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martedì 28 aprile 2026

LBF – Cuore e parquet d’Italia

Il tributo dei supporter della Reyer a Giorgia Sottana © Elio Castoria

È finito il campionato femminile di basket LBF 2025-26. Tra addii e grandi ritorni, è stata un'annata indimenticabile con una finale al cardiopalma... e il bello deve ancora venire!
 
di Luca Ferrari

L'addio al mondo del basket di Giorgia Sottana. Il ritorno nel campionato italiano di Cecilia Zandalasini e di Francesca Pasa. La prima storica qualificazione della Reyer Venezia alle Final Six di EuroLeague maturata al termine di un combattutissimo derby tutto veneto contro il Famila Schio. La fiaba delle Panthers Roseto, passate dalla serie B alla semifinale scudetto. Matilde Villa nuovamente in campo dopo il grave infortunio. La conferma ad altissimi livelli della Nazionale Italiana e a l'accesso al Mondiale 2026 di Berlino grazie a uno strepitoso torneo pre-mondiale. E a proposito di Azzurre e di sfide internazionali, la stagione 2025-26 si è aperta con "l'espatrio" in Spagna della capitana azzurra, Laura Spreafico, all'Avenida, e si è chiusa con la conferma di "Zanda" alle Golden State Valkyries e la chiamata di Costanza Verona con un training camp contract delle Dallas Wings. Il basket femminile italiano ha vissuto momenti grandiosi in questa stagione ma non è ancora terminata, anzi. Nel corso della prossima estate si svolgeranno gli Europei U16, R18 e U20, per poi chiudere in Germania con la Nazionale impegnata nell'atteso torneo iridato (4-13 settembre).

È calato il sipario sulla stagione 2025-26 del campionato LBF. Il Famila Schio ha centrato il triplete, vincendo la Supercoppa, la Coppa Italia e lo scudetto, il 14° della sua storia. A dispetto dei successi, non è stata una stagione facile. Il neo-coach Víctor Lapeña e gl'innesti delle fortissime Zandalasini e Shepard non hanno prodotto l'auspicato salto di qualità in campo internazionale. La squadra è così tornata sotto la guida del greco Georgios Dikaioulakos, già con Schio nel quadriennio 2021-25. Mastica amaro la Reyer Venezia. Ha avuto il match point per vincere il titolo al Taliercio. Veniva da tre vittorie consecutive contro le storiche rivali di Schio tra Eurolega e Campionato, due delle quali fuori casa. Le leonesse hanno disputato una gara 1 superlativa. Se in gara erano apparse più stanche e meno lucide sotto canestro, nell'ultima gara hanno tirato fuori tutto quello che avevano ma non è bastato.

Non poteva chiedere un finale migliore la leggenda del basket italiano, Giorgia Sottana. A 37 anni e dopo l'ennesimo scudetto della sua carriera, il 9°, ha detto basta. Prima della passerella finale a Schio, la campionessa è stata omaggiata dai supporter oro-granata Canestrei Reyer Fans con un toccante striscione nella gara 2 delle Finals, a Venezia.

Giorgia Sottana © Elio Castoria

La Reyer Venezia ha disputato una stagione incredibile. Si è confrontata con alcune delle compagini più forti, a cominciare proprio dalla vincitrice dell'EuroLeague 2025-26, il Fenerbache. Le manca ancora qualcosina per fare il definitivo salto di qualità e imporsi a livello europeo. L'ossatura della squadra italiana è formidabile: CubajSantucci, Pasa e la capitana Francesca Pan. Matilde Villa sta tornando ai suoi livelli ma ci vorrà ancora tempo. Un'altra stellina in rampa di lancio nel vivaio reyerino è Isabel Hassan. Dei nuovi arrivi in casa Reyer, la miglior giocatrice è stata la croata Ivana Dojkic. Resta inspiegabile il poco utilizzo di Martina Fassina. La classe '99 di Castelfranco Veneto è un'atleta di altissimo livello. Presenza fissa nella Nazionale di Andrea Capobianco, le sue triple nella semifinale europea contro il Belgio popolano ancora gl'incubi delle fortissime Cats. A dispetto del minutaggio concessole, è sempre pronta, richiamando alla memoria il leggendario Vinnie Johnson (Detroit Pistons) detto Microwave, proprio perché sapeva entrare subito in partita. Poco impegnata nelle prime due gare delle Finals scudetto, in gara 3 ha risposto (più che) presente, mettendo anche punti a referto.

