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mercoledì 23 luglio 2014

Isola di Brac, dolce Croazia

Croazia - Povlja (isola di Brac) © Antonietta Salvatore
Viaggio in Croazia lungo la costa dalmata fino all'isola di Brac, in quel di Povlja. Dove l'acqua è cristallina e ogni pianta guadagna nuovi zenit.

di Luca Ferrari

Il mare è lo stesso. I fondali, diversi. Bassi e sabbiosi sulle spiagge veneziane, profondi e rocciosi quelli croati. Un centinaio di miglia adriatiche circa per passare dalla Serenissima a Rovigno, nell’Istria sud-occidentale, in Croazia. Una piccola quattro ruote mi aspetta, destinazione l'isola di Brac.

Mi metto in moto con ancora il piacere di toccare una vera cartina stradale. Sarebbe molto più affascinante compiere l’intero viaggio lungo la costa ma c’impiegherei molto più tempo. Parlo per esperienza personale. Spendo le mie prime kune (valuta locale, dove 1 euro corrisponde circa a 7 delle suddette) per i caselli autostradali, arrivando prima a Rijeka, quindi torno sulla statale fino a Senj, viaggiando in parallelo all’isola di Krk.

Arrivato nel capoluogo della contea della Lika, situato al 45° parallelo della costa Dalmata, torno nuovamente sulla highway croata, per un lungo assolo d’asfalto fino a Split (Spalato) dove ad attendermi c’è un grande traghetto che mi condurrà nell’isola di Brac (Brazza). Seppur le vetture superino a destra e a sinistra, il viaggio è piacevole. Arrivato al porto, e caricata nel gigantesco ferryboat la macchina, mi posso finalmente rilassare.

Il blu del mare, come un sole d’inverno, inizia a farmi rilasciare ogni tossina. Sale la voglia di perdersi nella natura dell’isola. Bastano dieci minuti e il faro di Spalato mi appare sempre più sbiadito. Attracco a Supetar quando ormai le luci del tramonto si sono appena congedate. Per mia fortuna le segnalazioni sull’isola sono precise. Passato per Nerezsica, Praznica e Selca, finalmente posso girare per Povlja, quasi all’estremità nord-orientale dell’isola di Brac. Di fronte al Parco naturale del Biokovo, sulla riviera di Makarska.

Se di quest’isola adriatica è celebre la spiaggia del Corno d’Oro a Bol, è ancora più rinomato il sottosuolo calcareo incredibilmente bianco, materiale questo che è stato utilizzato per alcuni e importanti edifici: dal Palazzo dell’Imperatore romano Diocleziano (244 – 311) nella vicina Spalato, alla ben più lontana Casa Bianca di Washington DC, casa del presidente degli Stati Uniti d’America.

Circondata da numerose insenature (Travna, Smokvica, Ticja luka, Tatinja, Luke), Povlja è un placido ecosistema umano-maturale, tra piccoli negozi, piante di fichi e olivi dappertutto, e la chiesa di san Giovanni Battista, formata sulle rovine della basilica paleocristiana.

Sprazzi di spiagge ciottolose. Resti della presenza romana. Insenature selvagge dove dare sfogo alla propria curiosità esploratrice. Moli gentili da dove partire per continue e sempre fresche nuotate. Mondi subacquei a cui regalare i propri occhi, e da cui farsi viziare per il maggior tempo possibile

Una farfalla si è appena posata su una foglia di fico. Un non so quale tipo di pesce si sia appena dileguato vedendo arrivare un gigantesco corpo umano completo di maschera e boccaglio. Prima di arrivare a Povlja pensavo non ci fosse più spazio per divagare sulle proprie espansioni emotive. Poi ho visto l’acqua profonda. Blu e cristallina. Ho cercato lo scoglio più alto e da lì mi sono buttato. Sono ancora lì. Anche quando me ne sarò andato. Sarò ancora lì.

Croazia - Povlja (isola di Brac) © Antonietta Salvatore
Croazia - sul traghetto da Spalato a Sumartin (Isola di Brac) © Antonietta Salvatore
Croazia - sul traghetto da Spalato a Sumartin (Isola di Brac) © Antonietta Salvatore
Croazia - sul traghetto da Spalato a Sumartin (Isola di Brac) © Antonietta Salvatore
Croazia, Povlja © Antonietta Salvatore
Croazia, Povlja © Antonietta Salvatore
Croazia, Povlja © Antonietta Salvatore
Croazia - il mare di Povlja © Luca Ferrari
Croazia - il mare di Povlja © Antonietta Salvatore
Croazia - il mare di Povlja © Antonietta Salvatore
Croazia - il mare di Povlja © Luca Ferrari

lunedì 12 agosto 2013

Zlatni Rat, il Corno d’Oro

Croazia - isola di Bol, Corno d'Oro © Antonietta Salvatore
Mare cristallino da fare invidia alla culla di Afrodite. Palazzi barocco-rinascimentali. Viaggio lungo la costa croata a Bol, a sud dell’isola di Brac.

