venerdì 15 giugno 2018

Le aragoste del PEI Lobster Festival

Una succulenta aragosta gustata a Charlottetown (PEI, Canada) © Luca Ferrari
Al burro, zuppa o simil hamburger. L'aragosta è una delle indiscusse specialità del Canada. Il 28 giugno a Souris, sulla Prince Edward Island, si svolgerà il PEI Lobster Festival.

di Luca Ferrari

In gran parte del mondo l’aragosta è considerata un piatto da “ricchi”. Magari non ricchissimi ma è comunque alquanto raro vedere al mercato del pesce di Rialto, a Venezia, o in quello norvegese di Bergen, uno dopo l’altro chiedere quattro aragoste per la famiglia. A “qualche” miglio di distanza invece, oltre le antiche colonne d’Ercole e dopo aver attraversato un intero oceano (Atlantico), vi è una terra dove l’aragosta si consuma a ritmi ben diversi e a prezzi più abbordabili. Questo posto è il Canada.

Documentarsi ha i suoi lati positivi ma anche scoprire una nazione senza troppe informazioni ha i propri vantaggi. Nel mio lungo viaggio-reportage nel Canada orientale, confesso di non essermi volutamente preparato su alcuni aspetti, cucina inclusa e così è stato abbastanza sorprendente per il sottoscritto trovare l'aragosta ovunque andassi a mangiare. Dal formato hamburger, il lobster burger per la precisione, alla zuppa e ovviamente il crostaceo vero e proprio servito col burro. Una differenza davvero notevole rispetto alle nostre ricette mediterranee dove a dominare il condimento è l'olio. 

Domenica 24 giugno, nella cittadina di Souris, sulla parte orientale della meravigliosa Prince Edward Island, avrà luogo una nuova edizione del PEI Lobster Festival. Un evento atteso da moltissimi canadesi e non solo, dove l'ospite d'onore sarà lo chef Michael Smith. La prima parte del festival (h. 12-16) avrà luogo nel parco di Souris Harbour & Lighthouse, direttamente affacciato su Colville Bay. Dopo un'ora di pausa, ci si sposterà nell'Arena Reception & Supper Eastern Kings per la parte finale (h. 17-20).

Due i concorsi previsti: il Super Cork Contest, al cui vincitore quest'anno andrà la somma di 250 dollari (più del doppio rispetto all'anno passato), e il PEI Lobster Roll Challenge. In quest'ultima competizione a sfidarsi saranno sei chef, tutti rigorosamente isolani della Prince Edward Island: Austin Clements (Clamdiggers Restaurant), Jane Crawford (Hopyard), Jeff McCourt (Glasgow Glen Farm), Johnny & Mary Jane Flynn (The Lobster Shack), Lucy Morrow (Terre Rouge) e Mitchell Jackson (Olde Dublin Pub & Claddagh Oyster House).

Un'altra settimana lavorativa è finita. Nel placido passeggiare di un sabato mattina, il mio sguardo cade nei tanti banchetti di pesce, alla ricerca di un'aragosta. Eccole, le vedo. Facili reminiscenze mi punzecchiano l'anima. Penso alla distanza che mi separa dal Canada e l'isola del Principe Edoardo. Un soffio di nostalgia mi attraversa. Ora sono davanti al mare e sto guardando verso Occidente. Who knows if my destiny will be in PEI. Per ora, vi auguro buon PEI Lobster Festival a voi tutti e in particolare, che sia una succulenta "sbafata" di aragoste.

Come mangiare un'aragosta fresca... direttamente sul menù di New Glasgow (PEI, Canada) © Luca Ferrari
Hamburger di aragosta take away a Greenwich (PEI, Canada) © Luca Ferrari
Zuppa di aragosta a Hopewell Rocks (New Brunswick, Canada) © Luca Ferrari

Hamburger di aragosta con patatine a Hopewell Rocks (New Brunswick, Canada) © Luca Ferrari
Un'aragosta fresca tutta da gustare a New Glasgow (PEICanada© Luca Ferrari

venerdì 8 giugno 2018

Venezia, Magister Canova

Magister Canova - La stanza dedicata al processo creativo dello scultore veneto
Un percorso emozionale in dialogo con il contemporaneo. Una grande mostra multimediale dedicata al Maestro veneto del Neoclassicismo. Magister Canova (Venezia, 16 giugno-22 novembre).

