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sabato 2 agosto 2025

Canada, un'emozione continua

Roberval (Quebec, Canada), tramonto © Luca Ferrari

Un ricordo intenso come non mai. Andare in Canada è un viaggio diverso da tutti gli altri. Vivere il Canada è uno stato emotivo in costante aggiornamento.

di Luca Ferrari

Un articolo un anno prima. 365 giorni passati a costruire l'itinerario e poi finalmente la partenza per il Canada il 2 agosto. Un articolo per celebrare il viaggio 2024 e ora un ricordo scritto un anno esatto dopo. L'uscita dall'aeroporto di Montreal in un clima quasi surreale (caldo) e quelle scritte autostradali che sì, mi confermavano che fossi proprio lì. Un'oretta scarsa di macchina per raggiungere il primo alloggio nel verde appartato del Quebec, iniziando l'avventura l'indomani davanti a una sontuosa colazione a base di crepes innaffiate da una cascata di sciroppo d'acero. Per la prima volta al voltante di una macchina elettrica, si comincia a macinare miglia tra quei tipici cartelli gialli indicanti il possibile passaggio di alci, orsi senza dimenticare lo stop in lingua locale. Appartamenti ma non solo, il fascino di un paese come il Canada è anche il soggiornare nei motel a ridosso della strada, quelli che vediamo nei film con la caraffa di caffè dentro e la porta che si apre con la carta elettronica. Anche la cucina vuole la sua parte e a parte il breakfast time, viaggiare in Canada orientale significa poter gustare le aragoste (o meglio, astici), di cui per altro è pieno di festival a tema. Sebbene ci fossi già venuto infine, nulla poteva prepararmi a uno stato di benessere impareggiabile vissuto sulla Prince Edward Island.

Tantissime gioie ma anche qualche dolorino, soggettivo s'intende e più divertente che altro. In questo viaggio in Canada mi sono confrontato anche con alcuni fatti a dir poco inspiegabili, a cominciare dai club sandwich serviti con il manzo/tacchino e bacon freddi (blasfemia pura, ndr). Restando in tema culinario, il poutine, piatto tipico del Quebec a base di patate fritte con formaggio cagliato, non mi ha mai entusiasmato, trovandolo quasi sempre modesto. Magari un giorno lo gusterò meglio in un ristorante di classe. I grandi supermercati poi, talmente freddi che la felpa quasi non bastava. L'aneddoto più assurdo però è la velocità delle macchine. Se in autostrada sono tutti super ligi, ben diverso è l'ingresso nelle città, quelle grandi in particolare, dove il piedino preme decisamente più deciso. Le corsie sono maggiori rispetto alla stragrande maggioranza delle strade italiane ma a giudicare da come rispettano qualsiasi regola sulle gigantesche highway, sarebbe stato lecito aspettarsi ancor più moderazione dai canadesi, e invece no. Per entrare a Quebec City, il quarto tentativo è stato quello buono, vivendo l'attesa con parecchia ansia e preoccupazione. 

Andare in Canada non è un viaggio come gli altri. Non è solo la distanza. È un'altra dimensione. È un mondo dal quale sono sempre stato attratto e che un giorno, finalmente, ho potuto vivere e attraversare (almeno una parte). Ci sono sentimenti che si spengono col passare del tempo. Ci sono amori che dopo ogni incontro diventano sempre più intensi, passionali ed eterni. Lo so che il mondo è pieno di luoghi meravigliosi da visitare ma non tutti siamo nati per scoprire ogni angolo del globo. Ammesso che torni in Canada in tempi brevi, passeranno almeno altri tre-cinque anni e dunque la mia vita sarà, immagino, molto diversa. Se dovessi tornare in Canada prima della fine della terza decade del millennio, sarà ancor più incredibile. Oggi, 2 agosto 2025, a distanza di un anno esatto dal mio terzo viaggio in Canada, la mia mente è ancora al voltante lungo la Transacanadienne/Autoroute, provando l'ebbrezza di fermarsi sulla costa del Quebec prima di attraversare il Confederation Bridge e arrivare sull'isola del Principe Edoardo. Oggi, un anno dopo la mia partenza per il Canada, sono ancora che penso a quando sarà prossima volta in cui farò le valigie per raggiungere la terra del mio destino.

