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mercoledì 2 agosto 2023

Canada, Here We Come

On the road per il Canada © Luca Ferrari

Ciao Canada, le nostre strade si sono unite in modo indelebile ma tranquillo, ci rincontreremo presto. Una promessa? No, un dato di fatto! Ci viediamo il...

di Luca Ferrari

Ciao Canada, sono le 13.10 di un apparente anonimo mercoledì 2 agosto 2023. In questo preciso istante, tra un anno esatto, i motori del volo Air Transat staranno pompando al massimo per conquistare i cieli e attraversare l'Atlantico, destinazione l'aeroporto Internazionale di Montreal - Pierre Elliott Trudeau. Di lì in poi, presa una macchina a noleggio, attraverserò e mi fermerò in Quebec e New Brunswick fino a raggiungere l'isola del Principe Edoardo (Prince Edward Island) e la Nuova Scotia. Sarò un viaggio grandioso. Un viaggio atteso da quando sono tornato in Italia alcuni anni or sono, dopo un indimenticabile reportage canadese. Quel viaggio ha dato inizio a una svolta epocale nella mia esistenza. Questo nuovo viaggio invece, giorno dopo giorno, si sta facendo sempre più reale e oltre a nuovi reportage che scriverò, ho già in programma un progetto top secret di cui vi farò partecipe a tempo debito.

Canada 2024, start the inspiration... Se iniziassi a scorrere le pagine della mia vita, il numero "4" ha segnato tappe importanti. Trent'anni fa, nel 1994, si consumava l'estate prima del mio ultimo anno della scuola dell'obbligo. Nel 2024 invece, mio figlio starà vivendo la sua prima estate dopo aver terminato il prima anno della scuola elementare. Sempre nel 1994, iniziai a scrivere poesie, dunque nel 2024 saranno 30 anni esatti di fervente attività di penna. Un qualcosa che, posso dirlo, mi ha davvero stravolto la vita e tracciato le radici della mia professione. L'estate 2004 fu l'anno dell'addio a una città che ho amato moltissimo, Firenze, e dove ho iniziato l'attività giornalistica. Dieci anni dopo, nel 2014, feci svariate incursioni in terra anglosassone, come se mi stessi preparando per fare il grande balzo. Adesso è tempo di aggiornamenti. Nel 2024 farò ritorno in un Paese che ha segnato la mia vita. Un viaggio che chiuderà un nuovo importante cerchio della mia esistenza (e dell'anima).

Canada 2024. Ho già iniziato a costruire l'itinerario e dopo una sosta in una placida casetta nel bosco poco distante da Montreal, l'indomani farò visita a Quebec City. Oltre all'inconfondibile architettura che da sempre desidero ammirare, ho già pianificato una visita all'Aquarium du Quebec! In questo momento, l'obiettivo sarebbe quello di farsi una giornata in viaggio. 7 ore su gomma per arrivare a ridosso dell'isola del Principe Edoardo, percorrendo all'andata il lunghissimo ponte Confederation Bridge (quasi 13 km) e poi prendere il battello per raggiungere la Nuova Scozia, dove ci aspetta di sicuro una capatina ad Halifax e il museo del Titanic, il Maritime Museum of the Atlantic. Non nascondo l'emozione all'idea di dormire in qualche faro ma credo sia un'opzione piuttosto dispendiosa, magari proprio in quella Peggy's Cove, la cui immagine giace sulla copertina della guida Routard che ancora una volta mi accompagnerà in questa avventura. 

