Visualizzazione post con etichetta Italbasket. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italbasket. Mostra tutti i post

martedì 28 aprile 2026

LBF – Cuore e parquet d’Italia

Il tributo dei supporter della Reyer a Giorgia Sottana © Elio Castoria

È finito il campionato femminile di basket LBF 2025-26. Tra addii e grandi ritorni, è stata un'annata indimenticabile con una finale al cardiopalma... e il bello deve ancora venire!
 
di Luca Ferrari

L'addio al mondo del basket di Giorgia Sottana. Il ritorno nel campionato italiano di Cecilia Zandalasini e di Francesca Pasa. La prima storica qualificazione della Reyer Venezia alle Final Six di EuroLeague maturata al termine di un combattutissimo derby tutto veneto contro il Famila Schio. La fiaba delle Panthers Roseto, passate dalla serie B alla semifinale scudetto. Matilde Villa nuovamente in campo dopo il grave infortunio. La conferma ad altissimi livelli della Nazionale Italiana e a l'accesso al Mondiale 2026 di Berlino grazie a uno strepitoso torneo pre-mondiale. E a proposito di Azzurre e di sfide internazionali, la stagione 2025-26 si è aperta con "l'espatrio" in Spagna della capitana azzurra, Laura Spreafico, all'Avenida, e si è chiusa con la conferma di "Zanda" alle Golden State Valkyries e la chiamata di Costanza Verona con un training camp contract delle Dallas Wings. Il basket femminile italiano ha vissuto momenti grandiosi in questa stagione ma non è ancora terminata, anzi. Nel corso della prossima estate si svolgeranno gli Europei U16, R18 e U20, per poi chiudere in Germania con la Nazionale impegnata nell'atteso torneo iridato (4-13 settembre).

È calato il sipario sulla stagione 2025-26 del campionato LBF. Il Famila Schio ha centrato il triplete, vincendo la Supercoppa, la Coppa Italia e lo scudetto, il 14° della sua storia. A dispetto dei successi, non è stata una stagione facile. Il neo-coach Víctor Lapeña e gl'innesti delle fortissime Zandalasini e Shepard non hanno prodotto l'auspicato salto di qualità in campo internazionale. La squadra è così tornata sotto la guida del greco Georgios Dikaioulakos, già con Schio nel quadriennio 2021-25. Mastica amaro la Reyer Venezia. Ha avuto il match point per vincere il titolo al Taliercio. Veniva da tre vittorie consecutive contro le storiche rivali di Schio tra Eurolega e Campionato, due delle quali fuori casa. Le leonesse hanno disputato una gara 1 superlativa. Se in gara erano apparse più stanche e meno lucide sotto canestro, nell'ultima gara hanno tirato fuori tutto quello che avevano ma non è bastato.

Non poteva chiedere un finale migliore la leggenda del basket italiano, Giorgia Sottana. A 37 anni e dopo l'ennesimo scudetto della sua carriera, il 9°, ha detto basta. Prima della passerella finale a Schio, la campionessa è stata omaggiata dai supporter oro-granata Canestrei Reyer Fans con un toccante striscione nella gara 2 delle Finals, a Venezia.

Giorgia Sottana © Elio Castoria

La Reyer Venezia ha disputato una stagione incredibile. Si è confrontata con alcune delle compagini più forti, a cominciare proprio dalla vincitrice dell'EuroLeague 2025-26, il Fenerbache. Le manca ancora qualcosina per fare il definitivo salto di qualità e imporsi a livello europeo. L'ossatura della squadra italiana è formidabile: Cubaj, Santucci, Pasa e la capitana Francesca Pan. Matilde Villa sta tornando ai suoi livelli ma ci vorrà ancora tempo. Un'altra stellina in rampa di lancio nel vivaio reyerino è Isabel Hassan. Dei nuovi arrivi in casa Reyer, la miglior giocatrice è stata la croata Ivana Dojkic. Resta inspiegabile il poco utilizzo di Martina Fassina. La classe '99 di Castelfranco Veneto è un'atleta di altissimo livello. Presenza fissa nella Nazionale di Andrea Capobianco, le sue triple nella semifinale europea contro il Belgio popolano ancora gl'incubi delle fortissime Cats. A dispetto del minutaggio concessole, è sempre pronta, richiamando alla memoria il leggendario Vinnie Johnson (Detroit Pistons) detto Microwave, proprio perché sapeva entrare subito in partita. Poco impegnata nelle prime due gare delle Finals scudetto, in gara 3 ha risposto (più che) presente, mettendo anche punti a referto.

Il campionato LBF 2025-26 si è concluso. Il bello della pallacanestro femminile italiana però, deve ancora venire. Due eventi in particolare attendono gli appassionati della palla a spicchi, a cominciare dagli Europei U20 (Lituania, 4-12 luglio). Nelle ultime due edizioni le Azzurrine si sono accomodate sul gradino più basso del podio. Quest'anno la squadra è ancora più forte e può vantare la presenza di Emma Giacchetti, Francesca Baldassarre, Olivia Ostoni, Emma D’Este, e altre forti cestiste. Chissà, forse potrebbe anche bissare il fin'ora unico successo del 2019, in Repubblica Ceca; una squadra quella dove militavano anche Costanza Verona, Martina Fassina e Sara Madera, tutte capisaldi dell'attuale Nazionale Italiana. A fine estate come detto, le Azzurre disputeranno i Mondiali: il 4 settembre faranno il loro esordio alla Max-Schmeling-Halle contro la Repubblica Ceca; il 6 e il 7 settembre se la vedranno rispettivamente contro le campionesse e le vice-campionesse del mondo in carica, Stati Uniti (Berlin Arena) e Cina.

Il basket femminile scoppia di salute eppure, a giudicare da ciò che è avvenuto negli ultimi anni sui fronti societari, parrebbe proprio il contrario. Sempre più squadre infatti, si stanno ritirando dalla serie A1: Virtus Bologna, Virtus Eirene Ragusa, OBG Roma, Faenza B. Project. Ultima in ordine temporale, la Dinamo Sassari. Le ragioni sono differenti ma è indubbio che le società guadagnino (molto) meno rispetto a quelle maschili, e questo alla lunga può portare ad alzare bandiera bianca dati costi per restare nella massima serie. Perché le squadre italiane crescano e inizino ad affermarsi anche in Europa, è fondamentale che il campionato sia sempre più competitivo o il rischio è che anche le giocatrici più forti prendano in considerazione l'idea di accasarsi altrove. Già molte giovani lo stanno facendo, tentate dalle sirene delle borse di studio NCAA, per vivere un'esperienza globale che va ben oltre il campo da gioco. Il basket femminile italiano sta entusiasmando. La qualità non è minimamente in discussione e nei prossimi anni potrebbe esserci quella tanto auspicata svolta di popolarità.

