martedì 11 settembre 2012

Belly Roads – parole di Danza, sentieri d’Oriente

Luca Ferrari e il suo libro di poesie Belly Roads
La poesia più istintiva erede delle lyrics rock si tinge di bellydance. È uscito il libro Belly Roads - parole di danza, sentieri d'oriente (2012, Granviale Editori).


"...ventagli avvicinano le rive a un’esibizione/ 
che ha cambiato la mitologia delle storie  
fin qua tramandate/ ...care sorelle sirene di torrente, 
nel delicato incanto 
di un inconscio tangibile/ 
vi confido che la condivisione dello spazio/ 
ha magicamente accerchiato/ 
ciò che zampilla dalle Vostre iniziali più noir ..."

Dopo articoli e reportage sul mondo della Danza Orientale, l’ispirazione gitana carezza il linguaggio primordiale. Plasmandosi in  parole istintive e immediate, dentro il solco tracciato dalle lyrics rock. È il momento di Belly Roads – parole di Danza, sentieri d’Oriente (Granviale Editori, 2012), il nuovo libro di poesie del giornalista - scrittore veneziano Luca Ferrari.

L'avventura inizia durante il Festival dei Popoli, al Lido di Venezia, in occasione della performance del Gruppo Shams. Una fondamentale intervista con le protagoniste e un attimo dopo è già l'inizio di una nuova Storia (infinita) dove dagli appunti emerge uno stato d’animo che s’immedesima nell’ascolto della musica di sottofondo, assimilando delicatamente i passi e i movimenti del bacino. 

Uno spazio dove la ragazza/donna inizia un percorso di crescita. Prende consapevolezza di ciò che ha dentro. Negli anni successivi ci furono le esperienze dei palchi internazionali del Silk Road Project, il folclore multietnico dell’Heshk Beshk Festival, fino a sbarcare nel cuore globale della città eterna, con il Roma Tribal Meeting. Lì nel mezzo e oltre, un percorso intenso. Inatteso, per certi versi. Un viaggio che ha reso ogni incontro, conversazione. Quel sentiero oggi, è diventato una strada.

Dopo il tema dei viaggi del precedente Latitudini V (2011), al centro dei testi di Belly Roads c'è dunque la Danza Orientale. Un libro di 27 poesie la cui copertina è stata realizzata dalla talentuosa artista siciliana nonché danzatrice Viviana Ammannato, e impreziosito dalla prefazione di una delle pioniere della danza orientale in Italia, Jamila Zaki, direttrice di Zagharid, il primo circolo culturale italiano interamente dedicato all’arte della danza orientale.

L'ispirazione chiede conferma alla visione di ciò che è stato immortalato. Avanti così allora,
“…non fa ancora abbastanza freddo 
per poter dire a gran voce quello che ho provato...
 arrivato a questo punto delle mie suole, 
un medaglione è la sola ninnananna 
pensata per un orto/ 

Adesso ha preso un fiore 
e se l’è posato in equilibrio 
sopra un polpastrello… se proprio 
ne avete bisogno, 
chiamatela transumanza” ... e adesso, danzate ancora una volta. Fino alla fine dei tempi.

l'autore Luca Ferrari e il libro Belly Roads - parole di danza, sentieri d'oriente
Giulia Giamboni (Gruppo Shams), performance al Lido di Venezia © Luca Ferrari
Silk Road Festival 2011, Estelle Chao © Federico Roiter
Silk Road Festival 2011, Valentina Manduchi © Federico Roiter
Roma Tribal Meeting 2011, Ilhaam Isabel de Lorenzo © Luca Ferrari
Roma Tribal Meeting 2011, Rustiqua © Luca Ferrari
Roma Tribal Meeting 2011, Shadì & Carlotta © Luca Ferrari
Eshta show 2012, Gruppo Tribal preparato da Ingrid Zorini © Luca Ferrari
Eshta show 2012, Tribal Fusion di Ingrid Zorini © Luca Ferrari

lunedì 10 settembre 2012

L'unione fa la danza

Eshta show 2012, le giovanissime protagoniste di Gioco Danza © Luca Ferrari

Culture, ispirazioni e generazioni unite, passando anche per l'animazione più innocente, danzano insieme. Un linguaggio universale si snoda e si racconta.

