lunedì 28 ottobre 2019

Artisti in fuga da Hitler

Ateneo Veneto (Venezia), la presentazione del libro Artisti in fuga da Hitler © Luca Ferrari
Ieri e oggi la libertà di espressione è sotto attacco. È stato presentato a Venezia il libro Artisti in fuga da Hitler: L'esilio americano delle avanguardie europee di Maria Passaro.


"Quello che mi ha spinta a scrivere questo libro era di capire questi artisti, obbligati a lasciare la loro patria. La creatività si interrompe? Prosegue? C'è stata una frattura. Non hanno iniziato un nuovo linguaggio. Si è evoluto. Hanno sperimentano nuovi percorsi" Maria Passaro, autrice del volume Artisti in fuga da Hitler: l’esilio americano delle avanguardie europee (Bologna, il Mulino 2018), durante la presentazione all'Ateneo Veneto di Venezia.

L'ideologia degenerata del nazismo. La politica violenta. L'odio razziale. La pianificazione dell'annientamento totale, umano e artistico. Nell'incendiario clima tedesco degli anni Trenta, molti artisti delle avanguardie del Novecento furono bollati come residuo sociale perverso e irrecuperabile. Per tutti loro c'era un solo tragico destino all'orizzonte. Fu così che in molti decisero di abbandonare l'Europa, trovando rifugio negli Stati Uniti e iniziando così una nuova vita oltreoceano, senza rimpianti né nostalgie. E fu così che prese vita una nuova stagione artistica.

Martedì 29 ottobre all'Ateneo Veneto di Venezia è stato presentato il libro Artisti in fuga da Hitler. L'esilio americano delle avanguardie europee di Maria Passaro. Prima che l'autrice prendesse la parola e dopo i saluti del Presidente della secolare istituzione veneziana, Gianpaolo Scarante, si sono alternate al microfono Elisabetta Barisoni, responsabile Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' PesaroMarita Liebermann, direttrice del Centro Tedesco di Studi Veneziani Karole Vail,direttrice The Peggy Guggenheim Collection Venezia. A coordinare gli interventi, la giornalista Lidia Panzeri.

"Oggi parliamo del nazismo ed è indubbio sia stato il Male ma ci sono regimi anche contemporanei dove gli artisti non sono liberi di esprimersi" ha introdotto Scarante, "Quando ciò si verifica , c'è qualcosa che non va e dobbiamo stare attenti". Smentendo una rappresentazione dell’esilio come perdita, il libro mostra come per molti di quei transfughi (da Josef Albers a Piet Mondrian, da Max Ernst e Wassily Kandinsky), l’esperienza americana coincise con una stagione ricca di creatività, apportando straordinari innesti artistici. Fu così per per artisti del calibro 

"La fuga può anche portare con sé un potenziale creativo e intellettuale. Allo stesso tempo è un'esperienza molto violenta ed estrema per chi la subisce" ha sottolineato Marita Liebermann, Direttrice Centro Tedesco di Studi Veneziani nel corso del suo intervento. "La scrittrice il, consentitemi il termine, - grande dono - che abbiamo fatto all'America" analizza Elisabetta Barisoni, responsabile della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, "la Germania ha perduto la sua arte, mal'ha anche distrutta, cosa che avviene anche ai giorni nostri."

La recente distruzione del patrimonio artistico da parte di una falange armata di invasati è sotto gli occhi (e il disprezzo) di tutti ma non è certo il solo caso. Nei secoli addietro fazioni politiche e religiose hanno fatto di tutto per cancellare ciò che altri avevano tramandato. Nel 2019 l'arte spaventa ancora lo status quo e i regimi. L'arte è immediata e arriva ovunque. Nel terzo millennio di internet (auguri per i suoi 50 anni compiuti proprio il 29 ottobre, ndr) così come nell'Antichità e nel Medioevo fino al tempo dei regimi totalitari, l'arte è ancora in grado di mettere in discussione le catene con la sua stessa esistenza.