Viaggio a bordo campo nella stagione LBF 2025-26. Che si tratti di una partita europea infrasettimanale o di una sfida domenicale di campionato, si comincia sempre allo stesso modo, la meticolosa preparazione dello zainetto, qualche t-shirt a tema da indossare nel Palazzetto, una piccola agendina per gli appunti e la sensazione (certezza) di vivere un momento speciale, alle volte in famiglia, altre volte in compagnia di amici. Abitando a Venezia, le partite casalinghe della Reyer femminile sono diventate un appuntamento irrinunciabile anche se il nostro trasporto e sostegno va ben oltre il mero tifo, applaudendo generosamente tutte le protagoniste in campo. Nel caso specifico, le giocatrici della Reyer sono un modello di fair play, sempre pronte a dare il massimo e allo stesso tempo sorridenti a fine match, anche quando il punteggio non sia troppo favorevole. Non è un dettaglio da poco ed è una lezione che sono felice (anche) mio figlio stia assimilando nel modo più sano e coinvolgente. Tra gl'indiscussi emblemi di questo spirito, Mariella Santucci, un esempio di grinta, gentilezza e serietà sportiva.

La cestista italiana Mariella Santucci © Elio Castoria

Rewind. A due settimane dall'inizio del campionato 2025-26 faccio il mio ingresso "serale" al Palasport Taliercio di Mestre (Ve). È il 24 settembre 2025 e la Reyer Venezia affronta la Stella Rossa di Belgrado (KKZ Crvena Zvezda) nel turno preliminare di EuroLeague. Non posso ancora saperlo ma quella sarà la prima di una lunghissima serie di partite a cui assisterò, in particolare in compagnia del mio figlioletto, "scoiattolo" dell'Alvisiana Basket Venezia. A differenza della stragrande maggioranza dei suoi coetanei (e di quelli del sottoscritto), noi preferiamo vedere il basket femminile, dal vivo e online grazie in particolare al sito Flima.tv e al canale YouTube della FIBA dove sono trasmesse in chiaro le partite di Eurolega ed EuroCup (vale anche per altri campionati come quello spagnolo). Per la cronaca, la Reyer alla fine ha vinto questa partita ma il risultato è l'ultima delle ragioni per cui veniamo. Nel basket femminile si gioca molto più di squadra. A prescindere dalle singole qualità, non ci sono prime donne. Niente atteggiamenti da superstar. Salvo qualche rarissima eccezione poi, l'atmosfera sugli spalti è molto serena. Ogni partita è un'occasione per studiare da vicino la pallacanestro femminile e appassionarsi sempre di più. 

Basket femminile, noi siamo con te!

Taliercio (Ve), un giovanissimo spettatore ammira la Reyer Venezia © Luca Ferrari
Reyer in campo contro Magnolia Basket © Luca Ferrari
Francesca Pasa (Reyer Venezia) e Cecilia Zandalasini (Famila Schio),
amiche-rivali prima della decisiva gara 3 delle Finals © Lega Basket Femminile
Costanza Verona e Cecilia Zandalasini sbarcano nel WNBA
Sara Madera ed Emma Giacchetti (Magnolia Basket) © Maurizio Silla
Laura Spreafico in casacca Avendia © Club Baloncesto Perfumerías Avenida

Azzurre in trionfo al torneo pre-Mondiale - (da sx) Francesca Pan,
Francesca Pasa, Laura Spreafico e Martina Fassina © Italbasket

martedì 21 aprile 2026

Mubit, la casa del basket italiano

Mubit, medaglie vinte dalla Nazionale Italiana di basket © Luca Ferrari

Viaggio nella pallacanestro azzurra tra cimeli originali, sezioni interattive e vivide emozioni. Al Paladozza di Bologna è stato inaugurato il Museo del Basket Italiano (Mubit).

di Luca Ferrari

La pallacanestro italiana si racconta tra storia, trionfi e cimeli. Un percorso che unisce memoria e materia, restituendo al pubblico la dimensione più vivida del gioco. Il 18 aprile 2026 è stato inaugurato il Museo del Basket Italiano al Paladozza di Bologna, visitabile dal giovedì al lunedì (ore 11-18). Non poteva esserci "teatro migliore". Un tempo sede della Virtus e ancora oggi della Fortitudo, questo palazzetto si trova nel cuore della Città delle Due Torri. Un luogo della gente in mezzo alla gente, e da oggi sempre più sinonimo di legami generazionali con gli appassionati della palla a spicchi. A battezzare la struttura, la mostra - Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro - che ripercorre i grandi trionfi e le sfide della Nazionale maschile e femminile dal 1921, anno di fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro, fino ai giorni nostri, il tutto corredato da una sezione Hall of Fame e un'ulteriore "sala aperta" (rooftop), "naturale estensione del percorso museale, dove il racconto del basket continua in una dimensione più libera e contemporanea".

Il Mubit si sviluppa su 400 metri quadrati in un percorso immersivo nella storia della pallacanestro italiana. Ci sono cimeli storici come maglie, palloni e oggetti appartenuti a grandi giocatori/giocatrici e squadre. Ci sono sale dedicate alle vittorie della Nazionale e ai protagonisti del basket, con racconti di atleti, allenatori e tifosi. Il museo include anche trofei, medaglie e una Hall of Fame che celebra i momenti più importanti. L’esperienza è arricchita da video, audio e installazioni multimediali che rendono la visita dinamica. Infine c’è uno spazio interattivo dove si possono provare movimenti e tecnica di gioco, rendendo il museo coinvolgente anche dal vivo. Un museo dunque che farà la gioia di chi conosce la storia del basket azzurro ma anche di chi la sta "studiando" o è appena agli inizi, diventando così il punto di partenza per scoprire le radici di uno degli sport più amati al mondo. Basta vedere un'azione o sentire una telecronaca per essere pervasi da una fame di conoscenza e immaginare di essere lì, a bordo campo, se non direttamente dentro.

“Il Sindaco Lepore deve essere orgoglioso" ha detto entusiasta il presidente federale Gianni Petrucci sull'operato del primo cittadino della città felsinea, "Anni fa abbiamo avviato una collaborazione straordinaria e oggi consegna a Bologna un Museo che ha poco da invidiare ai luoghi che celebrano le squadre più forti del mondo. Mi basta dare un’occhiata al parterre del PalaDozza oggi. Ci sono personaggi incredibili della nostra pallacanestro, del passato e del presente, e ritrovarli tutti qui mi rende particolarmente felice”.  All'inaugurazione del Mubit infatti, sono intervenute autentiche leggende del basket azzurro, a cominciare dal "grande vecchio" Achille Canna (1932). Presenti i cestisti Carlton Myers, Giacomo Galanda, il "Mago" Andrea Bargnani e ancora la storia contemporanea della Virtus incarnata da Alessandro Pajola e Francesco Ferrari. Tra le donne, Chicca Macchi e Raffaella Masciadri. Insieme a loro, fuori dal PalaDozza, sono stati allestiti campetti per far giocare (scatenare) i piccoli della palla a spicchi.

Nel museo sono esposte anche le lavagnette di alcuni dei più celebri allenatori, alcuni dei quali sono intervenuti all'inaugurazione: Ettore Messina, il neo-commissario della squadra maschile Luca Banchi e Andrea Cabobianco, quest'ultimo alla guida della Nazionale femminile fresca di qualificazione ai Mondiali di Berlino 2026. Le Azzurre stanno entusiasmando sempre di più e gran parte del merito è proprio di coach Capobianco che ha saputo valorizzare oltremodo un gruppo già coeso, dentro e fuori dal campo. Nel 2025, dopo un'attesa lunga più di 30 anni, l'Italia è tornata a conquistare una medaglia di bronzo agli Europei e la sua cavalcata iniziò proprio qui, al PalaDozza, vincendo tutte e tre le sfide del proprio girone contro Serbia, Slovenia e Lituania, tutti paesi con una consolidata tradizione cestistica. Il resto è storia. Una storia che d'ora in avanti sarà visitabile al Museo del Basket Italiano di Bologna.