di Luca Ferrari

Mestre (Ve), Centro Culturale Candiani. È di scena il saggio spettacolo dell’Associazione Eshta Centro di Danza Orientale. Si comincia con il gruppo Fanveils, dietro la cui coreografia c’è l’esperta regia di Emanuela Camozzi. Il tepore dell’arancione indossato dalle danzatrici si sposa alla perfezione con i colori più glaciali dei veli. E la sensazione finale, è quella di essere parte un nucleo dall'energia appena agli inizi della sua intera e primaverile esistenza.

Tocca poi all’insegnante e coreografa Emanuela Camozzi. Dopo una prima performance di gruppo e un delicato accompagnamento (che ha intenerito l’anima di tutti i presenti) alle giovanissime generazioni di 4-5 anni, al loro debutto “danzante”, fa il suo ingresso solista.

Come una nuvola di sabbia dorata, vola da un confine all’altro del mondo-palco. Incessante. A scandire i suoi passi e movimenti, musica persiana che come gli accordi del vento, non cede a niente. Il suo folklore schizza come gemme di sole. Le mani battono sul tamburello. Le labbra sorridono. E alla fine, c’è solo il tempo di un ultimo fragoroso inchino.

È il momento del Gruppo Intermedio 1 guidato da Camilla Lombardi. Stile classico, seguendo l’ispirazione della canzone Inta Omri. Farfalle immobili con le ali aperte. Il viso rivolto verso l’ignoto Sale in cattedra l’iride. Le tonalità degli indumenti si rincorrono. Rosso. Rosa. Viola. Bianco. Oro. Codici arcaici si rinnovano ogni volta una danzatrice incrocia un’altra creatura.

La musica irrompe. Gli occhi sono alla ricerca di un nuovo blocco di partenza. I braccialetti lungo le braccia suggeriscono. Le monete accanto al ventre tintinnano sopra l'ombelico. C’è chi si muove scalza. Tutto quello che deve essere detto, è qui. Davanti a noi. Dentro di loro, le interpreti danzanti.

“There comes a time when we need a certain call/ When the world must come together as one – Arriva il momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata particolare/ Quando il mondo ha bisogno di diventare una cosa sola” … iniziava così l’immortale We Are the World, scritta nel 1985 da Michael Jackson e Lionel Richie e incisa a scopo benefico dal supergruppo USA for Africa.

Durante la performance/spettacolo dell’Associazione Eshta c’è stato un doppio momento che ha raccontato qualcosa di diverso e dolcemente speciale. Prima e dopo la performance solista dell’insegnante Olga Acerboni e del Gruppo principianti preparato da Emanuela Camozzi, danzante lo stile classico con eleganti veli rosa e lunghe gonne arboree verdeggianti, hanno fatto il loro debutto piccole creature di 4-5 anni. Giocando. Ballando. Sorridendo. Muovendo i piedini sulla pedana come piccoli Bambi.

Attraverso la favola e la colonna sonora del celebre film Disney, Aladdin (1992), un giovanissimo e affiatato gruppo multietnico di bambine e un maschietto, hanno ricreato un percorso di magica fantasia, dando i primi colpi d’anca e facendo tintinnare le prime monetine. Qualche tempo fa però qualcuno, dall’alto della sua impeccabile posizione istituzionale e con tanto di avallo di una stampa evidentemente faziosa e poco documentata, definì la Danza Orientale uno spettacolo “poco adatto alle famiglie”.

E sempre dall’immortale We Are the World, “There's no way we can fall Well, well, well, let's realize/ That one change can only come/ When we stand together as one – Non potremo mai fallire/ Bene bene capiremo/ Che le cose potranno cambiare soltanto/ Quando saremo uniti come se fossimo una cosa sola” … esattamente come quelle bambine laggiù al centro della pedana.