Per chi è nato davanti al mare, il richiamo di questo elemento è qualcosa di davvero unico. Se già una volta mi sono dedicato al whale watching in Canada, questa volta vorrei andare anche oltre, trovando anche il tempo di prendere una canoa a noleggio da qualche parte e dedicarmi a qualche ora nel totale abbraccio di Madre Natura (acquea). Sebbene sia fondamentale organizzarsi prima, e garantisco che dopo la pandemia da covid il mercato dell'affittanza e in generale dei viaggi sia molto cambiato, non ho intenzione di programmare tutto al dettaglio. So dove devo andare ma voglio anche concedermi il piacere dell'improvvisazione, valorizzando al meglio uno degli aspetti di cui il Canada è principe supremo: il viaggio

Un elemento che del Canada mi ha molto colpito fin dal principio, è la valorizzazione del turismo. Mi spiego meglio. Oltre a un grande ufficio sul confine tra uno Stato e l'altro del Paese, anche i piccoli centri abitati hanno uffici turistici con personale sempre disponibile e cordiale. Magari non c'è moltissimo da vedere ma viene comunque proposto, mostrando un'attenzione autentica al territorio, senza svenderlo al turismo di massa. Un'alta peculiarità di questo Paese, decisamente differente rispetto all'Europa centro-meridionale, le case dove pernottare. Tutt'altre dimensioni e architettura. Un mondo davvero particolare. Un mondo che si può e si deve scoprire, viaggiando. Il treno è di sicuro un must per il Canada ma ciò che si può ammirare su quattro ruote, è impareggiabile, anche solo per vedere i cartelloni gialli che indicano il possibile attraversamento di alci sulla strada.

Altro aspetto cruciale di un territorio da esplorare, la cucina. Nel Canada ho scoperto essere un must l'astice, provato davvero in ogni sua deliziosa forma (hamburger, al burro, zuppa) e che, complice i costi sostenuti in Italia, è un piatto che non ho più assaggiato da allora. Altra specialità che bramo di tornare a gustare, i pancake. Una prelibatezza che già amavo prima di scoprire il Canada, ma che ho ulteriormente imparato a valorizzare con le ricette originali anche nella mia quiete domestica durante i weekend. Dalla semplicità della poutine, le patate fritte canadesi con salsa e formaggio, alle tante specialità ittiche e quelle a base di carne condite con uno degli elementi tipici della cucina locale, lo sciroppo d'acero, ritornare in Canada significa anche dedicarsi con gusto ai piaceri della forchetta. 

Canada 2024. Parola d'ordine, condividere? Andiamoci piano. Andiamoci molto piano! La prima volta che attraversai il Canada fui molto restio a condividere le tappe di quel viaggio, e lo avevo già anticipato in un articolo. Questa volta mi sbottonerò un po' di più. Lavorando sui social media, ho fatto la conoscenza del gruppo facebook "We Love Prince Edward Island" dove io stesso, da anni ormai, scrivo qualcosina, godendomi gli scatti in diretta di questo territorio. Seguo sempre con molto interesse l'attività dell'Ambasciata del Canada in Italia, i cui post spesso condivido sulla mia pagina dedicata: My Lovely Canada. I social media possono essere anche un luogo sereno dove alimentare interessi e passioni, ed è proprio su questi due binari che tra un anno esatto, il 2 agosto 2024, sarò in volo per il Canada. Un sentimento sincero che mi porterà a scoprire angoli noti e remoti di un Paese davvero incredibile e su cui non vedo l'ora di scrivere pagine e pagine di autentica e condivisa esperienza umana.

Inizia un nuovo viaggio in Canada © Luca Ferrari
Canada - la natura del Quebec © Luca Ferrari
Canada - Cape Jourinaim (New Brunswick) © Luca Ferrari
Canada - Greenwich Park (isola del Principe Edoardo© Luca Ferrari
Canada - alloggio turistico a Cavendish (Prince Edward Island© Luca Ferrari
Canada - colazione di pancake Desable (Prince Edward Island© Luca Ferrari
Canada - whale watching sulla Cape Breton Island (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - il centro turistico della Nova Scotia © Luca Ferrari
Canada - faro Cape d'Or (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - un delizioso lobster roll © Luca Ferrari
Canada - Lunenburg (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - casolari attorno al faro di Peggy's Cove (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - il panorama oceanico da Peggy's Cove (Nova Scotia© Luca Ferrari

sabato 12 giugno 2021

Canada, il Fundy National Park

Alma (New Brunswick Canada), Le maree del Fundy National Park © Luca Ferrari

Giugno è stato dichiarato in Canada il mese dei parchi e dello svago. Permettetemi allora di accompagnarvi ad Alma (New Brunswick), alla scoperta del Fundy National Park.