Arte come espressione del pensiero umano. Arte come termometro della libertà di una società. Quanti sono gli artisti che al giorno d'oggi non si possono esprimere liberamente pena il carcere o peggio, tortura e morte? Realtà come Cina, TurchiaIran Arabia Saudita sono fra le peggiori e le più violente. Loro sono le più evidenti ma anche nelle nostre comode realtà occidentali non tutto va come dovrebbe. Artisti in fuga da Hitler. L'esilio americano delle avanguardie europee di Maria Passaro. Un libro dal passato per riflettere e spingerci ad agire verso un futuro diverso e soprattutto più libero.

Ateneo Veneto (Venezia), la presentazione del libro Artisti in fuga da Hitler: (da sx) Gianpaolo Scarante,
Presidente Ateneo Veneto; Karole Vail (Peggy Guggenheim Collection); 
Marita Liebermann (Centro Tedesco Studi Veneziani); la giornalista Lidia Panzieri ed Elisabetta Barisoni (Ca' Pesaro) © Luca Ferrari
Ateneo Veneto (Venezia), la presentazione del libro Artisti in fuga da Hitler: al centro,
l'autrice Maria Passaro © Luca Ferrari

mercoledì 16 ottobre 2019

Bio-testamento, le volontà del malato sono legge

Come si scrive un testamento biologico?
Bio-testamento. Testamento biologico. Una realtà che è doveroso conoscere. Se ne parla con esperti lunedì 21 ottobre all'Ateneo Veneto di Venezia. Ingresso libero.

di Luca Ferrari

Il mondo cambia. Le leggi cambiano. Cambia la vita. Cambia perfino la morte e non sempre tutto è chiaro. A maggior ragione oggi, sempre di più, è necessario conoscere in modo approfondito ciò che un giorno, purtroppo, potremmo doverci trovare ad affrontare per noi stessi o per un nostro caro. Cosa succederebbe dunque se si presentasse la necessità e/o possibilità di ricevere delle cure non potendo essere noi a decidere? La questione è alquanto delicata e bisogna essere al corrente di ciò che si può, si deve o non si può fare. Oggi, nel terzo millennio, l'ignoranza può condizionarci ancora di più che nei secoli addietro.

Ma come si scrive un testamento biologico (bio-testamento)? A chi si deve consegnare e chi si deve far carico di conservarlo perché sia utilizzabile nel momento del bisogno? E la legge oggi è applicata? Queste e altre domande sono all’ordine del giorno e per affrontare l’argomento in maniera rigorosa, l’Ateneo Veneto di Venezia ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “Il bio-testamento oggi: le volontà del malato sono legge”, che si svolgerà lunedì 21 ottobre in Aula Magna a partire dalle ore 17.30. Ingresso libero.

Promotrice dell'evento, Maria Luisa Semi, già componente del Consiglio Accademico dell’Ateneo Veneto, che per ragioni professionali, quale notaio, si è interessata al testamento biologico ben prima che l’argomento venisse normato e sarà presente all'incontro, sul palco, come coordinatrice. A parlare del delicato argomento ci sono:
  • Lorenza Carlassare: giurista e professoressa emerita di diritto costituzionale all'Università degli Studi di Padova, che tratterà proprio dei "principi costituzionali in materia di cure"
  • Manuela Mantovani: professoressa ordinaria di diritto privato all'Università degli Studi di Padova, che illustrerà la legge 219/2017 e i suoi problemi applicativi 
  • Andrea Bonanome: medico e Direttore Unità Operativa Medicina Interna dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia, che analizzerà le problematiche relative al testamento biologico e ai DAT dal punto di vista medico
Dal 31 gennaio 2018 è entrata in vigore in Italia la legge sul cosiddetto Testamento Biologico (n. 219/2017), più correttamente sulle DAT, le Disposizioni Anticipate di Trattamento. In previsione di una eventuale incapacità di autodeterminarsi, la legge prevede che ogni persona maggiorenne e pienamente capace di intendere e volere possa esprimere, dopo avere acquisito tutte le informazioni mediche necessarie, le proprie scelte sui trattamenti sanitari cui vorrà, o non vorrà, essere sottoposto e sulle future scelte terapeutiche.