Fanveils group © Luca Ferrari
Fanveils group © Luca Ferrari
Fanveils group - Luisa Galati © Luca Ferrari
Fanveils group © Luca Ferrari
Eshta show 2012, Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
Eshta show 2012, Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
Eshta show 2012, Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
Gruppo Intermedio 1, stile Classico © Luca Ferrari
Gruppo Intermedio 1, stile Classico © Luca Ferrari
Gruppo Intermedio 1, stile Classico -
le monete tintinnano sull'ombelico e il ventre danzante © Luca Ferrari
Gruppo Intermedio 1, stile Classico © Luca Ferrari

Eshta show 2012,  danzatrice del Gruppo Principianti preparato da E. Camozzi © Luca Ferrari
Eshta show 2012, danzatrice del Gruppo Principianti preparato da Emanuela Camozzi © Luca Ferrari

martedì 4 settembre 2012

Venezia, la Regata Storica 2012

Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Assistere alla Regata Storica di Venezia è sempre uno spettacolo, ovunque ci si trovi.

di Luca Ferrari

Piazzatomi a ridosso del celebre Ponte degli Scalzi, ecco arrivare il corteo storico capeggiato dalla Bucintoro che vira a fine Canal Grande per far rotta verso il Ponte di Ri' Alto, e concludere la propria passeggiata acquea presso la sede universitaria di Ca' Foscari.

Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari
Venezia, la Regata Storica 2012 lungo il Canal Grande © Luca Ferrari

venerdì 31 agosto 2012

Seattle, follow the Human Tribe

Seattle © Luca Ferrari

Girare per Seattle è un costante stimolo d'ispirazioni paesaggistiche e poetico-musicali. Se poi ci si mette anche il tramonto sul Puget Sound, si può solo restare ad ammirare.


It's twenty degree
the sunny fields and sideways drops
new friends are coming again

I’ve followed this close tide
Angles of light drive me to the waves

It's always 6.00 AM here...
I’m waking up again
I’ve had my miles...I want more

The wayward mile is not the distant high
The ancient tribe is the angels’ stripe

Let my boat find its currency
Let every bird land on my arms
Let this sound push at my door

Every angle you’re looking for,
I hadn't still talked about us before Today…

Seattle © Luca Ferrari
Seattle © Luca Ferrari
Seattle © Luca Ferrari
Seattle © Luca Ferrari
Seattle © Luca Ferrari
Seattle, Olympic Sculpture Park © Luca Ferrari
Seattle, Olympic Sculpture Park © Luca Ferrari
Seattle, Olympic Sculpture Park © Luca Ferrari
Seattle, Puget Sound ©Antonietta Salvatore

giovedì 30 agosto 2012

Chester, the Blue Planet Aquarium

Chester, Blue Planet Aquarium - squalo © Luca Ferrari
Atmosfera un po’ alla Steven Spielberg e un po’ alla Crocodile Dundee poco fuori Chester, nel sempre più verde Cheshire inglese.


Squali con i denti più affilati di rasoi. Pesci gatto. Razze chiodate e tutti i protagonisti reali, della celebre pellicola d’animazione targata Pixar, Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo, 2003). Ma anche coccodrilli golosi di mele, pesci angelo, i temibili piranha e in un’altra sezione, i velenosissimi rettili tra cui il Crotalinae con ciglia. Viaggio nel misterioso mondo acquatico del gigantesco Blue Planet Aquarium, nel capoluogo della contea del Cheshire, in Inghilterra

Chester, Blue Planet Aquarium - all'ingresso c'è anche capitan Jack Sparrow © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - un'aragosta nascosta © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - razza chiodata © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - razze © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - Elephant Nose Catfish © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - Angel Fish (pesce Angelo) © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - seggiola a tema per i più piccini © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - tanti piccoli Nemo (pesce pagliaccio) © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - il velenosissimo Stonefish © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - Eyelash Viper © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - coccodrillo © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - coccodrillo © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - esemplari di Carango Cavallo © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - squalo © Luca Ferrari
Chester, Blue Planet Aquarium - squalo © Luca Ferrari