di Luca Ferrari

I sentieri nel bosco , le sorgenti. Qualche amichevole "creatura umana". Le spettacolo delle maree, circondato dall'immenso respiro arboreo. Davanti a me, solo le distese oceaniche della Baia di Fundy. Potrei essere un pesce fuor d'acqua, o un alce in libera escursione marina. Non so bene più cosa sia diventato. Sono parte di qualcosa infinitamente più grande di me. Ogni tentativo di interpretazione è diventato un linguaggio promosso dalle nuvole nascoste nella foresta. Sto facendo incetta di promesse, emozioni e scorci. Un unico e reale spartito condiviso. Eccomi, organismo vivente nel Fundy National Park, ad Alma (New Brunswick), in Canada.

Il mio viaggio-reportage nel Canada orientale è iniziato da qualche giorno. Il Quebec è ormai alle mie spalle e quando arrivo a cielo ormai tendente al blu scuro, qualcosa non mi torna. Ho scoperto (a mie spese, e fame...) che in Canada supermercati e ristoranti chiudono presto rispetto ai ritmi italiani. Parcheggiato il mezzo poco distante dall'Octopus Garden, l'orologio interno segna un'ora in più rispetto al mio smartphone. La spiegazione è semplice. In New Brunswick, così come in Nuova Scozia e nell'isola del Principe Edoardo (Prince Edward Island), le lancette vanno messe un'ora avanti rispetto alla provincia canadese francofona.

Il mattino dopo, prima ancora di concedermi un tuffo nell'abbraccio caffeino, l'aria salmastra della Bay of Fundy mi ricorda il motivo del mio viaggio. Indomito, inizio presto a organizzarmi, destinazione il Fundy National Park, iniziando dal sentiero Moosehorn trail, suddiviso in due segmenti da 2,6 e 2,2 km. Le aree verdi canadesi non spiccano certi per spacci mangerecci sparpagliati ovunque, e così prima di incamminarmi, è d'obbligo (e consigliato nelle stesse guide), provvedere alle vettovaglie. Niente di meglio allora, che dei panini preparati in loco al Kally's Bakery.

Nel mio gps personale, punto alle cascate di Laverty Falls, visibili dalla base e sulla cima. Il percorso è un'immersione totale nel verde bel bosco. I visitatori sono pochi, anzi nessuno lungo il cammino. Arrivato a ridosso della mia meta, qualche stoico campeggiatore è in tenuta balneare e si concede qualche tuffo. Proseguo poi per un altro sentiero, The Forks (3,4 km) tra alberi di abete, betulla e acero. Tutt'intorno il Broad River, ricco di salmoni, dove la precisa cartellonistica rammenta la costante formazione di ampie pozze-piscine d'acqua. Cammino e cammino ancora. Trattengo un po' il respiro. Sento solo i sussurri di Madre Natura.

Riprendo l'automezzo e mi dirigo al Point Wolfe River. Come spesso accade durante i miei viaggi di scoperta, pur conoscendo la mia meta, non mi prendo troppo tempo nell'appurare i dettagli. In questo caso la domanda è: troverò la zona con l'alta marea oppure no? Costeggiando il sentiero ci metto poco a scoprirlo: la terra è emersa, e dunque posso scendere giù e camminare lì dove le distese oceaniche tra non molto arriveranno a ricoprire ogni cosa. Lo spettacolo lungo il breve sentiero di Shiphaven (0,5 km) è davvero incredibile, proiettando lo sguardo oltre ogni orizzonte acqueo immaginabile.

L'aria è molto fresca. Qui, al Fundy National Park nel New Brunswick, ci sono le maree più alte del mondo. Copre un'area di duecento chilometri quadrati abbondanti. La differenza tra bassa e alta marea, va dai 12 ai 16 metri. Qualche scoiattolo intanto, si diverte a farmi compagnia, comparendo e nascondendosi. Il tempo di riprendere la breve salita, e mi sembra già che il panorama stia iniziando a cambiare. A poco più di mezz'ora di macchina intanto (43 km circa), un altro spettacolo incredibile di maree mi attende, quello di Hopewell Rocks, ma quella è un'altra storia. Una storia che sarà di sicuro protagonista su "Viaggi del mondo". 

