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mercoledì 15 ottobre 2014

L'avanzata dei mercatini di natale

Mercatino di natale nel meranese (Bz)
Anteprima altoatesina a Merano e nei paesi limitrofi per scoprire l'impareggiabile magia dei mercatini di natale.

di Luca Ferrari, luca.goestowest@gmail.com
giornalista/fotoreporter – content writer

Cantastorie. Zampognari. Specialità culinarie. Artigianato locale. Degustazioni. Rispetto ambientale. Mostre di presepi. Quiete. Viaggio nel meranese per l'anteprima della festa più amata dell'anno, passando dalla Foresta natalizia di Lagundo a un bagno di magia sotto la Polvere di Stelle a Lana. Dal fiabesco Castel Tirolo insieme al proprio “zoo di carezze”, seguendo la strada verso il “mercatino in stalla” nel maso Bachguterhof di Lagundo e poi farsi rapire dall'atmosfera di San Martino in Val Passiria.

Si comincia da Merano, dove i Mercatini apriranno il 27 novembre e resteranno sulla Passeggiata lungo il fiume Passirio fino al 6 gennaio 2015. Quest’anno saranno illuminati da una “luce verde”. L’Ecoistituto Alto Adige ha infatti riconosciuto ai mercatini la certificazione Green Event poiché anche l’Avvento sia vissuto rispettando l’ambiente. In Piazza Terme inoltre, i visitatori potranno cenare all’interno di gigantesche sfere natalizi.

Un modo davvero speciale di celebrare l’Avvento sarà visitare la Foresta natalizia del famoso birrificio Forst di Lagundo. Un mercatino natalizio questo dove saranno anche raccolti fondi per l’Onlus “L’Alto Adige aiuta”. La “Foresta” sarà aperta dal 26 novembre fino al 6 gennaio 2015, da mercoledì a domenica h. 10-22, mentre il Felsenkeller, il posto dove nelle antiche cantine nel 19° secolo erano conservati i blocchi di ghiaccio per il raffreddamento del mosto accoglierà gli ospiti, da giovedì a domenica (sempre 10-22).

L’apertura del Felsenkeller rappresenta la novità di questa seconda edizione della Foresta natalizia e gli ospiti potranno assaporare le prelibatezze gastronomiche preparate da Luis Haller, cuoco stellato Michelin, che offrirà un menù di 5 portate durante uno speciale evento gastronomico. Nel corso di una “Passeggiata birraia” infatti, i partecipanti potranno assistere al processo di produzione delle speciali birre Forst e spillare direttamente dal serbatoio del deposito una delle birre per degustarla nel Felsenkeller.

Un altro mercatino che durerà per tutto il periodo natalizio è Polvere di Stelle, a Lana, la cui inaugurazione è prevista il 29 novembre alle h. 17 in piazza Municipio. Questi occuperà tutta la zona pedonale e le bancarelle saranno aperte da venerdì a domenica nella fascia oraria 10-19.30, tranne per la vigilia di Natale in cui chiuderanno alle 12.30. Polvere di Stelle offrirà ai visitatori stand con specialità natalizie e autentico artigianato sudtirolese, oltre a un’atmosfera speciale creata dagli alberi addobbati con sfere rosse di vetro e dalle vie del centro abbellite con stelle e decorazioni. Quando poi inizierà a fare buio, la luce d’Avvento di Herward Dunkel, designer della luce, metterà in risalto gli edifici più belli di Lana.

Anche il Mercatino di Lagundo resterà aperto per tutto il periodo delle feste, dal 28 novembre fino al 4 gennaio 2015 con i seguenti orari: venerdì h. 16-20, sabato e domenica h. 10-20. Trattasi di un mercatino molto particolare, adatto a chi desidera stare lontano dai luoghi affollati, per godersi la magica atmosfera tra bancarelle ornate a festa e idee-regalo.

Spazio anche ai mercatini da fine settimana, primo dei quali è quello di Castel Tirolo che, dal 6 all’8 dicembre ospiterà diversi concerti natalizi nella Cappella del Castello e una mostra di presepi del Tirolo e di altri paesi del mondo. La Sala dei Cavalieri invece, sarà l’area espositiva degli artigiani locali che presenteranno alcuni antichi mestieri, come la lavorazione del feltro e l’utilizzo del tornio, la filatura e la tintura della lana. Nelle due giornate di mercatino inoltre, sono previste attività di animazione per i bambini, che potranno anche divertirsi nello “Zoo delle carezze” con pecore, asinelli e musica natalizia con bande di strumenti a fiato.

