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venerdì 2 gennaio 2026

Insieme in viaggio

In viaggio verso la Slovenia © Luca Ferrari

Le vacanze non sono scontate. Stare insieme a chi ami non è mai scontato. Sono in viaggio insieme a mia moglie e a nostro figlio. Non potrei essere più felice!

di Luca Ferrari

Il giorno della partenza con quel "pizzico" di confusione e parecchia adrenalina. La meraviglia di un momento unico e insostituibile. Il 2026 inizia del segno del viaggio in uno dei posti che più amo al mondo, la Slovenia di Kranjska Gora. Ci rimarrò qualche giorno insieme a mia moglie e a nostro figlio. A differenza di quei patetici trend culturali che vedono nelle vacanze una coabitazione forzata di tensioni e quant'altro, anno dopo anno, in particolare da quando è nato mio figlio, ho sempre sentito il piacere di vivere al meglio questi momenti perché, lo so bene, a ben guardare non ce ne saranno così tanti e spensierati. L'adolescenza arriva sempre prima e in un amen ci sentiremo dire quanto vorrebbe andare in vacanza con i suoi amici invece che con i "vecchietti". È la vita. Succede a tutti e proprio per questa ragione voglio regalarmi questo articolo. Nel 2026 Viaggi del mondo continuerà il suo feeling con il mondo della pallacanestro ma oggi faccio tappa alla vecchia scuola. Quest'oggi ci si mette in viaggio col freddo che graffia le mani, lasciando trasparire un'immagine della serenità più rilassante. A dispetto di una certa dose di "esterofilia", viaggiare oltre confine ha sempre il suo fascino, a cominciare dalla lingua: la gente, i cartelli stradali, una cena fuori. È tutto diverso.

Venezia, 2 gennaio 2026. Un viaggio nel viaggio. Partire da Venezia ha sempre il suo carico di difficoltà e possibili imprevisti. Noi veneziani non abbiamo la macchina sotto casa e a dispetto di quanto si pensi, la maggior parte dei residenti non possiede una barca/ barchino ormeggiato nei pressi della propria abitazione. Qualunque mezzo si utilizzi, bisogna comunque raggiungere o la stazione dei treni o piazzale Roma, da dove partono gli autobus e di lì raggiungere un eventuale servizio di autonoleggio o direttamente l'aeroporto, quest'ultimo collegato anche via acqua non solo via taxi ma anche con i battelli di Alilaguna. Nel mio caso, l'iter prevede pochi passi (per fortuna) per raggiungere la fermata del vaporetto, quindi autobus con possibilità di scendere giusto davanti a un rental car e quindi finalmente ci si può mettere in marcia su quattro ruote. Un'oretta, forse anche di più, solo per schiacciare la frizione. Può sembrare semplice ma una giornata di nebbia come spesso avviene in questo periodo dell'anno, può "concedere l'onore" di doversi scarrozzare pesanti valigioni su e giù per i ponti, visto che alcune tratte saltano quando vien xo' il caigo!

"Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono... per questo si chiama presente" Maestro Oogway (Kung Fu Panda).

Via, si parte!

Aeroporto di Venezia, noleggio auto © Luca Ferrari
On the road in Slovenia © Luca Ferrari
Il centro di Kranjska Gora (Slovenia) © Luca Ferrari

giovedì 24 agosto 2023

Un'estate senza web

Relax "cartaceo" © Luca Ferrari

Un'estate senza essere perennemente connessi online? L'ho sperimentato, almeno, per un certo periodo ed è stato davvero piacevole. 

di Luca Ferrari

Le vacanze di un tempo non prevedevano "compiti" in sospeso. La rivoluzione digitale e un errato modus operandi lavorativo sempre più opprimente con l'avvallo dei governi, hanno cambiato tutto. Sono stato all'estero quest'estate. Un paio di settimane dove comunque avevo dei compiti da rifinire e tenere d'occhio. Dopo pochi giorni però, ecco il messaggio più odioso e inaspettato: copertura dati in esaurimento. Cosa?!? Già pronto a ingaggiare battaglia, mi sono fermato e ho riflettuto. Tutto quello che dovevo fare avveniva la mattina presto ed eventualmente la sera, ossia in orari in cui solitamente avevo sempre wifi a disposizione. Detto fatto! Mi sono rilassato e una volta ottemperati i miei obblighi, ho iniziato a lasciare il telefono in modalità aereo per la stragrande maggioranza della giornata.

