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martedì 8 ottobre 2013

Pane, tradizione dell’Alto Adige

Bressanone (Bz), Mercato del Pane: panificatore infarina in Piazza Duomo © Antonietta  Salvatore
All’11° edizione del Mercato del Pane e dello Strudel di Bressanone (Bz), nel cuore dell'Alto Adige più verace, tra soffice burro e l'impareggiabile succo di mela, salgono in cattedra i prodotti preparati con la farina del progetto Regiograno.


Un alimento base. Simbolo. Esportatore di cultura, storia e tradizioni. Per l’unidcesima volta la Camera di Commercio di Bolzano ha celebrato a Bressanone (Brixten) uno degl’indiscussi primi attori della tradizione altoatesina, il pane, con l’omonimo Mercato (4-6 ottobre 2013).

Marion Fischer © A.  Salvatore
E anche quest’anno, a dispetto di un tempo un po' ballerino, la rassegna è stata visitata da moltissimi turisti, molti dei quali italiani, come ha confermato la stessa Marion Fischer (EOS, Organizzazione export Alto Adige della Camera di commercio di Bolzano).

Tra i numerosi prodotti presenti (incluso anche soffice burro da spalmare e un rinfrescante succo di mela), tutti rigorosamente controllati e certificati col marchio Alto Adige, vi erano anche i cosiddetti Regiograno.

L’Alto Adige ha una lunghissima tradizione nella coltivazione di cereali, e già agli albori del XX secolo ogni maso coltivava il suo campo di cereali. Il passaggio però da un’economia individuale a un mercato rivolto a una produzione frutticola e lattiera, ha portato nel giro di un secolo a veder ridota la superficie dei cereali da 30.000 ettari ad appena 243.

A partire dal 2011 però, qualcosa è cambiato. Grazie alla domanda crescente di prodotti locali infatti, TIS innovation park, l’Unione Agricoltori e Coltivatori diretti Sudtirolesi e Centro di Sperimentazione Laimburg hanno dato vita al progetto Regiograno, coltivazione di cereali nell’ambito dell’agricoltura di montagna.

Al Mercato del Pane e dello Strudel 2013 è stata l’occasione per aggiornare il bilancio. Con 10 ettari e 50 tonnellate in più rispetto all’anno passato, il secondo raccolto di cereali del progetto Regiograno, appoggiato da EOS - Organizzazione Export Alto Adige della Camera di commercio di Bolzano e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, ha prodotto un raccolto complessivo di 350 tonnellate di segale e spelta coltivati su una superficie di 82 ettari tra Val Pusteria, Val Venosta e Valle Isarco.

Segale e spelta vengono macinati nel Molino Merano e venduti a 47 panificatori altoatesini, che trasformano la farina in pane e prodotti da forno locali, come il celeberrimo Schüttelbrot (pane croccante di segale), le pagnotte venostane Vinschger Paarl in coppia, e la pagnotta pusterese Pusterer Breatl. Tutti ritrovati sugli stand dei panificatori presenti alla rassegna di Bressanone. 

Arriva finalmente anche il mio momento. Quello dell’assaggio. E non si fa tempo ad avvicinare un pezzo di pane alla bocca che già l’aroma parte a sprigionare sapore e memoria. E per un lungo (e intenso attimo), a dispetto della folla stretta in Piazza Duomo, mi sento un gigante nell’universo. Sballottato da una dimensione (del gusto e del piacere) a un'altra fino al risveglio. Ad occhi aperti e pancia piena. Lì, al Mercato del Pane e dello Strudel. Dinnanzi a una panificatrice che gentilmente mi chiede se voglia provare un’altra specialità altoatesina.

Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane © Antonietta Salvatore

mercoledì 26 settembre 2012

Schlutzer e zelten, paradisi contadini


Mercato del Pane e dello Strudel – un piatto fumante di schlutzer © Antonietta Salvatore
Viaggio nel l Mercato del Pane e dello Strude, dove il latte fresco flirta con le mucche al pascolo e il grano si trasforma in pani soffici o croccanti. 

di Luca Ferrari

Tra i nuovi sapori cui mi avvicino, scopro dei piccoli krapfen col papavero (in alternativa anche con marmellata o sambuco). “Una ricetta tipica perché ogni contadino aveva il suo piccolo campo 50 anni fa”. Ritrovo con piacere la dolcezza dello zelten, il dolce di frutta secca. “Nei tempi passati, dalla decorazione del dolce si vedeva quanto un contadino fosse ricco” mi spiega Thomas Gänsbacher, Organizzazione export Alto Adige, “Venivano prodotti prima di natale e consumati all’epifania. Tutti i frutti secchi (fichi) non crescevano nel territorio. Non tutti i contadini se li potevano procurare”.

Vengo infine invitato a provare gli schlutzer (conosciuti anche con il nome di schlutzkrapfen), dalla forma di ravioli, preparati con farina e ripieni spinaci e crauti, con burro fuso sopra e formaggio grattugiato, il tutto innaffiato da un rigenerante succo di mela. Bevuto fino all’ultima goccia trovo ancora i sedimenti del frutto in fondo al bicchiere, segno inconfondibile di questo prodotto made in Alto Adige.  

Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – schüttelbrot © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – latte fresco © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel – torta al grano saraceno © Antonietta Salvatore
Bressanone (Bz), Mercato del Pane e dello Strudel © Antonietta Salvatore