Venezia, volo AirTransat diretto a Montreal © Luca Ferrari
Canada - aeroporto di Montreal © Luca Ferrari
Canada - colazione a Saint-Jérôme (Quebec) © Luca Ferrari
Canada - on the road in Quebec © Luca Ferrari
Canada - Savage Zoo (St. Felicien,Quebec) © Luca Ferrari
Canada - faro sulla costa del Quebec © Luca Ferrari
Canada - Argyle Shore Provincial Park (PEI) © Luca Ferrari
Canada - on the road sulla Prince Edward Island © Luca Ferrari

Canada - Hopewell Rocks (New Brunswick) © Luca Ferrari
Canada - astice in New Brunswick © Luca Ferrari
Canada - Quebec City © Luca Ferrari

mercoledì 2 agosto 2023

Canada, Here We Come

On the road per il Canada © Luca Ferrari

Ciao Canada, le nostre strade si sono unite in modo indelebile ma tranquillo, ci rincontreremo presto. Una promessa? No, un dato di fatto! Ci viediamo il...

di Luca Ferrari

Ciao Canada, sono le 13.10 di un apparente anonimo mercoledì 2 agosto 2023. In questo preciso istante, tra un anno esatto, i motori del volo Air Transat staranno pompando al massimo per conquistare i cieli e attraversare l'Atlantico, destinazione l'aeroporto Internazionale di Montreal - Pierre Elliott Trudeau. Di lì in poi, presa una macchina a noleggio, attraverserò e mi fermerò in Quebec e New Brunswick fino a raggiungere l'isola del Principe Edoardo (Prince Edward Island) e la Nuova Scotia. Sarò un viaggio grandioso. Un viaggio atteso da quando sono tornato in Italia alcuni anni or sono, dopo un indimenticabile reportage canadese. Quel viaggio ha dato inizio a una svolta epocale nella mia esistenza. Questo nuovo viaggio invece, giorno dopo giorno, si sta facendo sempre più reale e oltre a nuovi reportage che scriverò, ho già in programma un progetto top secret di cui vi farò partecipe a tempo debito.

Canada 2024, start the inspiration... Se iniziassi a scorrere le pagine della mia vita, il numero "4" ha segnato tappe importanti. Trent'anni fa, nel 1994, si consumava l'estate prima del mio ultimo anno della scuola dell'obbligo. Nel 2024 invece, mio figlio starà vivendo la sua prima estate dopo aver terminato il prima anno della scuola elementare. Sempre nel 1994, iniziai a scrivere poesie, dunque nel 2024 saranno 30 anni esatti di fervente attività di penna. Un qualcosa che, posso dirlo, mi ha davvero stravolto la vita e tracciato le radici della mia professione. L'estate 2004 fu l'anno dell'addio a una città che ho amato moltissimo, Firenze, e dove ho iniziato l'attività giornalistica. Dieci anni dopo, nel 2014, feci svariate incursioni in terra anglosassone, come se mi stessi preparando per fare il grande balzo. Adesso è tempo di aggiornamenti. Nel 2024 farò ritorno in un Paese che ha segnato la mia vita. Un viaggio che chiuderà un nuovo importante cerchio della mia esistenza (e dell'anima).

Canada 2024. Ho già iniziato a costruire l'itinerario e dopo una sosta in una placida casetta nel bosco poco distante da Montreal, l'indomani farò visita a Quebec City. Oltre all'inconfondibile architettura che da sempre desidero ammirare, ho già pianificato una visita all'Aquarium du Quebec! In questo momento, l'obiettivo sarebbe quello di farsi una giornata in viaggio. 7 ore su gomma per arrivare a ridosso dell'isola del Principe Edoardo, percorrendo all'andata il lunghissimo ponte Confederation Bridge (quasi 13 km) e poi prendere il battello per raggiungere la Nuova Scozia, dove ci aspetta di sicuro una capatina ad Halifax e il museo del Titanic, il Maritime Museum of the Atlantic. Non nascondo l'emozione all'idea di dormire in qualche faro ma credo sia un'opzione piuttosto dispendiosa, magari proprio in quella Peggy's Cove, la cui immagine giace sulla copertina della guida Routard che ancora una volta mi accompagnerà in questa avventura. 

Per chi è nato davanti al mare, il richiamo di questo elemento è qualcosa di davvero unico. Se già una volta mi sono dedicato al whale watching in Canada, questa volta vorrei andare anche oltre, trovando anche il tempo di prendere una canoa a noleggio da qualche parte e dedicarmi a qualche ora nel totale abbraccio di Madre Natura (acquea). Sebbene sia fondamentale organizzarsi prima, e garantisco che dopo la pandemia da covid il mercato dell'affittanza e in generale dei viaggi sia molto cambiato, non ho intenzione di programmare tutto al dettaglio. So dove devo andare ma voglio anche concedermi il piacere dell'improvvisazione, valorizzando al meglio uno degli aspetti di cui il Canada è principe supremo: il viaggio

Un elemento che del Canada mi ha molto colpito fin dal principio, è la valorizzazione del turismo. Mi spiego meglio. Oltre a un grande ufficio sul confine tra uno Stato e l'altro del Paese, anche i piccoli centri abitati hanno uffici turistici con personale sempre disponibile e cordiale. Magari non c'è moltissimo da vedere ma viene comunque proposto, mostrando un'attenzione autentica al territorio, senza svenderlo al turismo di massa. Un'alta peculiarità di questo Paese, decisamente differente rispetto all'Europa centro-meridionale, le case dove pernottare. Tutt'altre dimensioni e architettura. Un mondo davvero particolare. Un mondo che si può e si deve scoprire, viaggiando. Il treno è di sicuro un must per il Canada ma ciò che si può ammirare su quattro ruote, è impareggiabile, anche solo per vedere i cartelloni gialli che indicano il possibile attraversamento di alci sulla strada.