di Luca Ferrari

"Uno spettacolare percorso multimediale attende il visitatore avvicinandolo alla vicenda Canoviana in tutte le sue fasi e aspetti" ha sottolineato Renato Saporito, amministratore delegato e supervisore creativo del progetto, "In Magister Canova l’assoluto rigore scientifico del racconto è coniugato a una sapiente regia, ricorrendo a una pluralità di linguaggi e proponendo un percorso di narrazione che spazia dal micro al macro, dalla farfalla di Amore e Psiche al gigante Ercole che scaglia Lica, passando dalla danza alla bellezza senza tempo di Paolina Borghese".

L'arte antica e la tecnologia moderna si parlano. Dialogano. Viaggio nella genesi del processo creativo del celebre scultore veneto Antonio Canova (Possagno, 1 novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) dove spettacolo e approfondimento, emozione e conoscenza si calibrano e fondono alla perfezione. A Venezia, presso la Scuola Grande della Misericordia, sta per sbarcare Magister Canova e sarà visitabile da sabato 16 giugno a giovedì 22 novembre 2018.

Ad accogliere gli ospiti, al pianoterra della struttura situata nel sestiere di Cannaregio all'inizio della fondamenta della Misericordia, una monumentale installazione site-specific di Fabrizio Plessi. Un omaggio questo al Canova. Un’opera che vuole simboleggiare il viaggio nella mente dell’artista. Passando poi al piano superiore, qui lo spazio è connotato da un enorme blocco di marmo, bianco come quello di Carrara, realizzato in architettura tessile. Qui sono allestite diverse aree di approfondimento che permetteranno al pubblico di esplorare l’intera vicenda di Antonio Canova, grazie a un percorso intimo e spettacolare al tempo stesso.

Realizzata da Cose Belle d’Italia Media Entertainment in collaborazione con la Fondazione Canova e Gypsotheca e Museo Antonio Canova di PossagnoMagister Canova ha potuto beneficiare del patrocinio di Venice International Foundation e di Friends of Venice Italy Inc., offrendo un modo nuovo per conoscere l’opera del genio di Possagno. Dopo le tre importanti mostre inaugurate il maggio scorso a New YorkCanova’s George Washington alla Frick CollectionCanova e la danza all’Istituto Italiano di Cultura e Antonio Canova by Fabio Zonta al Consolato Generale d’Italia, il Progetto Canova/Canova Mon Amour è dunque tornato in laguna.

Magister Canova si completa con importanti “stanze” dedicate a particolari approfondimenti, a cominciare da quella riservata ai disegni originali a soggetto anatomico conservati presso la Biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità o quella dedicata all’illustrazione del processo creativo maturato da Antonio Canova. Processo questo che ha rivoluzionato la successiva storia della scultura europea. Ad accompagnare l’ospite sarà la voce narrante dell'attore Adriano Giannini (Baciami ancoraHo ucciso NapoleoneIl colore nascosto delle cose) chiamato a leggere anche alcune delle lettere del giovane artista. La colonna sonora originale infine è affidata al violoncello di Giovanni Sollima.

l blocco di marmo in architettura tessile al primo piano della Scuola Grande della Misericordia a Venezia che contiene le stanze di Magister Canova, rendering
Magister CanovaIl racconto di Amore e Psiche
Tempere sulla danza di Canova © Fabio Zonta
(sx) Ercole e Lica; (dx) Amore e Psiche © Fabio Zonta

domenica 27 maggio 2018

PEI, pura meraviglia di Canada

PEI (Canada), le acque Greenwich Dunes National Park © Luca Ferrari
Viaggio nel mondo fiabescamente naturale del Greenwich Dunes National Park sulla Prince Edward Island (PEI). Sii paziente  mio amato Canada, tornerò ancora.

di Luca Ferrari

Mare. Sabbia. Vegetazione. Luce. Libertà.  È passato un po' di tempo ormai da quel viaggio su e giù nel cuore e nell’anima del Canada. A dispetto di tante altre mete raggiunte, la memoria si fa davvero dolce quando faccio capolinea in quella terra così lontana dal mio risveglio, eppure così inscritta nel mio DNA già parecchi anni prima che vi sbarcassi. E ancora oggi, quando scendo in strada con solo indosso una t-shirt, pantaloncini corti, un paio di scarpe sportive e una ricca dose di mp3, ripenso subito alla Prince Edward Island (PEI), lì dove corsi il miglior jogging della mia vita.

