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sabato 19 ottobre 2024

WNBA da record , l'NBA è tornata

la finalissima Minnesota Lynk - New York Liberty Ph. Wnba

Per una WNBA che si conclude con il trionfo delle New York Liberty, c'è una NBA che si appresta a cominciare un nuovo entusiasmante campionato.

di Luca Ferrari

Passione palla a spicchi. I love this game, recita lo slogan della NBA. Aggiornate subito la vostra comunicazione. La stagione appena conclusasi del basket femminile americano è stata da paura. Il WNBA quest’anno ha fatto numeri da record. La pallacanestro femminile sta crescendo sempre di più nell’interesse popolare, grazie a una qualità sempre più alta, vedi anche in Italia grazie a squadre come la Famila Wuber Schio e la Reyer Venezia, quest'ultima reduce da una doppietta campionato/Supercoppa e imbattuta a oggi, incluse due sfide in Euroleague. A catalizzare l’attenzione di questa annata si parquet americani, la giovane rookie Caitleen Clark, in forza alle Indiana Fever che ha collezionato numeri pazzeschi, e bloccata però al 1° turno dei playoff dalle Connecticut Sun. Partite emozionanti e azioni da guardare e riguardare. Una finale strepitosa e tiratissima tra New York Liberty e Minnesota Lynx, conclusa nell'ultima e decisiva gara 5 e che ha visto il successo delle squadra della Grande Mela.

Il successo delle NY Liberty in gara 3


L’effetto Parigi 2024 

L’NBA sta per tornare. Il 22 ottobre 2024 inizia la 79° edizione del campionato di basket NBA. Un assaggio del basket americano è stato già consumato nel corso dell’estate, durante i Giochi Olimpici di Parigi dove un team fortissimo guidato dal meglio del meglio a stelle e strisce (James, Durant, Curry, Edwards, Davis, etc.) ha vendicato l’onta della sconfitta ai Mondiali. Se la medaglia d’oro non è stata così scontata come oltreoceano si pensava, non si vedeva così tanta attenzione verso la squadra di basket americano dai tempi del mitico Dream Team di Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird. Gli USA hanno vinto, e meritatamente, ma non c’è stata quella supremazia che esisteva fino a qualche decennio fa.

Un dato su tutti, mentre la squadra degli anni ‘90 rifilò più di 30 punti in due occasioni (girone e finale) all’allora neonata Croazia guidata dal Mozart del basket, Drazen Petrovic, gli Stati Uniti contemporanei hanno vinto a fatica (parecchia) di appena 4 punti contro la Serbia di Nikola Jokic (Denver Nuggets), e rimasta in bilico fino alla fine del quarto quarto. Il basket europeo ormai è cresciuto moltissimo, e non solo. Curiosità: negli ultimi 6 anni, il titolo di MVP è andato a giocatori non americani: il nigeriano naturalizzato greco Giannis Antetokounmpo (2019-20), il serbo Jokic (2021-22), Joel Embiid (Camerun, 2023) e ancora Jokic (2024), stagione quest’ultima che ha visto come top scorer anche un altro europeo, lo sloveno Luka Doncic.     


Finalmente tutti in campo 

Prime franchigie a scendere in campo, i campioni in carica dei Boston Celtics opposti ai New York Knicks. In Western Conference invece, a dare il via alla stagione, i Los Angeles Lakers della coppia padre-figlio James contro i finalisti di Conference della passata stagione, Minnesota Timberwolves, guidati come sempre dal giovane e vulcanico Anthony Edwards. Curioso che proprio quest’ultima partita sia stata una delle due prime partite di Preseason, con la vittoria dei lupi grigi. Una sfida questa che ha visto il debutto ufficiale di Bronny James, figlio del mitico Lebron.