Il campionato LBF 2025-26 si è concluso. Il bello della pallacanestro femminile italiana però, deve ancora venire. Due eventi in particolare attendono gli appassionati della palla a spicchi, a cominciare dagli Europei U20 (Lituania, 4-12 luglio). Nelle ultime due edizioni le Azzurrine si sono accomodate sul gradino più basso del podio. Quest'anno la squadra è ancora più forte e può vantare la presenza di Emma Giacchetti, Francesca Baldassarre, Olivia Ostoni, Emma D’Este, e altre forti cestiste. Chissà, forse potrebbe anche bissare il fin'ora unico successo del 2019, in Repubblica Ceca; una squadra quella dove militavano anche Costanza Verona, Martina Fassina e Sara Madera, tutte capisaldi dell'attuale Nazionale Italiana. A fine estate come detto, le Azzurre disputeranno i Mondiali: il 4 settembre faranno il loro esordio alla Max-Schmeling-Halle contro la Repubblica Ceca; il 6 e il 7 settembre se la vedranno rispettivamente contro le campionesse e le vice-campionesse del mondo in carica, Stati Uniti (Berlin Arena) e Cina.

Il basket femminile scoppia di salute eppure, a giudicare da ciò che è avvenuto negli ultimi anni sui fronti societari, parrebbe proprio il contrario. Sempre più squadre infatti, si stanno ritirando dalla serie A1: Virtus Bologna, Virtus Eirene Ragusa, OBG Roma, Faenza B. Project. Ultima in ordine temporale, la Dinamo Sassari. Le ragioni sono differenti ma è indubbio che le società guadagnino (molto) meno rispetto a quelle maschili, e questo alla lunga può portare ad alzare bandiera bianca dati costi per restare nella massima serie. Perché le squadre italiane crescano e inizino ad affermarsi anche in Europa, è fondamentale che il campionato sia sempre più competitivo o il rischio è che anche le giocatrici più forti prendano in considerazione l'idea di accasarsi altrove. Già molte giovani lo stanno facendo, tentate dalle sirene delle borse di studio NCAA, per vivere un'esperienza globale che va ben oltre il campo da gioco. Il basket femminile italiano sta entusiasmando. La qualità non è minimamente in discussione e nei prossimi anni potrebbe esserci quella tanto auspicata svolta di popolarità.

Viaggio a bordo campo nella stagione LBF 2025-26. Che si tratti di una partita europea infrasettimanale o di una sfida domenicale di campionato, si comincia sempre allo stesso modo, la meticolosa preparazione dello zainetto, qualche t-shirt a tema da indossare nel Palazzetto, una piccola agendina per gli appunti e la sensazione (certezza) di vivere un momento speciale, alle volte in famiglia, altre volte in compagnia di amici. Abitando a Venezia, le partite casalinghe della Reyer femminile sono diventate un appuntamento irrinunciabile anche se il nostro trasporto e sostegno va ben oltre il mero tifo, applaudendo generosamente tutte le protagoniste in campo. Nel caso specifico, le giocatrici della Reyer sono un modello di fair play, sempre pronte a dare il massimo e allo stesso tempo sorridenti a fine match, anche quando il punteggio non sia troppo favorevole. Non è un dettaglio da poco ed è una lezione che sono felice (anche) mio figlio stia assimilando nel modo più sano e coinvolgente. Tra gl'indiscussi emblemi di questo spirito, Mariella Santucci, un esempio di grinta, gentilezza e serietà sportiva.

La cestista italiana Mariella Santucci © Elio Castoria

Rewind. A due settimane dall'inizio del campionato 2025-26 faccio il mio ingresso "serale" al Palasport Taliercio di Mestre (Ve). È il 24 settembre 2025 e la Reyer Venezia affronta la Stella Rossa di Belgrado (KKZ Crvena Zvezda) nel turno preliminare di EuroLeague. Non posso ancora saperlo ma quella sarà la prima di una lunghissima serie di partite a cui assisterò, in particolare in compagnia del mio figlioletto, "scoiattolo" dell'Alvisiana Basket Venezia. A differenza della stragrande maggioranza dei suoi coetanei (e di quelli del sottoscritto), noi preferiamo vedere il basket femminiledal vivo e online grazie in particolare al sito Flima.tv e al canale YouTube della FIBA dove sono trasmesse in chiaro le partite di Eurolega ed EuroCup (vale anche per altri campionati come quello spagnolo). Per la cronaca, la Reyer alla fine ha vinto questa partita ma il risultato è l'ultima delle ragioni per cui veniamo. Nel basket femminile si gioca molto più di squadra. A prescindere dalle singole qualità, non ci sono prime donne. Niente atteggiamenti da superstar. Salvo qualche rarissima eccezione poi, l'atmosfera sugli spalti è molto serena. Ogni partita è un'occasione per studiare da vicino la pallacanestro femminile e appassionarsi sempre di più. 