Giugno, 2021. Con il graduale e progressivo allentamento delle misure anticovid e il sempre maggior incremento delle vaccinazioni, anche il popolo canadese ha iniziato a riprendersi i propri sconfinati spazi. Così, il Canadian Parks and Recreation Association (CPRA) ha dichiarato giugno il mese dei parchi: parks and recreation month). Per spronare i canadesi a godersi l'immenso patrimonio naturalistico celebrando il suddetto mese, ha anche lanciato un contest sui social media, invitando a concludere la seguente frase: #JPRM2021: Now more than ever, parks and recreation... Ora più che mai, parchi e attività ricreative...

Molte province hanno risposto "presente" all'appello della CPRA ed ecco elencate nel sito istituzionale canadese le attività dell'Alberta, con la propria Recreation & Park Association, la Nuova Scozia (con una sezione specifica sul sito Recreation NS) e la Prince Edward Island, quest'ultima promuovendo il tutto sugli account GoPei di Twitter e Facebook. Posso immaginare i cittadini e i fortunati turisti che avranno la fortuna di raggiungere quest'ultima, celebrando giugno a dovere, e sbizzarrendosi tra l'Argyle Shore Provincial Park, passando per Green Gables casa di Anna dai capelli rossi, fino al Greenwich Dunes National Park.

Si è fatto tardi. La marea ormai è alta. Devo ancora arrivare al parcheggio, quand'ecco incontrare uno dei tratti distintivi dei parchi canadesi: due comode sedie rosse posizionate in una tattica posizione. Non mi faccio pregare, e mi siedo là. Osservo il panorama. Sulle mani ho ancora un po' di terriccio bagnato. Nelle tasche ho ancora qualche conchiglia raccolta. Sul viso sento ancora l'acqua dialogare con i miei pensieri più sinceri. Chiudo gli occhi per qualche istante. Chiudo gli occhi per qualche minuto, a intermittenza. Ho come l'impressione di aver messo radici. Un sogno? Una metafora? Una speranza? O "solo" una visita al Fundy National Park di Alma, in New Brunswick (Canada)? Io la risposto la conosco. Adesso tocca a voi.

Le cascate di Laverty Falls (Fundy National Park)

Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari
Alma (New Brunswick – Canada),il Fundy National Park © Luca Ferrari

mercoledì 10 giugno 2020

Canada sconfinato

Canada, on the road nel New Brunswick © Luca Ferrari 
Le strade infinite. Piccoli caseggiati immersi nelle natura. L'oceano, i laghi. Qualche grande città. Viaggiare on the road in Canada è un'esperienza totale.

di Luca Ferrari

Da tempo immemore ormai, le mie domeniche mattina iniziano tutte allo stesso modo. Pancake, sciroppo d'acero e brocca di caffè nero. La colazione canadese per eccellenza. Un viaggio Proustiano che mi riporta dentro e lungo le mie scorribande su e giù nel gigante nordamericano. Un viaggio che ancora oggi mi attraversa la mente e i pensieri. Canada, un viaggio che continuo a percorrere nel cuore e nell'anima, sognando un giorno di riuscire a trovare una collaborazione lavorativa che mi porti a essere sempre più vicino e presente a quella terra tanto grande quanto ospitale.

Nel post-pandemia, dove è ancora necessario mantenere una certa distanza, gli immensi spazi del Canada sono la meta ideale. Io lo so bene. Io ci sono stato. Io l'ho attraversato fino all'isola del Prince Edoardo. Un posto incredibile traboccante di verde e storia, che ancora oggi sogno di farci ritorno.