Per ammirare i finalisti NBA 2024 invece, i Dallas Mavericks, bisognerà aspettare giovedì, quando la squadra capitanata dal cestista sloveno Luka Doncic sfideranno i San Antonio Spurs, del giovane e altissimo Victor Wembanyama (2,24 cm), deciso quest’anno a lasciare il segno in modo più decisivo, per una sfida che si preannuncia a dir poco scoppiettante anche-in particolare per la pallacanestro europea. Sulla panchina degli Spurs, per l’ennesima stagione e imperterrito dal lontano 1996, sempre lui, il veterano per eccellenza, Gregg Popovich. I Mavs si sono rinforzati ulteriormente, prelevando dai Golden State Warriors la possente guardia Klay Thompson. Rinforzi anche in casa della finalista di Eastern, quegli Indiana Pacers che nel 2024 fecero secchi ai playoff prima i Bucks (4-2) di Antetokounmpo e poi i Knicks (4-3) di Jalel Brunson. A fianco dei vari Haliburton e Turner, quest’anno ci sarà anche l’ex-Toronto Raptors, Pascal Siakam, vincitore del titolo nel 2019 con la franchigia canadese. 



Chi trionferà nel 2025?  

Sei anni e sei vincitori diversi: Toronto Raptors (2019), Los Angeles Lakers (2020), Milwaukee Bucks (2021), Golden State Warriors (2022), Denver Nuggets (2023), Boston Celtics (2024). Non era mai successo nella storia della NBA. Non si assiste a un back-to back dal biennio 2017-18 con i GSW, e ancora prima bisogna tornare al 2012-13. In molti quest’anno vedono probabile il bis di Boston, e lo stesso giocatore di punta, “l’inutilizzato olimpionico" Jayson Tatum ha predetto che la prossima finale sarà nuovamente Celtics - Mavericks, con buona pace per l'esagitato supertitifoso dei Knicks, il regista Spike Lee, convinto che il titolo arriverà a New York dopo un'attesa infinita.

Ci potranno essere sorprese? La Regular Season è una storia, i playoff un’altra. Per informazioni, chiedere ai Bucks nelle ultime due stagioni. A ovest, la più probabile è Phoenix, con un Kevin Durant che ha fatto faville alle Olimpiadi. Più “romantica” l’ipotesi di un trionfo lungo la West Coast via Lakers o Warriors. Molto più credibile l’avanzata dei City Thunder, non a caso ben visti dalla maggioranza dei siti specialistici, con il canadese Shai Gilgeous-Alexander (classe ‘98), deciso a lanciare la scalata all’Olimpo dei grandi. Sulla East Coast invece, nessuno sembra, al momento, avere il roster per impensierire seriamente la forza dei Celtics.  

Ph. Edgar Chaparro

mercoledì 2 ottobre 2024

Lubiana, la città dei draghi e di... Luka Doncic

Il cestista sloveno Luka Doncic - i draghi a Lubiana © Luca Ferrari

Viaggi e pallacanestro. A passeggio nel centro storico di Lubiana, capitale della Slovenia, tra draghi, arte, cucina e... le imprese del cestista beniamino di casa, Luka Doncic.

di Luca Ferrari

Viaggiare è memoria. La memoria fa viaggiare. Martedì 1 ottobre 2024 è iniziata una nuova edizione di Eurocup, una delle principali competizioni cestistiche europee. Nella prima sfida, la squadra veneziana della Umana Reyer ha incrociato la palla a spicchi contro il Cedevita Olimpija Ljubljana. Da Venezia a Lubiana, un giro molto familiare per il sottoscritto ed ecco i miei pensieri prendere il sopravvento e "guidare" subito oltre confine, tornando proprio lì, in Slovenia, uno dei Paesi che più amo visitare insieme al Canada e alla Finlandia. Appena pochi mesi fa, in una mattinata piacevolmente assolata, stavo passeggiando per il centro di Lubiana, tra le più piccole capitali continentali con neanche 300mila abitanti, ammirando le sontuose architetture e i draghi ornamentali, con un occhio sempre proteso alla neonata passione del basket. Ed ero proprio nel posto giusto per gustare questa disciplina. Un "certo" Luka Doncic,  iniziò proprio qui la sua scalata verso la pallacanestro mondiale, nella sua città natale, Lubiana.

