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mercoledì 20 maggio 2026

Sto con i bambini della Diedo di Venezia

La comunità della Diedo è in fermento. Dopo le proteste, la mostra fotografica. "Continueremo a lottare e a far crescere questa scuola per il futuro dei nostri figli".

di Luca Ferrari

Scuola, una parola semplice ma che per tutti noi significa molto di più: crescita, amicizia, futuro, comunità. E proprio per questo non possiamo restare in silenzio davanti all’idea che tutto questo possa scomparire. Non possiamo lasciare che una realtà costruita negli anni venga cancellata senza far sentire la nostra voce. Oggi siamo qui, uniti dal desiderio comune di difendere un luogo che appartiene ai nostri figli, alle famiglie, al quartiere, ai ricordi di intere generazioni. Questi giorni non saranno ricordati come quelli in cui abbiamo passivamente assistito alla chiusura della Scuola Elementare Diedo, ma come un tempo in cui genitori, insegnanti e bambini hanno deciso di reagire, lottando, perché questa non è solo una scuola. È un punto di riferimento. È vita quotidiana. È il posto in cui s'impara a studiare ma anche a diventare gli adulti del domani". La voce unanime della Diedo si è levata.

La Diedo è l'unica scuola a modulo di Cannaregio, una realtà cioè che prevede 2 o al massimo 3 giorni a tempo pieno. Una delle pochissime realtà di tutta l'area lagunare con questa struttura didattica. A pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico, il destino del plesso è ancora incerto. Tutto può accadere. Le proprietarie dell’immobile, le Suore della Riparazione di Milano, rivogliono l'edificio per venderlo, e a tal proposito hanno già provveduto a notificare lo sfratto. Di diverso avviso il Comune di Venezia che starebbe valutando anche l’ipotesi dell’esproprio per pubblica utilità, lo strumento cioè con cui un ente pubblico può acquisire un immobile privato ritenuto di interesse collettivo (e riconoscendo un indennizzo ai proprietari, ndr). Al fianco delle famiglie è sceso pubblicamente anche il Patriarcato di Venezia, che ha giudicato la vendita incompatibile con il lascito testamentario ottocentesco.

E nel frattempo, come si stanno muovendo le famiglie degli alunni della Diedo? Da quando hanno cominciato a serpeggiare notizie poco rassicuranti sul destino della scuola, è iniziata una grossa mobilitazione, ricollegandosi idealmente alle proteste del 1989, quando anche allora la scuola rischiò di chiudere. Ultima azione in ordine temporale, la mostra fotografica - Sto con i bambini della Diedo di Venezia (18-19 maggio 2026) -, allestita nel Circolo virtuoso Ca' Rapace, uno spazio non casuale, nato proprio dall'impegno di quella cittadinanza attiva che non si rassegna a una "Venezia mordi-e-fuggi turistica". In poco tempo Ca' Rapace, adiacente l'ampio parco Groggia, è diventato un luogo fondamentale per le famiglie del sestiere di Cannaregio per organizzare feste di compleanno, attività di doposcuola e anche eventi pubblici, come appunto la suddetta mostra alla cui inaugurazione zione hanno partecipato numerosi cittadini, associazioni e anche esponenti politici.

L’esposizione racconta visivamente una scuola che è molto più di un edificio: è un luogo di crescita, identità e comunità. Il percorso prende avvio dal giorno dell’inaugurazione della Diedo a Palazzo Marovich, un momento carico di entusiasmo e aspettative, in cui tutto sembrava possibile e il futuro prendeva forma tra nuove aule, corridoi pieni di vita e un grande giardino, spazio aperto di incontro, gioco e scoperta. Le fotografie raccolte restituiscono frammenti della vita della scuola nel corso degli anni, segnati dal passaggio di generazioni di studenti, ciascuna con le proprie storie, sogni e trasformazioni. Tra sorrisi, attività quotidiane e momenti di vita scolastica - dentro le aule come all'aperto, tra alberi, stagioni e ricreazioni condivise - emerge il legame profondo tra le persone e questo luogo, che negli anni è diventato punto di riferimento per intere generazioni.