Canada, la vegetazione del Fundy National Park (New Brunswick) © Luca Ferrari 
Canada, la vegetazione ad Alma (New Brunswick) © Luca Ferrari 
Canada, l'incredibile paesaggio di Hopewell Rocks (New Brunswick) © Luca Ferrari 
Canada, da qualche parte in Nuova Scozia © Luca Ferrari 
Canada, l'arrivo a Mahone Bay (Nuova Scozia) © Luca Ferrari 
Canada, la potenza oceanica di Peggy's Cove (Nuova Scozia) © Luca Ferrari 
Canada, on the road lungo la Cape Breton Island (Nuova Scozia) © Luca Ferrari 
Canada, in traghetto verso la Prince Edward Island © Luca Ferrari
Canada,whale-watching sulla Prince Edward Island © Luca Ferrari
Canada, alla scoperta del Greenwich Park (Prince Edward Island) © Luca Ferrari
Canada, il paesaggio del Greenwich Park (Prince Edward Island) © Luca Ferrari
Canada, il verde di Green Gables (Prince Edward Island) © Luca Ferrari
Canada, il paesaggio frastagliato di Argyle Shore (Prince Edward Island) © Luca Ferrari

mercoledì 15 febbraio 2017

Canada nel cuore, Canada dell'anima

Il faro di Peggy's Cove (Nova Scotia, Canada) © Luca Ferrari
Luogo dell'anima. Meta per anime semplici, innamorate dei mondi e dai cuori tonanti. Viaggio nel Canada orientale, da Montreal alla Prince Edward Island.

di 
Luca Ferrari

Il verde più sconfinato. Le città e i piccoli centri a misura, ed emozione, di essere umano. L'azzurro profondo dei mari. Le strad(on)e semi-deserte. Le sontuose colazioni a base di pancake e sciroppo d'acero. Tutti hanno un luogo dell'animail mio è sempre stato ed è tutt'ora il Canada, di cui oggi, 15 febbraio, si celebra il compleanno della bandiera e il prossimo 1 luglio si celebrerà il 150° anniversario della sua indipendenza. Dopo una prima esperienza a Vancouver (British Columbia) tra i totem dello Stanley Park e la cultura orientale del giardino Ming, questa volta il viaggio è tutto on the road. Tra un appunto e una recensione per Tripadvisor, attraversando le province orientali del Quebec, New Brunswick, Nova Scotia e Prince Edward Island.

Il viaggio in terra canadese ha inizio sopra le nuvole a bordo della più economica compagnia di bandiera AirTransat che mi ha accompagnato senza scali intermedi dall'aeroporto Marco Polo di Venezia Pierre Elliott Trudeau di Montreal. Poco amante delle metropoli, resto nella città più importante della provincia del Quebec una sola notte, soggiornando all'ostello Le Gite Plauteau-Mont Royal. Un posto davvero amichevole e singolare dove il personale di servizio prepara i pancake la mattina e in cambio devi solo lavare i piatti.

Noleggiata un'autovettura, sebbene non sia propriamente un asso al volante, scopro un impensabile piacere a guidare per le ampie e sicure strade del Canada i cui automobilisti, oltre a essere disciplinati e senza chissà quale smania di vincere un invisibile Gran Premio, in pratica ignorano l'uso del clacson. Miglio dopo miglio (senza alcun casello cui versare l'obolo), incontro numerosi e grandiosi (anche in fatto di dimensioni) cartelli che avvisano del possibile attraversamento di alci. Necessario dunque procedere con prudenza (sotto i 100 km/h), in particolare di notte.

Lasciatomi alle spalle il Quebec, con l'arrivo nella provincia del New Brunswick vengo puntuale accolto da un centro informazioni, una realtà questa ovunque nel Canada e davvero molto utile. Un piccolo pit-stop e via, destinazioni le cascate di Grand Falls Gorge. Panorama roccioso dove alcuni arditi senza evidenti problemi di vertigini si lanciano nel vuoto ben agganciati a un cavo mobile. Arrivato in ora di pranzo, mi viene suggerito di sperimentare il vicino Pizza Boy, locale che a dispetto del nome prevede un'ampia varietà di pasti. Un locale che ha molto da insegnare sul fronte del marketing.

