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mercoledì 2 ottobre 2024

Lubiana, la città dei draghi e di... Luka Doncic

Lubiana (Slovenia), ponte dei draghi © Luca Ferrari

Viaggi e pallacanestro. A passeggio nel centro storico di Lubiana, capitale della Slovenia, tra draghi, arte, cucina e... le imprese del cestista beniamino di casa, Luka Doncic.

di Luca Ferrari

Viaggiare è memoria. La memoria fa viaggiare. Martedì 1 ottobre 2024 è iniziata una nuova edizione di Eurocup, una delle principali competizioni cestistiche europee. Nella prima sfida, la squadra veneziana della Umana Reyer ha incrociato la palla a spicchi contro il Cedevita Olimpija Ljubljana. Da Venezia a Lubiana, un giro molto familiare per il sottoscritto ed ecco i miei pensieri prendere il sopravvento e "guidare" subito oltre confine, tornando proprio lì, in Slovenia, uno dei Paesi che più amo visitare insieme al Canada e alla Finlandia. Appena pochi mesi fa, in una mattinata piacevolmente assolata, stavo passeggiando per il centro di Lubiana, tra le più piccole capitali continentali con neanche 300mila abitanti, ammirando le sontuose architetture e i draghi ornamentali, con un occhio sempre proteso alla neonata passione del basket. Ed ero proprio nel posto giusto per gustare questa disciplina. Un "certo" Luka Doncic,  iniziò proprio qui la sua scalata verso la pallacanestro mondiale, nella sua città natale, Lubiana.

Il drago è l'indiscusso protagonista della capitale slovena, presente non solo sul simbolo cittadino, ma anche ornamento del celebre ponte dedicato all'Imperatore Francesco Giuseppe, poi diventato "ponte dei draghi", poiché questi sostituirono i grifoni, e realizzato dall'architetto Jurij Zaninović. Ma cosa c'entra un simile animale con Lubiana? La risposta è semplice. Si tramanda che la città slovena sia stata fondata dal mitico Giasone. Dopo aver compiuto l'impresa di recuperare il vello d'oro (indumento col potere di curare ogni ferita e/o malattia), salpò sulla nave Argo insieme ai suoi compagni, arrivando fino alle sorgenti del fiume Ljublanica. Qui vi era un lago e una palude, dove viveva per l'appunto un drago che l'eroe greco affrontò e uccise. Non sorprenderà dunque, scoprire che il drago sia ovunque,  Dai tombini fognari alla birra, e perfino la mascotte turistica della città ha le tipiche ali verde di questi bestioni, e altri non è che il draghetto Ljubo.

Difficile non farsi "rapire" dal fascino della capitale slovena, e ancor di più nella stagione invernale dove i mercatini lungo il fiume Ljubljanica sono una delle tante mete da ammirare, almeno una volta (o più) della vita. Giunti a Lubiana, non si può non visitare il Castello che domina la città da 900 anni, e comodamente raggiungibile anche in funicolare. Una volta arrivati in cima, la vista della città è davvero spettacolare, in primis dalla Torre di avvistamento che prese il posto di quella dei Pifferai, demolita durante l'occupazione francese nel 1813. Sono presenti varie esposizioni, a cominciare dal museo "La storia slovena" e per i più piccini, c'è il museo delle marionette. A completare questa sorta di mondo a parte, quasi sospeso, locali dove assaggiare le specialità locali, un caffè e perfino un jazz club.

Un'altra tappa cruciale per poter dire di essere stati a Lubiana, è il Museo di Scienze Naturali, il principale della Slovenia. Percorsi con un occhio di riguardo per i più piccoli, e caratterizzato da tre collezioni: quella dei gusci di molluschi del conte Karl Hohenwart, quella di insetti di Ferdinand J. Schmidt, le collezioni di erbari e la collezione di minerali di Žiga Zois. A colpire, appena si entra nell'imponente edificio, uno scheletro quasi completo di un mammut e scheletri di altre specie vertebrate. Una città e una nazione sono anche la propria cultura culinaria, e dopo aver provato i cevapcici, questa volta immersi nel kajmak (un prodotto caseario), ho fatto la deliziosa conoscenza del prebanec, una sorta di casseruola con fagioli. Un piatto "povero" della cucina balcanica, in particolare della cucina serba, bosniaca e macedone, ma ormai cliente fisso anche sui menù della Repubblica di Slovenia. Semplicemente divino, una pietanza che aspetto solo di poter tornare ad assaggiare nel prossimo viaggio a Lubiana.

