lunedì 23 marzo 2026

Emma Giacchetti, migliorarsi sempre

Emma Giacchetti (Magnolia Campobasso) © Maurizio Silla

Migliorarsi, ogni giorno e sempre di più. Emma Giacchetti si racconta. Dall'esordio a 15 anni in A1 ai playoff 2026, tra studio, gl'imminenti Europei U20 e il sogno olimpico.  

di Luca Ferrari

La passione per il basket sbocciata quando "si rotolava sopra la palla". Il primo canestro in A1 ad appena 15 anni contro la Reyer, a Venezia. Una giovanissima forza della natura scoperta da Magnolia Campobasso con cui ha già vinto quattro titoli juniores, oltre a un bronzo agli Europei U16. A poche ore dall'esordio nei playoff 2026, Emma Giacchetti si racconta a Viaggi del mondo sez. Mondo BASKET tra presente e uno sguardo lucido sul mondo del basket femminile. 19 anni appena compiuti (il 18 marzo scorso, auguri!), la piccola stella marchigiana è pronta a sfidare il dominio dei colossi veneti e in estate chissà, portare l'Italia U20 sul tetto d'Europa. Emma Giacchetti guarda al futuro giorno per giorno, annata per annata. Un'atleta la cui partita migliore deve ancora arrivare. Una ragazza che studia e impara sul campo, a tu per tu con le migliori playmaker d'Italia e d'Europa. Dice sè: "Il mio obiettivo è quello di migliorare sempre e di più, soprattutto mentalmente e cercare di fare sempre meglio".

Emma Giacchetti è una giovane donna molto talentuosa e allo stesso tempo "fortunata". Fortunata perché la pallacanestro le è stata dolcemente recapitata dalla sua mamma, iniziando a respirare quel sound fin dalla tenerissima età. "Il basket femminile non è il primo sport che da piccola ti viene proposto. Io ovviamente ho iniziato perché mia madre giocava, quindi per me è stato proprio il punto di partenza di tutto però ricordo che quando ero piccola e giocavo a Civitanova, non conoscevo niente di quello che succedeva fuori dalla mia realtà, di quello che era il mondo della Serie A1 e delle giocatrici, a parte le più famose come Cecilia Zandalasini o Giorgia Sottana. Il caso ha voluto che l'anno in cui la mia squadra arrivò alle finali nazionali Under-17, queste si svolgessero a Campobasso. Poco dopo disputai il Trofeo dell’Amicizia con l'Italia U15 a Melilla (dove fu anche inserita nel quintetto ideale, ndr). Fu allora che il coach di Magnolia, Domenico "Mimmo" Sabatelli, contattò i miei genitori e mi propose un bellissimo progetto. Da lì in poi ho iniziato ad avere una conoscenza sempre maggiore di quello che era il mondo del basket femminile".

Già, il basket femminile. Sono ancora troppe le differenze rispetto al corrispettivo maschile, a cominciare proprio dallo status delle giocatrici, considerate ufficialmente semi-professioniste e non professioniste come i colleghi. I risultati dimostrano che è un movimento in costante ascesa, cosa evidenziata anche dai risultati ma il vero punto di forza/svolta deve essere la base. "Bisogna puntare sulle giovanissime e avere più società possibili che s'impegnino a reclutare bambine-ragazzine che hanno voglia di giocare e quindi portare avanti il basket femminile. Anche i risultati, ovviamente, sono importanti e possono contribuire a un miglioramento generale. Se la Nazionale maschile avesse ottenuto i risultati che la squadra di Capobianco sta ottenendo, l'attenzione mediatica sarebbe stata ancora più ampia. Da un paio d'anni hanno iniziato a trasmettere qualche partita in chiaro su RaiSport e questo è un buon segnale. Speriamo che la strada intrapresa continui su tutti i livelli".

Cresciuta a pane e palla a spicchi, Emma Giacchetti non ha mai avuto chissà quale modello né tanto meno il classico idolo di cui ci si attacca il poster in camera. Ad alimentare la sua voglia di crescere, una fame di pallacanestro che l'ha portata fin da giovane a guardare questo sport ogni volta che potesse, che si trattasse di basket femminile o maschile, campionato italiano o quant'altro. "Cerco di rubare un po' con gli occhi da tutti i playmaker che mi trovo davanti, a cominciare dalla nazionale italiana. Ho già affrontato diverse volte Mariella Santucci (Reyer Venezia) e Costanza Verona (Famila Schio). Sono due grandissime atlete ed è sempre un'esperienza molto preziosa giocare contro di loro. Un'altra giocatrice che stimo moltissimo è Giorgia Sottana (Famila Schio). Ogni volta che l’ho affrontata, ho imparato qualcosa di prezioso. Fuori dall'Italia invece, la belga Julie Vanloo è una delle giocatrici da cui prendo molta ispirazione, soprattutto per la fiducia che ha nel modo di giocare in campo".