Il bio-testamento: oggi le volontà del malato sono legge. Incontro pubblico lunedì 21 ottobre 2019 – Aula Magna, ore 17.30, Ateneo Veneto (campo san Fantin 1897), Venezia. Ingresso libero.

domenica 6 ottobre 2019

Donne che fanno l'Europa

Le autrici del volume Europee. Dieci donne che fanno l'Europa
Dieci donne che ogni giorno lavorano e vivono nell'Europa,si raccontano in un libro. La presentazione, lunedì 7 ottobre a Venezia.

di Luca Ferrari

"Il mio entusiasmo per questa opera collettiva e per le sue magnifiche autrici non è un peloso
atto di piaggeria maschilista nei confronti di donne colte, impegnate, autorevoli e indipendenti, ma una constatazione che il loro essere convinte sostenitrici dell’Europa, come imprescindibile prospettiva della democrazia di ciascuno dei nostri paesi, non si fonda su un’adesione acritica o su un facile entusiasmo bensì, al contrario, sull’attraversamento consapevole di tutti i disincanti, le delusioni, i fallimenti, i mediocri compromessi, i limiti burocratici che tuttavia non possono distruggere le conquiste, i valori e le realizzazioni, le inedite possibilità." Dalla prefazione di Moni Ovadia del libro Europee. Dieci donne che fanno l'Europa (Textus Edizioni 2018).

Sono donne poliglotte. Cosmopolite, allegre e divertenti. Si contrappongono a quell’idea di una Bruxelles grigia e inutile che prevale nella propaganda euroscettica. Uguaglianza, ambiente, immigrazione media sono i temi cruciali che quotidianamente affrontano con spirito combattivo e pragmatico. Dieci donne che lavorano e fanno l'Europa, ogni giorno. Silvia Bartolini, Antonia Battaglia, Giovannella D'Andrea, Monica Frassoni, Annalisa Gadaleta, Isabella Lenarduzzi, Marina Marchetti, Elly Schlein, Francesca Venturi, Daniela Vincenti. Dieci donne, “sostenitrici dell’Europa, come imprescindibile prospettiva della democrazia di ciascuno dei nostri paesi”.

Trent’anni fa cadeva il muro di Berlino. Trent'anni fa finiva la spietata dittatura rumena di Nicolae Ceausescu (1918-1989). Trent'anni fa aveva fine la Guerra Fredda e il vecchio Continente, prima con la nascita della CEE (1957) e più tardi con quella della UE allargata anche alle nazioni dell'Est, trovava una unità fino a qualche decennio prima neanche lontanamente immaginabile. Oggi sempre di più si parla di Europa e Unità in modo distorto e senza la minima conoscenza di essa tra bugie elettorali, fake news e tanta (troppa) disinformazione. Europa come unica responsabile di tutta la povertà imperante nelle nazioni.

Lunedì 7 ottobre all'Ateneo Veneto (sala Tommaseo, ore 17.30) a Venezia, si svolge la presentazione del volume Europee. Dieci donne che fanno l'Europa. Il sociologo Gianfranco Bettin conversa con quattro delle autrici: Monica Frassoni (Presidente Partito Verde Europeo)Giovannella D’Andrea, Isabella Lenarduzzi e Francesca Venturi. Ingresso libero.

sabato 28 settembre 2019

Alto Adige: terra di mele, forni "croccanti" e speck

Mercato del Pane e dello Strudel (Bressanone), la tipica merenda tirolese © Antonietta Salvatore
Tempo di mele, forni "croccanti" e Alto Adige. Dal 4 al 6 ottobre tornano il Mercato del Pane e dello Strudel a Bressanone e lo Speckfest a Santa Maddalena (Bz).