Altro aspetto cruciale di un territorio da esplorare, la cucina. Nel Canada ho scoperto essere un must l'astice, provato davvero in ogni sua deliziosa forma (hamburger, al burro, zuppa) e che, complice i costi sostenuti in Italia, è un piatto che non ho più assaggiato da allora. Altra specialità che bramo di tornare a gustare, i pancake. Una prelibatezza che già amavo prima di scoprire il Canada, ma che ho ulteriormente imparato a valorizzare con le ricette originali anche nella mia quiete domestica durante i weekend. Dalla semplicità della poutine, le patate fritte canadesi con salsa e formaggio, alle tante specialità ittiche e quelle a base di carne condite con uno degli elementi tipici della cucina locale, lo sciroppo d'acero, ritornare in Canada significa anche dedicarsi con gusto ai piaceri della forchetta. 

Canada 2024. Parola d'ordine, condividere? Andiamoci piano. Andiamoci molto piano! La prima volta che attraversai il Canada fui molto restio a condividere le tappe di quel viaggio, e lo avevo già anticipato in un articolo. Questa volta mi sbottonerò un po' di più. Lavorando sui social media, ho fatto la conoscenza del gruppo facebook "We Love Prince Edward Island" dove io stesso, da anni ormai, scrivo qualcosina, godendomi gli scatti in diretta di questo territorio. Seguo sempre con molto interesse l'attività dell'Ambasciata del Canada in Italia, i cui post spesso condivido sulla mia pagina dedicata: My Lovely Canada. I social media possono essere anche un luogo sereno dove alimentare interessi e passioni, ed è proprio su questi due binari che tra un anno esatto, il 2 agosto 2024, sarò in volo per il Canada. Un sentimento sincero che mi porterà a scoprire angoli noti e remoti di un Paese davvero incredibile e su cui non vedo l'ora di scrivere pagine e pagine di autentica e condivisa esperienza umana.

Inizia un nuovo viaggio in Canada © Luca Ferrari
Canada - la natura del Quebec © Luca Ferrari
Canada - Cape Jourinaim (New Brunswick) © Luca Ferrari
Canada - Greenwich Park (isola del Principe Edoardo© Luca Ferrari
Canada - alloggio turistico a Cavendish (Prince Edward Island© Luca Ferrari
Canada - colazione di pancake Desable (Prince Edward Island© Luca Ferrari
Canada - whale watching sulla Cape Breton Island (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - il centro turistico della Nova Scotia © Luca Ferrari
Canada - faro Cape d'Or (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - un delizioso lobster roll © Luca Ferrari
Canada - Lunenburg (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - casolari attorno al faro di Peggy's Cove (Nova Scotia© Luca Ferrari
Canada - il panorama oceanico da Peggy's Cove (Nova Scotia© Luca Ferrari

sabato 4 giugno 2022

Buon compleanno, Montreal

Montreal (Quebec, Canada) © Luca Ferrari
A zonzo per la città di Montreal, agli esordi di un reportage in terra canadese. Realtà cosmopolita, il 17 maggio 2022 la città più popolosa del Quebec ha spento 380 candeline. Auguri!

di Luca Ferrari

Questo è solo un pezzetto di Montreal. Un giringiro. Un "giretto" che ho potuto fare agli esordi di un epico reortage nel Canada orientale, spingendomi poi fino all'isola del Principe Edoardo. Se adesso mi concentrassi dinnanzi all'ennesima colazione casalinga di pancake, riesco ancora a sentire la dolce aroma di quelle prelibatezze gustate all'ostello Le Gite Plauteau-Mont Royal, dopo il mio primo risveglio in Canada. Da lì iniziai a muovere i miei primi passi nel Quebec. Il 17 maggio 2022 Montreal ha festeggiato il 380° anno dalla sua fondazione. 

