i vice-allenatori, i fisioterapisti, il preparatore fisici, tutti sempre molto disponibili e con grande professionalità. Sembrava come di stare in una famiglia allargata. Nel corso del raduno poi, oltre a Sara (Madera, sua compagna di squadra a Campobasso, ndr), ero sempre insieme a Martina Kacerik e la capitana Laura Spreafico.

Adesso c’è il pre-Mondiale e, inevitabilmente Stefania Trimboli non parteciperà alla missione azzurra a Porto Rico. In attesa che l’Italia torni a disputare la massima competizione cestistica per Nazioni dopo oltre trent’anni, è inevitabile una riflessione sul basket femminile italiano. "Sono tempi - strani - per la nostra pallacanestro. La popolarità avuta agli Europei è sicuramente di buon auspicio per una maggior visibilità dell'intero movimento. Anche le performance europee di Schio e Reyer stanno contribuendo a rilanciare l’immagine del basket femminile italiano". C’è ancora molta disparità rispetto al basket maschile. La serie A1 femminile infatti, è ancora considerata semiprofessionistica. Ricevono compensi ma non sono riconosciute dal CONI né dalla FIP - Federazione Italiana Pallacanestro con il ruolo giuridico di atlete professioniste con tutti gli onori e oneri (fiscali).

La sfida è ardua ma non impossibile. Per imporsi in una cultura popolare ancora troppo orientata agli uomini, il basket femminile italiano dovrà continuare a crescere su due binari: le società, a partire già dal minibasket, e i risultati. Un caso su tutti è quello dell'australiana Lauren Jackson, bi-campionessa WNBA con le Seattle Storm, nonché la prima straniera a vincere il premio di MVP della lega. La cestista originaria di Abury (1981, Nuovo Galles del Sud) ha letteralmente cambiato la percezione del basket australiano, aumentando l’interesse nei giovani, nei media e negli sponsor, vincendo infine il Campionato del Mondo con la propria nazionale nel 2006. Nei prossimi due anni il basket femminile italiano potrebbe essere a una svolta epocale. Se le società continueranno a crescere, le squadre italiane a farsi sempre più valere in Europa e l’Italia saprà lasciare il segno ai Mondiali di Berlino 2026 e alle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028, la percezione di questa disciplina potrebbe davvero cambiare per sempre.

Il tempo stringe. Il piccolo cestista di casa intanto, artefice della mia neonata passione per la palla a spicchi, è a scuola. Sapendo dell'imminente impegno giornalistico, non solo ha voluto omaggiare Trimboli con un disegno di tutta la sua squadra, ma mi ha anche chiesto di farle un paio di domande per suo conto. Procediamo...


 
La prima curiosità riguarda il basket triestino. “A Trieste c'è una cultura molto radicata nella pallacanestro” risponde gentilissima Stefania Trimboli, “è un basket che seguo molto volentieri perché un triestino in campo, dà tutto. Penso a Michele Ruzzier (triestino in forza alla Pallacanestro Trieste 2004, ndr). Anche lui è un giocatore molto silenzioso ma si butta su ogni pallone, è un combattente. Mi piace molto questo modo di giocare. Sono cresciuta così, col basket dove si lotta sempre”. Più volte spettatore di partite di EuroLeague e campionato, l’ultima domanda riguarda le rivalità, se senta più quella con la Reyer Venezia o con il Famila Schio. “Entrambe direi. A prescindere dai risultati, sono squadre contro cui vuoi giocare a tutti costi e speri di vincere. Da quando sono a Campobasso, ho vinto una sola volta contro Schio ai playoff".


Stefania si congeda, poi ecco la dolce notizia. Stefania è incinta. Per la prima volta nella sua vita si prenderà una pausa dal campo. Una gioia immensa. Inevitabilmente sull’aereo per Portorico non ci sarà. Alle sue compagne azzurre però, ha qualcosa da dire: “Ciao ragazze! Come avrete saputo, quest’anno non potrò essere dei vostri. Una nuova tifosa azzurra sta arrivando! Pensare alla Nazionale mi mette un po’ di malinconia, lo ammetto ma anche se mi toccherà fare il tifo dal divano, il mio cuore sarà lì in campo con voi! Forza azzurre, portateci al Mondiale ”. Mi permetto di aggiungere: Per Stefania Trimboli e la sua meravigliosa creatura in arrivo, con il cuore alla vittoria!

Stefania Trimboli in Azzurro durante gli Europei 2025 © Italbasket
Il giornalista Luca Ferrari intervista Stefania Trimboli
Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla
Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla
Stefania Trimboli e le Azzurre dopo la conquista della medaglia di bronzo
agli Europei 2025 © Italbasket

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