Tornato dal Castello, la cui vista dal basso in notturna assume un'aura quasi magica, il caso ha voluto che nell'appartamento dove fossi alloggiato, abbia potuto assistere insieme al mio figlioletto (ormai lanciatissimo con la pallacanestro e già al 3° anno con l'Alvisiana Basket Venezia) alla nostra prima partita integrale dell'NBA. Dopo tutto non c'è da sorprendersi, nelle repubbliche della ex-Jugoslavia il basket è più seguito del calcio, anche dove c'è una fortissima tradizione, come in Croazia e in Serbia. E chi poteva esserci quel giorno? E quale partita abbiamo potuto vedere dall'inizio alla fine? Ovviamente i Dallas Mavericks di Luka Doncic che vinsero contro i Sacramento Kings una sfida fondamentale nella corsa verso i playoffs 2024, dove poi i Mavs sarebbero arrivati alla finalissima, perdendo contro i Boston Celtics. Lubiana non è solo una delle più belle città europee. È una meta da visitare appena ogni qual volta si abbia l'occasione. Oltre a ciò, Lubiana resterà un viaggio indelebile in cui abbiamo consacrato la nostra passione per il basket.

Lubiana (Slovenia), il Castello © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana, centro città lungo il fiume Ljublanica © Luca Ferrari
Lubiana, basket e draghi ovunque © Luca Ferrari
Lubiana, museo di scienze naturali © Luca Ferrari
Castello di Lubiana  © Luca Ferrari
Lubiana vista dal Castello © Luca Ferrari
Lubiana, il delizioso prebanec e cevapcici con kajmak © Luca Ferrari
Lubiana, partita dei Dallas Mavericks: Luka Doncic in lunetta...
Lubiana, © Luca Ferrari

mercoledì 28 dicembre 2022

Lubiana, i mercatini di natale

Lubiana (Slovenia), luminarie di natale © Luca Ferrari

A natale la capitale della Slovenia si tinge di magia. Lungo la riva del fiume Ljubljanica, a Brag Petkovškovo nabrežje, Lubiana è un trionfo di arte, modernità e calore umano.

di Luca Ferrari

Il natale è arrivato anche in Slovenia e la capitale Lubiana si tinge di un'incredibile e genuina atmosfera. Bastano pochi passi lungo il fiume Ljubljanica per venire totalmente risucchiati in un festante vortice cosmopolita fatto di artigianato autoctono, locali, arte antica e quel fascino parigino da lungo-Senna e i suoi tipici bateau mouches. Camminando fino a Piazza Prešeren, passando per i ponti Šuštarski most, il Fishmarket Foobdridge (Ribja brv) e il Tromostovjev (ponte triplo), Lubiana si rivela come una bomboniera. Da lassù intanto, il castello (Ljubljanski grad), maestoso e fiero, osserva come un padre felice i suoi figli che vivono la città.

Abbandonata l'atmosfera innevata del placido sobborgo di Podkoren, a pochi minuti da Kranjska Gora, mi concedo un'esperienza davvero unica: trascorrere la seconda parte del 25 dicembre proprio a Lubiana, nei suoi famosi mercatini, a Petkovškovo nabrežje e a Brag. Superata anche la sempre incantevole Bled, arrivo facilmente nella capitale, trovando un comodo parcheggio proprio a ridosso del fiume. Bastano pochi passi ed eccomi parte pulsante di un connubio linguistico che avanza, si ferma, fotografa e si meraviglia dinnanzi alle luminarie della capitale. C'è grazia negli addobbi. Niente di esagerato. Luci semplici. Luci che accompagnano a scoprire e ispirano a stare bene (volersi bene).