Se i pronostici verranno rispettati, Giacchetti e Santucci si ritroveranno l'una di fronte all'altra nella semifinale scudetto 2025-26. In una recente intervista pubblicata sul magazine d'oltreoceano L'Italo-Americano, Mariella indicò proprio la giovane cestista marchigiana come sua possibile erede. Nella sfida di campionato dello scorso dicembre, pochi giorni dopo Natale, Magnolia venne in trasferta in laguna, cogliendo un'importantissima vittoria e di fatto interrompendo l'imbattibilità casalinga della squadra veneziana che durava (addirittura) dal 16 gennaio 2025, quando le orogranata vennero superate dal Saragozza in EuroLeague. Tra le protagoniste di quella partita, anche Emma Giacchetti che senza alcun timore reverenziale, sfidò Santucci in ogni parte del campo.

Palasport Taliercio (Ve), Emma Giacchetti si oppone a Mariella Santucci © Luca Ferrari

"Mariella Santucci è una persona fantastica" sottolinea la cestista di Magnolia, "Ogni volta che ci incontriamo, che vinca o perda, mi dà sempre qualche consiglio. È carinissima con me e le voglio un sacco di bene".

Reyer vs Magnolia è diventata un po' una classica sfida dei playoff. Si potrebbero incrociare nel penultimo atto del campionato LBF per il terzo anno consecutivo. L'anno scorso le leonesse oro-granata vinsero 3-1 nonostante avessero perso il vantaggio del fattore campo. Furono quattro sfide molto tirate. Dopo aver centrato la prima storica qualificazione di EuroLeague, la Reyer è in overdose di fiducia, senza dimenticare l'adrenalina post pre-Mondiale delle sue giocatrici migliori. "Per avere meglio della Reyer, servirà tanta forza, anche mentale" analizza Emma. "Dovremo cercare di interrompere un po' il loro gioco e il loro entusiasmo. Sono giocatrici per certi versi imprevedibili. Difficile capire chi brillerà più delle altre in una singola partita. Dovremo essere brave a restare agganciate al risultato fino alle ultime fasi del match. Per quanto mi riguarda, cercherò di portare maggiore intensità, tirando bene e trovando diverse soluzioni".

Emma GiacchettiVenezia, una storia di ricordi dolce-amari. A parte qualche sconfitta, l'antica Serenissima ha un posto speciale nel cuore della giovanissima. È proprio al Taliercio che il 6 ottobre 2022 Giacchetti fece il suo debutto in A1, segnando anche 1 punto. "Fu davvero inaspettato" ricorda, "Io venivo dalla A2 e la differenza con la massima serie è notevole, soprattutto sul fronte dell'intensità e del ritmo, molto più alto. Eravamo un po' scariche e stavamo subendo. A quel punto, verso la metà secondo quarto, il coach mi ha chiamata per dirmi che sarei entrata. Obiettivo, dare una scossa e portare intensità. Mi sono fatta 4-5 minuti segnando anche un tiro libero su due. Un'emozione grandissima anche perché giocavo contro delle ragazze che fino a quel momento avevo solo visto in televisione".

E a proposito della realtà dove gioca Emma, parlare solamente di società sarebbe riduttivo. "Quando sono arrivata, io venivo da una piccola società di A2, la Feba Civitanova Marche, quindi non è stato facile per me ma ho trovato una società davvero accogliente. Magnolia Campobasso è una grande famiglia: dagli allenatori alla Presidente Antonella Palmieri, tutti quanti sono a disposizione per aiutarti. Per me, che ero piccolissima e alla mia prima esperienza fuori casa, trovare una società così è stato fondamentale per la mia crescita". A pensarla così, non solo Emma, ma anche la capitana della squadra, Stefania Trimboli, in congedo per maternità. Tra le più forti giocatrici del roster, Maria Miccoli, cresciuta a Trieste insieme a quest'ultima e poi ritrovatesi Molise con la stessa casacca e ovviamente Sara Madera, colonna delle Azzurre, appena rientrata dopo il brillante torneo di Porto Rico che ha sancito la qualificazione dell'Italia ai Mondiali di Berlino 2026.