Imperdibile poi il Mercatino di Natale in Stalla che si svolgerà nei giorni 7/8 e 14/15 dicembre presso il maso Bachguterhof di Lagundo dove, dalle 10 alle 19, sarà possibile acquistare prodotti dell’artigianato artistico e tradizionali addobbi natalizi. La musica accompagnerà i visitatori creando un’accogliente atmosfera.

Nel pittoresco vicolo Dorfgasse e nella piazza del paese di San Martino in Val Passiria infine, sarà un Natale d’incanto nei giorni 6/8, 13/14 e 20/21 dicembre. Una dimensione fatta di cantastorie, saghe d’Avvento, mostra di presepi, corteo di fiaccole e un teatro di burattini per bambini insieme a tanta musica di arpe, zampogne e cornamuse. Dall’11 al 14 dicembre ci sarà l’Avvento contadino di Scena, nell’antica cantina di Torgglerhof, che esporrà, mettendoli in vendita, oggetti di artigianato artistico.

Merano, si cena nelle sfere natalizie © Luca Ferrari
Castel Tirolo, mostra dei presepi © Luca Ferrari
la Foresta di Natale

mercoledì 1 ottobre 2014

Merano, la cura dell’uva

Grapppoli d'uva nel meranese (Bz)
C'è uva e uva. Da gustare in calice, o mangiare per un miglior benessere fisico. Per informazioni, recarsi nella placida Merano.

di Luca Ferrari

Alto Adige terra di vendemmia e vini di qualità. C'è di più. Appesi ai grappoli non vi è solo piacere ma anche salute. Da oltre un secolo le genti di Merano (Bz) e dintorni infatti, utilizza l'uva per grandi benefici fisici a cominciare dal miglioramento della digestione, la purificazione del corpo e degli organi dell’apparato digerente e urinario, quindi l’aumento delle funzioni epatiche e di quelle della cistifellea.

Per far si che la “cura dell’uva” dia i risultati sopracitati, bisogna seguire accorgimenti specifici, a cominciare dal tipo di uve, che dovranno essere quelle del vino Schiava (Vernatsch), mature e raccolte ogni mattina dal vitigno. Una volta lavata, la frutta andrà mangiata a digiuno, masticando lentamente chicco dopo chicco, così da sminuzzare la buccia ricca di vitamine A, B e C. Dosi suggerite dai trecento grammi a 1 kg due volte al giorno prima di colazione, e nel pomeriggio o prima di cena, il tutto seguito da una passeggiata.

Una qualità questa cui anche le rinomate terme del comune altoatesino si sono ispirate, realizzando impacchi con crema all’uva fresca, bagni con mosto d’uva freschi, olio di semi d’uva per massaggi alla schiena, massaggi viso all’uva con timbri al vapore e altro ancora. Come se quanto già narrato non fosse già abbastanza, tra le altre qualità dell'uva vi è anche quella contro l’invecchiamento della pelle

Merano (Bz), vigneti

giovedì 9 gennaio 2014

Lo strudel della Trattoria Lamm

Trattoria Lamm, fetta di strudel con panna © Luca Ferrari
Trionfo di golosa dolcezza. Soffici mele, pastafrolla e panna. All’antica Trattoria Lamm di S. Martino in Passiria (Bz) lo strudel è una pura squisitezza.

di Luca Ferrari

Sarà la semplicità di questo dolce. Sarà pure che ho sempre divorato mele in quantità industriale e sarà anche che in qualsiasi località altoatesina da me toccata ho sempre gustato almeno una porzione di strudel locale. Tanta voracità si, ma allo stesso tempo sempre condita da grandi aspettative, ampiamente ripagate all’antica Trattoria Lamm.

Una fermata imprevista si fa scoperta e di seguito meta fissa. Nel mio peregrinare di reportage in reportage, sbarcato in Val Passiria (Bz), tra una passeggiata in slitta equina a Plan e una discesa da Cima delle Anime, trovo il tempo di fare un piccolo break a S. Martino in Passiria (597 m s.l.m.), piccolo comune della Provincia autonoma di Bolzano a meno di 20 km da Merano.

Parcheggiato l’automezzo, mi ritrovo dinnanzi a un locale non comune. Sono alla Trattoria storica (Gasthaus) Lamm. Tavolini in legno esterno, ambiente rustico dentro. Sempre fuori, un pannello esplicativo con i cenni storici del locale in lingua tedesca e italiana. Un locale questo le cui prime notizie accertate risalgono al lontano XVII secolo.