Come in ogni reportage, anche il Canada fu uno di quei viaggi per certi versi surreali, assumendo una sorta di incredulità una volta sbarcati. Dopo quasi 9 ore passate in cielo, ritrovarsi a oltre 6.000 km più a ovest, è un colpo mica da poco. Rispetto ad altre mete così lontane però, l'impatto fu meno invasivo. Pur con le dovute differenze, un po' l'atmosfera europea, un po' la sensazione di essere in un posto sulla stessa lunghezza della propria anima, l'aggancio con questa nuova realtà fu più istintivo che mai. Se l'inglese viene parlato ovunque in città, miglio dopo miglio avrei scoperto che è quasi inesistente in gran parte dello stato del Quebec,

La prima serata è un mix di curiosità, esplorazione e relax cristallino, vagando un po' alla cieca. Qualche passo in strade affollate, un boccone e jet lag da smaltire, rimandando all'indomani la presa di coscienza definitiva. Non faccio tempo a fare pochi passi che subito mi ritrovo davanti a una delle mie cine-eroine preferite, Mary Poppins, un cui murales con tanto di inimitabile ombrello e il Big Ben di Londra, si trova all'angolo tra Boulevard St. Laurent rue Sherbrooke. L'opera fu realizzata da Antoine Tavaglione (TAVA) nel 2016, in collaborazione con il Festival Just For Laugh e uno spettacolo teatrale dedicato alla tata più famosa del mondo.

Dalla magia di all'esperienza umana, al quotidiano sempre lì a rue Sherbrook. All'angolo della suddetta via con il McGill College, una statua di un ragazzo con un computer in mano attira la mia attenzione. Lì per lì penso si tratti di un qualche geniaccio che ha inventato qualcosa, e nativo proprio di Montreal. Non potrei essere più in errore, trattasi di un semplice studente indaffarato sul proprio laptop, opera di Cedric Loth. Un'immagine molto familiare a ciascuno di noi, quasi che l'artista volesse suggerire una riflessione sul rallentare. Cartina in mano, inizio un cammino che mi conduce fino alla Basilica di Notre-Dame, costruita tra il 1824 e il1829, con chiari riferimenti all'omonima parigina. 

Montreal è sinonimo anche di grande musica, dal lontano 1980 infatti ospita il celeberrimo Montreal Jazz Festival, dal 2004 entrato nel guinnes dei primati come il più grande festival del jazz al mondo. Con non poca sorpresa scopro che molti eventi sono gratuiti e così, accomodatomi con qualche leccornia locale, mi godo la verve dei giovani artisti del terzo millennio. Il tempo intanto passa. La mia autovettura è pronta. Montreal è solo la primissima tappa di un lungo viaggio. Non ci sono rimasto molto, lo so bene. Vi avevo avvisato che era solo un giretto, no? Chissà, magari tornerò presto. Non so se volando come un'amica incontrata poc'anzi, ma sono certo che ci riuscirò canticchiando così:

Vento dall'est, la nebbia è là...
Qualcosa di magico fra poco accadrà...
Fin troppo difficile capire cos'è...
Un viaggio speciale arrivi per me...

Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari
Montreal (QuebecCanada) © Luca Ferrari

mercoledì 8 febbraio 2017

Hello Canada, my name is Luca Ferrari

Me, Luca Ferrari somewhere in Canada
Canada in my soul. Canada in my reportage. Will Canada be also in my future? I really hope so. If you want to learn more about myself, my career and skills, please, go on reading. 

by Luca Ferrari

To whom it may concern...

My name is Luca Ferrari (Venice, ’76). I’m a freelance Italian journalist-copywriter with large experience in Italian text-editing, translation (English-Italian) and social media from remote with local and international companies. I’m really interested in developing Canadian business in Italy and/or in Italian tourism in Canada.

I am always looking for new exciting collaborations. I guarantee impeccable Italian, punctuality and precision. As you can read directly on my Curriculum Viate online or on my Linkedin profile, I do not have a degree in Economics, but, I do have over 18 years experience in the same environment. With that being said, I also started to operate in tourism accommodations in customer service online such as social media sources and also through Whatsapp and email marketing. My tasks may include creating an Italian version of your website through FacebookTwitter and Instagram.

I’m also open to consider different tasks at hand and I’m always up for a good challenge!

There are probably many questions that you may come across such as “Why do this in Canada and not in your own country?” My answer is that I love Canada and it is such a wonderful country and a great language to be fluent in as it is the most universal language in the world. I had the honor of visiting Canada last year and I loved everything about it from the food, to the people and culture and everything in between. It was one of the most satisfying trips I have ever experienced in my life.

Read also my reportage in Italian/English about Prince Edward Island.

Thank you for taking the time to read and admire what I have to offer and what I’m passionate about. I would love to work with you and come up with some creative ideas. Please don’t hesitate to contact me with any questions: luca.goestowest@gmail.com.

I look forward to hearing from you!
Thank you.
Luca Ferrari