Tra le foto più recenti e significative, il gigantesco striscione fuori dall'edificio scolastico appeso (ormai) da mesi e un pannello realizzato sul momento dai piccoli inquilini della scuola Diedo, che con matite e pennarelli hanno voluto lanciare il proprio messaggio-appello perché nessuno gli porti via la loro amata scuola, scrivendo con la semplicità della loro infanzia. "Forza, la Diedo è dei bambini di Cannaregio. Non molliamo" hanno anche scritto.

La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"

A sostegno della scuola sono scesi anche numerosi personaggi della cultura e del mondo sportivo che hanno messo la loro fama e la loro faccia, a cominciare dal duo comico Carlo & Giorgio. Insieme a loro anche il cantante Sir Oliver Skardy, il giornalista Luca Serafini, gli attori Francesco Arca e Mattia Berto, l'ex-calciatore Fabio Galante, gli scrittori Alberto Toso Fei, Luigi Garlando, Alberto Fiorin, Carlo Montanaro, la storica Tiziana Plebani, il dj veneziano Spiller e la campionessa mondiale di karate Sara Cardin.

La scuola primaria Antonio Diedo si trova al n. 2385 di Fondamenta Grimani. Venendo dalla stazione/piazzale Roma, la strada più "romantica" per raggiungerla è camminare lungo Fondamenta della Misericordia, costeggiando l'omonimo canale. Superato il ponte dell'Aseo, la "via veneziana" si fa più larga. Dopo pochi metri, ecco un non ben definito edificio lasciare spazio a un'imponente muratura, come se fosse un piccolo castello. La cinta muraria prosegue fino a "girare a destra", arrivando in Fondamenta Grimani. Nessuno potrebbe immaginare che oltre quel muro si trovi una scuola e un immenso giardino. Lì dentro c'è la Diedo.

Venezia, fondamenta Grimani.. lì dietro c'è la scuola elementare Diedo!

Se vi troverete a passeggiare lì, nei paraggi, a ridosso dell'orario di ricreazione e/o di fine lezioni, provate a tendere l'orecchio: sentirete un inequivocabile e intenso vociare fanciullesco. Una vera pioggia di contagiosa allegria. Quanto sarebbe triste se passando non si udisse più nulla...

Il futuro della scuola elementare Diedo è incerto ma la speranza è ben lungi dal cedere il passo alla rassegnazione. E allora oggi, con una sola voce, la comunità della Diedo ha un messaggio forte e chiaro: "Non ce ne andremo in silenzio.
Non accetteremo tutto questo senza lottare.
Noi continueremo a difendere questa scuola, il suo valore e il futuro dei nostri figli."

La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
La mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
Ca' Rapace, l'inaugurazione della mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"
Ca' Rapace, l'inaugurazione della mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"/ scorci della scuola Diedo (giardino e giochi)
Ca' Rapace, l'inaugurazione della mostra fotografica "Sto con i bambini della Diedo di Venezia"