Sala dopo sala, ogni cimelio ha la sua energia da sprigionare. Come tutti, anche io ne vengo risucchiato in modo profondo e per certi versi improvviso. Qualcosa di particolare mi attira. Non è una maglia né una foto. Non è un'azione in video. Non è qualcosa che conosco né che ho vissuto. È un borsone bianco della Sergio Tacchini. C'è il tricolore e i cinque cerchi olimpici, ma soprattutto c'è una scritta: montreal '76...

Mubit, cimelio © Luca Ferrari
A quel tempo (18-27 luglio 1976) l'Italia stava partecipando alla XXI edizione delle Olimpiadi. Fu una edizione molto avvincente con le migliori squadre l'una contro l'altra. A vincere, manco a dirlo, furono gli Stati Uniti, seguiti dalla fortissima Jugoslavia e sull'ultimo gradino del podio, l'Unione Sovietica che superò i padroni di casa nella sfida per il terzo posto. L'Italia disputò una grande torneo, perdendo solamente con le prime due classificate. Per il sottoscritto, nato nel 1976 e con un grandissimo legame con il Canada e la città di Montreal, un simile cimelio è molto più di un viaggio nelle imprese cestistiche degli Azzurri. Ho già iniziato a documentarmi, cercando filmati e quant'altro sulla manifestazione. Un museo è cultura. Un museo ti stimola. Un museo è una lezione da aggiornare continuamente insieme alla curiosità della propria anima.

Una partita non è solo una mera sfida sportiva. Ci sono match che raccontano storie dentro le storie. Il 29 giugno 1991 l'Italia vinceva a Roma la medaglia d'argento ai Campionati Europei. Quella Nazionale poteva annoverare gente del calibro di Antonello Riva, Walter Magnifico, Roberto Brunamonti, Ferdinando Gentile. L'Italia era arrivata in finale vincendo tutte le sue partite, superando Grecia (82-72), Francia (75-72), Cecoslovacchia (102-80) e in semifinale la Spagna (93-90). Ad attenderla nell'ultimo atto, la Jugoslavia in quella che sarebbe stata la sua ultima partita ufficiale...

Mubit, pannello © Luca Ferrari
Venti di guerra e di secessionismo stavano già soffiando sempre più minacciosi nei Balcani. Proprio durante il torneo, Slovenia e Croazia dichiararono l'indipendenza dalla morente Federazione jugoslava. Nonostante ciò, la squadra riuscì a rimanere unita e poté schierare un'ultima grande formazione "mista" con giocatori serbi e croati insieme: Toni Kukoč e Dino Rađa (Croazia), Vlade Divac, Aleksandar Đorđević, Predrag Danilović (Serbia). L'altra grandissima stella, il croato Drazen Petrovic, non prese parte alla competizione continentale proprio per l'aggravarsi del contesto politico, facendo poi faville tra le fila della neonata Croazia, nella celeberrima sfida olimpica contro il Dream Team americano a Barcellona '92.

Altro giro della mostra, ed ecco entrare nel mio radar le casacche di quattro delle più recenti leggende della nostra pallacanestro: Marco Belinelli, unico giocatore ad aver vinto un titolo NBA con i San Antonio Spurs, Danilo Gallinari, il già citato Bargnani e Gigi Datome, quest'ultimo ritiratosi nel 2023 e oggi Capo Delegazione della Nazionale Maschile. Sul fronte femminile invece, è una scarica di brividi e lacrimoni la gigantografia dell'abbraccio tra Jasmine Keys e Lorela Cubaj durante i recenti Europei ellenici. In quell'istantanea c'è forza, fragilità e la fatica che si trasforma in gioia dirompente. In quel gesto risolutivo c'è tutta la forza di due atlete che hanno appena scritto una nuova pagina da tramandare ai posteri e su cui le giovani e le giovanissime cestiste potranno trovare l'ispirazione per seguire le loro orme, superando ogni avversità e lottando l'una a fianco dell'altra. Potrà sembrare banale ma la pallacanestro è uno sport di squadra e il Museo del Basket Italiano non racconta storie personali, restituisce storie collettive.

Attraverso le sale del Mubit ancora una volta. Ci tornerò ancora, ne sono certo. Magari insieme al mio piccolo cestista e alla sua carovana del minibasket. Sapevo poco o nulla di questo sport, poi un giorno, una creatura di 5 anni ha iniziato a farmi appassionare e da allora è diventato parte di noi. Siamo cresciuti e stiamo crescendo insieme. Torno dentro l'ampio ventre del PalaDozza. Non c'è più nessuno. Mi sento un po' un personaggio Collodiano. Guardo le due maglie della Fortitudo Bologna appese in alto, ai due estremi del palazzetto: la 13 del "barone" Gary Schull e la 20 di Rubén Douglas. C'è silenzio. Per un attimo vedo/immagino i volti, le azioni. Sento il calore delle lacrime, della gioia e delle amarezze. Vedo la vita. Sento la vita. Un flusso costante che come un'entità SpaceJammiana mi penetra in circolo. La palla rimbalza da un angolo all'altro della mia mente. Una processione di giocatrici e giocatori. Il mondo si sta preparando a entrare. Dentro di me devo ancora mettere qualcosa a fuoco. Vedo un canestro lì fuori. Le dita toccano la retina. L'energia non chiede indicazioni. Tutto è pronto per tornare in gioco. 

Campetti allestiti fuori dal PalaDozza di Bologna all'inaugurazione Mubit © Agenzia Ciamillo-Castoria 
Mubit, inaugurazione © Agenzia Ciamillo-Castoria 
Mubit - il cestista azzurro Achille Canna © Agenzia Ciamillo-Castoria
Mubit - il cestista azzurro Giacomo Galanda © Agenzia Ciamillo-Castoria
Mubit - il cestista azzurro Carlton Myers © Agenzia Ciamillo-Castoria
Mubit - il coach azzurro Ettore Messina © Agenzia Ciamillo-Castoria
Mubit - il cestista azzurro Andrea Bargnani © Agenzia Ciamillo-Castoria
Mubit - gigantografia delle azzurre Lorela Cubaj e Jasmine Keys © Luca Ferrari
Mubit - Museo del Basket Italiano © Luca Ferrari
Mubit - Museo del Basket Italiano © Luca Ferrari

mercoledì 18 marzo 2026

Azzurre, la storia siete VOI

L'Italia del basket femminile in trionfo ©Italbasket

Dopo il bronzo europeo, le Azzurre staccano il pass per i Mondiali di Berlino. "C’è tanto entusiasmo intorno a questa squadra. Queste ragazze lo meritano!” Andrea Capobianco.
 
di Luca Ferrari

Missione compiuta, l'Italia ce l'ha fatta. "Bellissimo, bellissimo staccare il biglietto per Berlino giocando una partita del genere, di una qualità immensa dal punto di vista mentale. Una gioia immensa, per me, per la Federazione, per il presidente Petrucci, per tutte queste ragazze, per un movimento intero che ha creduto in queste ragazze che hanno fatto qualcosa di straordinario e si meritano tanto. Sapevamo che da un punto di vista tecnico e tattico non saremmo mai potute essere perfette ma volevamo esserlo con la presenza, il cuore, l’energia". È un fiume in piena (di gioia) coach Andrea Capobianco, subito dopo la vittoria contro la Spagna vice-campione d’Europa nella penultima sfida del pre-Mondiale di San Juan, un successo che ha permesso all'Italia di qualificarsi ai Mondiali di Berlino (4-13 settembre 2026). Un traguardo che è solo una tappa di un percorso iniziato parecchio tempo fa e che affonda le sue più solide radici nelle società che continuano a investire nel basket femminile.