Il drago è l'indiscusso protagonista della capitale slovena, presente non solo sul simbolo cittadino, ma anche ornamento del celebre ponte dedicato all'Imperatore Francesco Giuseppe, poi diventato "ponte dei draghi", poiché questi sostituirono i grifoni, e realizzato dall'architetto Jurij Zaninović. Ma cosa c'entra un simile animale con Lubiana? La risposta è semplice. Si tramanda che la città slovena sia stata fondata dal mitico Giasone. Dopo aver compiuto l'impresa di recuperare il vello d'oro (indumento col potere di curare ogni ferita e/o malattia), salpò sulla nave Argo insieme ai suoi compagni, arrivando fino alle sorgenti del fiume Ljublanica. Qui vi era un lago e una palude, dove viveva per l'appunto un drago che l'eroe greco affrontò e uccise. Non sorprenderà dunque, scoprire che il drago sia ovunque,  Dai tombini fognari alla birra, e perfino la mascotte turistica della città ha le tipiche ali verde di questi bestioni, e altri non è che il draghetto Ljubo.

Difficile non farsi "rapire" dal fascino della capitale slovena, e ancor di più nella stagione invernale dove i mercatini lungo il fiume Ljubljanica sono una delle tante mete da ammirare, almeno una volta (o più) della vita. Giunti a Lubiana, non si può non visitare il Castello che domina la città da 900 anni, e comodamente raggiungibile anche in funicolare. Una volta arrivati in cima, la vista della città è davvero spettacolare, in primis dalla Torre di avvistamento che prese il posto di quella dei Pifferai, demolita durante l'occupazione francese nel 1813. Sono presenti varie esposizioni, a cominciare dal museo "La storia slovena" e per i più piccini, c'è il museo delle marionette. A completare questa sorta di mondo a parte, quasi sospeso, locali dove assaggiare le specialità locali, un caffè e perfino un jazz club.

Un'altra tappa cruciale per poter dire di essere stati a Lubiana, è il Museo di Scienze Naturali, il principale della Slovenia. Percorsi con un occhio di riguardo per i più piccoli, e caratterizzato da tre collezioni: quella dei gusci di molluschi del conte Karl Hohenwart, quella di insetti di Ferdinand J. Schmidt, le collezioni di erbari e la collezione di minerali di Žiga Zois. A colpire, appena si entra nell'imponente edificio, uno scheletro quasi completo di un mammut e scheletri di altre specie vertebrate. Una città e una nazione sono anche la propria cultura culinaria, e dopo aver provato i cevapcici, questa volta immersi nel kajmak (un prodotto caseario), ho fatto la deliziosa conoscenza del prebanec, una sorta di casseruola con fagioli. Un piatto "povero" della cucina balcanica, in particolare della cucina serba, bosniaca e macedone, ma ormai cliente fisso anche sui menù della Repubblica di Slovenia. Semplicemente divino, una pietanza che aspetto solo di poter tornare ad assaggiare nel prossimo viaggio a Lubiana.

Tornato dal Castello, la cui vista dal basso in notturna assume un'aura quasi magica, il caso ha voluto che nell'appartamento dove fossi alloggiato, abbia potuto assistere insieme al mio figlioletto (ormai lanciatissimo con la pallacanestro e già al 3° anno con l'Alvisiana Basket Venezia) alla nostra prima partita integrale dell'NBA. Dopo tutto non c'è da sorprendersi, nelle repubbliche della ex-Jugoslavia il basket è più seguito del calcio, anche dove c'è una fortissima tradizione, come in Croazia e in Serbia. E chi poteva esserci quel giorno? E quale partita abbiamo potuto vedere dall'inizio alla fine? Ovviamente i Dallas Mavericks di Luka Doncic che vinsero contro i Sacramento Kings una sfida fondamentale nella corsa verso i playoffs 2024, dove poi i Mavs sarebbero arrivati alla finalissima, perdendo contro i Boston Celtics. Lubiana non è solo una delle più belle città europee. È una meta da visitare appena ogni qual volta si abbia l'occasione. Oltre a ciò, Lubiana resterà un viaggio indelebile in cui abbiamo consacrato la nostra passione per il basket.

Lubiana (Slovenia), il Castello © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana (Slovenia) © Luca Ferrari
Lubiana, centro città lungo il fiume Ljublanica © Luca Ferrari
Lubiana, basket e draghi ovunque © Luca Ferrari
Lubiana, museo di scienze naturali © Luca Ferrari
Castello di Lubiana  © Luca Ferrari
Lubiana vista dal Castello © Luca Ferrari
Lubiana, il delizioso prebanec e cevapcici con kajmak © Luca Ferrari
Lubiana, partita dei Dallas Mavericks: Luka Doncic in lunetta...
Lubiana, © Luca Ferrari