Visualizzazione post con etichetta Val Pusteria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Val Pusteria. Mostra tutti i post

lunedì 26 novembre 2018

Dobbiaco, sinfonia montana

Dobbiaco, la chiesa di S. Giovanni Battista © Luca Ferrari
Viaggio fra le rilassanti stradine del comune di Dobbiaco, nella provincia autonoma di Bolzano, dove l'artista tedesco Gustav Mahler compose due sinfonie e il Canto della Terra.

di Luca Ferrari

Rientrato in Italia dopo una scampagnata in Austria, sono già un po’ triste all’idea di rifare tutta la strada del ritorno e abbandonare le ammalianti montagne alto-atesine, che una cappelletto alla mia destra mi rapisce. Fa quasi tenerezza a vederla. Ne devo sapere di più. Invece di girare a San Candido, proseguo diritto e raggiungo Dobbiaco.

Qualche informazione all’ufficio turistico e scopro di avere appena ammirato la tappa finale della Via Crucis delle cappelle (realizzate nel 1519 da Michael Parth) della passione. Cinque in tutto, che insieme costituiscono il Sacro Monte. Quella che mi ha stregato è la cappella di Lerschach, consacrata a San Giuseppe.

Nel congratularmi con la mia curiosità che mi ha portato fino a Dobbiaco, ne approfitto  per fare un giro nel paese e godermi qualche (si fa per dire) minuto davanti all’imponente Cima Nove. Un colosso dolomitico che sfiora i tremila metri di altezza, ed è così chiamato per i nove pennacchi sulla sua sommità.

Dobbiaco uno dei comuni delle Tre Cime, situato a 1256 metri sopra il livello del mare, in Val Pusteria nella Provincia Autonoma di Bolzano. Giace in una vallata, ben protetta dalle Dolomiti (Cima Nove, Monte Serla) da una parte, la catena delle Alpi dei Tauri occidentali e delle Alpi Carniche (Cornetto di Confine, Corno Fana), dall’altro.

Caratteristica della sua pozione geografica, è che Dobbiaco si trova all'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione che portano da Venezia fino alla Baviera e dalla Valle dell'Adige alla Valle della Drava. Dopo una pausa culinaria a base di speck (tipico del posto) e formaggio, una candela accesa nella chiesa di S. Giovanni Battista, al centro del paese  mi imbatto nella statua del celeberrimo musicista Gustav Mahler (Kalischt, 1860 – Vienna, 1911 ), compositore e direttore d'orchestra austriaco di origine boema.

Sotto la statua, una targa dice: “Gustav Mahler trascorse le sue ultime estati: 1908, 1909 e 1910 in Dobbiaco. Qui vennero composte alcune delle sue opere più importanti: Il Canto della Terra, la Nona Sinfonia e le bozze della Decima. Questo monumento è stato realizzato nel 1983 dallo scultore Bojan Kunaveò di Lubjana per il comune di Dobbiaco”.

Dobbiaco, panoramica appena fuori dal paese © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ) © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), la statua di Gustav Mahler © Luca Ferrari
Dobbiaco, piazzetta con fontana © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), scorcio cittadino © Luca Ferrari
Dobbiaco (BZ), targa sotto la statua di Gustav Mahler © Luca Ferrari

sabato 5 gennaio 2013

Innichen San Candido

San Candido (Bz), il fiume Drava © Luca Ferrari
Viaggio in Alta Pusteria, nel comune di San Candido (Innichen, 1175 m s.l.m.). Passeggiando nel centro abitato. Ascoltando il gorgoglio del fiume Drava.

di Luca Ferrari

Un piccolo comune di poco più di tremila abitanti situato nella provincia autonoma di Bolzano. Una località molto ordinata. Piacevole. Più “tedesca” che “italiana”. A supportare questa impressione, basta andare a leggere le statistiche dei residenti madrelingua dei due cepp, per capire come il primo superi di gran lunga il tricolore. Il confine con l’Austria poi, è lì a due passi.