Ognuno ha i suoi piatti preferiti. Non averli sarebbe come non avere un ideale di amore. E come per il più nobile dei sentimenti, è proprio quando non cerchi che incontri/trovi. Se in materia dolciaria l’Alto Adige mette sul piatto esimie prelibatezze come la Sacher o la torta al grano saraceno, nessuna per il sottoscritto regge il passo con quel dolce arrivato via Impero austro-ungarico, lo strudel.

La stessa regista Leone d'Oro Sofia Coppola, nella rivisitazione cinematgografica della Regina Maria Antonietta d'Asburgo Lorena (Marie Antoniette, 2006, con Kirsten Dunst nel ruolo della monarca), nel momento del suo arrivo in terra transalpina, questa viene sbeffeggiata dalle rivali di corte facendo leva proprio sul dolce simbolo austriaco: "da queste parti non si mangia lo strudel".

In Alto Adige invece se ne mangia assai, con tanto di festival a Bressanone. L’atmosfera alla trattoria Lamm è quella che i cittadini vorrebbero sempre trovare nelle realtà montane. Quiete e sapori tipici. A conferire ulteriore magia, il gorgoglio dell’acqua di una fontana in pietra davanti al locale. All’interno invece, eleganti miniature di cervi in ferro fanno da mini-candelieri sui tavoli.

Finalmente il tanto atteso momento, mi viene servita un'abbondante porzione di strudel con aggiunta (facoltativa) di panna.

Lì per lì il pensiero è quello di non riuscire a finirlo tutto. Ma questi dura giusto il tempo del primo assaggio, poi è puro piacere. E una volta "spazzolato" tutto quanto, domandarsi il perché volersi privare di una seconda fetta. Un’esperienza culinaria davvero notevole quella dello strudel alla Trattoria Lamm. Un dolcissimo viaggio che spero presto potermi regalare ancora.

S. Martino in Passiria (Bz), trattoria Lamm © Luca Ferrari
S. Martino in Passiria (Bz), trattoria Lamm © Luca Ferrari

Trattoria Lamm, fetta di strudel © Luca Ferrari
Trattoria Lamm, fetta di strudel © Luca Ferrari
Trattoria Lamm, candeliere © Luca Ferrari
Trattoria Lamm, fetta di strudel © Luca Ferrari
Trattoria Lamm, fetta di strudel con panna © Luca Ferrari

giovedì 22 novembre 2012

Il fieno della terra di Walter Mossmair

Fieno in cestra del maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Viaggio negli antichi mestieri di San Leonardo (Bz), dove Walter Moosmair dal Niedersteinhof, coltiva biologico a 1700 metri di altitudine. 

di Luca Ferrari

Le montagne mi circondano. Appena fuori San Leonardo (capoluogo politico ed economico della valle bolzanina, situato a 689 m s.l.m. sul lato orientale del Parco Naturale Gruppo di Tessa, al bivio tra il Passo Rombo che conduce in Austria) e il Passo Giovo che porta a Vipiteno), mi arrampico per una stradina con lo spazio giusto per un’autovettura. Il tempo di scendere e un piccolo museo all’aperto nella casetta adiacente il maso di Walter Moosmair mi dà il benvenuto. 

Ruote lignee di carro. Vecchi arnesi da lavoro contadino. Perfino un’elaborata macchina per burro e pane. In queste zone il commercio e l’intraprendenza non schiacciano le antiche tradizioni ma anzi, ne diventano l’eccellenza per raccontare storie e tramandare i segreti di quei mestieri dal sapore di bosco. Un contadino biologico fa il proprio mestiere per amore e con il cuore, non per soldi, spiega il ruspante padrone di casa. 

Fieno biologico. È questa la specialità di Walter Moosmair, un prodotto ottenuto da 127 tipi circa di differenti graminacee (un abisso rispetto alle normali 14 della media nelle altre coltivazioni) raccolte rigorosamente su prati concimati da Madre Natura, senza letame bovino né trattate con pesticidi o diserbanti. “Il fieno viene raccolto ogni due anni” spiega l’ospitale Mossmair, “quando il fiore muore e fa da concime naturale alla terra”.

vitellino al maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Il frutto della propria dedizione contadina viene utilizzato nelle Terme di Merano per trattamenti di bellezza e piatti prelibati. Basta una piccola porzione messa a mollo nell'acqua calda ed ecco il bagno di fieno, dall’effetto rilassante e curativo per la pelle; un antico metodo ancor’oggi utilizzato per rinforzare il sistema immunitario e prevenire malattie da raffreddamento, disturbi reumatici e mal di schiena.