L'Italia era arrivata alla partenza per Porto Rico serena e decisa. L'esordio nascondeva qualche insidia, ancor di più perché le Azzurre avrebbero affrontato le padrone di casa con appena cinque giorni di allenamento in Centro America. Una volta scese in campo però, i dubbi sono stati subito spazzati via già dopo pochi minuti del primo quarto. Oltre a una Costanza Verona letteralmente indemoniata, la capitana Laura Spreafico ha lasciato il segno con due triple a inizio terzo quarto da cineteca. Altra magia, il passaggio da dietro di Jasmine Keys per l'accorrente Lorela Cubaj.

Lorela Cubaj nella sfida Italia vs Porto Rico ©Italbasket
Ed è stata proprio il centro oro-granata della Reyer Venezia a salire in cattedra nella partita successiva contro la Nuova Zelanda, nonostante una flessione a cui la squadra ha saputo reagire con forza. “Nel momento di difficoltà siamo rimaste lì, con orgoglio" ha sottolineato, "L’abbiamo vinta con la difesa, che rimane sempre il nostro marchio di fabbrica e ci dà la possibilità di giocare più serene in attacco. Sono orgoglioso di questa squadra e di come abbia saputo compattarsi quando le cose si stavano complicando”.

Terzo step dell'avventura pre-Mondiale, gli Stati Uniti. Nonostante fosse una squadra all'inizio di un nuovo ciclo, scrivere i nomi e cognomi del roster faceva impressione (Bueckers, Burrell, Ckark, Gray, Plum, Reese, Young). Una partita "impossibile" contro una squadra invincibile. Una match fondamentale per fare esperienza e confrontarsi contro le più forti. Una squadra da affrontare a viso aperto e ribattere colpo su colpo. Così è stato. Gli USA hanno vinto grazie soprattutto a una velocità pazzesca e una notevole precisione sotto canestro. L'Italia non è stata a guardare. Come aveva auspicato Capobianco, le Azzurre hanno cercato di fare il proprio gioco, dimostrando tutto il loro valore. Emblematica all'inizio del quarto tempo, l'azione corale sull'asse Santucci - Andrè - Pasa - Madera, il cui canestro da tre di quest'ultima ha letteralmente mandato in visibilio panchina e pubblico.

Con due vittorie e una sconfitta, l'Italia si presentava alla partita decisiva contro la Spagna vice-campione d'Europa. Il traguardo era lì, a un passo. Pur potendo contare su un'eventuale ultima sfida contro il Senegal, questa squadra non aveva nessuna intenzione di "giocare al risparmio" e l'antifona si è capita subito. L'Italia vince 68-56. Il sogno si è avverato. "Adesso ci godiamo questa qualificazione, poi penseremo subito ad affrontare il Mondiale e ci prepareremo al meglio" ci ha raccontato a caldo Mariella Santucci, raggiunta online direttamente a Porto Rico. 

Mariella Santucci in azione contro la Spagna ©Italbasket

"L'obiettivo è fare il meglio possibile e perché no, vincere anche una medaglia" ha poi proseguito l'instancabile playmaker bolognese in forza alla compagine lagunare (per la prima volta nella sua storia alle Final Six di EuroLeague). "Abbiamo capito che ce la possiamo giocare con tutti. La vittoria contro la Spagna è uno di quei ricordi che mi porterò sempre dentro. Non solo non la battevamo in una competizione da tantissimo tempo ma è stata anche la vittoria che ci ha dato la matematica certezza di qualificarci ai FIBA WWC. Questo pre-Mondiale è stato bello dall'inizio alla fine. Tutti i giorni, tutti gli allenamenti, i giorni passati insieme".

Marchio di fabbrica dell'Italia di Capobianco, il collettivo. Ed è proprio dentro questo dinamico e adrenalinico equilibrio che il talento di Cecilia Zandalasini sa emergere come riferimento offensivo, senza mai snaturare l’identità di squadra. Sorvegliata speciale nella sfida contro le americane contro le quali ha saputo ritagliarsi un ruolo di assist-woman, ha poi strabordato nella sfida decisiva contro le iberiche, mettendo a referto 22 punti e facendosi così il più bel regalo di compleanno possibile con un giorno di anticipo. "Pensare di rappresentare il mio Paese al Mondiale, a cui manchiamo da 32 anni, è un’emozione che non riesco a spiegare. Sono felice, siamo felici. Anche oggi abbiamo tirato fuori il meglio quando le cose si stavano complicando. È questo il marchio di fabbrica di un gruppo che non vuole smettere di stupire".

Finito? Assolutamente no! L'Italia ha un ultimo impegno da onorare e in palio non c'è solo il prestigio di una nuova vittoria, ma anche la possibilità di chiudere il girone al 2° posto. Le Azzurre entrano in campo determinate contro il Senegal, dominando dall'inizio alla fine. Uno scroscio di tiri da 3, roba da partita WNBA, dove a prendersi la scena è Martina Kacerik, autrice di 11 punti. Una partita questa che ha visto anche altre Azzurre andare in doppia cifra, a cominciare dalla MVP della sfida odierna Sara Madera (16), quindi Zandalasini (13), Francesca Pasa (11), Mariella Santucci (10) e la capitana Laura Spreafico che ha orgogliosamente rimarcato: "Il comportamento della squadra è stato perfetto. Sono molto orgogliosa di questo gruppo e della qualificazione al Mondiale. Non ci vogliamo fermare. Vogliamo continuare a lavorare per migliorare".

Il discorso di coach Capobianco all'inizio del pre-Mondiale

Le Azzurre © Italbasket
Andrea Capobianco e le Azzurre © Italbasket
Costanza Verona vola a canestro contro Porto Rico ©Italbasket
Lo sguardo deciso di Jasmine Keys ©Italbasket
La grinta di Sara Madera ©Italbasket
La grinta di Cecilia Zandalasini ©Italbasket
Le Azzurre concentrate e... vittoriose ©Italbasket
La gioia della capitana delle Azzurre, Laura Spreafico ©Italbasket

venerdì 6 marzo 2026

Azzurre in viaggio verso i Mondiali 2026

Le Azzurre in partenza per Porto Rico © Italbasket

In missione per la storia del basket italiano. La Nazionale Femminile di pallacanestro è pronta ad affrontare il torneo pre-Mondiale (Porto Rico, 11-17 marzo). 

di Luca Ferrari

Decisa. Combattiva, e soprattutto, consapevole della propria innegabile forza. La Nazionale Femminile di basket è pronta a staccare il pass per i FIBA Women’s World Cup 2026 (Berlino, 4-13 settembre). C'è ottimismo nella squadra azzurra, e come potrebbe non essere altrimenti? A suonare la carica, lo stesso Presidente FIP Gianni Petrucci, "Affrontiamo un girone difficile ma ho piena fiducia in voi e nelle vostre possibilità" ha detto, "Ad Atene avete fatto qualcosa di grande e ora dobbiamo provare a dare continuità allo splendido risultato all’ultimo Europeo. Vogliamo tornare al Mondiale dopo 32 anni, abbiamo la possibilità di poterlo fare”. Al momento di pubblicare questo articolo, le Azzurre sono già sbarcate a Madrid e si accingono ad attraversare l'oceano. In serata poi, il primo allenamento caraibico in attesa dell'esordio contro le padrone di casa di Porto Rico.