Basket femminile, noi siamo con te!

Taliercio (Ve), un giovanissimo spettatore ammira la Reyer Venezia © Luca Ferrari
Reyer in campo contro Magnolia Basket © Luca Ferrari
Francesca Pasa (Reyer Venezia) e Cecilia Zandalasini (Famila Schio),
amiche-rivali prima della decisiva gara 3 delle Finals © Lega Basket Femminile
Costanza Verona e Cecilia Zandalasini sbarcano nel WNBA
Sara Madera ed Emma Giacchetti (Magnolia Basket) © Maurizio Silla
Laura Spreafico in casacca Avendia © Club Baloncesto Perfumerías Avenida

Azzurre in trionfo al torneo pre-Mondiale - (da sx) Francesca Pan,
Francesca Pasa, Laura Spreafico e Martina Fassina © Italbasket

mercoledì 9 luglio 2025

Io Sono - Il viaggio di Giorgia Sottana

...leggendo in relax il volume Io sono, il viaggio di Giorgia Sottana © Luca Ferrari

Una campionessa si (ri)mette in gioco, scoprendo una nuova consapevolezza di sé. Io Sono - Il viaggio di Giorgia Sottana fianco a fianco del mental coach sportivo Gabriele Bani.

di Luca Ferrari

Un percorso. Un incontro. Due persone incrociano le proprie vite in uno specifico momento delle loro esistenze. Un viaggio imprevedibile. Un viaggio, meglio tardi che mai... Giorgia Sottana è una campionessa affermata di pallacanestro. Ha già vinto campionati con il Famila Schio e Taranto, collezionando anche 8 stagioni nella Reyer Venezia con cui ha conquistato Coppa Italia e Supercoppa Italiana nel 2008. Giorgia Sottana è stata un pilastro della Nazionale. Dopo l'esperienza in terra francese, all'inizio della stagione 2018-19 è pronta per un nuovo salto (sfida), questa volta nel campionato turco con la casacca del Fenerbahçe. Giorgia sente che c'è qualcosa dentro di sé che vuole mettere meglio a fuoco. Non si nasconde dietro paure o alibi. O meglio, ha dubbi ma sceglie comunque l'onestà del proprio essere. La sua verità suprema. Imbocca una strada sconosciuta. Si vuole affidare a un perfetto sconosciuto per ricalibrarsi. Sceglie la via del mental coach sportivo Gabriele Bani. Il risultato è un viaggio dentro di sé i cui sviluppi si vedranno in campo e fuori. Il risultato diventerà (anche) il volume Io Sono - Il viaggio di Giorgia Sottana (2019, Start Me Hub editore).  

"Ammetto che per quanto migliorata sia, a volte mi ritorna difficile: devo fare a botte con i miei pensieri per tenerli in riga e allenarli ad andare dove è bene per me". Così scrive di sé Giorgia Sottana. È stata una delle frasi che mi ha più colpito del libro. Potrebbe essere la strofa di una canzone rock, e invece è l'anima sincera di una donna... Delle tante righe passatemi sotto gli occhi del libro Io Sono - Il viaggio di Giorgia Sottana, questa è stata la prima che ho sottolineato. "Devo fare a botte con i miei pensieri per tenerli in riga", la rileggevo e la leggevo ancora. Immedesimazione totale. Un altro concetto che accompagna il lettore, è quello della consapevolezza. Difficile andare avanti, sbloccarsi o riuscire in qualsiasi cosa senza un pit stop in questa dimensione. Come gli sportivi sotto i riflettori, chiunque passa la sua vita a destreggiarsi col/contro il mondo e le sue sentenze. Che cosa vogliamo fare, lasciarci trascinare senza opporre resistenza e finendo a pancia all'aria sugli scogli o scegliere di guardare in faccia la tempesta e reagire?