giovedì 22 gennaio 2026

Scuola a modulo, insieme e meglio

Venezia - compagni di classe di scuola a modulo © Luca Ferrari
La scuola a modulo è una risorsa preziosa per i bambini e le famiglie, offrendo un ambiente stimolante che favorisce l’apprendimento e la gioia di crescere insieme.
di Luca Ferrari Scuola a modulo, un’opportunità per imparare insieme e meglio. “La scuola a modulo è una scelta educativa che porta all’indipendenza del bambino e alla consapevolezza del genitore. Penso che non sia solo una questione di chi - può permettersi - il modulo per questioni di tempo libero, ma di chi lo SCEGLIE per mettersi in gioco assieme al proprio figlio”. Inizia così il racconto sincero di Nicole Vio, un figlio in 3° elementare alla Scuola Primaria Diedo di Venezia e una figlioletta a cui spera di far seguire le orme scolastico-fraterne tra qualche anno. Scuola a modulo, un modello che rende l’apprendimento più efficace tra condivisione, crescita collettiva e una progressiva autonomia nello svolgimento dei compiti. Scuola a modulo è anche tempo prezioso vissuto insieme. Genitori coi figli, ma anche tra compagni di classe al di fuori dell’edificio scolastico. La scuola a modulo è una tipologia sempre più rara nel sistema scolastico italiano: nel solo centro storico della città lagunare, per esempio, ci sono soltanto due plessi che la offrono: la già citata Diedo e la Bernardo Canal. La scuola a modulo è una forma di organizzazione didattica della scuola primaria che prevede la permanenza degli scolari fino alle 16.00 con servizio di mensa incluso, distribuita su due o massimo tre pomeriggi settimanali. Una modalità certamente non per tutti, che deve inevitabilmente sposarsi con gli impegni lavorativi delle famiglie. A dispetto della sempre minore disponibilità e un trend ormai consolidato nelle 27 ore invece che 30, in molti continuano a sceglierla per più ragioni, prima fra tutte, il benessere dei diretti interessati. “Oggi sono venuta a prendere mio figlio dopo pranzo” racconta ancora Nicole “Ho respirato la - ricreazione lunga - per alcuni minuti. C’era un clima di gioco in un giardino meraviglioso, dove i bambini si divertivano: chi rincorrendosi e chi sull’altalena. Alcuni chiacchieravano, altri ridevano. Un’aura di spensieratezza che mi ha ricordato i miei anni migliori, proprio alle elementari.  Appena uscita, mia figlia di 4 anni mi ha detto: hai capito mamma perché voglio andare alla Diedo? Lì sono felici! Scelgo la scuola a modulo Diedo anche per mia figlia piccola perché è felicità e famiglia, oltre all’educazione e all’insegnamento”. Venezia, anno scolastico 2025-26. È da poco passata l’ora di pranzo in un giorno infrasettimanale e dal salotto di alcune case veneziane si ode uno schiamazzo tanto gioioso quanto irrefrenabile. È la voce di bambini che stanno giocando. Sono compagni di classe. No, non hanno “marinato” la scuola. Oggi sono qui, la prossima settimana saranno altrove, a seconda della disponibilità dei “grandi”. La vita scorre così nella scuola a modulo. Per due giorni alla settimana ci si organizza per regalare l’esperienza del crescere insieme, gettando anche le radici di quelle che chissà, magari diventeranno amicizie per tutta la vita. Giocano insieme. Fanno i compiti insieme. Imparano a studiare insieme. Si confidano insieme. Maturano insieme. Fanno, ovviamente, chiasso insieme… se no, che bambini sarebbero? Alle volte è faticoso ma è sufficiente guardarli per capire quanto stiano bene. Vivono pomeriggi differenti dalla stragrande maggioranza dei loro coetanei. Gli alunni delle scuole a modulo imparano molto anche quando sono “semplicemente” a casa dei loro compagni di classe. “Per la mia esperienza sono molto favorevole a scegliere il tempo a modulo per i nostri figli”, analizza Elena Benevento, professione logopedista e mamma di 11 bambini, la maggioranza dei quali iscritti a questa tipologia di scuola. “Non tutti i bambini sono pronti per rimanere 8 ore al giorno a scuola per l'intera settimana e può capitare che l'insegnante o la classe stessa non siano l’ambiente in cui il bimbo si trovi al meglio. Pertanto, avere 2 o 3 pomeriggi no-scuola, può fare la differenza. Inoltre ci sono quelli che hanno difficoltà di apprendimento (come la dislessia o difficoltà di attenzione) e in questi casi, avere la possibilità di pomeriggi in cui inserire interventi riabilitativi o poter lavorare ad hoc con il diretto interessato, può fare la differenza, senza fargli saltare delle ore in orario scolastico che poi vanno recuperate. Chiaramente ogni famiglia fa le proprie considerazioni e sceglie ciò che ritiene più confacente alle proprie necessità organizzative, ma, potendo scegliere, ci sono molte ragioni per scegliere la scuola a modulo”. Venezia è una città molto particolare. Lo spopolamento continua inesorabile. Ci sono sempre meno famiglie e quindi anche meno bambini. Ogni anno gli open day diventano snodi cruciali per la sopravvivenza di molti istituti. A differenza delle ultime due annate che hanno potuto beneficiare del terzo pomeriggio, la nuova “numerosa” I elementare della Diedo avrà garantiti soltanto due pomeriggi, con il peso del terzo e fondamentale che è ricaduto sui genitori, costretti a organizzarsi con un doposcuola a proprie spese. Sebbene il modulo base sia ormai quello delle 27 ore, ci possono essere eccezioni purché si riescano a equilibrare le ore interne tra i plessi del medesimo istituto. Non è facile, ma garantire un terzo pomeriggio può fare davvero la differenza. Nel caso specifico, è bastato far sapere alle famiglie indecise che ci sarebbe stato il terzo pomeriggio (e pure a pagamento) perché la classe raddoppiasse gli iscritti in pochi giorni.  “La nostra è una scuola a misura di bambino, dove nessuno viene lasciato indietro e dove ogni giorno tutti entrano sereni” conclude Laura Aletti. “La scuola a modulo è una scelta che i bambini amano moltissimo, inclusi i miei due figli. Riescono ad avere più tempo per sport, musica o altre attività extrascolastiche. In parallelo si sviluppano anche i rapporti tra le famiglie. La nostra esperienza è quella di una rete fatta di persone che si aiutano reciprocamente, anche nel seguire i bambini nei compiti, un impegno che portano avanti fin dalla I elementare, durante la settimana e nei weekend. Dalla III, poi, la scuola li incentiva ulteriormente a organizzarsi con lo studio, uno stimolo che siamo sicuri sarà molto utile quando poi passeranno alla scuola media”. Quale futuro attende dunque la scuola a modulo? Verranno fagocitate in un inesorabile "dittatura a tempo pieno" o le dirigenze scolastiche e le amministrazioni comunali si attiveranno in sinergia e sempre meglio per sostenere e promuovere questa tipologia di scuola primaria che funziona alla grande ed è molto apprezzata dai diretti interessati?... Mi sembra ieri quando io e mia moglie eravamo combattuti sulla scelta tra scuola a modulo e a tempo pieno. Sono passati già tre anni da quei giorni travagliati ma li ricordo come se li avessimo appena vissuti. Alla fine decidemmo per il modulo. A darci la spinta decisiva, una maestra di un altro istituto, con esperienza su entrambi i fronti. Mi parlò dei molti aspetti a favore della scuola a modulo ma fu uno in particolare a farmi capire che cosa dovevamo fare: il tempo in più che avremmo condiviso con nostro figlio, anche se ciò avrebbe significato fare qualche sacrificio. Ogni volta che mio figlio esce da scuola, siamo lì. O io o mia moglie. Rispetto alla scuola a tempo pieno, in cinque anni di elementari resterà più di 1.000 ore fuori dall’edificio scolastico, una parte delle quali insieme a noi. Magari giocherà. Magari farà compiti con i suoi amici e nelle loro case, ma noi ci saremo. So di essere molto fortunato a poter vivere molto più tempo insieme a mio figlio: vederlo di più, sorridergli, fargli una carezza semplicemente per fargli sentire che gli voglio bene. Tutto questo è stato possibile grazie alla scuola a modulo. 