Nei giorni successivi poi, le Azzurre incroceranno la palla a spicchi contro la Nuova Zelanda, i temibili Stati Uniti (già qualificati), le vice-campioni europee della Spagna e infine il Senegal. "Siamo pronte ad affrontare questa avventura" ha sottolineato una decisa Sara Madera, "Prima di partire ci siamo allenate per ritrovare energia e ricompattarci come gruppo. Siamo concentrate e mentalizzate per centrare questo importante traguardo. A Porto Rico ci aspettano quattro giorni di allenamento e poi si comincia. L’obiettivo è arrivare esattamente dove sappiamo di voler arrivare. Ci metteremo tutte noi stesse per centrarlo. Gli Stati Uniti hanno una squadra di grande qualità. L'avversario, credo, più tosto sarà la Spagna (sconfitta in amichevole dalle Azzurre nello scorso torneo di La Línea, ndr) ma inevitabilmente tutte le squadre arrivate al pre-Mondiale non sono qui per caso. Già la prima contro il Porto Rico sarà una bella battaglia. Giocano in casa, però dai, daremo il nostro meglio".

Il basket femminile italiano sta vivendo un grande momento. Appena una settimana fa, Famila Schio e Reyer Venezia si sono sfidate in un play-in memorabile e "sororicida" con in palio le Final Six di EuroLeague; la vittoria è andata alla compagine lagunare, ma a trionfare è stata in primis la pallacanestro. In campo c'erano tre quarti della squadra che ha vinto la medaglia di bronzo a Euro2025, le stesse che saranno protagoniste anche al pre-Mondiale: Cecilia Zandalasini, Costanza Verona, Jasmine Keys e Olbis Futo Andrè (parte scledense); Lorela Cubaj, Mariella Santucci, Martina Fassina, Francesca Pan e Francesca Pasa (parte lagunare). Chiudono il fortissimo roster azzurro Martina Kacerik (GEAS), la già citata Sara Madera (Magnolia Campobasso) e ovviamente Laura Spreafico; la capitana sarà l'ultima ad arrivare per la concomitanza di impegni nel campionato spagnolo dove milita, nell'Avenida.

L'unica assenza tra le medagliate sarà Stefania Trimboli (Magnolia Campobasso), impegnata a vivere la dolcezza della maternità. La giocatrice triestina ci ha comunque tenuto a far sentire tutto il suo appoggio alle compagne di Nazionale, come ha raccontato proprio sulle pagine online di Viaggi del Mondo/ Mondo BASKET.

Questo il calendario dettagliato delle Azzurre nel torneo pre-Mondiale:

  • mercoledì 11 marzo Italia-Porto Rico (ore 20.00, ore 1.00 del 12 marzo in Italia)
  • giovedì 12 marzo Nuova Zelanda-Italia (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • sabato 14 marzo Stati Uniti-Italia (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • domenica 15 marzo Italia-Spagna (ore 17.00, le 22.00 in Italia) 
  • martedì 17 marzo Senegal-Italia (ore 14.00, le 19.00 in Italia)
Le partite saranno trasmesse su Sky e su Rai Sport, dunque tutti potranno seguire le imprese delle Azzurre.

Prima della partenza per Porto Rico, è stato organizzato un incontro con i media al Bar del Tennis (Roma). Insieme alla squadra c'era ovviamente il coach Andrea Capobianco e l'ex-capitano della squadra maschile Gigi D'Atome, e oggi Capo Delegazione. Insieme a loro e al presidente federale, Laura Ausiello, in rappresentanza della Komen Italia, da anni sostenuta dalla FIP. Per l'occasione le Azzurre hanno indossato il ribbon rosa, simbolo internazionale della prevenzione del tumore del seno. Komen Italia è promotore della Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo dedicata alla lotta ai tumori del seno, che si svolge a Roma, al Circo Massimo (7-10 maggio), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e in altre sei città italiane: Bari, Bologna, Brescia, Matera, Napoli e Pescara. Protagoniste della Race for the Cure, le Donne in Rosa, ossia le donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno.

Il tempo vola, l'aereo aspetta e l'attesa cresce. La giornata si conclude con l'ultimo allenamento italiano e le scelte definitive del coach. Professionalmente parlando, il mio avvicinamento alla pallacanestro è coinciso con l’inizio dell'attività di mio figlio nel minibasket. Da lì è nato un percorso di crescita sportiva e culturale che ci ha portati a seguire con sempre maggior interesse soprattutto il basket femminile e le sue principali competizioni. Per questo motivo il "piccolo cestista" ha voluto realizzare un disegno dedicato alle Azzurre, che ho avuto poi il piacere di consegnare a Martina Kacerik e a Cecilia Zandalasini, le quali lo hanno accolto con grande disponibilità e spontanea naturalezza. Un gesto semplice e ben augurante che rimanda al DNA di questa squadra: talento individuale di altissimo livello, unito a una forte dimensione collettiva.

sabato 28 febbraio 2026

Stefania Trimboli, il basket è famiglia

Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla

Il viaggio umano-cestistico di Stefania Trimboli, capitana di Magnolia Campobasso. Dagli esordi triestini alla conquista azzurra del bronzo europeo e la recente maternità.

di Luca Ferrari

“Ci sono partite che non si giocano sul parquet. Per la prima volta mi fermo. Sta arrivando una nuova tifosa. Sto per iniziare una nuova avventura della mia vita. Mi prendo una piccola pausa. La famiglia Magnolia cresce” Stefania Trimboli. È questo il delicato video-messaggio che la società molisana ha postato su Instagram alla notizia della dolce attesa della loro capitana.

Stefania Trimboli, una vita passata sui campi da basket. Formatasi nella natia Trieste, ha iniziato la sua carriera nel mondo professionistico proprio con la Società Ginnastica Triestina, guadagnando la promozione in A1 nella stagione 2013-14. 

Per Stefania Trimboli, pallacanestro e famiglia sono due battiti di uno stesso universo. La passione per la palla a spicchi è nata fra le mura domestiche. "Siamo tre sorelle e siamo tutte cresciute col basket grazie a mio papà. Col tempo poi, anche la mamma si è appassionata. Mio padre avrebbe potuto puntare alla carriera professionistica ma fece una scelta d’amore, e devo dire che è andata molto bene. Papà è sempre stato un po' il mio idolo da seguire. Insieme a lui ho guardato le partite dell'NBA che registrava con i vari Jordan, Bird, Ray Allen. Io e le mie sorelle abbiamo giocato tutte e tre nella stessa società e spesso era lui ad allenarci perché seguiva più gruppi. La più grande aveva la maglia numero 7, la mia gemella l’8 e io il 9. Da allora, quando ho potuto, ho sempre preso il 9 a parte nella Nazionale, già occupato da Cecilia Zandalasini, così in Azzurro ho scelto il 99”.