Un presepe con Sacra Famiglia, re magi e pastori interamente realizzato in paglia, mi accoglie accompagnandomi via via, verso la bellissima Piazza Prešeren, con tanto di maestoso albero di natale a fianco del celebre Triplo Ponte, e dedicata a France Prešeren, uno dei maggiori poeti romantici sloveni. E l'atmosfera è proprio quella descritta dai versi del suddetto, con coppie d'innamorati, giovani famiglie, teenager e più grandicelli che si riversano chi per gustarsi delle croccanti caldarroste, chi per scaldarsi con una corroborante cioccolata calda o chi, solo per godersi l'inimitabile panorama. Prima volta nella capitale, e la sensazione è quella di una città accogliente, capace di raccontare storie umane dal sapore sincero.

Lubiana (Slovenia), luminarie © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia), mercatini di natale © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia), presepe di paglia © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia), piazza Preseren © Luca Ferrari
Il castello di Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia), il ponte triplo sopra il fiume © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia), i mercatini di natale lungo il fiume Ljubljanic© Luca Ferrari
Il castello di Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari

venerdì 8 gennaio 2016

La prima neve del lago di Bled

Slovenia, il lago di Bled e al centro l'omonima isola © Luca Ferrari
Viaggio in Slovenia sulle sponde del lago di Bled. Arrivato con un cielo ancora plumbeo-glaciale, ecco di lì a poco irrompere una sonora e candida nevicata.

di Luca Ferrari

È la mattina di sabato 2 gennaio 2016 quando prende il via il mio primo viaggio dell’anno. Indeciso fino all'ultimo per le ambigue segnalazioni meteo, alla fine ho rotto gli indugi. Messo al volante poco prima del confine italo-sloveno, giusto il tempo per acquistare la necessaria vignetta (settimanale) per attraversare le autostrade locali, eccomi nell'ex-Jugoslavia. Curioso e tragico. In tutta la mia vita una sola volta ero stato in Slovenia prima di oggi. In un lontano aprile '91. Di lì a poco sarebbe scoppiato il sanguinoso conflitto dei Balcani.

Pur non essendo un asso nella guida, meno che meno su strade dove è necessario premere l'acceleratore oltre i 100 km/h, mi muovo su entrambe le carreggiate senza problemi. Gli autisti sono disciplinati. Si corre il giusto. Alla ricerca di un benzinaio vengo colto da una forte nevicata proprio mentre accosto. 40 euro per un pieno. Fantascienza! Non mi sorprende sapere che tanti italiani delle zone limitrofe vengono da queste parti solo per fare il pieno. Il tempo di rimettersi in marcia e il tempo si sistema. C'è quasi il sole.

Supero la capitale Lubiana, poi anche l'uscita di Kranj e finalmente arrivo a Bled. Ho prenotato in un B&B appena poco fuori la città, nel placido paesello di Selo. Scelta quanto mai azzeccata. Un posticino più appartato per raggiungere il quale passo davanti a un recinto con dei cavalli. Fermata la macchina vedo il bosco a pochi passi da me. E più che dal vicino lago, sento un'irrefrenabile voglia “IntotheWildiana” di perdermi lì dentro. Senza orari, programmi o ambizioni.

La stanza è molto calda. Esco in terrazza. L'odore nell'aria è di quelli buoni. Non c'è tensione. Le nuvole si tengono per mano. Lì nel mezzo della natura, tante piccole creature. Alcune in letargo, altre alla ricerca di cibo. L'istinto sarebbe quello di godersi questo piccolo paradiso nel tepore domestico ma le ore di luce sono poche e bisogna approfittarne. Mangio un boccone (salsicce e crauti) e procedo.