Lavoro ma non solo. Viviamo costantemente con la tecnologia e ogni minima attesa viene subito "sedata" da una sorta di intrattenimento, azzerando i fatidici tempi morti. Nel mio ultimo periodo vacanziero ho come fatto un salto nel tempo, rimanendo senza internet per gran parte della giornata. Lo smartphone in costante modalità aereo. Il piacere di un libro da leggere senza l'assillo (involontario ormai) di controllare posta elettronica e social network. Lo ammetto, in principio era molto strano ma non ci è voluto così tanto per re-imparare a riappropriarsi del proprio tempo, godendosi tanto i momenti speciali quanto la semplicità di una conversazione e di una passeggiata slegata da internet, standosene al mare senza scrollare alcunché (non sa cosa si perde, esimio Dott. Feltri, ndr).

Un'ulteriore step sono state le incursioni museali, per le quali mi sono affidato unicamente a brochure locali, suggerimenti dei centri informativi e le spiegazioni del personale, senza "documentarmi" su siti od opinionisti dell'acqua tiepida e simili. Lo vediamo ogni giorno. A ogni minima pausa, lo smartphone viene subito estratto, e a prescindere dall'utilizzo, è un uso sempre più massiccio e invasivo. La vacanza 2023 mi ha insegnato qualcosa di più.  Credo che utilizzerò sempre di più la modalità aereo nella mia vita. Quando avrò terminato i miei compiti, chiuderò con internet. Credo che ciascuno di noi si meriti di vivere il proprio tempo senza distrazioni, e questo vale sia nella sfera lavorativa sia in quella ludico-privata

martedì 10 agosto 2021

Settimana della salute mentale per tutti

Il rilassante mare di Schiavonea (Cs) © Luca Ferrari

Nel corso della loro stressante attività, gli operatori umanitari delle Peace Brigades si dovevano prendere la Settimana della salute mentale. La estendiamo anche a (tutti) noi?

di Luca Ferrari

Umanità sempre più sull'orlo di una crisi nervosa (isterica). Dietro il passeggero senso di unità dettato dalle imprese sportive, calcistiche e olimpioniche, si nascondo i contrasti più beceri, alimentati nel quotidiano dai social network, ultimo in ordine temporale: il "famigerato" green pass. Da sempre un sostenitore delle vacanze, quale momento fondamentale nella propria vita, importante anche nel lavoro, sono sempre più convinto che il nuovo Governo dovrebbe adottare una formula conosciuta ai tempi dei miei reportage umanitari, quando un operatore di Peace Bridages International mi parlò della Settimana della salute mentale.

Fino a due anni fa, ogni estate significava andare all'estero. Al momento è tutto ancora un po' complicato e dopo tanti mesi di clausura, andare in vacanza sta diventando sempre più vitale, anche se fosse solo una scampagnata vicino a casa. Uno stacco che spesso risulta insufficiente per ricaricare davvero le batterie, aspetto questo che non sembra interessare nessuno, a parte i diretti interessati. Ed è proprio elucubrando su queste tematiche, che mi è tornata in mente una delle mie prime interviste, quando conobbi un operatore umanitario di Peace Brigades International, rientrato dalla Colombia, che tra i tanti aneddoti mi parlò anche della Settimana della salute mentale.

Lavoro molto duro quello degli operatori delle Peace Brigades, impegnati all'epoca (primi anni Duemila) a presenziare al fianco dei difensori dei diritti umani e i campesinos, spesso tra l'incudine e il martello delle FARC e i paramilitari, all'epoca del conflitto interno colombiano. Complice l'elevato stress a cui erano sottoposti, il personale veniva "invitato" a vivere la cosiddetta "settimana della salute mentale". Non voglio neanche lontanamente paragonare gli stress della vita metropolitana con certe situazioni, ma che sempre di più l'umanità stia ribollendo per mille fattori, è un triste e sconsolante dato di fatto.

Da qualche giorno sono arrivato a Schiavonea (Cs). Il mare è bellissimo in Calabria. Ogni giorno mi risveglio e in pochi minuti di camminata sono sotto l'ombrellone davanti al Mar Ionio. Almeno 2-3 volte al giorno controllo email varie di lavoro e se ho richieste via social, rispondo subito; ieri mi è successo alle sette di sera su Messenger mentre ero ancora in spiaggia. Questo non è stress, è semplicemente il lavoro di chi, come avrebbe detto il Checco Zalone di Quo vado?, è stato condannato alla partita IVA. Col mio lavoro non si stacca mai davvero (reporter, comunicazione, social media editor), ma in questi e nei prossimi giorni, è indubbio che respirerò un'aria diversa e più rilassata. Mi basterà fino alla prossima estate?