Il viaggio prosegue fino a sera inoltrata. Parcheggiata la macchina nella piccola località di Alma, scopro che il mio orologio è un'ora indietro (dicasi differente fuso orario, ndr). Oltre a ciò faccio anche un'altra (amara) scoperta: i ristoranti canadesi, specie quelli fuori dai grandi centri abitati, chiudono presto (20-20,30). Inevitabile dunque che resti a stomaco vuoto (cosa che avverrà in altre tre occasioni durante il viaggio). Il sonno ha la meglio e dunque non penso troppo all'appetito ma l'indomani mi rifaccio alla grande con una sontuosa colazioni a base di waffle all'Octopus Garden Cafè.

Sono arrivato ad Alma per una ragione: il Fundy National Park. Prima di partire alla scoperta di Madre Natura, appurato che passerò una giornata intera all'aria aperta senza trovare l'ombra di un mini-marker o simili, faccio una sosta da Kelly's Bakery per le necessarie provviste (dicasi panini da escursioni), dopodiché abbandono la civiltà per fare il mio ingresso in un mondo fatto di sentieri, ruscelli, boschi e l'incredibile spettacolo delle maree.

Resto due notti poi la strada mi richiama, anzi, non proprio. Non è pensabile di venire nel New Brunswick senza recarsi ad ammirare lo spettacolo roccioso di Hopewell Rocks. Tempo ballerino e ancora la natura a fare da indiscussa e sontuosa regina. Formazioni rocciose nate dall'erosione alte decine di metri, visitabili anche in kayak qualora l'alta marea si presenti (spesso). E dopo tanto camminare, una visita al museo interno e qualche acquisto nello store, è tempo di rifocillarsi a base di lobster-burger all'High Tide Cafe,

Sulla utile guida Routard la copertina del Canada è dedicata al faro di Peggy's Cove, in Nova Scotia. Stringo quel prezioso libro tra le mani quando arrivo al suo cospetto in una giornata più ventosa che mai. Lì, davanti alle onde dell'Atlantico, è un viavai continuo di turisti da tutto il mondo ma molto meno chiassoso di come si potrebbe immaginare. Massi giganti e piatti, levigati dalla devastante potenza del mare e del vento.

La strada per la Prince Edward Island è ancora lunga e in Nova Scotia c'è ancora molto da visitare. Dopo una sontuosa colazione a base (ovviamente) di ottimi 
pancake al Restaurant Evangeline di Cheticamp, abbandono la terra per vivere l'esperienza del whale-watching (avvistamenti di balene) e quindi fare il mio ingresso nella Cape Breton Island (collegata alla terraferma) e ancor di più guidando lungo la mitica Cabot Trail, il cui nome si ricollega a Giovanni Caboto, primo esploratore ad aver raggiunto le coste del Canada, e molto legato alla città di Venezia.

E adesso tocca lei, l'ultima e lontana tappa di questa due settimane canadesi: la Prince Edward Island, sede anche dell'omonimo e succulento Lobster FestivalUn'isola raggiunta in principio a bordo di un gigante ferry-boat e al ritorno attraverso il lungo ponte di collegamento (si paga solo al ritorno). Complice una giornata un po' altalenante, il primo impatto con Charlottetown non è dei migliori ma è solo un abbaglio. Già al calar delle luci, passeggiando lungo la baia al tramonto, la magia prende il sopravvento.

Dopo una visita alla St. Duncan's Basilica e una succulenta cena a base (ovviamente) di aragosta al Water Prince Corner Shop, abbandono provvisoriamente la città destinazione il magico mondo di Anna dai capelli rossi, lì dove la scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery (1874-1942) ambientò i romanzi di Anne of Green Gables, a Cavendish. A riguardare lo storico cartone animato di Anna dai capelli rossi così come la più recente serie televisiva Chiamatemi Anna prodotta da Netflix, si ritrova tutto: il sentiero, la casa, il ruscello. Un viaggio tra fantasia, storia e realtà con tanto di libreria e ufficio postale. Un posto dove neanche un imprevisto acquazzone è stato capace capace di minarne la lunga visita.