“Love is the answer, 

and you know that for sureJohn Lennon (Mind Games)

Compagne/i di classe corrono spensierati verso un nuovo pomeriggio "a modulo" © Luca Ferrari
Si pranza in compagnia "a modulo" © Luca Ferrari
Pomeriggio "a modulo" - compiti insieme © Luca Ferrari
Pomeriggio "a modulo" - popcorn casalingo © Luca Ferrari
Si studia e ci si diverte nei pomeriggi a modulo con Paxi © Luca Ferrari

lunedì 13 novembre 2023

Benvenuti alla Scuola Elementare Diedo

Bimbo percorre il cortile della Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari

Sono passati due mesi esatti da quando mio figlio ha cominciato la Scuola Elementare Diedo (Venezia). Il viaggio è appena all'inizio e ne siamo già tutti felicemente entusiasti.

di Luca Ferrari

Storia di scelte, emozioni e nuove esperienze nella vita dei più piccoli. Sono passati due mesi esatti da quando mio figlio ha varcato le porte della Scuola Elementare Diedo di Venezia. Due mesi da quel primo fatidico giorno, e già oggi la novità è diventata splendida quotidianità. Ma che cosa potrò mai sapere dopo soli due mesi di un lungo quinquennio? Molto, e citando le parole di una collega genitore: "so di aver fatto la scelta migliore per mio figlio". In soli due mesi le amicizie si sono già consolidate e ampliate. Dopo solo due mesi di scuola elementare, alla Diedo di Venezia, i piccoli saltano disinvolti da una materia all'altra, fanno i compiti due-tre volte la settimana senza mai dimenticare di stare bene e giocare. Buongiorno a tutti, sono un papà e questa è una sincera storia di vita, in diretta dalla scuola Elementare Diedo di Venezia.