Il Greenwich Dunes National Park sembra un luogo ai confini del mondo ma non è così. Questo è il vero mondo. Questo è il mondo dove avrei sempre voluto vivere. Sono arrivano fin qua e non avevo idea di cosa avrei provato. Ho mosso un passo, ne ho fatto un altro e poi un altro ancora. Accelero. Mi sono guardato intorno ascoltando Just like Paradise di David Lee Roth. Le nuvole e le onde si muovono insieme a me. Un giorno io tornerò qui, in Canada, sulla Prince Edwards Island.


SONO SEMPRE E SOLO LÌ

Un lungo momento
di non-esitazione… uno
sguardo da volgere
in un’unica e sconfinata direzione… l’umanità
non si è fermata, però
adesso potrei perfino vedere planare
un’aquila dal collo bianco
senza necessità di cercare una preda

qui ci sono le tracce del passato,
lì c’è la memoria che si rigenera

ho solo fatto miscelare i miei passi
... uno dopo l’altro, ho disegnato
un cuore nel cielo
e ho fatto ritorno
perché avessimo le stesse impressioni
su ogni giorno rimanente
del nostro futuro

questo è il ritratto
di ciò che assomiglia al mio destino
senza interpretazioni
né indagini inchinate

racconti, lettere firmate
dalla palese anonimia
della propria solitudine
arrabbiata… non qui, non
mi sento a mio agio
a nascondere ciò che sono… non
ho paura di prendere
le mie mani
e accorparle al mio cuore… il
cielo si è inscritto
ma questo non è ancora
abbastanza… l’acqua
mi ha insegnato il cammino
ma potrei anche portarmela altrove… ora
mi posso addormentare,
domani sono certo
sarà un giorno davvero speciale
(Venezia, 26 Maggio ’18)

Just like Paradise di David Lee Roth.

In viaggio attraverso la Prince Edward Island (PEI), in Canada © Luca Ferrari
PEI (Canada), le acque Greenwich Dunes National Park © Luca Ferrari 
Canada, il mondo naturale della Prince Edward Island © Luca Ferrari
"Dear Canada and Prince Edward Island, I will return to you!" Luca Ferrari
Canada, il mondo marino-naturale del Greenwich Dunes National Park  (PEI) © Luca Ferrari

mercoledì 23 maggio 2018

Falcone e Borsellino, fratelli di Giustizia

I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Una ferita. Una dichiarazione di guerra. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non ci sono più. Si fa presto a dire che resteranno sempre dentro di noi. No, per onorare davvero la loro memoria bisogna fare di più.

di Luca Ferrari

Nei miei primi ricordi adolescenziali ci sono i volti buoni di due giudici ferocemente assassinati dal potere mafioso e abbandonati da una nazione nella loro missione di legalità. E in un’Italia sempre più lacerata da egoismi partitici, ubriaca di volgarità, incapace di uscire dalla retorica del proprio passato fascio-comunista, con le nuove generazioni sempre più abbandonate a se stesse e in fuga all’estero, onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, lottando con coraggio e unità, è forse il miglior regalo che si possa e si debba fare a questo Paese.

Ventisei anni esatti fa, il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone, magistrato italiano anti-mafia, venne fanno saltare in aria insieme a sua moglie e la propria scorta, con cinque quintali di tritolo. Il suo collega Paolo Borsellino avrebbe fatto la medesima e tragica fine (per lui ne bastarono “solo” 100 di chili) appena cinquantotto giorni dopo, il 19 luglio 1992. Falciati senza pietà. Giovanni e Paolo. Due impavidi di cui oggi, popolo a parte, resta troppo poco se non qualche fiore istituzionale di facciata per fare bella figura davanti alle telecamere in occasioni speciali.

