giovedì 9 novembre 2017

UIA restauro, eccellenza di Venezia

Tecnica del restauro ligneo all'UIA - Università Internazionale dell'Arte
Dal 1970 a Venezia, sull'isola della Giudecca, l'UIA – Università Internazionale dell'Arte prepara i futuri custodi del patrimonio artistico: i tecnici del restauro di beni culturali.

di Luca Ferrari

Secchi d'acqua, resine, disegni. Pennelli, spatole ed elmetti anti-infortunistica. Piccoli flash di chi ha scelto d'intraprendere la professione di tecnici del restauro di beni culturali. Un lavoro duro. Un mestiere che affonda le sue radici nei secoli più esaltanti della storia dell'arte dell'umanità. Un “impiego” capace di metterti a pochi millimetri da opere di rara bellezza, arrivate fino a i giorni nostri e ora sotto i ferri per continuare a tramandare l'opera umana. Un mestiere che da più di trent'anni si apprende a Venezia, presso l’UIA - Università Internazionale dell'Arte.

“Lavorare nel mondo del restauro è una bellissima sensazione” spiega Enrico De Bortoli, ex-studente dell'UIA, “È affascinante perché hai la responsabilità di capire la tecnica dell'artista e rispettarla. Capire cosa volesse esprimere. È un lavoro molto teorico slegato dalla materia scientifica, ma allo stesso tempo la devi conoscere. Il tecnico del restauro di beni culturali è una figura artigiana che deve saper usare i nuovi prodotti e materiali. Tutto nel rispetto e veridicità della Storia”.

In principio “normale” istituto con regolari tariffe, con l'inizio del terzo millennio a partire dall'anno formativo 2000, la scuola ha cominciato a essere interamente finanziata dalla Regione Veneto-FSE e attualmente, in base alla Direttiva riferita alla DGR 1094 del 13 luglio 2017 ed emanata dalla Direzione  Formazione e Istruzione, vengono ammessi tra i 15 e i 20 studenti, “ma solitamente per esigenze didattiche ne accettiamo massimo 18” spiegano dall'attiva segreteria.

Il test d'ingresso consiste in una prima prova grafica lineare al tratto a matita, una seconda di colore con acquerelli e a seguire un colloquio motivazionale e sulle conoscenze della storia dell'arte con particolare riferimento ai grandissimi pittori/scultori dell'Antichità e ai siti storico-artistici di maggior interesse della città di Venezia. La finalità della prova grafica consiste nel saper eseguire una riproduzione a mano libera di un elemento decorativo con l'utilizzo della quadrettatura. La seconda invece viene richiesta per verificare la capacità di eseguire l'accostamento di più colori, con particolare attenzione agli accordi giallo-rosso-blu e arancio-viola-verde per mezzo di stesure a velatura all'interno di una griglia geometrica.

Per gli allievi che verranno ammessi, “ciò che li aspetta” è un triennio così suddiviso: 1° anno dedicato al legno, 2° anno ai materiali lapidei e 3° anno dipinti murali & affreschi. Terminata la scuola, la cui sede si trova nella storica Villa Hèriot, sull'isola della Giudecca (calle Michelangelo 54/P), lo studente sarà in grado di operare sui tutti i tre settori d'intervento e dunque avere maggiori possibilità di impiego dentro e fuori i confini nazionali. Teoria si infatti, ma anche molta pratica prima con i fondamentali stage aziendali pre-diploma.

Nel corso degli anni infatti, sotto l'esperta guida di restauratori professionisti, i tanti tecnici del restauro hanno operato in svariati edifici veneziani, italiani e all'estero. Tra i vari lavori, nell'antica Serenissima hanno operato sulle sculture e decorazioni architettoniche della chiesa di San Marcuola, la facciata di Ca' d'Oro, gli affreschi a nella chiesa di San Geremia e quelli neoclassici di Palazzo Celsi.

Sul fronte degli stage aziendali invece, la scuola ha dato l'opportunità agli studenti di operare sulla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna; palazzi storici nella città dell'Aquila; la cattedrale di Chartres, in Francia; la facciata del Duomo di Conegliano; la chiesa di S. Antonio a Padova; la cattedrale di Noto; il teatro Regio di Torino; la basilica di San Marco, le Procuratie Vecchie (quest'anno festeggiano 500 anni, ndr), Palazzo Ducale a Venezia e non per ultimi, gli arredi lignei della reggia di Versailles a Parigi.

L'Italia non è solo traboccante di opere d'arte da ammirare ma è anche la custode di un sapere che stranieri da tutto il mondo bramano di apprendere. Ne è una dimostrazione la presenza di studenti stranieri sbarcati a Venezia per studiare all'UIA da (quasi) tutti i continenti: Asia (Giappone), Europa (Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna , Grecia, Norvegia, Repubblica Ceca, Spagna,  Svizzera, Turchia), Nord America (Stati Uniti) e Sud America (Argentina, Brasile).

La vocazione internazionale dell'UIA emerge da un altro aspetto e di lunga data. A partire dalla metà degli anni Ottanta infatti, grazie all'impegno della storica dell'arte ed esperta di Paolo Veronese, la prof.ssa Diana Gisolfi, è cominciata una proficua collaborazione con il Pratt Institute di New York. È ormai consuetudine che ogni estate arrivino dalla Grande Mela studenti per fare la conoscenza dell'arte italiana, veneziana e delle tecniche del restauro qui insegnate.

Salgo sui ponteggi. Entro nel mio studio. Una nuova esperienza mi si presenta davanti. Ogni dì. Piccole variazioni dialogano col Tempo. Io sono qua, davanti alle tangibili tracce dell'Arte. Testimone e creatore in prestito. Assisto e opero. Verifico e pongo domande. Giorno dopo giorno. Un percorso deciso e mutabile. Il sole di oggi non sarà la bora del domani. Il mondo scorre attorno a me e io faccio la mia parte. Il mio contributo è nella conoscenza e l'applicazione. Storie di tutti noi, tecnici del restauro di beni culturali.

UIA_Cantiere Didattico 2009-2011 San Francesco della Vigna

Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
Giudecca (VE), la sede dell'UIA © Luca Ferrari
I laboratori dellUIA
Restauro ligneo in corso all'UIA
Restauro in azione
Restauro in corso
Restauro lapideo in corso
Studenti dell'UIA durante un cantiere lavoro

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