Mastro Mossmair possiede maiali, galline e sedici mucche di cui dieci esemplari da latte che viene poi portato a San Martino per preparare il formaggio. Altri contadini, in nome del progresso comune, tengono un toro da riproduzione per le varie vacche. Nelle altre stanze del maso, una più appartata viene utilizzata per l’affumicatura dei salumi e un’altra ospita invece un piccolo mulino casalingo per il pane con già trecento anni sulle spalle. “Una volta andava ad acqua” spiega Walter, “oggi con energia solare”.

Entrato nella stalla. Un muggito generale saluta il mio inatteso ingresso. Sembra di essere tornati indietro di qualche decennio. Con gli antichi fattori e i secchi per la raccolta del latte. Verso il fondo del locale, tre vitellini aspettano qualche docile carezza. Pur avendo già una mole consistente, il più piccolo ha poco più di una settimana. Il più grandicello, un mese e mezzo. Nell’avvicinarmi a uno di essi, la mamma mucca non gradisce troppo e alza il muso facendomi capire di comportarmi bene. Lei è lì e vigila attenta.

Una scala lignea mi conduce al piano di sopra dove trova posto un ampio stanzone capace di contenere sei quintali di fieno. Neanche il tempo di far adattare le mie narici e vengo travolto da reminescenze Heidiane (il celebre anime giapponese ispirato dall’omonimo romanzo scritto nel 1880 dalla scrittrice svizzera Johanna Spyri). Il fienile è ben arieggiato con generosi spifferi che entrano dalla parte settentrionale, dirimpetto le montagne. Il ricambio d’aria è fondamentale per evitare che il fieno ammuffisca. Sbircio da una delle finestre e vedo San Martino, al cospetto delle vette dolomitiche, confine naturale con l’Austria.

l'ospitalità di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Enormi mucchi di fieno spuntano da ogni angolazione. Novello Amélie trasportato nella favolosa dimensione altoatesina, chiudo gli occhi immergendo la mano dentro il fieno. L’erba punge la pelle infreddolita. 

Una pellicola croccante moltiplica brividi. Ingigantisce a dismisura l’opulenza della memoria in un intenso viaggio di pochi attimi, al termine del quale mi vedo offrire un piccolo sacchetto di fieno con ricamato sopra un mazzo di stelle alpine.

Il mio tour si conclude davanti a una fumante e succulenta salsiccia di manzo e maiale, immersa nella pasta (spaghetti finissimi) in brodo. Un po’ reticente all’inizio vista l’ora non proprio di pranzo, un assaggio segue un altro, e così mi ritrovo a essere davvero parte integrante del maso di montagna. Alle mie spalle, la parete di piccozze, vecchi racchettoni da neve, ferri da scalata, corde e bisacce, si guadagna la platea della mia più intima destinazione.


San Leonardo (Bz), maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
San Leonardo (Bz), maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Mucca al maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Vitellino al maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Maiali al maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Galline al maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Il fieno del maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Gli attrezzi del mestiere del maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Fieno in cestra del maso di Walter Mossmair © Luca Ferrari
Walter Mossmair © Luca Ferrari
Il panorama montano attorno San Leonardo © Luca Ferrari

sabato 11 agosto 2012

Merano, la Festa dell'Uva

Merano (BZ), la festa dell'uva
Carri allegorici, bande musicali e gastronomia per una festa che risale al 1886. La Festa dell’Uva è uno degli eventi più tradizionali di Merano (BZ) e si svolgerà come di consueto il terzo fine settimana di ottobre, da venerdì 19 a domenica 21.  

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Uve e mele
Tre giorni in cui saranno celebrate l’uva e la vendemmia, tra musica, balli, cortei e sapori, in centro città e lungo le Passeggiate del fiume Passirio. Tutto inizia la mattina di venerdì, con l’apertura del mercatino della Festa dell'Uva che offre una scelta ampia di specialità gastronomiche sudtirolesi e di prodotti artigianali, mentre, si iniziano a sentire gli echi degli strumenti delle bande che affiancheranno le rappresentazioni tradizionali.  