"Quanto è stato difficile per me decidere la scuola primaria. Stomaco attorcigliato, pensieri nel cuore della notte, liste stilate di pro e di contro, puntualmente stracciate..." inizia così il ricordo di Elisa, mamma di un neo-alunno alla Diedo. Un racconto che molti di noi genitori potranno sicuramente condividere. Nell'ultimo anno di scuola materna infatti, anche io mi sono scervellato di continuo per capire cosa si sposasse meglio con l'anima di mio figlio. Sì, l'istruzione è fondamentale ma non bisogna mai dimenticare che ogni bambino/a ha la sua personalità, e per quanto una scuola si possa presentare al meglio, bisogna poi vedere se questa si potrà adattare o meno al suo essere. La scuola elementare Diedo è stata una delle nostre candidate fin da principio, nonostante non fosse la più vicina a casa, elemento questo che complicava la scelta. È una scuola a "MODULO", ossia con due rientri per pranzo a casa. Un elemento questo di ampio gradimento per il sottoscritto e mia moglie. E ma... Ma se non riuscissimo a conciliare scuola e lavoro? ... Molti suoi amici però sono nell'altra... Quanti dubbi, quanti pomeriggi passati a confrontarsi.

Il modulo, già. Due pomeriggi a casa con fine lezioni alle 12.30. Sebbene il mio lavoro sia principalmente da remoto ormai da più di 12 anni, qualche dubbio, com'è inevitabile, ce lo avevo anche io. Qualcosa però non lo avevo ancora messo a fuoco, a cominciare dal tempo in più che avrei trascorso insieme a mio figlio. Due pomeriggi liberi significa avere più tempo per stare insieme a lui, sebbene poi diviso tra amici e attività sportive. Sono otto ore in più comunque insieme, molto gradite a entrambi. Sono otto ore in meno sui banchi, cosa che in una fase di crescita e passaggio dalla scuola materna, ha la sua importanza. Più di una maestra di altre scuole e con esperienza in entrambe le modalità, mi ha detto: "col modulo avrete la possibilità di organizzarvi per far fare i compiti tra i bambini insieme, con grandissimo beneficio per la loro autonomia scolastica". Sono passati solo due mesi dall'inizio dell'avventura elementare ma l'impronta è già palpabile, e ormai ogni martedì-modulo si sprecano i vari: "tu da chi vai, tu a che ora vieni, etc.", il tutto in un mix di entusiasmo e condivisione sempre più crescente.

"Ricordo il momento preciso in cui sono entrata per la prima volta alla Diedo" racconta disponibile Elisa. "Il giardino enorme. L'altalena e lo scivolo. Gli alberi di melograno. Una volta all'interno dell'edificio poi, ho visto i colori, i libri, i disegni, le lavagne (classica e digitale, ndr). Il tutto mi sapeva di apprendimento, gioco e libertà. Ho visto più di una semplice scuola. Mai una parola pomposa del corpo docente. Solo la schietta verità su ciò che avrebbero potuto offrire ai nostri figli. Ho avuto la sensazione immediata di una classe vissuta dai bambini e VIVA. Ho sentito di essere nel posto giusto, come se quello fosse il naturale proseguimento dell'esperienza avuta nei tre anni precedenti, che chiamarli meravigliosi è dire poco. Ricorderò sempre ogni dettaglio della scuola materna, perché oltre ad aver accudito e visto sbocciare mio figlio, quella scuola ha fatto crescere anche me come mamma. Qualcosa che sono certa avverrà e proseguirà anche alla Diedo".