di Luca Ferrari

L'arte di fare il pane. Ingredienti naturali e di cereali di provenienza prevalentemente locale. Una piazza che si trasforma in una cornucopia di storia, tradizioni e sapori. Puntuale anche quest'anno nel primo weekend di ottobre, torna il Mercato del Pane e dello Strudel nella città altoatesina di Bressanone. Passano le edizioni ma rimettere piede in questo avamposto di genuinità è sempre un'esperienza capace di toccare tutti i sensi, tanto per i grandi quanto per i piccini per i quali sono sempre previste attività specifiche.

L´arte di fare il pane vanta una lunghissima tradizione in Alto Adige che si rivela tutt´oggi ancora molto viva e sentita. Dal rinomato pane di segale croccante alla pagnotta pusterese fino alla pagnotta venostana in coppia, ogni vallata vanta la propria specialità di pane. E quasi ogni panettiere custodisce gelosamente la sua ricetta, dove differenti miscele, varietà di cereali e altri ingredienti conferiscono ad ogni tipo di pane un gusto unico.

Fratello gemello del Mercato di Bressanone, anche quest´anno il paesino di S. Maddalena ai piedi delle Odle, nella valle di origine del noto scalatore Reinhold Messner, propone la Festa dello Speck, che attira visitatori vicini e lontani n. Sarà un´occasione per godere non solo della bontà del salume per eccellenza dell'Alto Adige ma anche del panorama spettacolare di uno dei più affascinanti paesaggi alpini altoatesini. Questo il programma dell'edizione 2019:


Sabato 05 ottobre (entrata libera)

  • dalle ore 10.00 Inizio della festa con il gruppo musicale „6 Loidner“ 
  • dalle ore 12.30: Inaugurazione ufficiale della festa, Taglio della baffa di speck, Benvenuto da parte dei rappresentanti di politica ed economia, Sessione di autografi con la Regina dello Speck in carica 2018/2019
  • dalle ore 13.30: Intrattimento musicale con il gruppo „Sunnseit Brass“ - Spettacolo folcloristico con gli “Alphornbläser” della Val Sarentino - Presentazione della lotteria della Festa dello Speck - Speck Cinema, mercato contadino, artigianato tipico locale,degustazione di speck e molto altro
  • dalle ore 16.00:  Chiusura musicale con il gruppo „Villnösser Böhmische“


Domenica 06 ottobre 

  • dalle ore 10.00: Inizio della festa
  • dalle ore 11.00: RAI Alto Adige live con Norbert Rabanser – Distribuzione dei pezzi di speck – Sessione di autografi con la Regina dello Speck in carica 2018/2019
  • dalle ore 13.00: Concerto con la banda musicale della Val di Funes
  • dalle ore 14.00: Incoronazione della nuova Regina dello Speck 2019/2020 – Presentazione della lotteria della Festa dello Speck – Spettacolo folcloristico con i “Villnösser Schuhplattler” – Foto ed autografi con la nuova Regina dello Speck
  • dalle ore 15.00: Intrattenimento musicale con il gruppo „Die Klausberga“ – Estrazione della lotteria della Festa dello Speck – Speck Cinema, mercato contadino, artigianato tipico locale, degustazione di speck, cavalcata su pony e molto altro
  • dalle ore 17.00: estrazione della lotteria della Festa dello Speck
  • dalle ore 18.30: Chiusura musicale

Entrata: € 7,00 per adulti*, per bambini sotto i 14 anni l’entrata è gratuita. Il biglietto d’ingresso può essere utilizzato per ricevere un pezzo di Speck e un buono del 10% presso PUR Südtirol per l’acquisto online di Speck Alto Adige IGP.

GPS posizionato, ad attenderci: la Festa del Pane e dello Strudel di Bressanone insieme allo Speckfest di Santa Maddalena.

Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – pagnotta pusterese © Antonietta Salvatore
Bressanone, Mercato del pane e dello strudel - gli inimitabili canederli © Luca Ferrari
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – il burro artigianale © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – dalle mele allo strudel © Antonietta Salvatore
S. Maddalena (Bz), Speckfest - vassoio di assaggi di speck © Luca Ferrari
S. Maddalena (Bz), - lo Speckfest © Luca Ferrari

sabato 31 agosto 2019

Voga alla veneta, patrimonio dell'UNESCO

La Regata Storica © Federico Roiter
La voga alla veneta è un patrimonio da difendere. Perché allora non dichiararla patrimonio dell'UNESCO? Dal palco dell'Ateneo Veneto di Venezia, la proposta è stata lanciata.

di Luca Ferrari

"Proponiamo che la voga alla veneta venga dichiarata patrimonio dell'Unesco". La proposta è venuta da Claudio Carrettin, presidente dell'Associazione Regatanti Venezia sul palco dell'Ateneo Veneto nel corso dell'evento "Aspettando la Regata Storica. Un festa antica e autentica", manifestazione quest'ultima che si svolgerà domenica 1 settembre 2019 a Venezia, in Canal Grande. "Il resto d'Italia ha i vari Ronaldo, Federer, etc. Noi veneziani abbiamo Caci, Crea, Fongher, Vignotto, Rogliani, Della Toffola, etc.". C'erano moltissimi dei grandi campioni e campionesse, ieri in Ateneo Veneto.,

La sala Tommaseo è gremita. Muoversi su e giù per scattar fotografie non è un'impresa da poco e di sicuro nel silenzio dei propri pensieri, molti mi staranno dicendo di tutto nel coprirgli la visuale. Riesco finalmente a piazzarmi a ridosso del palco. Accanto a me c'è Sergio Tagliapietra detto Ciaci. Una leggenda vivente della voga alle veneta. Vinse la sua prima regata storica nel lontano 1958, l'ultima trent'anni dopo nel 1988. Lì nel mezzo, altri 12 successi di cui otto consecutivi tra il 1969 e il 1976. Forse gli sto troppo vicino e lui mi ricambia con qualche forzuta occhiataccia.

Guardare Venezia da una barca, mascareta o gondolino che sia, non è come prendere un vaporetto, è un ridisegnare questa città. Vogare non può essere uno sport come un altro che chi abita in questa unica città. Per chi si mette gli stivali quando c'è acqua alta e si dilegua in percorsi alternativi quando le masse turistiche la invadono, la voga è qualcosa che nasce e si rigenera per un preciso bisogno di esistenza. Vogare per Venezia significa prendere coscienza di ciò che siamo da generazioni. E allora., voga alla veneta patrimonio dell'Uesco. Oggi e per sempre.

Il Presidente dell’Ateneo Veneto, Gianpaolo Scarante
e il Presidente dell’Associazione Regatanti, Claudio Carrettin © Luca Ferrari
Ateneo Veneto, campioni e campionesse della Regata Storica © Luca Ferrari
Ateneo Veneto, campioni e campionesse della Regata Storica © Luca Ferrari
La Regata Storica © Federico Roiter

mercoledì 21 agosto 2019

Vacanze, nemico pubblico d’Italia

Io, Luca Ferrari, in relax alle isole Azzorre
“Io faccio il professionista e le ferie non so cosa siano” disse tronfio l’on. Patuanelli. Io in vacanza ci sono stato, alle isole Azzorre, e me la sono goduta. Che brutta persona che sono. 


“Guardi, io faccio il professionista da quasi vent'anni e le parole – ferie, vacanze – sono cose che mi ricordano qualcosa, non so esattamente cosa siano. Noi siamo sempre stati qua. Abbiamo sempre lavorato nell'interesse dei cittadini” dice fiero al minuto 7,42 del suo intervento (vedi video) l’onorevole Stefano Patuanelli, capogruppo per il Movimento 5 Stelle, nel corso delle dimissioni del Governo Conte al Senato, lo scorso martedì 20 agosto 2019. 