Dopo quattro stagioni in Friuli, Stefania ha fatto il grande salto, spostandosi in Campania e accasandosi a PB63 Battipaglia (2015-19). Una stagione a Empoli, poi una a Schio dove vince la Coppa Italia, quindi nel 2021 diventa la playmaker della Magnolia Campobasso. A partire dalla stagione scorsa, Stefania ha ritrovato Maria Miccoli, triestina anch’essa. “È stato bellissimo" ricorda. "Non giocavamo insieme da dieci anni. Abbiamo condiviso moltissimo insieme, inclusa la promozione nella massima serie. Quegli anni vissuti fianco a fianco sono stati un periodo magico e sicuramente decisivo per il mio futuro cestistico, anche se la passione è cresciuta e si è alimentata giorno dopo giorno". In parallelo all’attività cestistica, Stefania si è laureata nel 2019 in Scienze Motorie. “Dal 2021 mi sono iscritta alla magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. In un futuro mi piacerebbe entrare un po' nel mondo della scuola e insegnare ai bambini, comunque restando in ambito sportivo".

La storia di Stefania Trimboli s'intreccia con i valori della famiglia. Una scelta che l’ha guidata nel corso della sua vita professionale e umana. “Già il passaggio a Battipaglia non fu facile, specie per mia mamma che mi accompagnò a prendere il treno in lacrime. Due settimane dopo ricevetti una telefonata di un college americano per sondare la mia disponibilità. Ho pensato che non fosse il caso. Sono molto legata alla mia famiglia e alle mie sorelle e già questo lavoro ti porta lontano. Andare negli USA sarebbe stato troppo per me. Anche se non ho mai fatto questo passo (per ora), mi sarebbe piaciuto fare un anno all'estero, in particolare in Spagna. Hanno un modo di vivere più leggero e penso che potrei trovarmi bene. Vedremo in futuro".

Stefania Trimboli in campo nella Giornata contro la violenza sulle donne © Maurizio Silla

Il presente intanto guarda già alle imminenti sfide per la conquista del titolo di regina del campionato LBF 2025-26. A parte sorprese dell'ultim'ora, quasi sicuramente Magnolia incontrerà in semifinale la Reyer Venezia per il terzo anno consecutivo. Nell’annata scorsa la squadra orogranata vinse 3-1, perdendo una partita in casa, ma ogni vittoria lagunare fu molto sofferta. Quest’anno la Reyer ha vinto a Campobasso mentre Magnolia ha avuto la meglio a Venezia: “La Reyer è una squadra di altissimo livello e molto ostica da affrontare. A noi forse è mancata un po’ di esperienza, che abbiamo iniziato a farci con la partecipazione all’EruroCup. Quest'anno secondo me possiamo dare del filo da torcere a tutti”.

Il modo di giocare di Stefania rispecchia la sua anima più autentica. In campo sembra quasi non esserci ma c’è, eccome se c’è. Non è una giocatrice appariscente. Non cerca le luci della ribalta. Al contrario, è una regista silenziosa e instancabile che sa far brillare chi le sta accanto. Una forza trainante concentrata sull'obiettivo da raggiungere e da conquistare. Nella sfida natalizia contro la Reyer, ad esempio, Campobasso interruppe l'imbattibilità casalinga della squadra lagunare. A dirigere le operazioni c’era ovviamente lei, Stefania Trimboli, autrice anche di 5 punti. 

Reyer - Cambpobasso, Francesca Pan ostacola Stefania Trimboli a canestro © Maurizio Silla

“Conosco le caratteristiche delle mie compagne e cerco di mettermi al loro servizio. Cerco di fare ciò che serve per la squadra. Poi, certo, è bello fare canestro ma è importante anche avere un'ottima difesa” sottolinea la cestista friulana.

Stefania Trimboli è sinonimo anche delle più gloriose e recenti imprese della Nazionale Italiana. Classe 1996, il suo esordio in maglia azzurra è avvenuto nella vittoria casalinga a Faenza contro la Germania nel febbraio scorso, durante la gara di qualificazione per gli Europei. “Un’emozione fortissima. Quasi tremavo. Mi è solo dispiaciuto che i miei genitori non potessero venire perché fu una convocazione all'ultimo minuto”. Di lì in poi fu sempre presente, alle amichevoli pre-rassegna continentale e quindi la scelta di coach Andrea Capobianco di includerla nelle 12 che avrebbero giocato l’Europeo, conquistando poi una storica medaglia di bronzo. “Il coach mi ha detto: sei qui perché te lo meriti. Non pensare, vai e gioca! Ha una capacità incredibile di mettere le giocatrici in fiducia. Nel corso dell’Europeo è riuscito a valorizzarci tutte. Chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, si è sempre sentita molto utile e questo è un merito di Andrea Capobianco. Ci ha dato la giusta mentalità per puntare allo stesso obiettivo. Ogni giocatrice è sempre riuscita a dare il massimo".

Un successo non si costruisce solo con i grandi nomi. Deve scattare una speciale alchimia tra le giocatrici ed è quello che è avvenuto durante il ritiro pre-europeo. “Siamo state insieme 40 giorni” racconta Trimboli, “C’erano giocatrici come Francesca Pan che conoscevo solo da avversaria, e tutte abbiamo imparato a essere a disposizione l’una per l’altra. Giorno dopo giorno, il gruppo si è unito sempre di più, cosa resa possibile anche grazie all'incredibile lavoro dello staff azzurro: oltre a Capobianco, i vice-allenatori, i fisioterapisti, il preparatore fisici, tutti sempre molto disponibili e con grande professionalità. Sembrava come di stare in una famiglia allargata. Nel corso del raduno poi, oltre a Sara (Madera, sua compagna di squadra a Campobasso, ndr), ero sempre insieme a Martina Kacerik e la capitana Laura Spreafico.

Adesso c’è il pre-Mondiale e, inevitabilmente Stefania Trimboli non parteciperà alla missione azzurra a Porto Rico. In attesa che l’Italia torni a disputare la massima competizione cestistica per Nazioni dopo oltre trent’anni, è inevitabile una riflessione sul basket femminile italiano. "Sono tempi - strani - per la nostra pallacanestro. La popolarità avuta agli Europei è sicuramente di buon auspicio per una maggior visibilità dell'intero movimento. Anche le performance europee di Schio e Reyer stanno contribuendo a rilanciare l’immagine del basket femminile italiano". C’è ancora molta disparità rispetto al basket maschile. La serie A1 femminile infatti, è ancora considerata semiprofessionistica. Ricevono compensi ma non sono riconosciute dal CONI né dalla FIP - Federazione Italiana Pallacanestro con il ruolo giuridico di atlete professioniste con tutti gli onori e oneri (fiscali).

