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lunedì 16 dicembre 2013

Chester, il Dee d’Inghilterra

Chester (UK), voga all'inglese sul fiume Dee © Luca Ferrari
Viaggio a Chester, capoluogo della contea del Cheshire (Inghilterra). Passeggiando lungo il fiume Dee tra soffice verde, arte di strada e placide vogate.

di Luca Ferrari

I remi s’inzuppano nelle acque fluviali al ritmo della tradizione. Battelli, kayak e pedalò rendono l’uomo sempre più vicino al mondo marino. Anatre e cigni fanno la gioia dei bambini. Dal Galles all’Inghilterra scorre il fiume Dee. E lì, in terraferma, sotto le antiche mura di Chester, un placido passeggiare tra quotidianità e artisti di strada.  

Sbarcato nella contea del Cheshire a ridosso del confine gallese, dopo una visita nella Cattedrale della Vergine Maria Purificata di Chester, niente di meglio di una rilassante e fresca camminata lungo le sponde fluviali sotto le ampie coperte verdi che poggiano sui tanti alberi.

Il fiume Dee (in gaelico Afon Dyfrdwy) nasce nel Galles dal monte Dduallt (662 m s.l.m.), nella regione settentrionale del Snowdonia nel Merionethshire. Ha una lunghezza di 70 miglia (110 chilometri circa). Attraversa il lago Bala (Gwynedd, Galles) e sfocia nel Mare d’Irlanda, nell’estuario compreso tra il Galles e la penisola inglese di Wirral.

La corrente di un fiume. Cigni (tutti di proprietà della Regina) e anatre. Giovani generazioni spensierate. I riflessi del sole nelle acque. Come potrebbe tutto questo non esaltare e ispirare l’arte? Fin dai miei primi passi lungo il fiume Dee, dipinti d’arte classica e moderna attendono i futuri passanti. Poco più avanti, un solitario cantautore armato di chitarra e minuscolo amplificatore, intona leggere serenate popolari.  

Piccoli chioschi di gelati e succulenti cheeseburger al ritmo dei Rolling Stones scandiscono gran parte del lungo Dee, rigorosamente pedonale. Sul fiume intanto c’è chi si dà al kayak e chi alla più tipica voga all’inglese. Per chi non avesse voglia di faticare, battelli dai nomi caratteristici (Lady Diana e Mark Twain) portano a zonzo i turisti. Viaggi per due ore facendo “vela” anche verso il ponte di ferro e la casa del Duca e la Duchessa di Westminster, il tutto per quattordici sterline (sei, i bambini).

Ci sono anche i più ecologici pedalò mentre sulla strada a ridosso del fiume, sotto le antiche mura, gl’immancabili pulmini giracittà. Il City Sightseeing è già carico di turisti e pronto per condurre alla scoperta di Chester & Cheshire. Sempre lì vicino, a ridosso del Grosvernor Park, ecco spuntare la cella dell’anacoreta in pietra arenaria. Risalente alla metà del XIV secolo, il piccolo edificio fu realizzato come luogo di ritiro religioso per monaci o eremiti.

Dopo una suggestiva cavalcata a due gambe, attraverso il Dee sopra il celebre Queens Park Bridge, ponte inaugurato il 18 aprile 1923 alla presenza del sindaco di Chester e della cittadinanza. Ed è lì che i miei sforzi passeggeri trovano il loro apice. Come pervaso da un'antica sensazione, davanti a queste acque qualcuno o chiunque, proprio in questo giorno, potrebbe aver mosso i primi passi d’inchiostro bagnato. Riprendo il cammino.