1° giorno alla Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari

Dalle parole ai fatti del recente presente. Mercoledì 13 settembre 2023, primo giorno di scuola. Il tempo di entrare ed ecco i nuovi arrivati chiamati uno per uno dalla maestra con gli alunni di 5° elementare a prenderli per mano, accompagnandoli fino in classe, "quasi a voler passare il testimone e ad accoglierli in quella che sarà la loro casa per i prossimi cinque anni", aggiunge la sopracitata mamma. In classe poi, uno striscione di benvenuto. Tutti molto sereni i piccini. Nel mondo adulto, qualcuno inevitabilmente più provato emotivamente. Dopo tre anni di fantastica scuola materna, adesso d'improvviso lo vedo lì, seduto su di un banco "da grande". Ve lo garantisco, fa impressione. Forse non ero ancora pronto, ma ci vorrà poco per superarlo. Lo sguardo della nuova 1° elementare e il clima accogliente del corpo docente è quanto di più speciale e autentico avrei mai potuto desiderare per l'inizio di questa nuova porzione della vita di mio figlio. Una scuola che lo ha visto entrare bambino e lo vedrà uscire ragazzino, pronto per spiccare il volo verso l'adolescenza.

Venezia, lunedì 13 novembre. Sono le 7.50 del mattino. Nel momento stesso in cui l'articolo è stato pubblicato online, mio figlio è appena uscito di casa insieme alla sua mamma. Come sempre li saluto dalla finestra. Camminano spensierati verso la scuola elementare Diedo. Mi sembra di vederli, e in parte è un po' così. Una decina di minuti di camminata e non appena avranno raggiunto la fondamenta Moro (in realtà già da ponte San Marziale), partiranno le corse per raggiungere gli amici e amiche fuori dal portone. Qualche ciaccoea (chiacchiera), qualche gioco esagitato, specie dei maschietti, e la porta si apre. A noi genitori dei più piccoli è concesso il privilegio di accompagnarli fino a ridosso del complesso scolastico, attraversando tutto l'ampio e verde giardino, in attesa che la maestra della prima ora se li porti via.

“Il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla primaria è importante. È un grande salto” conclude Elisa, “Cambia il modo di vivere la scuola. Cambiano certe regole, certe dinamiche. Si lavora parecchio e si gioca un po' meno, ma quando affronti questo passo in una scuola come la Diedo, sai che lo affronterai in un ambiente sereno e felice, ed è fondamentale, almeno per me. Sono pur sempre ancora bambini. So di aver affidato la mia creatura a delle persone speciali per i prossimi cinque anni". Ricordo la prima volta che ho compreso che mio figlio avrebbe cominciato ad avere libri e quaderni, anticamera di una realtà che anche solo un anno fa mi sembrava inimmaginabile e lontanissima. Lo ammetto, mi ha fatto impressione e se non mi fossi controllato all'ultimo, qualche lacrima mi avrebbe solcato il viso (lo ha fatto comunque, ndr). Adesso invece è tutto reale ma non potrei che essere più felice nel vedere lui, e tutta la sua classe, così scatenata ed entusiasta ogni nuovo giorno di scuola.

La scuola elementare è ormai cominciata. Per finirla mancano "solamente" poco più di 55 mesi. Lo vedete lo spazio bianco alla fine di quest'ultimo paragrafo e prima della gallery fotografica? No, non è uno sbaglio né un errore di format. Tutto voluto. Ogni anno aggiungerò uno-due paragrafi per classe, l'ultimo dei quali sarà pubblicato venerdì 2 giugno 2028, quando l'esperienza alla scuola elementare Diedo sarà in dirittura di arrivo. Lo riempirò con tutte le emozioni e i pensieri che starò provando. Se vorrà, anche mio mio figlio potrà dire la sua. Lo riempirò, ne sono certo, confermando tutto quello che ho sentito e scritto dopo questi primi due mesi. Adesso mi rivolgo a voi, colleghi genitori con cui condivideremo cinque anni o comunque chi sia passato per la Diedo. Se vorrete commentare o ancora meglio, lasciare nel corso degli anni i vostri ricordi nello spazio "posta un commento", renderete un semplice articolo qualcosa di molto più profondo. Un diario pulsante di vita. Un libro aperto di storia umana che accomuna tutti noi e chiunque ha frequentato e verrà a frequentare la scuola Elementare Diedo di Venezia

Un anno dopo...