La sfida è ardua ma non impossibile. Per imporsi in una cultura popolare ancora troppo orientata agli uomini, il basket femminile italiano dovrà continuare a crescere su due binari: le società, a partire già dal minibasket, e i risultati. Un caso su tutti è quello dell'australiana Lauren Jackson, bi-campionessa WNBA con le Seattle Storm, nonché la prima straniera a vincere il premio di MVP della lega. La cestista originaria di Abury (1981, Nuovo Galles del Sud) ha letteralmente cambiato la percezione del basket australiano, aumentando l’interesse nei giovani, nei media e negli sponsor, vincendo infine il Campionato del Mondo con la propria nazionale nel 2006. Nei prossimi due anni il basket femminile italiano potrebbe essere a una svolta epocale. Se le società continueranno a crescere, le squadre italiane a farsi sempre più valere in Europa e l’Italia saprà lasciare il segno ai Mondiali di Berlino 2026 e alle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028, la percezione di questa disciplina potrebbe davvero cambiare per sempre.

Il tempo stringe. Il piccolo cestista di casa intanto, artefice della mia neonata passione per la palla a spicchi, è a scuola. Sapendo dell'imminente impegno giornalistico, non solo ha voluto omaggiare Trimboli con un disegno di tutta la sua squadra, ma mi ha anche chiesto di farle un paio di domande per suo conto. Procediamo...


 
La prima curiosità riguarda il basket triestino. “A Trieste c'è una cultura molto radicata nella pallacanestro” risponde gentilissima Stefania Trimboli, “è un basket che seguo molto volentieri perché un triestino in campo, dà tutto. Penso a Michele Ruzzier (triestino in forza alla Pallacanestro Trieste 2004, ndr). Anche lui è un giocatore molto silenzioso ma si butta su ogni pallone, è un combattente. Mi piace molto questo modo di giocare. Sono cresciuta così, col basket dove si lotta sempre”. Più volte spettatore di partite di EuroLeague e campionato, l’ultima domanda riguarda le rivalità, se senta più quella con la Reyer Venezia o con il Famila Schio. “Entrambe direi. A prescindere dai risultati, sono squadre contro cui vuoi giocare a tutti costi e speri di vincere. Da quando sono a Campobasso, ho vinto una sola volta contro Schio ai playoff".


Stefania si congeda, poi ecco la dolce notizia. Stefania è incinta. Per la prima volta nella sua vita si prenderà una pausa dal campo. Una gioia immensa. Inevitabilmente sull’aereo per Portorico non ci sarà. Alle sue compagne azzurre però, ha qualcosa da dire: “Ciao ragazze! Come avrete saputo, quest’anno non potrò essere dei vostri. Una nuova tifosa azzurra sta arrivando! Pensare alla Nazionale mi mette un po’ di malinconia, lo ammetto ma anche se mi toccherà fare il tifo dal divano, il mio cuore sarà lì in campo con voi! Forza azzurre, portateci al Mondiale ”. Mi permetto di aggiungere: Per Stefania Trimboli e la sua meravigliosa creatura in arrivo, con il cuore alla vittoria!

Stefania Trimboli in Azzurro durante gli Europei 2025 © Italbasket
Il giornalista Luca Ferrari intervista Stefania Trimboli
Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla
Stefania Trimboli in azione con Magnolia Campobasso © Maurizio Silla
Stefania Trimboli e le Azzurre dopo la conquista della medaglia di bronzo
agli Europei 2025 © Italbasket

martedì 10 febbraio 2026

Laura Spreafico, leadership e cuore azzurro

La capitana della Nazionale, Laura Spreafico © Italbasket 

Personalità, grinta e determinazione. Le sfide euro-spagnole con l’Avenida, la vigilia del pre-Mondiale con l'Italia. La capitana azzurra Laura Spreafico si racconta.

di Luca Ferrari

Instancabile, decisa e già focalizzata sui prossimi cruciali obiettivi della sua vita. Laura Spreafico, capitana della Nazionale di pallacanestro, è pronta per conquistare il pass per i Mondiali 2026 di Berlino. Mercoledì 11 marzo l’Italia farà il suo debutto a Porto Rico, proprio contro le padrone di casa, 13° nel ranking FIBA appena sopra l’Italia di una posizione. “La prima partita è sempre un po' un'incognita. Meglio affrontare La Isla del Encanto all'inizio, piuttosto che l’ultima di una gara in cui è in palio tutto giochi tutto e con, inevitabilmente, gran parte del pubblico contro. A prescindere dall’avversario, dovremo essere brave a ritrovare l'alchimia - europea - nel minor tempo possibile, concentrarci e giocare al meglio. Tutte le partite saranno fondamentali, quindi non bisogna fare calcoli” dice Laura.

Dopo una prima esperienza all’estero al Gernika (2022-23), Laura Spreafico è tornata in Spagna a partire dalla stagione attualmente in corso, accasandosi questa volta all’Avenida. Raggiunta via Zoom in terra iberica e dopo aver superato qualche imprevisto tecnologico (..), Laura si racconta, reduce da un tour de force cestistico che l’ha vista giocare e vincere 71-65 in terra ellenica, nella gara di andata dei quarti di finale di Eurocup contro l’Athinaikos. Neanche due giorni dopo, eccola di nuovo in campo nella sfida di campionato contro l’A.E. Sadis Basquet, anch’essa conclusa come meglio non si potrebbe, 70-69, attestandosi così in quinta posizione.

“È stato un periodo bello tosto. Due trasferte consecutive ti stancano fisicamente e mentalmente. Il campionato spagnolo è molto combattuto e competitivo. Di recente il Valencia ha perso a Estepona, terzultima in classifica. Nessuna sfida è mai troppo scontata perché il livello è mediamente alto; proprio questa è stata un po' la motivazione che mi ha spinto a tornare in Spagna. Siamo molto contente dei risultati ottenuti. L'ultima vittoria in campionato ci ha dato due punti molto importanti. Siamo state brave anche se la partita non è stata bellissima. Qui a Salamanca poi, ho ritrovato Anna Montañana, la stessa allenatrice che avevo al Guernica. La sua presenza alla guida dell’Avenida è stata sicuramente uno stimolo in più per tornare. Mi piacerebbe davvero alzare un trofeo con questa squadra a fine stagione”.

 Laura Spreafico in allenamento con l'Alvenida © Club Baloncesto Perfumerías Avenida

"Se continueremo a vincere, anche i prossimi saranno mesi molto impegnativi" prosegue la cestista comasca. "A marzo poi, subito dopo aver terminato le gare di qualificazione con l’Italia, dovremo affronteremo l'Uni Girona in Copa de la Reina. L’incrocio non è stato dei migliori ma la storia più recente della competizione ha dimostrato che anche le piccole possono vincere. Nell’ultima edizione la non favorita Jairis ha superato Valencia e Girona, per poi vincere la finale proprio contro l’Avenida. Stiamo ancora cercando un equilibrio definitivo ma siamo pronte a tutto. Lavoriamo ogni giorno e siamo ambiziose. Non ci spaventano le avversarie".