Sabato (20 ottobre) il mercatino sarà aperto dalle ore 9.30 alle 21.00 e si svolgeranno spettacoli tra cui, in serata, il concerto al Kurhaus dei Ten Thing Brass Ensemble.

Domenica (21 ottobre) sarà il momento più importante dell’intera manifestazione: la sfilata di carri allegorici e delle bande musicali. La mattina allieteranno l’attesa i concerti di gruppi musicali sulla terrazza del Kurhaus.   

Il corteo inizierà alle ore 14.15. Protagonisti assoluti due carri.  Il grande grappolo di 300 chilogrammi che, per il suo significato e le sue dimensioni, sarà fatto sfilare in coda al corteo. La sua prima apparizione risale al 1951 durante un raduno di bande (Landesmusikfest) e rappresenta il ringraziamento per il buon raccolto.

Originariamente il grappolo gigante era realizzato con uva Schiava (Vernatsch), in seguito si è scelto di utilizzare altre uve con acini più grandi e resistenti, più idonei allo scopo. Pazientemente l’uva è appesa con dello spago alla struttura di ferro fissata sul carro e gli ultimi ritocchi sono dati la domenica mattina.

Merano, carri allegorici
Due uomini sfilano simbolicamente come portatori del grappolo, mentre, una decina di ragazze lo accompagnano distribuendo uva al pubblico. Dietro al carro cammineranno due saltari, i guardiani delle vigne, un tempo incaricati di salvaguardare le piante dai ladri e dagli uccelli. 

L’altro carro amato da tutti è quello della corona di mele. Si tratta del più antico, realizzato nel 1949 in occasione dell’Autunno Meranese (la Festa dell’Uva di allora), è lungo oltre 5 metri, largo 2,20, per un peso di 2,3 tonnellate. Il giovedì che precede la festa, nel pomeriggio è tagliato il bosso, il folto cespuglio necessario per le superfici verdi del carro, su cui saranno collocate le mele. Per l'allestimento sono utilizzati ben 14 chilogrammi di chiodi e lavorano tre persone per tre giorni. 
 
Durante la sfilata sul carro sono collocate le ceste tipiche con le mele Jonagold, distribuite alla gente, mentre, sopra salgono i bambini che esibiscono la paletta con il numero del carro.  Sei coppie camminano ai lati portando cesti pieni di prodotti autunnali, come mele, castagne e uva, e quattro cavalli Haflinger sono incaricati di tirarlo. 

Le ragazzine che seguono il carro hanno un bianco costume bavarese o quello tradizionale di Merano e sfoggiano una pettinatura tradizionale.  Al termine della sfilata un gruppo di danzatori si esibirà sulla terrazza del Kurhaus, mentre, al suo interno riprenderanno i concerti fino alle ore 19.30. La chiusura del mercatino, alle ore 20.00, concluderà la Festa dell'Uva di Merano.

Merano, la Festa dell'Uva
Merano, la Festa dell'Uva
Merano, la Festa dell'Uva
Merano, la Festa dell'Uva

martedì 24 luglio 2012

Merano 2.0, l'informazione corre sul web

Meranerland su Android
Una nuova applicazione è ora disponibile per dispositivi portatili, dedicata a chi vuole ricevere utili informazioni sul territorio di Merano.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer 

E’ sufficiente cercare l'app dal nome “Meranerland” e scaricarla gratuitamente sul proprio dispositivo mobile, Smartphone o Tablet, per avere subito utili notizie su Eventi, Highlights, Dove Mangiare, Meteo, Dove Dormire o per consultare la Gallery ricca di video e foto. 

La sezione Eventi è suddivisa, poi, in 5 sezioni che permettono una facile ricerca per tema: Escursioni, Attrazioni, Benessere, Attività e Manifestazioni. In quella Meteo è incluso, per l’inverno, un bollettino aggiornato sulle piste da sci. 

L’applicazione è disponibile sia per iPhone sia per Android, e, accedendo a Internet è scaricabile anche da: www.meranerland.com/it/informazioni-sulla-vacanza/centromultimediale/apps.html. Merano è inoltre presente sui principali Social Media ai seguenti indirizzi: 
  • www.youtube.com/meranodintorni
  • www.facebook.com/meranoedintorni
  • www.twitter.com/meranodintorni
  • www.flickr.com/photos/meranerland/sets/
Infine, il Blog multilingue - MeranoLifeBlog (www.blog.meranolife.com) - gestito dal Consorzio turistico diventa a sua volta un’eccellente fonte d’informazioni sulla regione e sulle persone del luogo.