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mercoledì 6 maggio 2026

Monteriggioni, fascino di Toscana

Panoramica d Monteriggioni ph. WikiRomaWiki 
Viaggio in Toscana, a Monteriggioni (Si), dentro l’antico borgo fortificato senese che domina la via Franchigena e le valli dell'Elsa e dello Staggia.

di Luca Ferrari

Rumore di sandali sulla pietra. Il cielo confinato in uno spazio preciso. Toscana rurale fra le mura di un set cinematografico naturale. Sono dentro il borgo di Monteriggioni fra arte, giardini e orti. antico bastione difensivo. Dal monte Ala, nel senese, oltre ogni punto cardinale. Lì dentro, nel borgo di Monteriggioni, 

Vado a piano sulla Chiantigiana. Il verde sovrasta. Creo un po’ di coda. Tutte le autovetture mi superano senza problemi. Ho volutamente allungato il mio tragitto. Una sosta al mercato di Greve in Chianti, quindi a Panzano e infine giù, fino a Castellina, nel cuore della fertile campagna senese. Seguo le indicazioni un po' a casaccio fino a raggiungere il Castello di Monteriggioni. Avevo letto qualcosa. Non abbastanza per essere preparato a ciò che mi si staglia davanti. Una cinta muraria in cima al Monte Ala. Abbandono il veicolo e finalmente procedo.

La mezza salita è impegnativa. Sarà il sole che batte o l’emozione di entrare in un simile luogo. Molto turistico, sia chiaro (l’ampiezza del parcheggio lo dimostra), ma non per questo meno incantato. Entro nella città per una delle due porte e subito la piazza mi dà il benvenuto. Qualche goccia di sangue guerriero si risveglia dentro di me. Invece che dall’architettura della chiesa di Santa Maria Assunta, vengo attirato da un’armatura-souvenir.

Sembra di stare in un’isoletta dove tutti si conoscono e gli anziani passano le giornate con la porta sempre aperta, scrutandoti in un mix di curiosità e diffidenza. Qualcuno ti saluta. A pagamento si può fare il giro sulla cinta muraria.

Passeggio per le stradine di questo antico borgo fortificato fino a quando una di esse mi conduce fuori dalla cinta muraria. Guardo la valle dall’alto. È una strana sensazione di atmosfere passate. Nell’infinita guerra fra Fiorentini e Senesi, questi ultimi costruirono il Castello di Monteriggioni tra il 1214 e il 1219 per ordinanza del podestà Guelfo da Porcari, proprio per scopi difensivi. La posizione privilegiata infatti, consentiva di sorvegliare la via Francigena e le valli dell'Elsa e dello Staggia.

Visito altri luoghi, poi riprendo la strada che mi conduce all’uscita.

Rivedo stemmi, gonfaloni. Sbandieratori e trombe che annunciano l’arrivo di una personalità dopo un lungo viaggio. Il miagolio di un gatto in cerca di coccole mi riporta al presente. Esco dalle mura, inghiottito dalla campagna senese.

giovedì 16 agosto 2018

Girasoli di Toscana

Toscana, campo di girasoli © Luca Ferrari
Prima due chiacchiere equine dalle parti di Castellina in Chianti nel cuore collinare senese, poi l'ascesa in un paradiso toscano fatto di soli girasoli

di Luca Ferrari 

Un giro dal fascino eterno nella rocca di Monteriggioni, quindi ancora in viaggio con destinazione le torri di San Gimignano. Lì nel mezzo, un mare profumato firmato Madre Natura. Una distesa gialla capace d’impressionare anche Vincent Van Gogh. Campi di girasole. Corolle talmente pesanti da farli “ingobbire”. Campi talmente traboccanti da buttarsi a terra e rimanere lì. Senza scopo né domande. Parte integrante dell’universo più visivamente splendente.

Toscana, campo di girasoli © Antonietta Salvatore
Toscana, campo di girasoli © Antonietta Salvatore
Toscana, campo di girasoli © Luca Ferrari
Toscana, campo di girasoli © Antonietta Salvatore
Toscana, campo di girasoli © Luca Ferrari
Toscana, campo di girasoli © Antonietta Salvatore
Toscana, campo di girasoli © Antonietta Salvatore
Toscana, campo di girasoli © Luca Ferrari

giovedì 13 ottobre 2016

Chianti, la dolce sosta del pellegrino

Il cuore arboreo del Chianti senese © Luca Ferrari
Viaggio nel Chianti senese, tra Monteriggioni e Castellina. Una terra gentile dove i pellegrini si ristorano coi sapori veraci e gli artisti del vivere quotidiano scrivono le pagine del proprio destino.

di Luca Ferrari

Natura. Sapori autentici. Vecchi e nuovi legami riuniti insieme. Coincidenze umane in capo al mondo germogliano novelle. Sono arrivato per la prima volta nel Chianti senese 15 anni or sono e ancora oggi, ogni volta che lo devo ri-abbandonare, è sempre più difficile. Nell’ultimo decennio poi è diventato un luogo dove sostare e riposarsi, lasciandomi ammirare il (quasi) sempre cielo stellato. Una terra sbocciata per i legami umani. Un luogo dove il recente passato non è che una piccola pagina di un futuro ancora lungo da vivere, e soprattutto condividere. 