Marzo sarà davvero uno snodo cruciale nella vita professionale di Laura Spreafico e delle sue compagne "azzurre". Cinque partite per portare l’Italia ai FIBA Women’s Basketball World Cup 2026. Nel dettaglio:

  • 11 marzo ore 20.00, Italia-Porto Rico (le 2.00 in Italia)
  • 12 marzo ore 17.00, Nuova Zelanda-Italia (le 23.00 in Italia)
  • 14 marzo ore 17.00, Stati Uniti-Italia (le 23.00 in Italia) 
  • 15 marzo ore 17.00, Italia-Spagna (le 23.00 in Italia) 
  • 17 marzo ore 14.00, Senegal-Italia (le 20.00 in Italia)
“Tra compagne di Nazionale ci sentiamo ogni tanto, purtroppo gli impegni con i club sono tanti e quando hai così tante partite all’interno della stagione, finché non arrivi al raduno, è difficile concentrare le energie mentali in quella specifica direzione" analizza Spreafico, "Ognuna di noi lavora duramente per essere pronta al 100% per il club e per la Nazionale. Senegal e Nuova Zelanda le conosco poco. Gli Stati Uniti li abbiamo incontrati l’ultima volta molti anni fa. L’unica squadra che conosciamo effettivamente è la Spagna. Anche se in amichevole (La Linea, 14–15 novembre), averla finalmente battuta dopo più di 24 anni, mi ha fatto molto piacere anche perché io giocavo un po' in casa, e gli occhi degli spagnoli erano puntati soprattutto su di me”. E chi sarà mai stata l’MVP azzurra nella partita contro la nazionale iberica? Ovviamente lei, Laura Spreafico, che ha messo a referto 18 punti (di cui 3 su 4 da tre).

                                                           
Torneo "La Linea", Italia-Spagna 77-61: gli highlights

Già, l’Italia. Tutti gli appassionati di pallacanestro hanno ancora negli occhi (e nell'anima) la straordinaria medaglia di bronzo conquistata ai FIBA EuroBasket Women 2025. “Se ci ripenso, il primo pensiero/emozione che sento è la felicità” racconta con vivida sincerità Laura. “L'immagine che ho nella mente sono gli abbracci dopo la vittoria contro la Francia nella finale per il terzo e quarto posto. Fin dai primi giorni del raduno abbiamo lavorato molto, convinte di poter ottenere un risultato importante. Dopo la delusione all’Europeo 2023, c'era la consapevolezza che potevamo fare molto di più. Abbiamo raggiunto questo traguardo e non vogliamo certo fermarci qui".

Nella più recente edizione continentale l’Italia ha giocato un basket incredibile, perdendo l’appuntamento con i due gradini più alti del podio solo per una questione di “ferrei” centimetri. Un gruppo solido, come la stessa Spreafico ha giustamente rimarcato: “La nostra più grande qualità è il collettivo. Molte squadre si affidano a due o tre giocatrici, la nostra forza invece è la possibilità di affrontare ogni partita potendo contare su tutte le giocatrici del roster”. Ed è esattamente ciò che si è visto agli Europei 2025. André, Cubaj, Fassina, Keys, Madera, Pan, Pasa, Santucci, Trimboli, Verona Zandalasini e ovviamente Laura Spreafico, tutte sono state protagoniste. Quando sono state chiamate in campo, ciascuna ha dato il massimo, lasciando il segno.

“La partita con la Turchia è stata emblematica sotto tanti punti di vista, ma soprattutto ha messo in evidenza una volta per tutte che cosa significa essere una squadra. Negli anni questa squadra si era presa qualche batosta, quindi il fatto di essersi compattate ancora di più nel momento di maggiore difficoltà, ha dimostrato tutto il nostro carattere e la consapevolezza di poter contare l'una sull'altra. Quando scenderemo in campo a Porto Rico per giocarci le nostre chance di arrivare al Mondiale, lo faremo con la certezza che il nostro essere gruppo sia l’arma più potente”. Dopo il bronzo europeo, le Azzurre si sono ritrovate dal Presidente Mattarella per un appuntamento a dir poco speciale e poco tempo dopo, in occasione del torneo franco-spagnolo. “Non vediamo l’ora di ritrovarci. Più che gli USA però, già qualificati, attendo con ansia di incontrare la Spagna”.

Laura Spreafico e il Presidente Sergio Mattarella - ph. @quirinale.it
Laura Spreafico, una raminga della palla a spicchi. Classe 1991, Guardia/ Ala di 181 cm, ha esordito in A1 nella stagione 2006/2007 con la Comense, passando poi a Lucca e quindi a Schio dove ha vinto 2  edizioni del Campionato e altrettante della Supercoppa e della Coppa Italia. Nel 2016 ha giocato a Parma, poi a Ragusa e nel 2018 ha firmato per Broni, quindi una parentesi a Lucca e al Costa Masnaga. Nel 2022-2023 è passata al Gernika Bizkaia, in Spagna, quindi altre due stagioni in Italia al Passalacqua Ragusa prima e al Geas Sesto San Giovanni poi, infine, nell'estate 2025 il passaggio a Salamanca.

“Rispetto a quando ho iniziato, c’erano più squadre nel campionato italiano (16, ndr) e forse un maggiore equilibrio. Adesso c’è una spaccatura più netta tra le prime quattro-cinque squadre e il resto del gruppo. In Spagna, dove si continua a investire molto sullo sport femminile, ho trovato un basket molto più seguito. Ogni settimana abbiamo tra le 3.000 e le 3.500 persone sugli spalti a seguire le partite. Purtroppo non è lo stesso in Italia. Adesso forse siamo a un punto di svolta. La Federazione ha pianificato budget importanti per la promozione e lo sviluppo del basket femminile e la nostra medaglia ha contribuito a una maggior popolarità. Mi auguro che i risultati dei prossimi mesi possano dare una spinta decisiva al nostro movimento”. 

Il tempo scorre inesorabile: online, sul parquet e nella vita. Quali sono i desideri di Laura Spreafico per il futuro? “A livello sportivo, mi piacerebbe affrontare la Cina ai Mondiali, il cui vice-allenatore è il papà del mio compagno. Sarebbe come un derby per me e oltre tutto non ci ho mai giocato contro.  Quando smetterò di giocare a basket invece, mi piacerebbe lavorare con i bambini in ambiti diversi dallo sport. Durante la laurea triennale ho svolto un tirocinio in una casa mamma-bambino, scoprendo quanto mi piaccia lavorare con i più piccoli, in particolare durante la fase evolutiva, quando ancora non parlano perfettamente ma comunicano efficacemente attraverso il corpo. Attualmente immagino il mio percorso professionale futuro al di fuori del basket. Adesso sono iscritta a una laurea magistrale. Sono una persona curiosa e motivata. Mi entusiasma l’idea di approfondire nuovi ambiti della vita, valorizzando anche le esperienze accumulate nei miei 20 anni di carriera cestistica”.

Il presente chiama. Giovedì 12 febbraio Laura Spreafico sarà nuovamente in campo con l'Avenida per conquistare la semifinale di Eurocup. Viaggi del mondo/ Mondo BASKET sarà ovviamente in prima fila davanti al canale YouTube (gratuito) della FIBA per seguire il match e sostenere la "nostra" Capitana. Forza Laura, guida le Azzurre verso una storica prima medaglia mondiale a Berlino!

  Laura Spreafico (Italia) in trionfo a Euro 2025 ph. @Italbasket
  Laura Spreafico (Italia) in azione contro la Spagna ph. @Italbasket
 Laura Spreafico in allenameno con l'Alvenida © Club Baloncesto Perfumerías Avenida
 Laura Spreafico in allenamento con l'Alvenida © Club Baloncesto Perfumerías Avenida
 Laura Spreafico in azione con l'Alvenida © Club Baloncesto Perfumerías Avenida
Il giornalista Luca Ferrari e la cestista Laura Spreafico durante l'intervista