Non entro nel merito della questione politica, in primo luogo perché non ho intenzione di replicare a slogan da prima elementare, mentre per “tutti gli altri luoghi” mi ci vorrebbero pagine e pagine. Ciò che mi ha fatto inorridire, pur rientrando alla perfezione nella macchina-Italia, è questo bearsi del proprio lavoro mostrando come merito l’essere sempre al lavoro. Sempre lì (mi piacerebbe verificarlo comunque, aldilà di qualche sparata macho-stacanovista). E ovviamente il gregge è tutto lì attorno ad applaudirlo.

Quasi un anno fa scomparve il manager Sergio Marchionne, noto per le sue esternazioni sulle non-vacanze. Lo chiedo da professionista quale sono anch’io, ma che a differenza di altra gente non vado in giro a sbandierarlo ai quattro venti: mai vi fanno davvero così schifo le ferie? Credete davvero che ci sia più nobiltà nel lavorare dalla mattina alla sera, facendovi vedere per dieci secondi alla vostra famiglia, ammesso che si possa chiamare tale visto il tempo che gli concedete? Avete qualche carenza che dovete in qualche modo sopperire, mostrandovi in codesta posizione? Così, per sapere.

Non è mia intenzione ingaggiare un duello con l’onorevole Patuanelli ma la sua tronfia esternazione mi porta a pensare a due possibili scenari: o il suddetto non ha una vita privata e dunque sfoga nel lavoro tutte le proprie frustrazioni oppure ha fatto la classica sparata politica, come sempre denigrando gli altri. Quegli "altri", sia ben chiaro, che fino al giorno prima erano i colleghi dell’immacolato Governo della Collaborazione e del Cambiamento (ok, scusate, ma non ce la faccio a non sottolineare almeno una volta l’ipocrisia pentastellata).

E ora veniamo a loro, il nemico pubblico numero 1 della vera Italia che lavora. Le vacanze. Femmine, s’intende. Queste meretrici di sollazzo che traviano le energie che al contrario dovremmo utilizzare per continuare a far crescere la nostra nobile Patria dello 0,1 per cento annuo. Loro, queste squallide tentatrici che ci traviano dai veri valori che forgiano l’essere umano italico: sfruttamento, l’assenza di futuro e impossibilità di godersi un doveroso risposo. Godersi che cosa, poi? Qui in Italia? Ma cos’è, una barzelletta di cattivo gusto?

Buon pomeriggio a tutti. Mi chiamo Luca Ferrari. Se cliccate in alto sul mio nome verrete subito indirizzati sul mio profilo Linkedin. La vedete la foto dell’articolo? È il sottoscritto che da perfetto rinnegato nemico della produzione, se n’è andato quest'estate con la propria famiglia in vacanza sulle isole Azzorre. Lo so, sarei dovuto rimanere a casa davanti alla mia scrivania 10 ore al giorno ma sono un ribelle-nemico dello Stato, e dopo le fiere ostentazioni del dott. Patuanelli, lo confesso, mi vergogno di me stesso. 

Ho da poco superato i 40 anni ma so già che la mia pensione non la potrò certo vivere qui. Non ci sono le condizioni. Parte di quella sempre più umiliata middle class, finirò per non avere manco i soldi per gli acciacchi della vecchiaia. Questo non è pessimismo, sia ben chiaro, sono dati di fatto.  Me ne dovrò andare. Prima lo accetto, io come tanti altri, e prima inizieremo a organizzarci. Oggi, alle soglie dell’ennesimo cambio di Governo, provo solo un gran desiderio. Andarmene altrove il prima possibile. Abbandonare questo angolo di mondo dove, dopo essere riusciti a sdoganare il fascismo, stiamo assistendo perfino demonizzazione delle ferie. 