Giovanni e Paolo. La loro missione nel nome della Giustizia per un’Italia migliore e libera, dove anche i più deboli potessero vivere in pace e senza paura. Loro però non ci sono più. Loro sono morti, e una parte d’Italia non s’è più ripresa. “Se noi siamo troppo orgogliosi e loro sono troppo veneziani, anche dentro la stessa città siamo sempre troppo lontani” scandiva il cantautore bolognese Luca Carboni nell’amara e sempre attuale Inno nazionale (1995) “E noi siamo troppo chiusi, e loro troppo altoatesini/ E anche se è caduto il muro, abbiamo sempre troppi confini”.

A guardare il mondo in questo ultimo ventennio, sotto una flebile corte di fuorviante democrazia, vedo solo guerre, ingiustizie, xenofobia e intolleranza. Non era neanche passato un mese da quel primo vile attentato, e nel pieno dei miei freschi quindici anni, passai su quello stesso punto mortale. Ero appena atterrato a Palermo, all’aeroporto Punta Raisi (oggi dedicato proprio ai due giudici), e mentre la macchina sfrecciava sull’autostrada A29, presso lo svincolo di Capaci, sentii un dolore che avrei provato molte altre volte.

Come il 26 dicembre 2003, quando mi ritrovai davanti  al cratere del World Trade Center. Non passò molto tempo ed ero nel cuore “minato” della Bosnia, stuprata dal nazionalismo più bieco e assassino. Atti diversi. Non cambia l’orrore. Di chi uccide. Di chi lascia la morte dietro di sé. Ma se mi voltassi ancora, di certo scoprirei un altro cimitero. Ovunque lo faccia. In qualsiasi direzione. Nord. Est. Sud. Ovest. Quando il solo fa traballare il potere più grande, la vendetta è sanguinosa e feroce. E se il mondo non è pronto a lottare realmente unito, finirà sempre allo stesso modo.

“Ogni volta che voltiamo la testa di fronte a un sopruso, un nuovo Giovanni Falcone viene fatto saltare in aria. Ogni volta che tolleriamo un’ingiustizia senza reagire, sopprimiamo un nuovo Paolo Borsellino”. Non m’interessa delle ossa rotte dentro le mie mani o del tempo che ho passato da solo. Tutte le menzogne che non ho mai accettato sono l’unica verità di cui ho bisogno. Il tempo dell’omertà è finito. Non voglio più onorare gli eroi solo da morti. Voglio stringere la mano dei vivi. Tutte le mani di quelle persone che stanno costruendo un mondo nuovo. Nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

giovedì 19 aprile 2018

Festa della Sensa, Venezia sposa il mare

Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Venezia rinnova l'eterno legame d'amore con l'Adriatico. Dopo secoli e secoli, la festa della Sensa è ancora qui a tramandare cultura e tradizioni.

di Luca Ferrari

Memorie di antichi domini militari. Celebrazione di pace secolari. La cultura della voga alla veneta. Dagli albori del II millennio alla sempre più vivace e multiculturale atmosfera dell'età contemporanea, l'antica Repubblica Marinara di Venezia è pronta per celebrare nuove nozze con il mare Adriatico e lanciare il tradizionale anello nelle acque lagunari a bordo della Serenissima. Non potrebbe essere diversamente. È la festa della Sensa.

Questa nuova avvincente storia (ri)comincia ogni anno con il corteo acqueo in partenza dal Bacino di San Marco, destinazione l'isola del Lido di Venezia. Le numerose imbarcazioni delle società remiere di voga alla veneta faranno da apripista alla gloriosa imbarcazione storica Serenissima. Una volta giunte nei pressi della chiesa di S. Nicolò (al Lido), attorno alla quale c'è sempre il coloratissimo mercatino, prenderà vita la cerimonia dello Sposalizio del Mare mentre dirimpetto a terra il Coro Serenissima darà un saggio delle proprie doti. Ultimo atto della celebrazione, la santa messa.