Attraversato il vialone principale della città finalmente vedo il lago di Bled (Blejsko, in sloveno), perpendicolare rispetto alla mia direzione. Il tempo di parcheggiare e sono già in esplorazione. Lago di natura glaciale delle Alpi Giulie, si estende per oltre 2 km (2121 m.) per una larghezza capace di arrivare a quasi 1400; la profondità invece tocca i 30 metri. Si può costeggiare serenamente coi propri passi. A darmi il benvenuto dei candidi cigni. Quasi un “soffice” presagio di ciò che accadrà di lì a poco.

Ma per chi volesse limitarsi a qualcosa di più dell'osservare le sponde lacustri, ci sono tipiche imbarcazioni pletna con tettuccio protettivo e in grado di portare fino a 20 turisti. Ai remi nessuno di improvvisato, ma traghettatori generazionali di professione; in alternativa barche a remi da condurre in modo autonomo. A l centro del lago si trova l'omonima isola naturale (Blejski otok in sloveno) la cui l'attrazione principale è la chiesa barocca di S. Maria Assunta (Cerkev Marijinega vnebovzetja), risalente al XV secolo e sorta dove un tempo si ergeva l'antico tempio dedicato alla dea slava Ziva.

Altra particolare caratteristica dell'edificio religioso, la cosiddetta “campana dei desideri”, risalente a quasi cinque secoli fa (1534) in un mix di storia e leggenda. Cammino, cammino e cammino ancora. Circumnavigo a piedi più di metà lago, e a oscurità ormai in stato di avanzamento (insieme alla temperatura verso il basso), prima di riprendere la via del ritorno opto per una calda e tonificante tisana accompagnata dalla Pasta crema, le tipiche sfogliatelle alla crema pasticcera di Bled, qui prodotte fin da metà XX secolo.

Il tempo di tornare a Selo e la stanchezza (il freddo) si fa sentire. Mi addormento riuscendo a vedere qualche timido fiocco di neve in libera uscita. Dormo due ore sparate e quando riapro finalmente gli occhi in orario di cena il bianco ha ormai preso i comandi delle operazioni celesti. Nevica tanto. Strade e natura sono già abbondantemente ricoperte. Impossibile non viverla. Con gli scarponi ancora ai piedi mi rimetto al volante con la massima prudenza.

Faccio così ritorno a Bled per una passeggiata notturna, sempre a ridosso del lago ma dalla parte opposta in direzione la chiesa neogotica di San Martino. C'è silenzio. Pochissima gente per le strade. Giusto qualche altro turista alla ricerca (facile) della magia più candida e romantica. La soffice armonia dei passi sulla neve assume le forme della più dolce delle carezze. Appena qualche bagliore interstellare quasi del tutto coperto.

La neve cade sempre più fitta e io mi addormento cullato da questa impareggiabile ninnananna e al mio risveglio... sta ancora nevicando! Il giorno prima sembrava autunno, oggi è inverno totale. Il mio automezzo è totalmente sepolto dalla neve e mi ci vorrà una mezz'ora abbondante per pulirlo/scaldarlo a dovere. Ritorno sul lago di Bled ed è un altro mondo. A metterci ulteriore magia, la vista di una Fijakerji, carrozze aperte con una lunga tradizione nella cittadina slovena e delle quali vi è una Società specifica che ne preserva storia e cultura. Il tempo è tiranno. Bisogna rimettersi in viaggio. Prossima fermata, l'incantevole Kranjska gora.

Slovenia, la piccola cittadina di Selo © Luca Ferrari
Slovenia, la natura tutt'attorno Selo © Luca Ferrari
Slovenia, scuderia presso Selo © Luca Ferrari
Slovenia, da Selo in direzione Bled © Luca Ferrari
Slovenia, un succulento piatto di salsicce con crauti e patate © Luca Ferrari
Slovenia, il lago di Bled © Luca Ferrari
Slovenia, il lago di Bled e l'omonima isola © Luca Ferrari
Slovenia, il lago di Bled © Luca Ferrari
Slovenia, cigno sul lago di Bled © Luca Ferrari
Slovenia, le tipiche pletna ormeggiate sul lago di Bled e una già in movimento © Luca Ferrari
Slovenia, una fijakerji a Bled © Luca Ferrari