Come già avevo scritto in passato, sempre più annunci/colloqui di lavoro richiedono impegno (…) costante, contratti-non contratti e orari al limite dell’offensivo. Per alcune categorie ci sono i sindacati, per la stragrande maggioranza siamo soli contro un Sistema. Un sistema schiacciaumani che vince senza neanche scendere in campo. Questa è l’Italia del mondo del lavoro. Questa è l’Italia, sempre e comunque, che spero un giorno di abbandonare per sempre, trovando un posto dove fare la mia parte, dare il mio contributo di professionista, e sentire allo stesso tempo che la mia vita e quella dei miei cari, per il nostro stesso esistere, viene rispettata. 

L'intervento dell'on. Patuanelli in Senato (minuto 7,42)

sabato 17 agosto 2019

Regata Storica, una festa antica e autentica

La Regata Storica sta tornare a calcare le acque della laguna © Luca Ferrari
Venerdì 30 agosto all'Ateneo Veneto di Venezia si svolgerà l'evento "Aspettando la Regata Storica. Una festa antica e autentica", manifestazione regina della città lagunare.

di Luca Ferrari

Mi sono avvicinato alla voga in età piuttosto avanzata e benché non abbia ancora mai imbracciato un remo nelle acque della Serenissima, oramai non c'è edizione della Regata Storica di cui non sia in prima "CanalGrandesca" fila. Siena ha il suo palio, Venezia la sua regata. E che Regata. Magari verrà più gente a far baldoria al Redentore e la città sarà meno invasa della fiumana autunnale per la festa della Salute ma la Regata Storica è di un altro livello, andando a unire per davvero ciò che lega i sempre meno nativi presenti sull'isola. Come si suole dire, uno spettacolo nello spettacolo.

Domenica 1 settembre, nel mezzo della 76° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, il popolo veneziano imbraccia sedie, barche, ombre e cicchetti e si piazza sul Canal Grande, in attesa di godersi la passeggiata del Corteo Storico prima e le arroventate sfide dei giovanissimi su pupparini, gli equipaggi su caorline, le donne su mascarete e l'attesissima sfida dei campioni sui gondolini. Trovare un angolo dove godersi lo show non è facile, specie se non si vuole sudare. Chi ama davvero la Regata Storica non teme umidità e caldo, e si piazza nel proprio angolino già dalla mattinata.

Per prepararsi al meglio a questa spettacolare festa-tradizione sportiva, l'Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, ha organizzato l'evento "Aspettando la Regata Storica. Una festa antica e autentica". L’evento è dedicato proprio-in particolare ai “protagonisti”, campioni e campionesse non più in attività, e altri personaggi benemeriti della voga e delle tradizioni lagunari. Finalità massima dell'appuntamento, premiare con un diploma di benemerenza quanti hanno efficacemente contribuito alla conservazione di una così caratteristica espressione della venezianità.

Nel corso dell'incontro, dopo una breve introduzione storica e prendendo spunto da alcune scene di vita “da regatanti” immortalate nei film Canal Grande (1943, di Andrea de Robilant), Venezia in festa (1947, di Francesco Pasinetti) e Chi lavora è perduto (1963, di Tinto Brass), si procederà ai riconoscimenti e a un brindisi in compagnia organizzato dalla Associazione Companatiche. Interverranno il Presidente dell’Ateneo Veneto, Gianpaolo Scarante e il Presidente dell’Associazione Regatanti, Claudio Carrettin, seguiti da Carlo Montanaro, Giorgio e Maurizio Crovato.

Appuntamento in Ateneo Veneto, campo San Fantin 1897 (a due passi dal Teatro La Fenice e cinque minuti da piazza San Marco), a partire dalle h. 18 nella sala Tommaseo. Ingresso libero.

Venezia, il corteo storico della Regata Storica © Federico Roiter
Venezia, le gare della Regata Storica © Federico Roiter
Venezia, il corteo storico della Regata Storica © Federico Roiter
Venezia, le gare della Regata Storica © Federico Roiter