L'isola del Principe Edoardo è un'autentica oasi a cielo aperto. Posso dire in tutta onestà di aver raggiunto l'estasi pura una volta entrato nel Dunes National Park di Greenwich, porzione del Parco Nazionale di PEI, tra mare, vegetazione e dune sabbiose. Qui ho corso il miglior jogging della mia vita e sarei potuto andare avanti per ore, per di più senza incontrare anima viva. Qui ho cantato a squarciagola le parole di David Lee Roth che scandiva: This must be just like livin' in paradise/ And I don't wanna go home... e ancora oggi, a distanza di mesi, vi sogno un ritorno in questo autentico paradiso naturale.

Passo dopo passo, sale l'appetito e lì, nel mezzo del nulla (verde), ecco spuntare il Lin's Take Out. Il classico chioschetto da spiaggia con una scelta non da poco. Se la colazione canadese è di proprietà dei pancake, a pranzo (o cena) l'hambruger di aragosta è una pietanza più che consigliata. Questo locale non solo si è rivelato molto pratico, facendomi restanre all'interno del parco, ma ha consentito di mettermi al riparo dal sole battente e gustare un panino davvero cucinato bene.

Mi si spezza il cuore ad abbandonare Cavendish e un imprevisto (il migliore del mondo) mi riporta a Charlottetown, facendomi prima accomodare alla tavola del Dave's Lobster e poco dopo nella vicina Bonshaw, ritrovandomi al centro dell'Argyle Shore Provincial Park. Un luogo dolcemente umano, direttamente affacciato sullo stretto di Northumberland, dove può perfino capitare d'incontrare due stranieri che si sposano con una cerimonia semplice e vedere una giovane mamma raccogliere fragole di campo per la sua dolce figlioletta.

Prima di abbandonare la PEI, mi godo un ultimo pasto al Landmark Cafe. I ricordi si fanno sempre maggiori. La musica del cantautore canadese Neil Young che mi ha accompagnato per tutto il viaggio si fa sempre più malinconica. Inizia la lunghissima strada del ritorno. Ogni miglio lasciato inghiottire dallo specchietto retrovisore è una lacrima talvolta trattenuta, talvolta in libera uscita. Prima di fare capolino a Montreal, dormo la mia ultima notte nella quiete dell'accogliente Gite De La Maison Canadienne. Poi è ancora e solo strada fino allo "scontro col traffico" metropolitano.

Per uno strano scherzo del destino, mi ritrovo un'ultima volta dentro la macchina anche dopo averla consegnata. Non faccio tempo a rimettere le mani sul volante che l'istinto sarebbe quello di fare inversione di marcia e uscire dalla città, puntando di nuovo verso est, o magari verso l'ovest, comunque restando qui, in Canada. Per sempre. Così ovviamente non è stato e in Italia alla fine sono dovuto tornare ma non è certo stato un addio, semmai un arrivederci. Si, la mia storia col Canada è appena iniziata e chissà che in un futuro...


Aeroporto Marco Polo (Ve), in partenza per Montreal con l'AirTransat © Luca Ferrari 
Canada - on the road su 4 ruote tra dal Quebec al New Brumswick © Luca Ferrari 
Niente web, il navigatore è cartaceo-umano © Luca Ferrari 
Grand Falls (New Brunswick - Canada) - indomiti si lanciano (agganciati) nel vuoto © Luca Ferrari
New Brunswick (Canada) le maree del Fundy National Park © Luca Ferrari
New Brunswick (Canada), le formazioni rocciose di Hopewell Rocks © Luca Ferrari
Cheticamp (Nova Scotia - Canada), una superba colazione a base di pancake © Luca Ferrari
Cape Preton Island (Canda), lungo la Cabot Trail © Luca Ferrari
La cattedrale di Charlottetown © Luca Ferrari
Cavendish (PEI), la casa di Anna dai capelli rossi a Green Gables © Luca Ferrari
Un sontuoso lobester-burger divorato sulla Prince Edward Island © Luca Ferrari 
PEI, la spettacolare costa dell'Argyle Shore Privincial Park © Luca Ferrari 
PEI, l'immensità del Parco Nazionele © Luca Ferrari