La luce si fa tenue. Adesso me ne posso andare. Ho appena riconosciuto qualcuno in grado di parlare e sognare/... Il contatto con la faccia delle nuvole mi ha fatto immaginare di volerti parlare/... la somma del fondo ha fermato la tardività del fato/...vivere per sempre non sarà poi così nuovo per me 

Chester (UK), il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il Queens Park Bridge sopra il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), la cella dell'anacoreta © Luca Ferrari
Chester (UK), la Boat House sul fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), musicista lungo il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), la quiete pedonale lungo il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), i cigni di Sua Maestà nel fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il battello Lady Diana salpa sul fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il Queens Park Bridge sopra il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il fiume Dee © Luca Ferrari
Chester (UK), il fiume Dee © Luca Ferrari

giovedì 29 novembre 2012

La Cattedrale di Chester

Chester, la Cattedrale della Vergine Maria Purificata © Luca Ferrari
Viaggio nell'arte sacra del gotico d'Inghilterra. Nel nordovest, a Chester. Dentro e fuori le guglie della Cattedrale della Vergine Maria Purificata.

di Luca Ferrari

C’è aria di scirocco nella quiete di Chester. Il sole è sgombro di nuvole e il clima si fa sempre più mite. Non faccio a tempo a scendere dal ponte sopra la stazione che le guglie gotiche della Cattedrale della Vergine Maria Purificata iniziano già a mostrarsi nel vicino orizzonte. Non devo fare altro che camminare. Non devo fare altro che proseguire fin nel cuore della placida cittadina della contea del Cheshire.

Rimandata a un altro giorno la visita al Blue Planet Aquarium, una simile luce merita di essere valorizzata in questa delicata mattinata anglosassone. Così, superato un primo canale del fiume Dee, prendo Grosvenor Street e l’imponente edificio religioso mi si staglia in tutta la sua magnificenza sulla destra. 

Ma invece di seguire la strada e trovarmi di fronte il Duomo, devio per un sentiero alberato sulla destra, carezzando parte delle antiche mura della città e costeggiando l'imponente edificio religioso mentre il sole accende sempre di più il rosso dell’arenaria con cui è stato realizzato l’esterno, per altro come le cattedrali di Carlisle, Lichfield e Worcester. 

Sarà l’atmosfera sorridente e cordiale dei cittadini di Chester, ma questo non è un gotico che incute soggezione. E i tanti scoiattoli che vanno su e giù nei tanti alberi attorno, sembrano confermare un clima diverso. Il sofficeverde del giardino, dove un tempo si coltivavano piante aromatiche, si amalgama alla perfezione con il resto della vita.

Come successe per altre chiese, la Cattedrale crebbe sul luogo in cui un tempo sorgeva un’antica chiesa sassone risalente al X secolo, dedicata alla badessa Werburgh (650-699), patrona di Chester. Su questo sito, elevato nel 1092 allo stato di Abbazia Benedettina, venne dunque edificata un nuovo edificio religioso in stile normanno, gotico inglese e romanico.

L’intera costruzione durò circa 250 anni. Riuscì a sopravvivere alla politica del re Enrico VIII Tudor (1491 - 1547) sulla distruzione e spoliazione degli edifici religiosi. Seppur chiusa, nel 1541 la chiesa divenne la Cattedrale della neonata diocesi della contea di Chester. E guai a sbagliare il sostantivo. Chester è town, e non city. Pur significando entrambe città infatti, il primo termine si dà a quei centri che hanno la cattedrale, il secondo per le normali chiese.

All’interno della Cattedrale, sono molti gli elementi artistici di cui andrebbe raccontata storia e aneddoti. Molto particolare è la Lady Chapel (1250-1275), dove si trova il Sacrario di San Werburga, risalente al 1340. Il successivo restauro del XIX secolo ha ridato ai colori delle pareti e del soffitto che conferivano una certa vivacità all’area.

La semi-oscurità aiuta la concentrazione. Resto lì, con la testa ripiegata all’indietro a guardare volte e vetrate. Ripercorrendo la storia delle Cattedrale passo per il Medioevo dove i monaci benedettini di Chester si distinsero per la loro semplicità di vita. Preghiera, studio e lavoro secondo la regola monastica dell’obbedienza del rispetto, tradizione e l'apertura verso il futuro. Continuità e cambiamento. Una gran lezione.

Chester © Luca Ferrari
Chester, canale del fiume Dee © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
Passegiando verso la Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari
La Cattedrale di Chester © Luca Ferrari