di Luca Ferrari

Isola di Brac (Croazia). Dopo aver goduto della placida quiete marina di Povlja, mi dirigo verso l’antico insediamento romano di Bol, un tempo luogo di contadini (soprattutto viticoltori) e pescatori, oggi meta turistica con un piccolo aeroporto ad appena dieci chilometri dalle spiagge. La strada prima sale e poi scende con continui tornanti, fino al piccolo centro abitato, per altro il luogo più antico sulla costa.

Quasi come un ingresso per il paradiso, un’ampia pineta nasconde il Corno d’Oro. Attraversata la “selva oscura”, il sole mi attacca senza esclusione di colpi. E lì, davanti a me e a molti bagnanti giunti da ogni dove, si presenta la spiaggia ciottolosa terminante con un delicato triangolo rivolto verso l’orizzonte del Mare Adriatico, solcato da surfisti e qualche yacht un po’ troppo esagerato.

Provo entrambi lati. L’acqua è fresca. In molti si sono equipaggiati per vedere al meglio i fondali. Altri si danno al divertimento e relax più totale. Aldilà del Corno d’Oro, la maggior parte del lungomare è preda di chiunque si voglia godere il mare. Basta uno scoglio. Un angoletto, e un tuffo ridà forza e linfa vitale, specie nelle giornate di gran caldo, secco a ogni modo e mai umido.

Una comoda strada pedonale attraversa la pineta con bancarelle ai lati che vendono tutto il necessario per la vita da mare senza trascurare molta oggettistica calcarea, tipica dell’isola. Lasciata l’abbondante vegetazione si apre la strada nel centro, per più della metà chiusa al passaggio delle automobili.

Faccio presto la conoscenza della chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo, con caratteristiche decorazioni barocche e rococò e sul cui lato destro è stata collocata un’antica meridiana, che precisa segna perfettamente l’ora. Qualche passo e un improvviso odore di frutta avvinghia tutto il mio sudato camminare. Per scoprirne la fonte mi resta un’ultima fatica.

Salire sulla Krojeve skaline, la scalinata dedicata all’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, quando il 23 aprile del 1875 venne in visita a Bol. Fatto gli scalini, nella piazzetta dedicata a Jozo Bodlovic (1910-1943), patriota croato antifascista ucciso dall’esercito invasore, mi appare un piccolo mercato di frutta e verdura. È un trionfo di colori e soprattutto sapori. Impossibile resistere e in un attimo una pesca grande quasi quanto un melone passa dalle mie mani alla mia bocca.

Fatto il pieno di energie, proseguo sul lungomare in un vero tour artistico tra palazzi e sculture. Superato anche un piccolo faro e attraversato “letteralmente” un ristorantino a picco sul mare, arrivo fino al Monastero Domenicano, fondato nel 1475, dove si trova anche il cimitero marino. Rispetto al Corno d’Oro, qui la natura è più selvaggia. Il mare meno limpido e di un blu d’oltreoceano.

Sono di nuovo in acqua. Ma da lassù, qualcosa mi sta chiamando. È il Vidova Gora, il monte a 787 metri di altitudine da cui si può godere di un’incredibile vista non solo del Corno d’Oro ma dell’intera Dalmazia. Lo si può raggiungere anche a piedi ma le guide consigliano tutte ampie scorte d’acqua e giornate non troppo calde. In alternativa, si può arrivare in cima anche in macchina. 

Con il costume ancora mezzo bagnato, mi rimetto al volante. Esco da Bol, passo da Praznica e Nerezisca, e poi inizia la deviazione nel cuore della natura. Immerso in una foresta di pini d’Aleppo, lecci, ginepri e salvia, arrivo sul picco più alto di tutte le isole adriatiche. Con il cuore che tambureggia. In un attimo vengo inghiottito dal panorama. Un secondo dopo sono lì che volo. Quassù davvero, le ali non sono necessarie.

Bol, isola di Brac © Luca Ferrari
Bol, mercato di frutta © Luca Ferrari
Bol, Monastero Domenicano © Antonietta Salvatore
Bol, la spiaggia del Corno d'Oro © Luca Ferrari
Bol, il mare cristallino del Corno d'Oro © Antonietta Salvatore
Bol, lungomare © Luca Ferrari
Bol, lungomare © Luca Ferrari
Bol, lungomare © Luca Ferrari
Bol, Corno d'Oro © Antonietta Salvatore