Forse una settimana di break ogni due mesi è troppo per chi non vive sotto le bombe, ma siamo proprio sicuri che sia così? Quanto si lavora meglio quando la mente è più rilassata e nell'immediato futuro non si vede solo l'ennesima cavalcata tra impegni, scadenze e obblighi quotidiani? E' indubbio che i prossimi mesi saranno ancora segnati dagli effetti collaterali del covid, e non sappiamo ancora se dovremo affrontare ulteriori limitazioni. Pandemia o meno, prenderci più tempo da dedicare alla nostra salute psicofisica è, e resterà sempre, il più grande investimento che possiamo fare per il benessere nostro, di chi ci sta intorno e anche per una resa ottimale nell'ambito lavorativo.

giovedì 2 agosto 2018

La vita è anche andare in ferie

Algarve (Portogallo), spiaggia oceanica © Luca Ferrari
Lavorare ogni giorno senza sosta prendersi mai un weekend di ferie non è sinonimo di produttività. Sfatiamo il mito del "nobile sfruttamento" e impariamo a goderci la vita.

di Luca Ferrari

Il lavoro nobilita l'uomo? Di sicuro, ma non è certo l'unico a farlo. Anche le ferie, volgarmente "vacanze", ci riescono e molto bene. Negli ultimi anni sono aumentate in modo esponenziale alcune richieste specifiche negli annunci di lavoro, pretendendo "qualità" un po' troppo votate al sacrificio umano nel nome del guadagno (altrui, s'intende). Il motto dell'era moderna assomiglia sempre di più a un "lavorare e rinunciare alla famiglia". Ma è possibile che nel terzo millennio non sia stato trovato un equilibrio? Negli ultimi giorni poi, è rimbalzata una notizia che mi ha lasciato un po' perplesso.

Non so se sia vero che il defunto Sergio Marchionne (1952-2018), ex-dirigente della FIAT, si sia preso un solo weekend di vacanza negli ultimi dieci anni. Se così fosse, non mi pare qualcosa di cui andare fieri né da esaltare come modello per qualsiasi generazione perché significherebbe che negli ultimi 120 mesi di vita ha regalato meno delle briciole ai propri cari e a se stesso. Detto questo, non sono aggiornato sulla vita privata del sig. Marchionne e non mi è mai interessato esserlo così come di chiunque altro non sia la mia famiglia o i miei amici, quindi la suddetta riflessione nasce unicamente da una notizia riportata su tutte le testate nazionali.

Non si capisce bene perché al giorno d’oggi una persona debba scegliere per forza tra vita lavorativa o vita familiare, come se le due cose non fossero più conciliabili. Ma davvero voi datori di lavoro siete così ottusi e retrogradi da pensare che spremere una persona dalla mattina alla sera lo faccia produrre meglio? Seriamente, ci credete davvero? Siamo nell'epoca dove la "qualità" è l'unica arma di sbarramento contro il pressapochismo e il dozzinale, e voi la vorreste sprecare solo per vedere i vostri dipendenti in ufficio dalle 8 fino alle 6-7 di sera? Fantozzi è morto, fatevene una regione se non volete fallire, lasciate che vi illumini.

Non lo dice Luca Ferrari, lo dicono gli esperti. Non solo dopo ore e ore l’attenzione cala ma inevitabilmente cominceranno a venire a galla pensieri e preoccupazioni della vita privata che, mi spiace per voi, hanno tutti. Anche quelli che li nascondono in alcol e droghe. È questo il modello cui stiamo aspirando? Una società deformata dove gli ESSERI UMANI sono automi nati per produrre e non provare nulla (vedi anche la "profonda empatia" verso quelle migliaia d bambini, donne e uomini che arrivano sulle nostre coste, ndr)? Godetevela allora perché io non ne voglio proprio prendere parte.

A me piace lavorare. Sono oltre 16 anni che opero nel campo dei media, editoria online, comunicazione, etc. Ho affrontato e affronterò sempre nuove sfide ma allo stesso tempo non intendo e non intenderò mai rinunciare a godermi la mia vita sentimentale o ad andare in vacanza, da cui per altro sono appena tornato vivendo due splendide settimane passate su e giù per il Portogallo. E se dovessi lasciare ai miei sentimenti un solo weekend di ferie nei prossimi dieci anni, mi sentirei la persona più sola e triste del mondo. Buona giornata… e buona fortuna!