San Candido fu un monastero costruito dal vescovo di Frisinga, la cui diocesi è la più antica della Baviera. Gli antichi legami con la città tedesca hanno portato di recente (2007) le due località a unirsi nel gemellaggio. Una delle principali caratteristiche della cittadina sono i due campanili. Quello della Collegiata di San Candido, e quello della chiesa parrocchiale di San Michele, dalla caratteristica forma cilindrica. Il primo invece, risalente al 769 d.C. è considerato il più importante monumento del Tirolo.

Estate o inverno che sia, il piccolo comune altoatesino immerso nella Val Pusteria è sempre una delle mete turistiche più apprezzate non solo dai vicini veneti e austriaci, ma in generale da tutta Italia e dall’estero. Il grande rispetto per la natura, la possibilità di fare passeggiate, escursioni e usufruire in questa stagione degli impianti sciistici, la rendono molto appetibile. 

San Candido è attraversato dal fiume Drava, affluente del Danubio. Le sue sorgenti si trovano nelle vicinanze della sella di Dobbiaco (Bz), ai piedi della Rocca dei Baranci, nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto.

dal Veneto (Bl) al Trentino Alto-Adige (Bz) © Luca Ferrari
le piste di Passo Monte Croce tra Veneto (Bl) e Trentino Alto-Adige (Bz) © Luca Ferrari
Trentino Alto-Adige (Bz), verso la Val Pusteria © Luca Ferrari
Trentino Alto-Adige (Bz), verso la Val Pusteria © Luca Ferrari
Trentino Alto-Adige (Bz), verso la Val Pusteria © Luca Ferrari
San Candido (Bz) © Luca Ferrari
San Candido (Bz) © Luca Ferrari
San Candido (Bz) © Luca Ferrari
San Candido (Bz) © Luca Ferrari

mercoledì 2 gennaio 2013

Val Pusteria, sci da fondo in Val Fiscalina

Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Viaggio sulle nevi dell'Alto Adige. Pattinando sugli sci da fondo in Val Fiscalina (Fischleintal, 1.454 m s.l.m.). Tra i paesi di Sesto e Moso.

di Luca Ferrari

Pura poesia montana. Dolomiti traboccanti di neve. Gli alberi sembrano meringhe alla panna sul punto di esplodere. Da qui, d’estate, si parte alla conquista di alcune delle più celebri vette: la Croda Rossa, le Crode Fiscaline, la Cima dei Tre Scarperi. E ancoira la Croda dei Toni, la Cima Undici e le inimitabili (e ammirate in tutto il mondo) Tre Cime di Lavaredo. Oggi mi accontento di attraversare la Val Fiscalina sugli sci da fondo.

Memore di passate e sfiancanti esperienze, mi porto dietro una borraccia di tea caldo da consumare al momento opportuno. E in effetti basta che un nuvolone oscuri un po’ il sole per accusare il freddo. Resisto ancora per una ventina di minuti, poi mi fermo. Senza intralciare gli altri sciatori.

Mi siedo sul ciglio. La bevanda è ancora bollente. Intingo un po’ di cioccolata. Vedo il fumo dispersi nel cielo e qualche goccia bucare la neve. Resto basito. Più che di riscaldarmi, ha quasi l’effetto camomilla. Sento una mano gigante che mi dondola lasciandomi quasi dormiente per qualche secondo.

È difficile concentrasi sullo sforzo e sullo sport di fronte a un simile panorama. Per qualche minuto sono solo io e la natura. Scorgo un brivido di compiaciuta paura. Poi ecco, simile un’apparizione divina, un’azzurra mongolfiera esce dal mimetismo celeste. Allarga ulteriormente il mio perimetro visivo. E si avvicina. Sempre di più. 

Finalmente comincio a spingere anch’io quelle benedette racchette. E spingo. Pattinando sulla neve. Con lo sguardo rivolto al cielo. Cercando in anticipo e senza aspettare la notte qualche stella che non giochi secondo le regole. E che vaghi per il mondo alla sola ricerca di un sorriso sincero.

Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Moso (Bz), l’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Moso (Bz), l’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Sci da fondo nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Mongolfiera atterra nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Mongolfiera atterra nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari
Mongolfiera atterra nell’immacolata Val Fiscalina (Bz) © Luca Ferrari