Scuola Elementare Diedo, II elementare © Luca Ferrari

Venezia, 13 novembre 2024. Da poco più di due mesi è cominciata una nuova avventura alla Scuola Elementare Diedo di Venezia, in II elementare. Il gruppo è sempre più affiatato, cosa rimarcata anche dalle stesse docenti in occasione della prima riunione coi genitori. Il primo anno è stato davvero speciale, conclusosi nel migliore dei modi con una sontuosa e coinvolgente festa finale (Diediadi) nel bellissimo giardino della scuola e una pizza di classe, "non perché fossimo tenuti a farla ma perché ci tenevamo a ritrovarci, bambini e genitori". Nel corso della prima esperienza "Diedista", gli appuntamenti nelle nostre case il martedì e il venerdì, grazie al cosiddetto modulo, hanno scandito il passare dei mesi, facendo diventare gli scolaretti molto più di semplici compagni di classe, imparando a fare i compiti insieme allegramente e rappresentando allo stesso tempo una forma di aiuto continuo per quei genitori in difficoltà nella gestione figli. Con l'inizio del nuovo anno, il trend è subito ripartito nell'entusiasmo generale. 

“Sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta per mio figlio iscrivendolo alla Diedo" racconta emozionata Carla Velli. "Fin dal nuovo primo giorno, l’ho visto tornare con gioia e serenità in un ambiente ormai a lui familiare. Sono fermamente convinta che l’esperienza in questa scuola rappresenti un miglioramento della qualità della sua vita. Alla scuola Diedo di Venezia si vive e respira quella - venezianità positiva - fatta di accoglienza, supporto reciproco, rapporti umani e risate. E quest'aria è palpabile anche nel post scuola, ispirando i bambini a essere sempre più curiosi nei giochi di campo, inventandosene di nuovi. In un'epoca di scorciatoie tecnologiche, fa davvero piacere vederli così felici di stare all’aria aperta e mai desiderosi di tornare a casa a vedere la tv. Alla fatidica ora di andare via, al contrario, è sempre una continua richiesta di stare ancora insieme in campo". 

Incastonata nel cuore di Cannaregio, la scuola Diedo è quasi un piccolo mondo a parte. Una realtà competente e aggiornata sui nuovi strumenti digitali, che continua a formare le nuove generazioni non solo con la didattica ma anche stimolando/alimentando gl'interessi e la curiosità dei bambini. Un lavoro educativo e collettivo che porta costantemente i bambini di I e II a giocare e interfacciarsi con quelli di IV e V. Uno spazio di condivisione dal quale si sono fatti assorbire anche i genitori nel modo più spontaneo, entusiastico e propositivo possibile, scendendo in campo (letteralmente, ndr) per realizzare un mercatino del riuso i cui proventi sono stati utilizzati per l’acquisto di materiale nuovo per la scuola: tappetini per la palestra, canestri da basket sia da muro che amovibili, libri per la biblioteca e giochi nuovi per ogni classe.

Venezia, il mercatino pro Diedo © Luca Ferrari
Da due mesi ormai è iniziato il nuovo anno, subito partito con una novità. "Nonostante siano solo in seconda elementare, le maestre hanno deciso di responsabilizzare i bambini, facendo loro usare il diario per scrivere i compiti per casa" racconta soddisfatta Carla. "L'iniziativa è stata accolta con particolare euforia dai bambini che hanno così imparato a essere completamente autonomi nel sapere cosa devono fare, e per quando. La scuola Diedo riesce ad avere ancora quel ruolo fondamentale d'infondere sicurezza nelle menti dei giovanissimi, stimolando al contempo rapporti umani tra genitori, passati nel giro di pochi mesi da essere semplici conoscenti ad amici. Direi che questa è la grande magia della Diedo. Una magia che mi ha portato a iscrivere, senza alcun dubbio, anche il mio secondogenito in prima, il prossimo anno".

... continua


ingresso alla Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
1° giorno alla Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Il futuro della Diedo è qui, adesso  © Luca Ferrari
Gli spazi verdi della Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Gli spazi verdi della Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
La Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Primi compiti alla Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Disegni alla Scuola Elementare Diedo (Venezia) © Luca Ferrari
Un martedì del modulo © Luca Ferrari
Scuola Elementare Diedo, festa di fine anno (Diediadi) © Luca Ferrari
La porta dell'aula della II elementare alla Diedo © Luca Ferrari