Anno dopo anno la festa della Sensa si è sempre più arricchita di nuovi eventi. Restando in tema acqueo, nel pomeriggio della domenica, sul tracciato Bacino di San Marco – Riviera San Nicolò si svolgeranno tre regate. I primi a sfidarsi saranno i giovani under 25 anni su pupparini a 2 remi, quindi a seguire le donne su mascarete a 2 remi e infine le gondole a 4 remi.

“...da dove si comincia nella propria vita per ascoltare i fondali e saettare tra le gocce?... il fondo di una scogliera vale quanto un frammento di cielo insolitamente ignorato … dalle estremità manuali ci rinviamo sempre più all'anima... è un giorno... è un conteggio... un innato invito alla propria e originale storia esistita tra conchiglie e sogni anteriori" l.f

Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, la Serenissima e il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Laguna veneziana, la Serenissima e il corteo della Sensa © Luca Ferrari
Lido di Venezia, il mercatino presso la chiesa di S. Nicolò © Luca Ferrari
Lido di Venezia, il mercatino presso la chiesa di S. Nicolò © Luca Ferrari
Laguna veneziana, il corteo della Sensa © Luca Ferrari

giovedì 1 marzo 2018

Soffice candida Venezia

Neve a Venezia lungo la fondamenta Cannaregio © Leida Tiozzo
Nevica in quasi tutta Italia. La neve è arrivata anche a Venezia. Il risultato? Un panorama mozzafiato in ogni angolo della città lagunare. Guardare (e leggere) per credere.

di Luca Ferrari

Martedì sera 27 febbraio, in anticipo di più di ventiquattro ore rispetto a quanto era stato comunicato dal Comune di Venezia, è cominciata a scendere la neve sulla città lagunare. Un concerto silenzioso di bianco andato avanti tutta la notte e quando la mattina il popolo si è risvegliato, ciò che si è trovato fuori dalle finestre è stato qualcosa di semplicemente meraviglioso. Usando il celebre slogan del film Come farsi lasciare in 10 giorni, Venezia era ricoperta di glassa.

Un tempo rarissima da vedere, nell'ultimo ventennio la neve si è presentata più spesso alle porte della laguna e aldilà di qualche inevitabile disagio, specie per gli spostamenti degli anziani (comunque nettamente inferiori rispetto a gran parte d'Italia), il risultato è uno spettacolo unico e incredibile. Social network ovviamente presi d'assalto tanto dai semplici utenti, vedi gli scatti di Leida Tiozzo, Margherita Murgia, Antonietta Salvatore e Flavia Laurino, quanto dai canali ufficiali di Venezia Unica (facebook) e Lido di Venezia (Instagram).

Complice anche una giornata le cui nubi hanno via via lasciato spazio a un cielo limpido baciato dal sole, il risultato è stato di quelli da immortalare. Che si tratti di una fondamenta, un ponte o le mete più classiche come piazza San Marco, Palazzo Ducale, ponte di Rialto e la paradisiaca panoramica della città dalla terrazza del Fondaco dei Tedeschi, il risultato è sempre quello di una nuvola soffice e candida "ad altezza acquea".

Ovviamente non c'è solo Venezia. Eccomi allora a bordo di un vaporetto e via, fino all'isola del Lido di Venezia già a suo agio con le soffici nevicate. Si cammina di via in via, godendosi la prospettiva dei canali interni e i ponti traboccanti di bianco fino ad arrivare lì dove, ogni fine estate, ha sede l'unica e inimitabile Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il festival della settima arte più antico del mondo. E prima di tornare al calduccio, ancora una tappa insulare. Alla Giudecca, questa chiamata anche l'isola dell foche poiché vi batte poco il sole.

Non l'ideale d'inverno dunque ma perfetta per rigenerarsi nelle sempre più frequenti ondate di calore estive. Superata la Palladiana chiesa di San Giorgio, eccomi fare due passi poco oltre la collega delle Zitelle fino alla storica Villa Heriot, di recente visitata da colorate maschere di Carnevale, e sede dell'UIA - Università Internazionale dell'Arte, istituto direttamente affacciato sulla laguna dove si studia per diventare tecnico del restauro di beni culturali.