Il basket è entrato nella mia vita da pochissimi anni. So che probabilmente a molti potrà non interessare o non ritenere pertinente questa affermazione ma è proprio il contenuto del libro a spingermi ad aggiungere qualcosa di molto personale. Fino a due-tre anni fa non avevo nemmeno idea di chi fosse Giorgia Sottana. Sì, avete letto bene. L'ho "conosciuta" alle prime Finals scudetto perse contro la Reyer Venezia. In questi ultimi due anni poi, ho letto di tutto sulla pallacanestro: da monografie come quella su Allen Iverson alla storia del basket jugoslavo, scritta dal grande giornalista sportivo Sergio Tavčar, passando per l'avvincente storia dei Seattle Supersonics fino al più recente volume sull'ex-campione tedesco Dirk Nowitzki. Dopo aver assistito alla partita subnormale di Giorgia Sottana in gara 2 delle Finals 2025 contro la rivale veneziana, ho voluto saperne di più. Ho cercato in rete e ho trovato questo libro, decisamente atipico. Nessuna autocelebrazione della campionessa veneta ma una testimonianza sincera e diretta di una creatura decisa a far emergere qualcosa di nuovo.

E in questo nucleo inesplorato, il mental coach Gabriele Bani è stato cruciale. "Una cosa che sto notando molto spesso fra gli sportivi professionisti, anche di altissimo livello, è l'assenza totale di premiarsi per tutto il sacrificio quotidiano. Sul medio e lungo periodo questa assenza di auto-valorizzazione conduce a un calo importante di motivazione, di stimoli a fare, qualche volta all'abbandono dello sport". Sono rimasto fermo su questa pagina per qualche ora mentre contemplavo il meraviglioso mare croato. La società in cui viviamo è frenetica e sembra che o si raggiunge il massimo, o saremo condannati alla dannazione eterna. "Come mai la gente lo ama lo stesso anche se è un perdente", sentenza uno dei telecronisti a bordo ring nel film Rocky Balboa (2006) quando l'ormai anziano ex-campione (Sylvester Stallone) si avvia a sfidare il fortissimo e giovane nuovo campione Mason Dixon (Antonio Tarver). In questa affermazione c'è molto del contro-pensiero di Bani. Un pensiero-lavoro che nasce nel profondo, lottando per rafforzarsi ogni giorno di più anche a dispetto degli altri e soprattutto della negatività che ci scaricano addosso.

Giorgia e Gabriele si alternano nella scrittura. Sembrano quasi volerti spingere a ragionare su di te. L'ho fatto, è stato inevitabile, e sarò brutalmente schietto. Penso di non essermi mai valorizzato abbastanza nella mia vita professionale e per le ragioni più svariate. Sono sempre stato ipercritico (lo sono tutt'ora). Se fallisco, lo ammetto senza remore, in modo spietato e senza alibi, facendo terra bruciata attorno. Non ho idea se cambierò atteggiamento e soprattutto se abbia davvero voglia di farlo ma Io Sono - Il viaggio di Giorgia Sottana mi ha conficcato qualche domanda nella mente e sono curioso di vedere cosa farò la prossima volta in cui mi troverò dinanzi a una sfida. Per dire, mentre ero in vacanza su l'isola di Cres, in Croazia, e leggevo il suddetto volume, mi sono dedicato al nuoto, aumentando ogni giorno il numero di bracciate e concedendomi un piccolo premio ogni volta che ci riuscivo. In effetti, a ben guardare, il basket è ormai molto più di una passione. Non ho idea se e soprattutto dove mi porterà. Per il momento mi fa stare bene, lo condivido con mio figlio e mia moglie, ma non solo.

Un'ultima nota. Per volere degli stessi autori Giorgia Sottana e Gabriele Bani, il ricavato della vendita del libro, patrocinato dalla Federazione Italiana Basket (Fip) e dal CONI), verrà devoluto a favore del progetto "NEAR ME: L'OSPEDALE DEI BAMBINI", nel comune di Loul Sessène (Dakar, Senegal), tramite l'organizzazione NutriAid International, un network di organizzazioni medico-umanitarie indipendenti, impegnate nella lotta contro la malnutrizione infantile. A fine libro inoltre, ci sono tre pagine bianche per le note personali, dove scrivere cosa ci ha lasciato questa lettura, quali insegnamenti ognuno intende prendere per la sua vita e non di meno, come intendiamo cambiare la suddetta. "Quando imbocchi un sentiero, chiediti se alla fine c'è un cuore. Un cuore vero che batte di emozione vera. Se c'è quel cuore, allora vai. Continua, perché alla fine sarà stupenda al di là del risultato" Giorgia Sottana