Come la maggior parte delle sue colleghe, anche Emma Giacchetti porta avanti lo studio oltre alla carriera sportiva, sebbene non siano due strade facilmente percorribili insieme in Italia. In parallelo ai playoff infatti, quest'anno Emma dovrà affrontare un altro grande impegno, quello degli esami di maturità. "Dopo mi piacerebbe fare l'università. Sto pensando alla facoltà di Scienze Motorie, per rimanere nell'ambito, e poi magari anche una magistrale direzione Management o qualcosa di simile. Ci sto ancora pensando". E a proposito di studio, un talento come il suo non è certo passato inosservato ai college d'oltreoceano dai quali le sono piovute svariate proposte. "Mi ha fatto molto piacere però diciamo che non è il mio primo pensiero anche se, ovviamente, le tengo in considerazione".

L'estate si avvicina e nel caso di Emma Giacchetti, prima del meritato break dal parquet, ci sarà quasi sicuramente un altro importantissimo impegno da affrontare al massimo delle sue forze: gli Europei U20 in Lituania (Alytus e Klaipeda, 4-12 luglio). Al suo fianco, tra le altre, un gruppo davvero super: Francesca BaldassarreOlivia Ostoni, Isabella Hassan, Emma D’Este, Elena Ciuffoli, Martina Crippa, Francesca Grande. "Le squadre più temibili sono sempre loro, Francia e Spagna. Anche noi potremo fare un buon torneo. Solo due anni fa, nel 2024, ai Campionati Europei U18 a Matosinhos (Portogallo) abbiamo vinto 5 partite su 7, arrivando però solo 9°. La squadra è molto simile. Abbiamo un collettivo molto affiatato e potremo toglierci qualche soddisfazione. Una medaglia, chissà...".

Emma Giacchetti con le altre Azzurre U16 ©Italbasket

E a proposito di Nazionale, Emma, essendo appena 19enne, avrà anche il 2027 per giocare da U20, dopodiché sarà eleggibile per la Nazionale maggiore, giusto in tempo per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. "Un pensierino ovviamente ce lo faccio, sarebbe davvero una grandissima soddisfazione parteciparci. È sicuramente uno dei miei obiettivi. Vedremo".

Il futuro è una strada lunga da scrivere. Forse è presto per parlare di partite o momenti memorabili nella sua carriera, eppure, la ragazza ha le idee molto chiare. "Eravamo a Sassari e non stavamo giocando molto bene. Nonostante ciò io ero riuscita a tirar fuori un po' di intensità e segnare alcuni punti nei momenti decisivi, così l'allenatore mi ha lasciato in campo. Sono piccole soddisfazioni che mi fanno dire: ok, ho giocato questa partita con maturità e costanza". Emma Giacchetti crescerà e migliorerà. Nei suoi occhi si scorgono la serenità della giovinezza, oltre a una precoce maturità insieme a una determinazione da Mamba Mentality. Negli anni '80, molto prima che Emma nascesse, l'NBA era dominata dai Boston Celtics e dai Los Angeles Lakers. Poi a un certo punto, arrivò una piccola realtà emergente a scombinare i loro piani, i Detroit Pistons, una squadra che era quasi una famiglia. A guidarli, un playmaker "piccolino" di nome Isiah Thomas (185 cm). Chissà, magari nel percorso di Magnolia Campobasso ci sarà lo stesso destino. Dopotutto, anche tra le fila della squadra molisana c'è una play "piccolina" che di nome fa Emma Giacchetti.

Emma Giacchetti in azione con Magnolia Campobasso

Emma Giacchetti con le altre Azzurre U16 ©Italbasket
Emma Giacchetti in azione (Magnolia Campobasso) © Maurizio Silla
Sara Madera ed Emma Giacchetti © Maurizio Silla
Emma Giacchetti (Magnolia Campobasso) nella sfida contro Logiman Broni © Maurizio Silla
Emma Giacchetti (Magnolia Campobasso) nella sfida contro Logiman Broni © Maurizio Silla
Emma Giacchetti (Magnolia Campobasso) contro Battipaglia © Maurizio Silla
Emma Giacchetti (Magnolia Campobasso) contro Battipaglia © Maurizio Silla

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