Oggi intanto, giovedì 1 marzo, la neve ha ricominciato a cadere da un poetico cielo plumbeo.

Neve a Venezia e la sua laguna © Antonietta Salvatore
Neve a Venezia sopra le colonne di San Marco e San Todaro © Margherita Murgia
Neve a Venezia in piazza San Marco © Venezia Unica
Neve a Venezia davanti a Palazzo Ducale © Venezia Unica
Neve a Venezia sopra i tetti © Flavia Laurino
Neve a Venezia sopra i tetti © Flavia Laurino
Neve al Lido di Venezia davanti all'ex-Casinò, sede della Mostra del Cinema © lido_di_venezia_
Neve al Lido di Venezia © lido_di_venezia_
Neve a Venezia sull'isola della Giudecca presso Villa Heriot,
dove si studia per diventare tecnici del restauro di beni culturali © Luca Ferrari
Neve a Venezia sull'isola della Giudecca presso Villa Heriot,
sede dell'UIA - Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari

lunedì 12 febbraio 2018

Villa Heriot, le maschere di Carnevale

Maschera lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Villa Heriot, storica sede dell'Università Internazionale dell'Arte di Venezia, è stata "dolcemente" invasa dalla magia delle maschere di Carnevale.

di Luca Ferrari

Infusione di lilla. Rivoli di giallo ocra. Fruscii argentati. Sorgenti di placida oscurità. Misteriose espressioni sussurrate. Un nugolo di maschere avanza curioso lungo calle Michelangelo. Sono arrivati da lontano. Hanno vagato e ammirato la Serenissima. Si sono lasciati alle spalle la chiesa del Redentore, epicentro dell'omonima festa-celebrazione estiva, e la poco distante chiesa delle Zitelle. Si sono fatti strada tra le indicazioni e la propria curiosità. Ora sono qui. A dialogare insieme a chi si prende cura dell'arte sacra di Venezia (e non solo). Ora sono qui, allegri viandanti amichevoli.

Una visita inaspettata ed ecco l'arte ricoprirsi della fantasia più cangiante del terzo millennio. Il Carnevale di Venezia attira milioni di visitatori ogni anno. E anche se la maggioranza ama concentrarsi nelle zone più classiche della città lagunare (piazza San Marco, ponte di Rialto, Canal Grande) percorrendo la fin troppo intasata Strada Nova, c'è tutto un mondo fatto di scorci e palazzi antichi dove sanno spingersi "solo i più audaci", trovando autentiche perle panoramiche e ispirazioni con cui riempire tele e diari.

È il caso di Gilbert Jottrand, Angela e Martin JanesNick De Man, sbarcati sull'isola della Giudecca pochi giorni or sono. Raggiunta la storica Villa Hèriot, eccoli spingersi fino al primo piano dell'edificio percorrendo l'elegante scalinata marmorea e così facendo la conoscenza dell'UIA - Università Internazionale dell'Arte, istituto per diventare tecnici del restauro di beni culturali, e poi facendo tappa anche presso l'adiacente sede dell'IVESER - Istitutio Veneziano per la Storia della Resistenza.

Che cosa potrebbe desiderare di più un fotografo? Qui c'è tutto. Architettura, verde e laguna.  Il tutto nel silenzio più riservato. Villa Heriot è adagiata su di un ampio giardino, bagnato quest'ultimo dalle acque salata. Da qui si possono vedere inediti scorci insulari, inclusi il Lido di Venezia, San Servolo e San Lazzaro degli Armeni. Qui non attraccano vaporetti. Il tempo di organizzarsi e le maschere iniziano a posare all'interno della scuola, tra il colonnato d'ingresso. Un'esperienza davvero intensa. Un'esperienza dove l'arte ispira l'arte.

Scopri la bacheca fotografica su Pinterest di questa incredibile esperienza fotografico-carnevalesca.

Maschere davanti alla sede dell'IVESER © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
UIA, interno della scuola – maschere © Angela Janes
UIA, interno della scuola – maschere © Angela Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschera lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere lungo la scalinata dell'UIA © Martin Janes
Maschere in posa davanti all'ingresso dell'UIA © Angela Janes