Ormai è quasi un rito. Arrivare in Chianti il venerdì sera e l'indomani appena sveglio salire a bordo del mio destriero metallico a quattro ruote guidando con la musica rock fino a raggiungere Castellina Scalo per comprare il necessario per una degna colazione da consumare poi nella quiete domestica. Meta prediletta, l'alimentari "L’Antica bottega La sosta del pellegrino". Un posto dai sapori veraci. Un avamposto "bianconigliesco" dove l’instancabile signora Mariagrazia sforna dolcezze e piatti veraci utilizzando gli ingredienti più genuini. Una donna capace perfino, su richiesta, di preparare dolci davvero unici e originali. Per i successivi pasti, la Bottega de l'Abate sull'omonima strada, e la tavola del poeta-macellaio Dario Cecchini, sono senza alcun dubbio i miei posti prediletti.  

Castellina, Monteriggioni, Panzano. Un po' il triangolo d'oro del mio vivere il Chianti. Tra le note di Neil Young, la colonna sonora del film Into the Wild e i sempre adrenalinici accordi dei Van Halen, questa terra è molto di più di una semplice meta. È un passaggio temporale. Una rotonda senza incroci né bivi. Ci sono appena tornato e avrei bisogno di fermarmi per molto più tempo. Sono appena tornato nel Chianti senese e sento di avere ancora molto da confidargli. Non mi accade più così spesso o forse non sono in vena di fare troppi regali ai destini abusati. Oggi semplicemente voglio restare ad ammirare…


...IL BIANCO DELLE FOGLIE PIÙ SOFFICI

Prospettive d’acero, sentieri puntellati
di fermagli più aromaticamente oceanici
… vi hanno mai spiegato
il perché ce ne dobbiamo sempre andare?
Anche quando qualcuno
si sporgerà troppo per vedere
dentro il fragile e inflazionato steccato,
il mondo non entrerà mai
nei dettagli… ci penso
un momento, poi il sole si allontana… chi
non vorrebbe davvero fermare
il tempo e incanalare
le proprie ambizioni dentro
un semplice augurio in perfetta sintonia
con le viti ancora gravide
di futuro... non ci sono salite
sufficienti perché
il rimpianto di un minivan
possa lasciarmi
con la sensazione di aver percorso
meno strada
rispetto a quanto avrei anche solo mai
immaginato… siete testimoni
di quanto è accaduto lontano,
una temporanea tribù contadina
dalle imperiture fattezze umane
con l’anima ancora consegnata
a indicazioni invisibili… fare
marcia indietro
con la propria memoria
è un viaggio con lo stesso campo
di atterraggio … da qui non vedo
aquiloni, solo qualche ritardataria
stella cadente, e adesso non saprei
più trovare la via del mare
in questa inedita posizione
in mezzo a tutti voi… ho lasciato
le mani nascoste dentro la terra
per un tempo sufficiente
per ricordarmi
l’alba di ciascuno di noi… e
ora sotto ogni fitto scampolo
abbiamo iniziato a giocare
nei rovi… annaspando, si
mormorava… è certo che sia stanco
ma non smetterò proprio ora
                                  (Monteriggioni-Castellina in Chianti [Si], 8-9 Ottobre ’16)

Nel cuore del Chianti senese tra Monteriggioni e Castellina in Chianti © Luca Ferrari
Un melograno del Chianti © Luca Ferrari
Il verde panorama del Chianti senese © Luca Ferrari
Castellina Scalo (Si), l'ingresso de L’Antica bottega La sosta del pellegrino © Luca Ferrari
... è quasi ora di cena a Castellina in Chianti © Luca Ferrari
La verde generazione e campagna del Chianti senese © Luca Ferrari
Il sole tramonta nel cuore del Chianti senese © Luca Ferrari
Pici cacio e pepe, pappa al pomodoro: specialità della Bottega dell'Abate © Luca Ferrari
Al calar delle luci nel Chianti senese © Luca Ferrari